Una violenta battaglia spirituale
di Li Jing, CinaSono diventata cristiana nel 1993 e in seguito ho incontrato la pastora Liu. Esteriormente sembrava gentile e parlava con...
Diamo il benvenuto a chi ricerca la manifestazione di Dio!
Nell’agosto del 2011, un collega mi ha predicato il Vangelo di Dio degli ultimi giorni. All’epoca, restavo esposta a farmaci chimici per molto tempo a causa del mio lavoro e soffrivo di anemia aplastica, quindi spesso prendevo le ferie per riposare e avevo molto tempo libero. Attraverso la preghiera e la lettura delle parole di Dio, sono arrivata a capire che il cielo, la terra e tutte le cose sono stati creati da Dio e che gli esseri umani provengono da Dio, e quindi dovremmo credere in Lui e adorarLo. Ho anche imparato che negli ultimi giorni Dio Si incarna ed esprime parole per salvare completamente l’umanità dal peccato e che le persone possono essere salvate solo accettando l’opera di Dio degli ultimi giorni. Dopo di che, ho spesso partecipato alle riunioni e ho letto le parole di Dio. Inaspettatamente, la mia malattia ha lentamente iniziato a migliorare. Dopo aver visto questo risultato, la mia famiglia ha appoggiato la mia fede in Dio.
Nel dicembre del 2012, il Partito Comunista Cinese ha iniziato una nuova fase di repressione e persecuzione della Chiesa di Dio Onnipotente. A quel tempo, molti fratelli e sorelle sono stati arrestati. Un giorno, mio fratello maggiore, che era il vicedirettore del Water Conservancy Bureau, mi ha chiamata a casa sua. Mi ha detto: “Il governo sta reprimendo in modo severo la Chiesa di Dio Onnipotente. Una volta scoperto che qualcuno crede in Dio Onnipotente, o che i suoi familiari credono, viene immediatamente destituito dall’incarico pubblico. Quindi, né a lui né ai suoi familiari sarà permesso di unirsi al Partito, e ai loro figli non sarà permesso di arruolarsi nell’esercito o di andare all’università. D’ora in poi devi smettere di credere in Dio. Adesso, se sarai arrestata, i tuoi figli non potranno sostenere l’esame di ammissione all’università o arruolarsi nell’esercito, perché non passeranno il controllo delle referenze politiche. Devi pensare al futuro dei tuoi figli! Inoltre, tua cognata e io lavoriamo entrambi nei dipartimenti governativi e occupiamo posizioni importanti. Se ti prendono, questo si ripercuoterà su di noi. Se ciò accadrà, chi troverà lavoro per tuo figlio in futuro?” Mia cognata e mio nipote si sono uniti all’appello affinché smettessi. Ciò mi ha rattristato molto, perché mio fratello maggiore era stato molto buono con me fin da quando ero bambina e spesso si prendeva cura delle necessità della nostra famiglia. Aveva trovato lavoro a mia figlia e gli ero sempre stata molto grata. Se avesse perso il lavoro a causa della mia fede in Dio, come avrei potuto guardarlo in faccia? E se l’intera famiglia fosse stata coinvolta, mi avrebbero odiata. Questi pensieri mi hanno un po’ turbata, quindi ho dovuto promettere loro che non sarei andata alle riunioni né avrei predicato il Vangelo. Ma mio fratello maggiore era ancora preoccupato e, prima di andarsene, ha chiesto espressamente a mio marito di tenermi d’occhio più da vicino.
