Un risveglio dopo la vendetta

30 Luglio 2022

di Qingping, Cina

Ero da tempo leader di una chiesa. Sorella Zhang, la diacona del Vangelo, si assumeva un fardello ed era molto attiva nel suo dovere. Ma era piuttosto schietta e tendeva a usare un tono duro. A volte sottolineava i problemi che notava in me in modo molto diretto. Diceva che rimproveravo gli altri in modo altezzoso e li facevo sentire limitati. All’inizio la prendevo con atteggiamento positivo. Non mi piaceva quello che diceva, ma era tutto vero, e così, lo accettavo e cercavo di riflettere su me stessa. Ma, col passar del tempo, non riuscivo più a tollerare di vederla sottolineare i problemi del mio lavoro davanti a tutti gli altri senza alcun ritegno per la mia reputazione, e sono diventata prevenuta nei suoi confronti.

Una volta, in una riunione con alcuni diaconi, nessuno interveniva, così li ho invitati a sollevare domande o problemi. Sorella Zhang ha detto bruscamente: “Non ti piace quando sono troppo prolissa nella mia comunione, mi fai sentire limitata”. Ha aggiunto che anche altri fratelli e sorelle si sentivano così. Ho visto alcuni annuire in segno di assenso e mi sono sentita arrossire in viso. Per salvare la faccia, come scusa, ho detto che era nella mia natura parlare con durezza. Lei ha risposto che il problema non era il mio tono, ma che avevo una natura arrogante. Sorella Zhang non aveva rispetto per la mia dignità: ero in totale subbuglio interiore. Ho considerato che lei era davvero prolissa quando condivideva, quindi perché non rifletteva su di sé e dava a me del filo da torcere? Doveva avere qualcosa contro di me e di certo voleva mettermi in cattiva luce davanti agli altri. Si sarebbero irritati con me e avrebbero detto che rimproveravo le persone ed ero troppo arrogante? Questi pensieri hanno rafforzato il mio pregiudizio contro di lei.

In un’altra riunione con alcuni diaconi, lei ha detto davanti a tutti che io facevo comunione solo sulle cose positive, non sulla mia corruzione, e che non avevo smesso di essere arrogante e di limitare le persone. Mi sembrava che non parlasse mai dei miei punti di forza, ma solo dei miei difetti. Ero davvero così male? Gli altri avrebbero avuto una cattiva impressione di me e, se l’avesse scoperto, la leader avrebbe potuto dire che in tutto quel tempo non ero cambiata e che non andavo d’accordo con fratelli e sorelle: avrei potuto essere rimossa. Più ci pensavo, più cresceva il mio rancore verso sorella Zhang. Mi esponeva sempre pubblicamente, e io cedevo ogni volta senza discutere. Era ingrata e si spingeva troppo oltre. Evidenziava moltissimi miei problemi senza considerare come mi faceva apparire. Dovevo trovare l’occasione giusta per esporre anche io i suoi problemi, per metterla a nudo. A questo pensiero, mi sono morsa la lingua e ho taciuto.

In una riunione successiva, ho scoperto che l’evangelizzazione gestita da sorella Zhang era improduttiva e c’erano alcuni problemi nel suo dovere. Volevo farlo notare apertamente e metterla in cattiva luce ma, prima che potessi farlo, lei mi ha chiesto dei miei recenti sforzi per diffondere il Vangelo. Ero perplessa, ed è stato davvero imbarazzante. Secondo me, doveva riflettere su di sé se il lavoro del Vangelo non andava bene, non incolpare me. Sapeva che ero stata impegnata con il lavoro della chiesa e non avevo predicato, quindi, con quella domanda, non stava tentando di mettermi in cattiva luce? Cercava sempre di mettermi in imbarazzo; non potevo accettarlo senza reagire. Anche io dovevo parlare apertamente dei suoi problemi e ridimensionarla. In seguito, celando dei secondi fini, ho detto a un diacono: “Sorella Zhang non è efficiente nel lavoro del Vangelo e non accetta le critiche. Non riflette su se stessa, si scaglia sempre sui problemi degli altri”. In quel momento, mi sono sentita un po’ in colpa, ma poi ho pensato che lei mi aveva criticata e messa in imbarazzo per prima, quindi se lo meritava. In seguito, ho usato la possibilità di condividere il mio stato nelle riunioni per diffondere il mio pregiudizio verso di lei. Ho detto: “Quando ho chiesto del lavoro del Vangelo nell’ultima riunione, sorella Zhang non ha riflettuto sul perché non svolgesse lavoro pratico, anzi ha chiesto a me della mia predicazione. Ho sviluppato un pregiudizio su di lei, ossia che non apprende lezioni quando affronta i problemi”. Anche secondo alcuni dei presenti sorella Zhang non aveva consapevolezza di sé. Questo mi rendeva felice: da quel momento in poi, i fratelli avrebbero saputo che lei non accettava la verità, e magari avrebbero iniziato a disprezzarla e isolarla. Così non si sarebbero fidati delle sue parole, giudicando inattendibile quanto aveva rivelato in passato sui miei difetti, e io avrei mantenuto la mia immagine ai loro occhi. Quando la leader ha esaminato la questione, gli altri hanno criticato sorella Zhang e dichiarato che non ero io il problema.

