Cosa ho imparato dall’arresto e dalla reclusione di mia madre

28 October 2026

di Xiao Yuxin, Cina

Nell’agosto del 2023, mia madre è stata arrestata dal PCC mentre faceva il suo dovere. Al tempo, io e i fratelli e le sorelle non ne avevamo idea. Non abbiamo saputo nulla di lei fino al settembre del 2024, quando ha inviato una lettera dal carcere. È così che abbiamo appreso che era stata condannata a quattro anni. Alla notizia mi sono sentita mancare le gambe. Il mio cuore era in preda all’agonia e ho pensato: “In passato mia mamma era già stata detenuta per aver predicato il Vangelo. Dopo il rilascio, ha continuato a fare il suo dovere lontano da casa. In tutti questi anni, la polizia è sempre venuta a casa nostra, pretendendo di sapere dove fosse. Ora è di nuovo nelle loro mani. Non riesco a immaginare come la tortureranno. La vita in prigione è dura. Riuscirà a rimanere salda?” In seguito, una sorella ha condiviso con me. Mi ha detto che gli ambienti che sperimentiamo e la sofferenza che patiamo nella vita sono tutti preordinati da Dio. Ha detto che avrei dovuto affidare mia madre nelle mani di Dio e sottomettermi alla Sua sovranità e alle Sue disposizioni. Sapevo di dovermi sottomettere, ma non appena ho pensato a quanto il PCC tratti in modo feroce i credenti in Dio Onnipotente e a come mia mamma avrebbe di sicuro sofferto terribilmente, la mia mente è piombata nel caos e non sono quasi riuscita a recepire una sola parola di ciò che mi ha detto. In seguito, ho continuato a fare il mio dovere ma, ogni volta che avevo un momento libero o non riuscivo a dormire la notte, la mente mi si riempiva di immagini di fratelli e sorelle arrestati che venivano brutalmente torturati dalla polizia o maltrattati dai detenuti, e mi preoccupavo davvero tanto per mia mamma. “Come se la cava in carcere?”, mi chiedevo. “Le restano ancora così tanti giorni e notti nella sua condanna a quattro anni. Come farà mai a superarla? Alcune persone non riescono a sopportare le torture dopo l’arresto, così diventano dei giuda. Altre firmano le Tre Dichiarazioni e tradiscono Dio. E se mia mamma non riuscisse a rimanere salda nella sua testimonianza e tradisse Dio? Tutta la sofferenza che ha patito non sarebbe stata forse vana?” Poi mi sono ricordata che, qualche mese prima, una sorella mi aveva raccontato che suo marito era stato condannato a cinque anni e mezzo per la sua fede. Stava per essere rilasciato allo scadere della pena ma, siccome si era rifiutato di vendere la chiesa o di rinnegare Dio, la polizia lo aveva addirittura picchiato a morte. Avevano perfino distorto i fatti e affermato che si era suicidato. Anche un altro fratello era stato torturato a morte un anno dopo l’arresto. Pensare a questo mi preoccupava ancora di più. Se la polizia torturasse a morte mia madre, come potrebbe mai essere salvata da Dio? Proprio non riuscivo a capirlo. Ero perplessa: “Dopo aver iniziato a credere in Dio, mia mamma ha fatto il suo dovere con diligenza. L’ultima volta che è stata arrestata non ha mai venduto nessuno né la chiesa. In seguito, ha sempre fatto il suo dovere lontano da casa per evitare l’arresto. Dio ha vegliato su di lei e l’ha protetta per tutti questi anni, allora perché questa volta non l’ha protetta? Perché Dio permette al PCC di arrestarci e perseguitarci? Se non fosse per tutta questa persecuzione, potremmo semplicemente credere in Dio e fare i nostri doveri in pace, e la mamma non sarebbe costretta a soffrire in prigione”. In quei giorni, il mio umore era pesante e oppresso. Nelle mie preghiere, non sapevo cosa dire a Dio e non riuscivo a placare il mio cuore mentre facevo il mio dovere. Non riuscivo a smettere di pensare a come stesse mia mamma ed ero in un’agonia mentale estrema. Sapevo che il mio stato era sbagliato e che avevo sviluppato delle nozioni su Dio. Poi mi è tornato in mente un passo delle Sue parole: “Le nozioni sono un grave problema. Le nozioni che gli esseri umani hanno riguardo a Dio sono come un muro che si frapponga fra loro e Dio, impedendo loro di vedere il vero volto di Dio e la Sua vera indole ed essenza. Perché? Perché quando le persone vivono in mezzo alle nozioni e fantasie sono più inclini a utilizzare le loro nozioni per determinare se le parole e l’opera di Dio siano giuste o sbagliate e per misurare, valutare, giudicare e condannare tutto ciò che Dio fa. In tal modo, in che stato precipitano spesso