Dopo di ciò, mio marito veniva spesso a trovarmi in officina per paura che uscissi per le riunioni e non mi lasciava leggere la parola di Dio a casa. Dovevo leggerla in segreto, per paura che mio marito lo scoprisse. Ho ripensato al passato, quando i miei familiari non mi impedivano di credere in Dio e di partecipare alle riunioni. Ora, poiché temevano il potere del PCC, si erano uniti per perseguitarmi e non potevo più partecipare alle riunioni o leggere la parola di Dio normalmente. Ho pensato che credere in Dio in Cina era una cosa molto difficile. Più tardi, ho letto queste parole di Dio: “Dal momento che l’opera di Dio viene intrapresa in una terra che Gli si oppone, l’intera Sua opera incontra ostacoli enormi e molte delle Sue parole non possono essere realizzate immediatamente; così, per effetto delle parole di Dio, la gente subisce un raffinamento e questo è un altro elemento di sofferenza. È estremamente arduo per Dio attuare la Sua opera nella terra del gran dragone rosso, ma è attraverso tale difficoltà che Dio compie una fase della Sua opera, in modo che Egli possa rivelare la Sua saggezza e i Suoi meravigliosi atti, e Dio usa quest’opportunità per rendere completo questo gruppo di persone. È proprio per mezzo della sofferenza delle persone, della loro levatura e di tutta l’indole satanica di chi vive in questa terra immonda, che Dio svolge la Sua opera di purificazione e di conquista, in modo che ciò Gli consenta di guadagnare la gloria e coloro che testimonieranno i Suoi atti. Questo è l’intero significato di tutto il prezzo che Dio ha pagato per questo gruppo di persone” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “L’opera di Dio è semplice come l’uomo la immagina?”). “Fra di voi, non esiste nessuno che sia tutelato dalla legge, anzi, siete penalizzati dalla legge e il problema maggiore è che nessuno vi comprende, che si tratti dei vostri parenti, dei vostri genitori, dei vostri amici o dei vostri colleghi; nessuno vi comprende. Quando Dio vi abbandona, vi diventa impossibile continuare a vivere sulla terra ma, ciononostante, nessuno di voi può sopportare di stare lontano da Dio; è questo il significato della conquista degli uomini da parte di Dio, è questa la gloria di Dio” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “L’opera di Dio è semplice come l’uomo la immagina?”). Le parole di Dio mi hanno colpita. In Cina, questo paese ateo, per il fatto di credere in Dio e seguire il giusto cammino nella vita, non solo non siamo protetti dalla legge, ma veniamo condannati e arrestati, e persino i nostri parenti vengono coinvolti. Il PCC è davvero il diavolo che odia Dio. Se uno crede in Dio e Lo segue in Cina, è destinato a essere perseguitato, ma è attraverso tale sofferenza che Dio perfeziona la fede delle persone. Una volta che ho capito l’intenzione di Dio, mi sono sentita meno triste e sono stata disposta ad affidarmi a Lui per sperimentare questo ambiente. Due mesi dopo, la supervisione di mio marito su di me è diventata meno rigorosa e ho ricominciato a frequentare di nascosto le riunioni.
Nel dicembre del 2015, ho predicato il Vangelo a un’amica. La sua famiglia lo ha scoperto e ha minacciato di denunciarmi. Mio fratello maggiore temeva che il mio arresto avrebbe potuto ripercuotersi sulla sua carriera, così lui e la mia famiglia mi hanno mandata in un ospedale psichiatrico dopo la Festa di Primavera. Quel giorno, mio figlio, mia figlia, mio fratello e mia sorella erano tutti presenti. Mia figlia soffriva di depressione e, passando davanti all’ospedale psichiatrico, ha addotto come scusa la sua recente insonnia per entrare a prendere delle medicine. Non mi aspettavo che all’uscita avrebbe portato con sé anche due infermiere con le corde in mano per legarmi. Alla fine ho capito che mi avrebbero mandato all’ospedale psichiatrico, ma era troppo tardi per scappare. La mia famiglia mi ha spinta e trascinata con la forza in ospedale. Ho lottato disperatamente e ho detto che non ero malata, ma nessuno mi ha dato retta. Quando ho visto che i miei familiari erano