Durante quel periodo, quando notavo i problemi di sorella Zhang, non la aiutavo come un tempo, e non seguivo né supervisionavo il suo lavoro. Così, pensavo, quando la leader avesse fatto una verifica e constatato che sorella Zhang non svolgeva un vero lavoro, forse l’avrebbe trattata o addirittura destituita. Non molto dopo, la leader è venuta a indagare sull’inefficienza del nostro lavoro del Vangelo. Volevo approfittare dell’occasione per parlare dei problemi di sorella Zhang e mostrare alla leader che non svolgeva lavoro pratico e rifiutava la supervisione, così l’avrebbe rimossa e io avrei potuto evitarla. Perciò, ho parlato alla leader solo dei problemi nel dovere di sorella Zhang, senza menzionare affatto che aveva imparato, si era pentita ed era cambiata. La leader mi ha ascoltata e ha giudicato gravi i problemi di sorella Zhang, così mi ha chiesto di raccogliere le valutazioni degli altri su di lei, e di occuparmene dopo aver capito come stavano le cose. In una riunione successiva, ho impartito a sorella Zhang un duro trattamento. Ho detto che era inefficiente e non permetteva agli altri di chiedere del suo lavoro. Non accettava la supervisione dei leader e stava intralciando il lavoro della casa di Dio. E parlava senza considerare i sentimenti degli altri e aveva scarsa umanità. Sorella Zhang ne è rimasta molto turbata. Poiché non sapeva accettare la verità, diceva cose offensive, aveva scarsa umanità e non era capace di svolgere lavoro pratico, era convinta di dover essere rimossa. Da allora, è precipitata in uno stato negativo da cui non riusciva a venir fuori, e il nostro lavoro ne ha risentito. In realtà, mi faceva male vederla soffrire così tanto. Mi chiedevo se non avessi superato il limite; ma, pensando a come mi aveva messo in imbarazzo in passato, ferendomi e umiliandomi, volevo che sapesse cosa significava perdere la faccia. E, se fosse stata destituita, gli altri avrebbero saputo che aveva scarsa umanità e che non ero io il problema. In seguito, ho richiesto agli altri le valutazioni su di lei. Temendo che ciò che avrebbero scritto non bastasse a farla rimuovere, ho continuato a parlare dei suoi difetti davanti a loro. Ho anche chiesto di proposito se avesse risolto problemi reali, con la sola intenzione di trovare le prove che non svolgesse lavoro concreto.