gli esseri umani? Possono realmente sottomettersi a Dio se vivono in mezzo alle loro nozioni? Possono avere una vera fede in Lui? (No, non possono.) Anche quando le persone si sottomettono un po’ a Dio, lo fanno secondo le loro nozioni e fantasie. Quando si fa affidamento sulle proprie nozioni e fantasie, tale sottomissione viene contaminata da questioni personali che provengono da Satana e dal mondo ed è in contrasto con la verità. Il problema delle nozioni umane riguardo a Dio è grave; è una questione importante fra uomo e Dio che deve essere risolta con urgenza” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo eliminando le proprie nozioni si può intraprendere il giusto cammino della fede in Dio (1)”). Dalle parole di Dio, ho capito quanto sia pericoloso avere nozioni su di Lui. Creano fraintendimenti e una barriera tra una persona e Dio. Se una persona non comprende le intenzioni di Dio dietro alle cose che accadono, non può sottomettersi alle Sue orchestrazioni e disposizioni. Quello era esattamente il mio stato in quel periodo di tempo. Da quando ho saputo che mia madre era in prigione, non appena pensavo alle sue sofferenze e mi chiedevo se ne sarebbe mai uscita viva, ho sviluppato delle nozioni su Dio. Non capivo perché Egli permettesse al gran dragone rosso di arrestare e perseguitare i credenti, mi lamentavo del fatto che non avesse protetto mia madre e non mettevo il cuore nel mio dovere. Se avessi continuato a vivere nelle mie nozioni invece di cercare la verità, la barriera tra me e Dio sarebbe solo cresciuta sempre di più. Così ho pregato: “Caro Dio, non sono mai riuscita a sottomettermi all’arresto di mia mamma e ho sviluppato delle nozioni su di Te. Non voglio continuare a essere così ribelle. Ti prego guidami affinché possa comprendere le Tue intenzioni”.

Durante le mie devozioni spirituali, ho letto un passo delle parole di Dio che mi ha davvero aiutata. Dio Onnipotente dice: “È necessario esaminare frequentemente nel proprio cuore qualunque cosa sia incompatibile con Dio o costituisca un malinteso nei Suoi confronti. Come si generano i malintesi? Perché le persone fraintendono Dio? (Perché vengono toccati i loro interessi personali.) Dopo aver visto i fatti riguardanti l’esilio degli Ebrei dalla Giudea, le persone si sentono ferite, e dicono: ‘All’inizio, Dio amava così tanto gli Israeliti. Li condusse fuori dall’Egitto e attraverso il Mar Rosso, diede loro la manna dai Cieli e acqua di sorgente da bere, poi diede loro personalmente le leggi per guidarli, e insegnò loro a vivere. Dio traboccava d’amore per l’uomo. Benedetto davvero chi visse in quell’epoca! Come mai Dio mutò d’un tratto atteggiamento nei loro confronti? Dove andò a finire tutto il Suo amore?’ Coi loro sentimenti, le persone non riescono ad andare oltre a questo, e iniziano a dubitare, dicendo: ‘Dio è amore, o no? Perché l’atteggiamento che Egli aveva in origine verso gli Israeliti non è più visibile? Il Suo amore è scomparso senza lasciare traccia. Ma Dio ha un po’ d’amore?’ Ecco dove si generano i loro malintesi. Qual è il contesto in cui le persone danno vita ai malintesi? Potrebbe essere il fatto che le azioni di Dio non sono compatibili con le loro nozioni e fantasie? È questo che le induce a fraintenderLo? La ragione per cui fraintendono Dio non è forse che delimitano il Suo amore? Pensano: ‘Dio è amore. Quindi, dovrebbe prenderSi cura delle persone e proteggerle, e colmarle di grazia e benedizioni. Così è l’amore di Dio! Mi piace quando Dio ama le persone in questo modo. Ho potuto vedere quanto Dio le amasse soprattutto quando le guidò attraverso il Mar Rosso. Benedetto davvero chi visse allora! Se solo ci fossi stato anch’io!’ Quando ti innamori di questa storia, tratti l’amore che Dio rivelò in quell’istante come la somma verità, e l’unica caratteristica distintiva della Sua essenza. Tu delimiti Dio nel tuo cuore, ed emetti il verdetto che ogni cosa che Egli fece in quel momento è la somma verità. Pensi che questo sia l’aspetto più adorabile di Dio, e quello che più fa sì che le persone Lo rispettino e Lo temano, e che l’amore di Dio sia così. In realtà, le azioni di Dio furono di per sé positive, ma a causa del tuo delimitare sono diventate nozioni nella tua mente, e una base sulla quale emetti verdetti su Dio. Le tue nozioni ti fanno fraintendere l’amore di Dio, come se non fosse fatto d’altro che di