così spietati, ho pensato: “A prescindere dalla vostra persecuzione, non smetterò mai di credere in Dio”. Due infermiere mi hanno spinta giù sul letto quando non prestavo attenzione e mi hanno fatto un’iniezione con la forza. Dopo l’iniezione, mi sentivo stordita e troppo stanca per opporre resistenza. Poi, mi hanno fatto un cosiddetto esame. L’infermiera ha detto che la mia pressione sanguigna era troppo alta e che avrei dovuto essere ricoverata e tenuta sotto osservazione per la notte. Quella notte, sdraiata sul letto d’ospedale, ho ripensato a ciò che era successo quel giorno e ho provato un’ondata di tristezza. Non mi aspettavo che la mia famiglia mi mandasse in un ospedale psichiatrico solo per proteggere i propri interessi e non essere coinvolta a causa mia. Era stato così crudele. Come potevano queste persone essere la mia famiglia? Erano solo un branco di diavoli! Il giorno dopo ho visto il certificato medico, in cui era scritto: “Grave disturbo mentale dovuto a credenze legate al culto; soggetta a episodi maniacali istantanei quando in contatto con credenti in Dio”. Ho anche sentito dal medico che avrei dovuto essere ricoverata in ospedale, perché curare la mia condizione avrebbe richiesto tempo. Mia figlia mi ha detto: “Mio zio aveva già spiegato tutto al direttore dell’ospedale. Dovresti restare qui per qualche giorno e riflettere sulle cose con lucidità. Ti verremo a prendere quando ci dirai che non credi più in Dio”. Ero furiosa: poiché credo in Dio, mi avevano dato della malata mentale senza apparente motivo. Era tutta colpa del PCC! Se non fosse stato per il PCC che arresta e perseguita le persone che credono in Dio, inventa bugie per fuorviare le persone e coinvolge le loro famiglie, non sarei stata mandata in un ospedale psichiatrico. In quel momento, mi sono ricordata delle parole di Dio: “Il diavolo si avvinghia stretto a tutto il corpo dell’uomo, gli cala un velo su entrambi gli occhi e gli sigilla ermeticamente le labbra. Il re dei diavoli imperversa da diverse migliaia di anni e ancora oggi tiene sotto stretta sorveglianza la città fantasma, come se fosse un impenetrabile palazzo di demoni; questo branco di cani da guardia, nel frattempo, lancia sguardi rabbiosi, col terrore che Dio lo colga di sorpresa e lo spazzi via, lasciandolo privo di un luogo dove vivere felice e in pace. Come può la popolazione di una città fantasma come questa aver mai visto Dio? Hanno mai goduto dell’amabilità e dell’adorabilità di Dio? Come possono capire loro le questioni del mondo umano? Chi di loro è in grado di comprendere le intenzioni più impellenti di Dio?” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Lavoro e ingresso (8)”). La parola di Dio era assolutamente corretta. Per qualcuno nato nel paese del gran dragone rosso, non c’è affatto libertà. Il PCC reprime e perseguita in modo frenetico i cristiani, e persino gli ospedali psichiatrici sono diventati luoghi in cui esso li tortura. Ero perfettamente sana di mente, eppure ero stata rinchiusa in un ospedale psichiatrico per costringermi a tradire Dio. Odiavo il PCC, che era la mente dietro tutto questo. Più mi perseguitava, più mi permetteva di vedere chiaramente la sua diabolica essenza dell’ostilità verso Dio e rafforzava anche la mia fede nel seguire Dio.
Più tardi, il dottore ha detto alla mia famiglia: “Non preoccupatevi. Lasciatela qui per qualche mese e, quando uscirà, non crederà in Dio”. La mia famiglia credeva fosse vero, così hanno fatto le pratiche per farmi ricoverare. Dopo essere stata internata, proprio come gli altri pazienti, mi hanno fatto tre iniezioni al giorno e ho dovuto prendere le pillole a ognuno dei miei tre pasti sotto la supervisione delle infermiere. All’inizio, ho rifiutato le iniezioni e le medicine e l’infermiera mi ha minacciata: “Se non collabori, ti legheremo e ti costringeremo a prenderle!” Ho visto personalmente come venivano legati ai letti e torturati i pazienti che rifiutavano le cure. Dopo aver assistito alla crudele tortura dei pazienti, sentivo di non avere altra scelta che obbedire.