Quando sorella Liu, la leader superiore, ha capito la situazione, mi ha trattata duramente: “Sorella Zhang ha evidenziato i tuoi problemi, e tu lo hai rifiutato e l’hai giudicata di fronte a una leader, creando un polverone da un nonnulla. La stai opprimendo e le stai rendendo la vita difficile. Vuoi che sia destituita, vero? Sorella Zhang è schietta, ma non ha cattive intenzioni. Lei dice come stanno le cose. Gli altri hanno riferito che sei arrogante e ti piace rimproverare le persone e limitarle. Perché non accetti suggerimenti e aiuto, e addirittura opprimi gli altri?”. Ero leggermente ostile. Pensavo: “Non può dipendere solo da me, sorella Zhang deve pur avere dei difetti. Prendi le sue difese senza indagare?”. Ho menzionato altri suoi problemi, e poi, temendo che la leader pensasse che non vedevo i miei difetti, ho parlato brevemente della mia corruzione. Sorella Liu ha visto che non capivo affatto me stessa, così mi ha detto di leggere le parole di Dio che espongono come gli anticristi rifiutano le critiche, escludono chi dissente e opprimono gli altri. Ha inoltre analizzato che mi comportavo così per proteggere reputazione e prestigio, che percorrevo il cammino di un anticristo. Questo danneggiava sorella Zhang e influiva sul lavoro della casa di Dio. Se non fossi cambiata e non mi fossi pentita, sarei stata rimossa. Questo mi ha davvero spaventata. Mi sentivo esposta e messa da parte, così sono sprofondata in uno stato negativo. Per un po’ di tempo, ho svolto il mio dovere meccanicamente. Non volevo fare comunione e aiutare i fratelli che erano in uno stato negativo, e i nostri progetti sono diventati improduttivi. Col tempo, mi sono ritrovata in tanti vicoli ciechi, e alla fine ho capito che era sbagliato non trarre lezioni dalle critiche, e diventare invece negativa e ribelle. Ho iniziato a pensare a come mi ero comportata con sorella Zhang, così ho pregato e riflettuto.

Poi, ho letto queste parole di Dio: “Quando un anticristo subisce la potatura e il trattamento, indipendentemente da chi lo faccia, che cosa riguardi, in quale misura egli sia colpevole della questione, quanto vistoso sia l’errore, quante malvagità egli abbia commesso o quali conseguenze provochi per la Chiesa la sua malvagità, l’anticristo non tiene conto di nulla di tutto questo. Per l’anticristo, colui che lo sottopone a potatura e trattamento lo sta prendendo di mira o trova intenzionalmente qualcosa da ridire per punirlo. L’anticristo può perfino spingersi a dire di essere vittima di prepotenze e umiliazioni, di non venire trattato umanamente e di essere sminuito e disprezzato. Dopo aver subìto la potatura e il trattamento, l’anticristo non riflette mai su ciò che effettivamente ha fatto di male, quale indole corrotta abbia rivelato, se nella questione abbia ricercato i princìpi, se abbia agito secondo i princìpi della verità o abbia fatto fronte alle proprie responsabilità. Non esamina sé stesso né riflette su nulla di tutto questo, e nemmeno esamina tali questioni. Invece, guarda la potatura e il trattamento da un punto di vista umano, con un atteggiamento impulsivo. Ogni volta che subisce la potatura e il trattamento, l’anticristo sarà colmo di collera, risentimento e scontento e non ascolterà i consigli di nessuno. Non vuole accettare la potatura e il trattamento e non è in grado di ritornare dinanzi a Dio per conoscersi e riflettere su di sé, per affrontare le proprie azioni che violano i princìpi, come il fatto di svolgere il proprio dovere per pura formalità o con sbadataggine o con un comportamento sfrenato, né sfrutta questa occasione per superare la propria indole corrotta. Invece trova scuse per difendersi, per giustificarsi, e dirà perfino cose per suscitare discordia e sobillare gli altri. […] Nel complesso, in ciò che dicono e in ciò che fanno, gli anticristi non accolgono mai la verità. Che indole è quella per cui non si accoglie la verità? Non è forse un’indole di disgusto per la verità? Proprio così” (“Vogliono ritirarsi quando non c’è prestigio né alcuna speranza di ottenere benedizioni” in “Smascherare gli anticristi”). Dalle parole di Dio, ho visto che gli anticristi provano disgusto e odio per la verità. Non accettano il trattamento come proveniente da Dio, e non cercano mai la verità né riflettono sui loro problemi; al contrario, sono colmi di lamentele e malcontento e si giustificano e discolpano in ogni modo possibile. Pensano che gli altri rendano loro le cose difficili e si approfittino dei loro difetti, umiliandoli e guardandoli dall’alto in basso, quindi rifiutano di accettare la verità. Anch’io ero così. Quando sorella Zhang ha evidenziato la mia arroganza e i problemi del mio lavoro, non ho riflettuto. Ho pensato che cercasse in me dei difetti per mettermi in cattiva luce. Così mi sono vendicata, l’ho punita per rabbia. Quando la leader superiore mi ha smascherata perché avevo oppresso sorella Zhang, per la mia scarsa umanità, e per aver intrapreso la via degli anticristi, il mio malcontento è cresciuto e ho continuato a discolparmi. Mi sembrava che la leader favorisse sorella Zhang, così sono diventata negativa e ostile. Mi sono resa conto che prendevo le critiche esattamente come fanno gli anticristi, e stavo rivelando un’indole satanica di disgusto per la verità. A quel punto, ho capito di essere in uno stato pericoloso. Volevo riflettere su me stessa e pentirmi subito, per tornare sulla retta via.