misericordia, premura, protezione, guida, grazia e benedizioni, come se l’amore di Dio fosse solo quello. Perché apprezzi così tanto questi aspetti dell’amore? È perché sono legati ai tuoi interessi personali? (Sì, è così.) A quali interessi personali sono legati? (Ai piaceri della carne e a una vita confortevole.) Quando credono in Dio, le persone vogliono ottenere da Lui queste, non altre cose. Non vogliono pensare al giudizio, al castigo, alle prove, all’affinamento, a soffrire per Dio, a rinunciare alle cose e a spendersi, ancor meno a sacrificare la vita. Vogliono solo godersi l’amore, la premura, la protezione e la guida di Dio, perciò emettono il verdetto che l’amore di Dio è la sola caratteristica della Sua essenza, e la Sua sola essenza. Ciò che Dio fece quando guidò gli Israeliti attraverso il Mar Rosso non è forse diventato la fonte delle nozioni delle persone? (Sì, è così.) Ha costituito un contesto nel quale le persone si sono create nozioni su Dio. Se si creano nozioni su Dio, le persone possono acquisire una vera comprensione dell’opera e dell’indole di Dio? È ovvio che non solo non comprenderanno, ma ne daranno interpretazioni errate e si creeranno nozioni in merito. Questo dimostra che la comprensione umana è troppo limitata, e non è vera comprensione. Questo perché non è la verità, ma piuttosto un tipo di amore e di comprensione che le persone analizzano e interpretano in quanto proveniente da Dio basandosi sulle loro nozioni e fantasie e sui loro desideri egoistici; ciò non è compatibile con la vera essenza di Dio. In quali altri modi Dio ama le persone oltre che attraverso la misericordia, la salvezza, la premura, la protezione e l’ascolto delle loro preghiere? (Con il castigo, la disciplina, la potatura, il giudizio, il castigo, le prove e l’affinamento.) Questo è corretto. Dio mostra il Suo amore in tantissimi modi: colpendo, disciplinando, rimproverando e con il giudizio, il castigo, le prove, l’affinamento, e così via. Sono tutti aspetti dell’amore di Dio. Solo questa prospettiva è completa ed è in linea con la verità. Se lo capisci, quando ti esamini e ti rendi conto di avere dei malintesi su Dio, a quel punto non sei in grado di riconoscere i tuoi aspetti distorti e di fare un buon lavoro riflettendo su dove hai sbagliato? Questo non può aiutarti a risolvere i tuoi malintesi su Dio? (Sì, è così.) Per riuscirci, devi cercare la verità. Fintanto che cercano la verità, le persone possono eliminare i loro malintesi su Dio, e una volta ottenuto questo, possono sottomettersi a tutte le Sue disposizioni” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo comprendendo la verità si possono conoscere le azioni di Dio”). Dopo aver letto le parole di Dio, mi sono resa conto che non riuscivo a comprendere le Sue azioni perché avevo delimitato il Suo amore in un certo modo. Credevo che l’amore di Dio significasse che Egli dovesse vegliare sulle persone e proteggerle, donando loro grazia e benedizioni, senza mai permettere che affrontassero dolore o tribolazione. Quando le azioni di Dio non si adattavano alle mie nozioni, non riuscivo ad accettarle o a sottomettermi a esse. Tutto questo perché non conoscevo veramente la Sua opera. Ricordo che, quando ero piccola, mia madre mi raccontava di come Dio avesse creato l’umanità e provveduto a tutto per noi. Nell’Età della Legge, Egli incaricò Mosè di guidare gli Israeliti fuori dall’Egitto e attraverso il Mar Rosso, mandando loro quaglie e manna nel deserto e guidandoli nella buona terra di Canaan. Nell’Età della Grazia, il Signore Gesù guarì i malati, scacciò i demoni e fu crocifisso per redimere l’umanità. Quindi, nella mia mente, l’amore di Dio consisteva unicamente in cura, protezione e concessione di grazia e benedizioni. Dopo aver iniziato a credere in Dio, ho visto che Egli ci manteneva sani e salvi e noi godevamo della Sua grazia e delle Sue benedizioni nelle nostre vite, il che mi faceva sentire ancora di più che ci amava grandemente. Ma questa volta, con mia madre arrestata e in prigione, la sua carne era destinata a soffrire molto. Mi preoccupavo che, se non fosse riuscita a rimanere salda nella sua testimonianza o se fosse stata torturata a morte dalla polizia, avrebbe perso la sua occasione di salvezza. Così, mi lamentavo di Dio per non averla protetta. Ho persino cercato di discutere con Lui, facendoGli notare quanto fosse diligente nel fare il suo dovere e come non