Un giorno a pranzo non sono andata a mangiare. Mi sono seduta sullo sgabello e ho pianto in silenzio, pensando tra me e me: “Non sono malata, ma sono rinchiusa qui e non ho nemmeno nessuno con cui parlare. Non posso leggere la parola di Dio, non posso fare il mio dovere e devo fare le iniezioni e prendere le medicine ogni giorno. Quando finirà tutto questo?…” Più ci pensavo, più diventavo triste. Vedendo che non avevo intenzione di mangiare, l’infermiera mi ha minacciata: “Se non mangerai, ti legheremo con le corde, come il paziente di poco fa. Ti legheremo al letto, ti metteremo un sondino nel naso e ti faremo mangiare con la forza!” Ho ripensato alla vista pietosa di quel paziente, che urlava per il supplizio, e avevo tanta paura, quindi non ho avuto scelta e sono andata a mangiare. Durante la mia degenza in ospedale, ogni giorno vedevo che i pazienti che non cooperavano con le cure venivano maltrattati e urlavano di dolore: era spaventoso da guardare. Mi sentivo come se fossi in un covo di demoni ed ero molto nervosa ogni giorno. Temevo che, passando tutto il giorno con persone malate di mente e con i dottori che mi costringevano a prendere medicine e a fare iniezioni, avrei finito con il diventarlo io stessa. Se fossi diventata malata di mente, non sarei stata più in grado di credere in Dio, quindi qual era il senso della mia vita? Nel mio dolore e nella mia impotenza, ho pregato Dio per chiederGli di guidarmi sulla strada futura. Dopo aver pregato, ho ricordato la parola di Dio: “A che cosa si riferisce la fede? La fede è il credere veramente e il cuore sincero che gli esseri umani dovrebbero possedere quando non possono vedere o toccare qualcosa, quando l’opera di Dio non è in linea con le nozioni umane, quando va oltre l’umana portata. È questa la fede di cui parlo. Gli uomini hanno bisogno della fede nei momenti di sofferenza e in quelli di raffinamento e, quando hanno fede, allora affrontano il raffinamento; raffinamento e fede sono inscindibili. Se, comunque Dio operi o qualunque sia il tuo ambiente, sei in grado di perseguire la vita e ricercare la verità, di perseguire la conoscenza dell’opera di Dio, di cercare di conoscere le Sue azioni e sai agire in armonia con la verità, questo è avere una fede autentica e dimostra che non hai perso la fede in Dio” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Coloro che devono essere resi perfetti devono essere sottoposti a raffinamento”). Le parole di Dio mi hanno fatto capire che questo ambiente era un test per vedere se avevo una fede autentica. Ho pensato a Daniele quando era stato gettato nella fossa dei leoni. Dio era con lui e aveva chiuso la bocca dei leoni affinché ne uscisse illeso. Ho capito che Daniele aveva fede in Dio, Gli aveva reso testimonianza e aveva vissuto in prima persona le Sue azioni, dunque non avrei più dovuto vivere nella paura e nella codardia. Dovevo affidarmi alla mia fede in Dio per rimanere salda nella mia testimonianza per Lui. Quando l’ho capito, ho sentito meno dolore nel cuore.
Una volta, erano le due del mattino passate e stavo dormendo quando qualcuno mi ha dato due colpetti. All’improvviso mi sono tirata su a sedere e mi sono sorpresa nel vedere qualcuno in piedi accanto al mio letto. Era una paziente psichiatrica che mi scoppiava a ridere in faccia e blaterava cose senza senso. L’ho cacciata via, ma lei non se ne voleva andare e continuava a ridere. In quel momento, si erano svegliati anche gli altri pazienti nella stanza e, alla fine, è arrivata l’infermiera e l’ha cacciata via. La maggior parte di queste persone malate di mente erano possedute da spiriti malvagi ed ero costretta ad averli intorno quotidianamente. Se quella situazione si fosse protratta oltre, prima o poi lo strazio avrebbe fatto impazzire anche me. Più ci pensavo, più diventava doloroso. In quei giorni, ho smesso di cantare canzoni e di contemplare la parola di Dio. Ero molto sconfortata e pensavo che sarebbe stato meraviglioso se qualcuno avesse potuto condividere con me. Pregavo Dio e Gli raccontavo le mie difficoltà e il mio dolore. Una mattina, tre o quattro giorni dopo, mentre guardavo la TV con gli altri pazienti nella sala comune, ho visto una donna sui trent’anni che mi sembrava di aver già visto da qualche parte. Aveva un’aria familiare. Dopo aver parlato con lei, ho scoperto che credeva in Dio Onnipotente. Come me, era stata mandata con la forza in un ospedale psichiatrico perché la sua famiglia aveva ascoltato le voci infondate del PCC. Dopo aver incontrato una sorella là, ero molto felice di avere finalmente una compagna con cui parlare. Dio aveva disposto che incontrassi una sorella in quel posto, così da poter condividere e incoraggiarci a vicenda, quindi Gli ero molto grata.