In seguito, nei miei devozionali, ho letto un passo. “Siete capaci di escogitare vari metodi per punire gli altri perché non li gradite o perché non vanno d’accordo con voi? Avete mai fatto in precedenza cose del genere? In che misura ne avete fatte? Non avete forse sempre sminuito indirettamente gli altri, fatto osservazioni taglienti, avuto un tono sarcastico nei loro confronti? In che condizione eravate quando facevate queste cose? In quel momento vi stavate sfogando e vi sentivate contenti; avevate preso il sopravvento. In seguito però avete pensato: ‘Ho fatto una cosa davvero spregevole. Non sono timorato di Dio, ho trattato ingiustamente quella persona’. Nel profondo avete provato senso di colpa? (Sì.) Anche se non siete timorati di Dio, perlomeno avete una certa coscienza. Allora sarete capaci di fare cose del genere di nuovo in futuro? Saprai forse prendere in considerazione l’attacco e la vendetta nei confronti degli altri quando li disprezzi e non vai d’accordo con loro, o quando non ti obbediscono e non ti ascoltano? Avete mai fatto una cosa di questo tipo? Che tipo di umanità possiede una persona che fa una cosa del genere? Quanto a umanità, è una persona maligna. Valutata in base alla verità, non riverisce Dio. Nelle parole e nelle azioni non ha principi; agisce in maniera arbitraria e fa ciò che preferisce. Quanto all’essere timorati di Dio, persone del genere hanno forse conseguito un qualche ingresso? Ovviamente no; la risposta è ‘no’ al cento per cento” (“Le cinque condizioni necessarie per intraprendere la retta via nella propria fede” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio rivelavano precisamente il mio stato. Ero del tutto priva di riverenza verso Dio e avevo un’umanità malvagia. Attaccavo e mi vendicavo di chiunque mi offendesse. Quando sorella Zhang è stata così schietta sui miei problemi, mi sono sentita umiliata davanti ai diaconi. All’inizio sapevo trattenermi e costringermi ad accettarla, ma dopo un certo numero di volte ho provato rancore nei suoi confronti. Volevo trovare dei difetti in lei e vendicarmi, per farle capire cosa si provava a perdere la faccia. Quando ho rilevato problemi nel suo lavoro, non l’ho aiutata e ne ho approfittato per rimproverarla e metterla in cattiva luce. Non raggiungendo il mio scopo, mi sono irritata ancora di più e l’ho giudicata alle sue spalle, per indurre fratelli e sorelle a disprezzarla ed emarginarla. Ho parlato intenzionalmente dei suoi problemi alla leader, sperando che la criticasse e la rimuovesse. Pensavo che così non mi avrebbe più causato problemi, e avrei potuto riscattare la mia immagine agli occhi dei fratelli. Le mie azioni non hanno solo danneggiato e ferito molto sorella Zhang, ma anche gravemente intralciato il lavoro del Vangelo. Ho visto che avevo una natura davvero subdola e malvagia. Non riuscivo a gestire la minima offesa, mancavo totalmente di umanità. Ho considerato che Dio mi aveva innalzata al ruolo di leader, affinché cooperassi in armonia con gli altri nei nostri compiti e potessimo aiutarci reciprocamente e cambiare la nostra indole di vita. Ho attaccato sorella Zhang e mi sono vendicata di lei per la mia reputazione e il mio prestigio, creando scompiglio e mettendo gli altri in agitazione. Ho ferito i miei fratelli e sorelle e ostacolato il lavoro della casa di Dio. Ho visto che stavo davvero compiendo il male.