avesse mai venduto nessuno né la chiesa quando era stata arrestata. Ero così priva di ragione! Misuravo l’amore di Dio in base al fatto che la carne guadagnasse o meno benefici e benedizioni, il che non è affatto in linea con la verità. L’amore di Dio non è solo grazia e benedizioni; include anche giudizio, castigo, prove e affinamento. Quando Dio concede grazia e benedizioni alle persone, quello è il Suo amore; tuttavia, quando predispone degli ambienti per mettere alla prova e raffinare le persone, è ancora di più una manifestazione del Suo amore. Prendiamo ad esempio l’arresto di mia madre. Dalla prospettiva della carne, lo vedevo come una cosa negativa e lo delimitavo come se non fosse l’amore di Dio. In realtà, la mia comprensione era semplicemente troppo unilaterale. Se non fosse successo, non mi sarei mai resa conto di aver delimitato Dio, di avere nozioni e fraintendimenti su di Lui, o di non avere vera conoscenza della Sua opera e del Suo amore. Allo stesso modo, anche se mia madre sta soffrendo fisicamente per via della sperimentazione dell’arresto e della prigione, se riesce a pregare e ad affidarsi a Dio e a cercare le Sue intenzioni nelle sue avversità, può comprendere la verità, crescere nella sua vita e anche la sua fede in Dio può aumentare. Questa sarebbe una cosa buona per lei. Molta dell’opera di Dio non si adatta alle nostre nozioni e non reca beneficio alla nostra carne, ma reca beneficio alla nostra vita, il che dimostra ancora di più il Suo amore. Riflettendo su questo, il mio cuore è diventato molto più luminoso.

In seguito, ho riflettuto di nuovo: perché non riuscivo a sottomettermi all’arresto di mia madre? Poi ho letto le parole di Dio: “Io non concedo alle persone la possibilità di esprimere i loro sentimenti, perché Io sono privo di sentimenti della carne, e ho sviluppato odio a livello estremo nei confronti dei sentimenti delle persone. È a causa dei sentimenti fra le persone che Io sono stato messo da parte e sono diventato un ‘terzo incomodo’ ai loro occhi; è a causa dei sentimenti fra le persone che sono stato dimenticato; è a causa dei suoi sentimenti che l’uomo coglie l’opportunità di recuperare la propria ‘coscienza’; è a causa dei suoi sentimenti che l’uomo prova sempre avversione per il Mio castigo; è a causa dei suoi sentimenti che l’uomo Mi chiama sempre ingiusto e iniquo e dice che sono incurante dei suoi sentimenti nella Mia gestione delle cose. Ho anche dei parenti sulla terra? Chi ha mai, come Me, operato giorno e notte senza darsi pensiero del cibo o del sonno, per il bene del Mio intero piano di gestione? Come potrebbe l’uomo essere paragonabile a Dio? Come potrebbe l’uomo essere compatibile con Dio?” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Parole di Dio all’intero universo, Cap. 28”). “Tutta l’umanità vive immersa nei sentimenti – e così Dio non ne evita nemmeno uno e svela i segreti nascosti nei cuori dell’intera umanità. Perché è così difficile per le persone liberarsi dei loro sentimenti? Farlo va forse oltre i criteri della coscienza? La coscienza può compiere la volontà di Dio? I sentimenti possono aiutare le persone a superare le avversità? Agli occhi di Dio, i sentimenti sono Suoi nemici: non è stato forse affermato chiaramente nelle parole di Dio?” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Lo svelamento dei misteri delle ‘Parole di Dio all’intero universo’, Cap. 28”). Ho riflettuto e mi sono resa conto che non riuscivo a sottomettermi perché vivevo nell’affetto della carne. In termini di dottrina, sapevo che le persone, gli eventi e le cose che ci capitano ogni giorno, buoni o cattivi che siano, sono permessi da Dio e dovrebbero essere accettati da Lui. Ma quando ho scoperto che mia madre era in prigione, non sono riuscita ad accettarlo da Dio, tanto meno ho cercato le Sue intenzioni. Il solo pensiero del suo dolore e tormento fisico e mentale in prigione mi spezzava il cuore. Non volevo che soffrisse. Temevo anche che non riuscisse a rimanere salda nella sua testimonianza, che diventasse una giuda e quindi non venisse salvata, o che la polizia la torturasse a morte in prigione e io perdessi mia madre. Mi sono schierata dalla parte dei miei affetti della carne e ho discusso con Dio, lamentandomi che Egli non l’avesse protetta. Tutto ciò che pensavo era in opposizione a Dio. Mi stavo mettendo contro di Lui e mi stavo opponendo a Lui. Ho pensato a