L’ospedale psichiatrico era sorvegliato dal personale medico 24 ore al giorno, quindi dovevamo trovare delle occasioni in segreto per condividere sulle parole di Dio, discutere le nostre comprensioni esperienziali, e aiutarci e sostenerci a vicenda. Una volta, nell’area ricreativa dei pazienti, le ho sussurrato: “Temo che se resterò qui troppo a lungo, diventerò anch’io malata di mente, quindi voglio davvero andarmene, ma non posso ed è molto doloroso”. Lei mi ha risposto sussurrandomi un brano della parola di Dio: “Il cuore e lo spirito dell’uomo sono in mano a Dio, e ogni cosa della sua vita viene vista dagli occhi di Dio. Che tu creda a tutto questo oppure no, tutte le cose, siano esse vive o morte, si muoveranno, muteranno, si rinnoveranno e scompariranno secondo i pensieri di Dio. Questo è il modo in cui Egli regna sovrano su tutte le cose” (La Parola, Vol. 1: L’apparizione e l’opera di Dio, “Dio è la sorgente della vita dell’uomo”). Mi ha anche raccontato della sua esperienza nell’ospedale psichiatrico e mi ha detto che Dio controlla ogni cosa, quindi non avrei dovuto avere paura, ma fare più affidamento su di Lui. Ho capito che tutto è nelle mani di Dio e, senza il Suo permesso, Satana non poteva farmi nulla. Con la guida della parola di Dio, non mi sentivo più così impaurita.
In seguito, io e la sorella abbiamo scritto le parole di Dio e gli inni che ricordavamo e ce li siamo passati a vicenda come incoraggiamento. Una volta, mi ha dato un appunto con un inno. Il testo diceva: “Con le esortazioni di Dio nel cuore, non mi inginocchierò mai a Satana. Le nostre teste possono rotolare via e il nostro sangue può scorrere, ma la schiena del popolo di Dio non può essere piegata. Porterò una testimonianza clamorosa per Dio e umilierò i diavoli e Satana. Dolore e difficoltà sono predestinati da Dio, e io sarò leale e sottomesso a Lui fino alla morte. Non farò mai più piangere o preoccupare Dio. Gli offrirò il mio amore e la mia lealtà e porterò a termine la mia missione per glorificarLo” (Seguire l’Agnello e cantare dei canti nuovi, “Desidero vedere il giorno della gloria di Dio”). Questo testo mi ha ispirata e ho sentito il mio cuore diventare più forte. A prescindere da come il diavolo Satana mi avesse trattata, non avrei mai tradito Dio. Dovevo rimanere salda nella mia testimonianza e umiliare Satana.
Il primario parlava con me praticamente una volta a settimana e ogni volta mi convinceva a rinunciare alla mia fede in Dio. Sapevo che seguiva e lavorava per il PCC, quindi la ignoravo. In seguito, è venuta a parlarmi di nuovo e mi ha chiesto cosa pensassi del mio ricovero in ospedale. Ho pensato: “Sapete tutti che non sono malata, ma poiché credo in Dio, mi trattate come se fossi malata di mente e mi tenete intrappolata qui. Mi costringete a prendere medicine e a fare le iniezioni ogni giorno. Pur essendo medici mi tormentate senza alcuna coscienza e ora volete il mio parere?” Le ho chiesto in tono accusatorio: “Non sono malata, quindi perché insiste a dire che lo sono e mi tratta come se avessi problemi psichiatrici?” Mi ha guardata, poi ha detto con malignità: “Te lo dico francamente, gli esami che ti abbiamo fatto non hanno importanza. Quello che conta è che la tua fede in Dio ti rende anormale. La tua condizione è molto più grave di quella dei malati di mente. E, solo perché tu lo sappia, non sei la prima credente in Dio Onnipotente che abbiamo qui e non sarai certo l’ultima. Se insisti a credere, finirai in galera per qualche anno. Qui l’ultima parola spetta a me. Sono io a decidere se sei malata o meno!” A quelle parole, mi sono arrabbiata molto. Gli ospedali avrebbero dovuto essere un luogo in cui salvare i moribondi e prendersi cura dei malati, ma ora erano diventati un luogo in cui il PCC torturava i cristiani. Noi crediamo in Dio e percorriamo il giusto cammino nella vita, ma il PCC usa ogni genere di mezzo spregevole per fare del male alle persone che credono in Dio. Sono diavoli fino al midollo, un partito politico di pura malvagità! A causa della mia fede in Dio, sono stata perseguitata dal PCC, rifiutata dalla mia famiglia e torturata dai dottori con i farmaci. Ho capito chiaramente che il PCC non è altro che demoni venuti sulla terra. Sono satana che si oppongono a Dio e danneggiano le persone. In seguito, io e la mia sorella abbiamo predicato il Vangelo ad altri credenti nel Signore che abbiamo incontrato in ospedale. Alcuni erano stati mandati in ospedale per curarsi a causa dell’insonnia, altri erano stati portati lì con la forza dal governo a causa della loro fede nel Signore. Alla fine, alcuni di loro hanno accettato l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni.