In seguito, leggendo le parole di Dio, ho compreso meglio la mia natura malvagia. La parola di Dio dice: “Attaccare e vendicarsi sono azioni e manifestazioni derivanti da una natura satanica maligna, nonché un tipo di indole corrotta. Le persone pensano così: ‘Se tu non sei gentile con me, io sarò scorretto con te! Se tu non mi tratti con dignità, perché io dovrei trattarti con dignità?’ Che modo di pensare è questo? Non è forse un modo di pensare vendicativo? Dal punto di vista di una persona comune, questo modo di vedere non è forse praticabile? Non è forse solido? ‘Non attaccherò se non sarò attaccato; ma, se mi attaccheranno, di certo risponderò’ ed ‘Ecco un assaggio della tua stessa medicina’: i miscredenti dicono spesso cose di questo tipo; per loro sono fondamenti logici validi e del tutto conformi alle nozioni umane. Invece, che opinione dovrebbero avere di queste parole coloro che credono in Dio e perseguono la verità? Simili idee sono forse corrette? (No.) Perché non lo sono? In che modo andrebbero distinte? Da dove hanno origine queste cose? (Da Satana.) Provengono da Satana, senza alcun dubbio. Da quale indole di Satana provengono? Provengono dalla natura maligna di Satana; contengono veleno e racchiudono il vero volto di Satana in tutta la sua malvagità e bruttezza. Racchiudono l’essenza stessa di tale natura. Qual è la natura dei punti di vista, dei pensieri, delle espressioni, delle parole e perfino delle azioni che racchiudono l’essenza di tale natura? Non sono forse di Satana? Questi aspetti di Satana sono forse in linea con le parole di Dio? Sono forse in linea con la verità? Si basano sulle parole di Dio? (No.) Sono forse le azioni che dovrebbero compiere i seguaci di Dio, e i pensieri e i punti di vista che dovrebbero possedere? (No.)” (“Solo trasformare la tua indole corrotta può liberarti da una condizione di negatività” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Gli anticristi hanno una natura feroce. In che genere di persone è questo l’aspetto principale dell’indole? (Nelle persone malvagie.) Giusto. L’aspetto principale di una persona malvagia è l’indole feroce. Quando una persona feroce deve affrontare esortazioni, accuse, insegnamenti o aiuti benintenzionati, il suo atteggiamento non è di ringraziare e accettarli umilmente, ma di incollerirsi e di provare odio estremo, ostilità e perfino desiderio di vendetta. […] Naturalmente, quando si vendica su qualcun altro per via dell’odio, non è perché nutra un vecchio rancore, ma perché quella persona ha smascherato i suoi errori. Questo indica che, indipendentemente da chi lo faccia e dal suo rapporto con l’anticristo, il semplice atto di smascherarlo può innescarne l’odio e istigarne la vendetta. Non importa chi sia, se la persona che lo fa capisca la verità o se sia un capo, un lavoratore o un qualunque eletto di Dio. Se qualcuno smaschera l’anticristo o lo sottopone a potatura e trattamento, questi tratterà tale persona come nemica e dirà perfino apertamente: ‘Sarò duro con chiunque mi sottoponga a trattamento. Se qualcuno mi sottopone a trattamento o potatura, smaschera i miei segreti, mi fa espellere dalla casa di Dio e mi priva della mia parte di benedizioni, non lo lascerò mai in pace. È così che mi comporto nel mondo secolare: nessuno osa crearmi problemi, la persona che osa infastidirmi deve ancora nascere!’ È questo il tipo di parole acrimoniose che gli anticristi pronunciano quando devono affrontare la potatura e il trattamento. Quando pronunciano tali parole, non è per intimidire gli altri né per sfogarsi in modo da proteggersi. Sono autentiche promesse di malvagità, e gli anticristi possono abbassarsi a qualsiasi metodo disponibile. Questa è l’indole feroce degli anticristi” (“Fanno il loro dovere solo per distinguersi e alimentare i loro interessi e ambizioni; non considerano mai gli interessi della casa di Dio e addirittura li vendono in cambio della gloria personale (Parte ottava)” in “Smascherare gli anticristi”). Dalle parole di Dio, ho visto che gli anticristi sono malvagi e, se qualcuno li provoca o compromette la loro reputazione o il loro prestigio, lo considereranno un nemico e si vendicheranno di lui. Sono dei veri