Giobbe durante le sue prove. Perse tutto il suo bestiame, tutti i suoi beni e tutti e dieci i suoi figli, e il suo corpo si coprì di ulcere maligne. Tuttavia, Giobbe non si lamentò mai. Credeva che tutto fosse nelle mani di Dio e che anche le avversità arrivassero con il permesso di Dio, eppure continuò a sottomettersi a Dio e a lodare il Suo nome. Ho visto che Giobbe aveva un cuore che teme Dio. Io sono ben lontana dall’essere come lui! Quando ho saputo che mia madre era stata arrestata ed era in prigione, proprio non riuscivo ad accettarlo. Vivevo completamente negli affetti. Anche se sapevo che questo aveva il permesso di Dio, non riuscivo a sottomettermi. Discutevo con Dio e dentro di me mi opponevo a Lui. Dov’era il mio cuore che teme Dio? È chiaramente il gran dragone rosso a odiare Dio e ad arrestare e perseguitare i credenti, ed è per questo che mia madre sta soffrendo così tanto dopo il suo arresto. Ma invece di odiare il PCC, mi lamentavo di Dio. Avevo una visione completamente distorta ed ero incapace di distinguere il bene dal male!

In seguito, ho letto altri passi delle parole di Dio e ho iniziato a comprendere un po’ il significato del perché Dio permette la persecuzione e le tribolazioni. Dio dice: “Nel corso della Sua opera, sin dal principio, Dio ha predisposto prove per ogni persona – o si potrebbe dire per ogni persona che Lo segue – e queste prove hanno dimensioni diverse. Vi sono coloro che hanno sperimentato la prova di essere rifiutati dalla loro famiglia; coloro che hanno sperimentato la prova di un ambiente ostile; coloro che hanno sperimentato la prova di essere arrestati e torturati; coloro che hanno sperimentato la prova di trovarsi di fronte a una scelta; coloro che hanno affrontato le prove del denaro e del prestigio. In linea di massima, ognuno di voi ha affrontato ogni sorta di prove. Perché Dio opera così? Perché Dio tratta tutti così? Che genere di risultato vuole ottenere? Qui sta il punto che desidero trasmettervi: Dio vuole vedere se questa persona è o no del tipo che teme Dio ed evita il male. Ciò significa che quando Dio ti assegna una prova, facendoti affrontare qualche situazione, vuole testare se tu sia o no una persona che teme Dio ed evita il male” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “Come conoscere l’indole di Dio e i risultati che la Sua opera deve raggiungere”). “Nel corso dell’opera del Suo costante approvvigionamento e supporto dell’uomo, Dio gli comunica la totalità delle Sue intenzioni e dei Suoi requisiti e gli mostra i Suoi atti, la Sua indole e ciò che Egli ha ed è. L’obiettivo è quello di dotare l’uomo di statura e di consentirgli di guadagnare da Lui varie verità mentre Lo segue, verità che sono le potenti armi donate da Dio all’uomo con le quali combattere Satana. Così equipaggiato, l’uomo deve affrontare i test di Dio. Egli ha molti mezzi e vie per testare l’uomo, ma ognuno di essi richiede la ‘collaborazione’ del nemico di Dio: Satana. Vale a dire, dopo aver dato all’uomo le armi potenti con le quali combattere contro Satana, Dio consegna l’uomo a Satana e consente a quest’ultimo di ‘testare’ la statura dell’uomo. Se l’uomo riesce a liberarsi dagli schieramenti di battaglia che Satana ha predisposto, a fuggire dal suo accerchiamento e restare vivo, avrà superato il test; se invece non riesce a liberarsi dagli schieramenti di battaglia di Satana ed è soggiogato a esso, non avrà superato il test. Qualsiasi aspetto dell’uomo Dio testi, i criteri dei Suoi test sono se l’uomo, quando viene attaccato da Satana, rimanga saldo nella sua testimonianza oppure no, e se egli, quando viene accalappiato da Satana, rinunci a Dio e si arrenda e ceda a Satana oppure no. Si potrebbe dire che se l’uomo possa essere salvato o meno dipende dal fatto che riesca o meno a vincere e sconfiggere Satana, e guadagnare o meno la libertà dipende dal fatto che sia in grado, da solo, di impugnare le armi dategli da Dio per vincere la schiavitù di Satana, facendo sì che Satana rinunci a ogni speranza e lo abbandoni. Se Satana rinuncia alla speranza e abbandona qualcuno, ciò significa che non tenterà più di portare via questa persona a Dio, non la accuserà né disturberà più, non la devasterà né attaccherà mai più in modo sfrenato; solo una persona di tal fatta sarà stata veramente guadagnata da Dio. Ecco il processo completo tramite il quale Dio guadagna una persona” (La Parola, Vol. 2: Riguardo al conoscere Dio, “L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II”). “Coloro che seguono sinceramente Dio sono in grado di resistere all’esame a cui viene sottoposto il loro lavoro, mentre coloro che non seguono sinceramente Dio sono incapaci di resistere a qualsiasi prova da parte di Dio. Prima o poi saranno scacciati, mentre i vincitori rimarranno nel Regno. Il fatto che l’uomo cerchi sinceramente Dio oppure no può essere determinato solo testando il suo lavoro, ossia attraverso le prove da parte di Dio, e non ha nulla a che fare con ciò che l’uomo stesso determina. Dio non respinge alcuna persona alla leggera; tutto ciò che Egli fa è in grado di convincere del tutto l’uomo. Egli non fa nulla che sia invisibile all’uomo, né compie alcuna opera che non sia in grado di convincere l’uomo. Il fatto che la credenza dell’uomo sia vera o no è dimostrato dai fatti e non può essere determinato dall’uomo. Che ‘il grano non possa diventare zizzania, e la zizzania non possa diventare grano’ è indubbio. Tutti coloro che amano sinceramente Dio alla fine rimarranno nel Regno e Dio non tratterà ingiustamente nessuno che Lo ami sinceramente” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “L’opera di Dio e la pratica dell’uomo”). Dalle parole di Dio, ho capito che Egli permette che le persone si imbattano nella persecuzione e nella tribolazione per perfezionarle e renderle leali e sottomesse a Lui. Allo stesso tempo, Egli rivela ed elimina coloro che non sono sinceri verso di Lui. Negli ultimi giorni, Dio esprime la verità per provvedere a noi e ci comunica tutte le Sue richieste. Poi, predispone alcuni ambienti reali per metterci alla prova e testarci, per vedere se siamo sinceri e sottomessi a Lui. Se riusciamo a prendere la verità come nostra arma per combattere Satana, a rimanere saldi nella nostra testimonianza a Dio durante le prove e a svergognare del tutto Satana, allora diventiamo persone che sono state guadagnate da Dio. Prendiamo ad esempio gli arresti e la persecuzione da parte del PCC. I credenti sinceri, nonostante il loro dolore e la loro debolezza, non negano né tradiscono Dio. Al contrario, attraverso la persecuzione di Satana, vedono chiaramente il volto orribile del diavolo. Nei momenti di debolezza e dolore, l’illuminazione e la guida delle parole di Dio danno loro una fede ancora più grande e sono disposti a rischiare la vita per rimanere saldi nella loro testimonianza. Attraverso questo tipo di ambiente, Dio guadagna i cuori sinceri delle persone e opera la verità in loro. È come per la protagonista del film “Il fuoco dell’affinatore”. Per costringerla a tradire Dio, la polizia l’ha spogliata nuda e le ha dato scosse su tutto il corpo con manganelli elettrici. Ha sopportato torture estreme, ma le parole di Dio le hanno dato fede. Avrebbe preferito morire piuttosto che tradire o negare Dio. Ha reso una clamorosa testimonianza a Lui e, alla fine, ha svergognato Satana. Ho visto che i credenti sinceri, indipendentemente dagli ambienti che sperimentano o da quanta sofferenza o tortura sopportano, sanno mantenere salda la loro lealtà a Dio. Per loro, le tribolazioni e la sofferenza sono un modo per essere perfezionati e sono anche una speciale benedizione da parte di Dio. Tuttavia, coloro che non sono sinceri verso Dio Lo negano e Lo tradiscono per autoconservazione quando affrontano torture fisiche, dolore o la minaccia di morte. Queste persone sono la zizzania che viene rivelata, le stesse che Dio eliminerà. Dio usa il gran dragone rosso come servitore sia per rivelare che per perfezionare le persone. Dio è così saggio! Mi sono ricordata che mia madre aveva preso una risoluzione dopo il suo ultimo arresto: anche se fosse stata arrestata di nuovo, si sarebbe attenuta saldamente alla sua fede, avrebbe perseverato nel seguire Dio e non Lo avrebbe mai tradito. Questo arresto è un test da parte di Dio per lei. Se tradisce Dio per proteggere la sua carne, sarà rivelata. Ma se riesce a pregare Dio e ad affidarsi a Lui, a rimanere salda nella sua testimonianza per Lui a prescindere da quanto Satana la perseguiti, allora questo ambiente la perfezionerà, accrescendo la sua fede e il suo amore. È anche un’opportunità che Dio le ha dato per rendere testimonianza: una speciale benedizione da parte Sua. Comprendendo questo, nel mio cuore ho abbandonato alcune delle mie preoccupazioni per mia mamma.