demoni. Paragonando l’indole e il comportamento degli anticristi ai miei, non erano forse gli stessi? “Se siamo attaccati, contrattaccheremo”, “Occhio per occhio, dente per dente” e “Tutti posano carichi sul cavallo volenteroso” erano tutti veleni satanici che ritenevo giusti. Sorella Zhang ha evidenziato molte volte i miei problemi e mi ha messo in cattiva luce, così ho ritenuto giusto vendicarmi di lei. Se non avessi reagito, gli altri avrebbero pensato che fossi remissiva e dunque approfittarne. Temevo che, se lei mi esponeva sempre davanti a tutti, la leader avrebbe pensato che avessi scarsa umanità e mi avrebbe rimossa, e il mio futuro e la mia posizione sarebbero stati a rischio. Sebbene sapessi che sorella Zhang stava rivelando un problema che avevo, non ho affatto riflettuto su me stessa. Anzi, mi sono scagliata contro di lei, trattandola come un nemico, e volevo emarginarla. Anche quando ho visto sorella Zhang infelice nel suo stato negativo, cosa che ha influito sul suo dovere, sono rimasta indifferente. Me la sono presa con lei per proteggere i miei interessi, senza considerare il lavoro della chiesa o preoccuparmi minimamente di quanto l’avessi ferita. Ero davvero malvagia! Mi attenevo a quei veleni satanici, vivendo un’indole satanica e malvagia priva di umanità. Ho ricordato un anticristo che avevo incontrato in passato. Anche a lui piaceva che gli altri lo elogiassero e parlassero bene di lui, ma, quando i fratelli lo smascheravano, colpendo la sua reputazione e il suo perstigio, si infuriava, si vendicava e se la prendeva con loro, rendendo gli altri negativi e deboli. Non accettava che i leader lo smascherassero e cercava argomenti contro di loro, diffondendo nozioni ed emettendo giudizi. Era così d’intralcio che il lavoro della chiesa non poteva proseguire regolarmente. I leader gli hanno più volte offerto comunione e aiuto, ma lui non ha voluto pentirsi. Alla fine è stato espulso dalla chiesa per aver compiuto tutto quel male. Vendicandomi di sorella Zhang, non mi stavo comportando come lui? Provavo disprezzo e disgusto per il mio comportamento. Ho deciso di pentirmi e di cambiare davvero, e di diventare una persona diversa.

Ho ricercato i princìpi su come trattare gli altri e su come gestire le cose quando avevo pregiudizi verso un fratello o una sorella. Ho letto delle parole di Dio. “Nella casa di Dio, quali sono i princìpi in base ai quali vengono trattate le persone? Dovresti trattare tutti secondo i princìpi della verità, e dovresti trattare ogni tuo fratello e sorella in modo equo. Come trattarli equamente? In base alle parole di Dio, a quali persone Dio salva e quali scaccia, a quali Gli piacciono e quali Egli odia; questi sono i princìpi della verità. I fratelli e le sorelle devono essere trattati con aiuto amorevole, e reciproca comprensione e pazienza. I malfattori e i non credenti dovrebbero essere identificati, isolati e tenuti lontani. Solo questo significa trattare le persone secondo principio. Ogni fratello e sorella ha punti di forza e difetti, e tutti hanno un’indole corrotta; quindi, quando le persone sono insieme, dovrebbero aiutarsi amorevolmente a vicenda, dovrebbero essere comprensivi e pazienti, e non pignole o eccessivamente severe. […] Devi guardare come Dio tratta gli ignoranti e gli stolti, coloro che hanno una statura acerba, le normali manifestazioni dell’indole corrotta dell’umanità e coloro che sono malevoli. Dio tratta le diverse persone in modi differenti e ha anche vari modi di gestire le loro innumerevoli condizioni. Devi comprendere queste verità. Una volta capite queste verità, allora saprai come sperimentare le questioni e come trattare le persone secondo principio” (“Per guadagnare la verità, devi imparare dalle persone, dalle situazioni e dalle cose intorno a te” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Imparate a collaborare in armonia con tutti e a interagire con gli altri secondo la verità, la parola di Dio e i principi, non in base a emozioni e impetuosità. In tal modo non regnerà forse la verità nella Chiesa? Se regna la verità, le cose non saranno forse eque e ragionevoli? Non vi sembra che il coordinamento armonioso sia di beneficio per tutti? Fare le cose in questo modo è di grande beneficio per voi. Prima di tutto, è decisamente edificante e pieno di significato per voi mentre svolgete il vostro dovere. Per di più vi impedisce di commettere errori, di provocare intralci e disturbi e di intraprendere il cammino degli anticristi” (“Il corretto adempimento del proprio dovere richiede un’armoniosa cooperazione” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Da questo, ho visto che Dio ci dice di trattare ogni tipo di persona secondo i princìpi della verità. Se i veri credenti, coloro che sanno accettare la verità, rivelano solo un po’ di corruzione, come l’essere arroganti, o troppo diretti, e ci feriscono, dovremmo essere tolleranti e pazienti, aiutarli e condividere amorevolmente, e non concentrarci solo sui loro difetti. Ma i malfattori o gli anticristi che si infuriano ed emettono giudizi, o attaccano i leader e i lavoratori competendo per il prestigio, devono essere esposti, analizzati ed espulsi. Sapevo che sorella Zhang era una vera credente dotata di senso di giustizia, e che difendeva il lavoro della chiesa. Era semplicemente schietta e diretta, ma senza intenzioni malvagie. Evidenziava i miei problemi affinché capissi la mia indole corrotta, non mi allontanassi dalla retta via e non intralciassi il lavoro della chiesa. Elencava i miei difetti nelle riunioni perché vedessi le carenze del mio lavoro e seguissi i princìpi della verità nel mio dovere: lo scopo era proteggere gli interessi della chiesa. Ha manifestato un po’ di corruzione nel farlo, ma dovevo essere comprensiva, tollerante ed equa nei suoi confronti. In effetti, accettare la supervisione e i suggerimenti degli altri mi è di beneficio. Ho una natura arrogante. Ho sempre criticato gli altri e approfittato della mia posizione per rimproverarli. Questo li feriva e limitava e io non me ne rendevo conto. Smascherandomi e facendomi notare queste cose, sorella Zhang ha aiutato me e giovato al lavoro della casa di Dio. Invece io l’ho attaccata e mi sono vendicata di lei, e volevo emarginarla. Ero così malvagia e priva di umanità. Capirlo mi ha sconvolta; mi sentivo davvero in debito con sorella Zhang. Allora, le ho aperto il mio cuore. Ho parlato di come avevo rifiutato di accettare i suoi consigli e il suo aiuto, attaccandola e vendicandomi di lei per preservare reputazione e prestigio, ferendola, e di come ero stata arrogante e malvagia. Lei non mi portava rancore per tutto questo; anzi, riconosceva di essere arrogante, di parlare senza considerare i sentimenti degli altri, e quindi di non aiutarli né arricchirli. Questa condivisione aperta ha infranto le barriere tra noi due, e siamo diventate più strette. Ho davvero assaporato la pace che deriva dal praticare le parole di Dio, cosa che giova a me e agli altri.

Poi, mi sono chiesta cosa fare, in futuro, quando gli altri mi avessero smascherata e messa a nudo, quando il mio orgoglio fosse stato ferito e fossi colta da pensieri malvagi. Allora, ho letto delle parole di Dio. “Quando molti subiscono la potatura e il trattamento, può avvenire perché hanno rivelato un’indole corrotta. Può anche avvenire perché per ignoranza hanno fatto qualcosa di sbagliato e hanno tradito gli interessi della casa di Dio. O può avvenire perché i loro tentativi di cavarsela in qualche modo nel dovere hanno provocato danni al lavoro della casa di Dio. Il motivo più eclatante è quando qualcuno fa palesemente ciò che desidera senza ritegno, viola i princìpi e intralcia e ostacola il lavoro della casa di Dio. Questi sono i motivi principali per sottoporre qualcuno a potatura e trattamento. Indipendentemente dalle circostanze che provocano la potatura e il trattamento, qual è l’atteggiamento cruciale da tenere verso questa situazione? In primo luogo bisogna accettarla, chiunque sia a effettuare il trattamento, per qualunque ragione, per quanto risulti severo, quali che siano il tono e l’espressione, bisogna accettarla. E poi bisogna riconoscere ciò che si è fatto di sbagliato, che genere di indole corrotta si sia rivelata, e se si sia agito o meno secondo i princìpi della verità. Quando si viene sottoposti a potatura e trattamento, prima di tutto è questo