Continuando a ricercare, mi sono resa conto di avere un altro punto di vista sbagliato. Pensavo che, se qualcuno fosse stato perseguitato a morte in prigione, non avrebbe potuto essere salvato. Solo quando ho letto un passo delle parole di Dio il mio punto di vista è radicalmente cambiato. Dio dice: “Non parliamo dell’esito finale di quei martiri, né del verdetto in merito al loro comportamento emesso da Dio, ma domandiamo questo: quando quei martiri arrivarono alla fine, i modi in cui le loro vite finirono erano in linea con le nozioni umane? (No, non lo erano.) Dalla prospettiva delle nozioni umane, quei martiri pagarono un prezzo così grande per propagare l’opera di Dio, ma alla fine furono gravemente martoriati a morte da Satana. Questo non è in linea con le nozioni umane. Tuttavia, queste cose sono precisamente ciò che accadde loro: questo è ciò che Dio permise. Quale verità si può ricercare in questo? Il fatto che Dio permettesse loro di morire in questo modo era la Sua maledizione e condanna, o era la Sua disposizione e benedizione? Non era nessuna delle due cose. Che cos’era? Provoca angoscia pensare alla morte di quei martiri, eppure questi sono davvero i fatti. Quale spiegazione si dovrebbe dare per i credenti in Dio che muoiono in questo modo? Quando menzioniamo questo argomento, vi mettete nella loro posizione, quindi nei vostri cuori vi sentite turbati e provate un po’ di dolore nascosto? Voi pensate: ‘Essi fecero il loro dovere di propagare il Vangelo di Dio e vanno considerati uomini buoni, ma allora come mai fecero questa fine ed ebbero questo esito?’ In realtà, questo fu il modo in cui il loro corpo morì e trapassò; questa fu la maniera di dipartita dal mondo umano, ma ciò non significava che il loro esito fosse lo stesso. A prescindere dalle maniere della morte e della dipartita o dal modo in cui siano avvenute, non era il modo in cui Dio determinava l’esito finale di queste vite, di questi esseri creati. È una cosa che devi capire chiaramente. Al contrario, questa è stata proprio la maniera mediante la quale hanno condannato questo mondo e testimoniato le azioni di Dio. Questi esseri creati utilizzarono la loro vita più preziosa: usarono l’ultimo istante della loro vita per testimoniare le azioni di Dio, testimoniare la Sua grande potenza e dichiarare a Satana e al mondo che le azioni di Dio sono giuste, che il Signore Gesù è Dio, che Egli è il Signore e l’incarnazione di Dio. Anche fino all’ultimo istante della loro vita non rinnegarono mai il nome del Signore Gesù. Non fu forse un genere di giudizio su questo mondo? Usarono la loro vita per proclamare al mondo, per dimostrare agli esseri umani che il Signore Gesù è il Signore, che il Signore Gesù è Cristo, che Egli è l’incarnazione di Dio, che l’opera di redenzione dell’intera umanità da Lui compiuta consente a questa umanità di continuare a vivere: questo dato di fatto è immutabile in eterno. In quale misura svolsero il loro dovere coloro che subirono il martirio per aver propagato il Vangelo del Signore Gesù? Nella misura massima? E come si manifestò la misura massima? (Diedero la vita.) Proprio così: pagarono il prezzo con la loro vita. Famiglia, ricchezza e beni materiali di questa vita sono tutte cose esteriori; l’unica cosa legata al sé è la vita stessa. Per ogni persona vivente, la vita è la cosa più degna di cui fare tesoro, la più preziosa, di fatto queste persone furono in grado di offrire il loro bene più prezioso come conferma e testimonianza dell’amore di Dio per l’umanità. Fino alla loro morte, non rinnegarono il nome di Dio, né rinnegarono la Sua opera, e usarono gli ultimi istanti di vita per testimoniare l’esistenza di questo dato di fatto: non è forse la testimonianza più alta? Questo è il modo migliore di assolvere il proprio dovere; questo è ciò che significa adempiere la propria responsabilità” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Predicare il Vangelo è il dovere che tutti i credenti sono tenuti ad adempiere”). Dopo aver letto le parole di Dio, il mio cuore si è illuminato. Prima pensavo che essere perseguitati a morte dalla polizia significasse non poter essere salvati da Dio, ma non è affatto così che Dio vede la cosa. Il Signore Gesù disse: “Chi vorrà salvare la sua vita, la perderà; ma chi avrà perduto la sua vita per causa Mia, la troverà” (Matteo 16:25). Ho pensato a coloro che sono diventati dei giuda. Dopo essere stati arrestati, terrorizzati dalle torture della polizia, hanno venduto leader e lavoratori, o i loro fratelli e sorelle, e hanno anche firmato le Tre Dichiarazioni. Non hanno sofferto fisicamente e sono stati rilasciati, sono ancora vivi oggi, ma hanno perso per sempre la loro occasione di salvezza e in futuro affronteranno la punizione eterna. Ma coloro che sono stati martirizzati venendo perseguitati a morte dal gran dragone rosso, sebbene siano stati torturati a morte, sono rimasti saldi nella loro testimonianza a costo della loro stessa vita. Questa è la cosa più significativa e preziosa, ed è ricordata da Dio. È proprio come per i discepoli nell’Età della Grazia, che furono martirizzati per aver proclamato il nome del Signore Gesù. Erano leali a Dio. Dopo la loro morte, le loro anime tornarono a Dio ed Egli prese le giuste disposizioni per loro. Inoltre, le loro morti sono la prova del male compiuto da Satana nel brutalizzare il popolo eletto di Dio e sono una testimonianza vittoriosa del fatto che Dio guadagna gloria e sconfigge Satana. Il destino di mia madre è nelle mani di Dio. Tutto ciò che sperimenterà è sotto la Sua sovranità e le Sue disposizioni. Anche se venisse perseguitata a morte, sarebbe per amore della giustizia e sarebbe una cosa gloriosa. Io sono solo un minuscolo essere creato; non ho alcun diritto di dire a Dio cosa fare. Devo sottomettermi alla Sua sovranità e alle Sue disposizioni. Rendendomi conto di questo, il tormento nel mio cuore ha iniziato a placarsi.

Lo scorso gennaio, mio nonno mi ha scritto per dirmi che mia madre aveva inviato una lettera dal carcere. Diceva che il lavoro è molto faticoso e che la sua vista è notevolmente peggiorata. Sentire questo mi ha reso furiosa e mi ha spezzato il cuore. “La mamma aveva già problemi agli occhi”, ho pensato. “Facendo un lavoro così pesante ogni giorno… e se diventasse cieca? Le resta ancora così tanto da scontare. I giorni a venire saranno così duri per lei!” Poi, mi sono ricordata delle parole di Dio: “Il cammino lungo il quale Dio ci guida non è di ascesa, ma una strada tortuosa e piena di buche; inoltre, Dio dice che più il cammino è impervio e più rivela i nostri cuori amorevoli. Eppure, nessuno di noi può aprire un simile cammino. Nella Mia esperienza, ho percorso molti cammini impervi e accidentati e sopportato grandi sofferenze, e a volte ero così profondamente addolorato che sono giunto vicino a gridare, ma ho comunque percorso questa via sino a oggi. Credo che questo sia il cammino indicato da Dio, perciò sopporto lo strazio di tutta la sofferenza e vado avanti. Perché questo è ciò che Dio ha decretato, quindi chi può evitarlo? Io non chiedo di ricevere benedizioni; chiedo solo di essere in grado di seguire il cammino che devo percorrere secondo le intenzioni di Dio. Non cerco di imitare gli altri, seguendo il loro cammino; cerco soltanto di offrire la Mia devozione e percorrere sino alla fine il cammino che sono tenuto a percorrere. Non chiedo l’aiuto degli altri; a essere sincero, non posso nemmeno aiutare qualcun altro. Sembra che Io sia estremamente sensibile riguardo a tale aspetto. Non so cosa pensino le altre persone. Questo perché ho sempre creduto che quanto un individuo debba soffrire e quanto debba percorrere il suo cammino è preordinato da Dio, e che nessuno possa davvero aiutare qualcun altro” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Il cammino… (6)”). Riflettendo sulle parole di Dio, ho capito che il cammino della fede non è agevole; tutti noi dobbiamo sopportare molta sofferenza. Le avversità che ogni persona sperimenterà sono preordinate da Dio. Come la polizia tratta mia madre, quanto soffre in prigione, se diventerà cieca o no: tutto questo è nelle mani di Dio. Tutto ciò che posso fare ora è pregare di più, affidare mia madre nelle mani di Dio e chiederGli di darle la fede per sperimentare questo ambiente. Ora, quando penso a mia madre, anche se mi sento ancora un po’ in ansia e preoccupata, questo non influisce più sul mio stato. Riesco a placare il mio cuore e a dedicarmi al mio dovere, perché capisco che tutto ciò che Dio fa è buono e racchiude le Sue buone intenzioni.

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