l’atteggiamento che bisogna avere” (“Fanno il loro dovere solo per distinguersi e alimentare i loro interessi e ambizioni; non considerano mai gli interessi della casa di Dio e addirittura li vendono in cambio della gloria personale (Parte ottava)” in “Smascherare gli anticristi”). “Se nutri odio per i fratelli e le sorelle, sarai incline a reprimerli e a vendicarti su di loro; sarebbe una cosa davvero spaventosa, ed è l’indole di una persona malvagia. Alcuni si limitano ad avere pensieri e idee di odio, idee malvagie, ma non commetterebbero mai nulla di male; se tali persone riescono ad andare d’accordo con qualcuno, lo faranno, se invece non ci riescono, ne prenderanno le distanze, e ciò non influirà sul loro dovere e sui loro normali rapporti interpersonali, perché nel cuore hanno Dio e Lo venerano. Non vogliono offendere Dio e hanno timore di farlo. Sebbene queste persone possano nutrire alcuni pensieri e idee sbagliati, sono in grado di rifiutarli o abbandonarli. Esercitano moderazione nelle loro azioni, non pronunciano alcuna parola fuori luogo, e non sono intenzionate a offendere Dio a tale proposito. Una persona che parla e agisce in questo modo è una persona che possiede dei princìpi e mette in pratica la verità. Può darsi che tu sia incompatibile con la personalità di un altro, e che questi non ti piaccia, ma quando lavori con lui resti imparziale e ti trattieni dallo sfogare le tue frustrazioni mentre fai il tuo dovere, dal sacrificare il tuo dovere o dallo scaricare le tue frustrazioni sugli interessi della famiglia di Dio; sei in grado di agire secondo principio. E questo di cosa è manifestazione? È una manifestazione dell’avere un minimo di timore di Dio. Se hai un po’ più di questo, quando vedi che qualcuno ha dei difetti o delle debolezze, anche se ti ha offeso o nutre un pregiudizio su di te, sei comunque capace di trattarlo correttamente e di aiutarlo amorevolmente. Questo significa che c’è amore in te, che sei una persona che possiede umanità, che sei gentile e sai mettere in pratica la verità, che sei una persona onesta in possesso delle realtà della verità, e che hai timore di Dio. Se sei ancora di scarsa statura ma hai volontà, sei disposto a lottare per la verità, a impegnarti ad agire attenendoti ai princìpi, e sei capace di affrontare le cose e di trattare gli altri secondo principio, allora anche questo conta come avere un po’ di timore di Dio; è fondamentale. Se non riesci nemmeno a conseguire questo risultato e non sai trattenerti, sei in grave pericolo e sei davvero spaventoso. Se ti venisse assegnata una carica, potresti punire gli altri e rendere loro le cose difficili: tenderesti allora a trasformarti in anticristo da un momento all’altro” (“Le cinque condizioni necessarie per intraprendere la retta via nella propria fede” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio mi hanno fornito un percorso di pratica. Se venivo potata e trattata, allora dovevo avere qualche problema, aver rivelato un’indole corrotta, o aver intralciato il lavoro della chiesa. Qualunque tono gli altri usassero o per quanto fossero sgradevoli le loro parole, dovevo innanzitutto accettarlo e riflettere su me stessa. Anche se il mio orgoglio ne soffriva, venivo messa in cattiva luce ed ero ostile, dovevo avere riverenza per Dio, e pazienza e tolleranza verso gli altri. Non potevo attaccarli o vendicarmi per corruzione. Capito tutto questo, mi sono impegnata a praticare e ad entrare nella verità. In seguito, quando gli altri evidenziavano i miei problemi e ferivano il mio orgoglio, facevo in modo di accettarlo e, anche se avevo dei pensieri ostili, sapevo pregare, rinunciare a me stessa, non lasciarmi frenare dai miei pensieri, e mettere il lavoro della chiesa al primo posto. E sapevo discutere e ricercare con i fratelli il modo di ottenere risultati migliori. Dopo un periodo di questa pratica, ho visto veramente quanto mi siano di giovamento la supervisione e le critiche degli altri! Questo mi ha resa più capace di praticare i princìpi della verità, e di evitare di compiere il male e oppormi a Dio. Lode a Dio!

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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