A causa delle iniezioni e delle medicine imposte dai dottori ogni giorno, la mia salute stava peggiorando sempre di più. Mi sentivo stordita e stanca, volevo sempre dormire, sentivo le spalle pesanti e riuscivo a malapena a trovare la forza di sollevare le braccia. Avevo chiesto ai dottori di sospendere la terapia, ma non hanno ascoltato. In seguito, le mie condizioni sono peggiorate sempre più. Avevo sempre mal di testa e mi sentivo come se fossi ogni giorno in trance. Ero sempre agitata, inquieta e molto irritabile; mi tremavano le mani e non riuscivo a tenere le cose con le bacchette. Avevo spesso incubi e anche la mia memoria era peggiorata. Spesso appoggiavo le cose e dimenticavo subito dove le avevo messe, e non riuscivo a tenere il filo del discorso. In seguito, andavo cercando cose che avevo ancora in mano ed ero molto agitata ogni giorno. Di solito mi sentivo agitata solo per pochi minuti, ma in seguito la durata di questi disagi è passata da dieci minuti a mezz’ora. Era molto spiacevole, la mia mente era fuori controllo. Mi sentivo come se avessi una disabilità mentale e mi veniva sempre da piangere. Pregavo in silenzio Dio nel mio cuore, chiedendoGli di salvarmi dalla crudeltà di Satana. Dopo più di 40 giorni in ospedale, mia figlia è venuta a trovarmi. Quel giorno, ero seduta nell’atrio con la testa bassa. Quando ho sentito mia figlia chiamarmi, ho alzato la testa e l’ho guardata per qualche secondo in stato confusionale, poi mi sono alzata lentamente, mi sono avvicinata a lei, le ho tirato le braccia e ho pianto: “Portami a casa, portami a casa…” Dopo un momento, ho ricominciato a ridere. Mia figlia è rimasta sorpresa e ha detto: “Perché sei diventata così? Sei davvero malata?” Quindi mi ha portato a casa di mio fratello maggiore. Lui l’ha rimproverata: “Perché hai riportato qui tua madre?” Poi mi ha chiesto se credevo ancora in Dio. In quel momento, la mia coscienza era un po’ più chiara, e ho detto con fermezza: “Sì! Credo in Dio, perseguo la verità e cerco di essere una brava persona e seguire il giusto cammino. Perché non dovrei credere?” Mia cognata ha detto: “Sembra che tu non sia stata lì abbastanza a lungo. È meglio se ci resti un altro po’”. Io ho risposto con rabbia: “Mi avete già costretta a quel trattamento barbaro e ora volete che torni là. Siete davvero crudeli! Prima o poi verrete puniti per questo!” Al che non hanno detto altro e mio fratello maggiore ha chiesto con riluttanza a mia figlia di avviare la procedura per la mia dimissione.
Dopo essere stata dimessa dall’ospedale, avevo continui mal di testa ed ero in trance ogni giorno. Spesso cadevo improvvisamente in uno stato di stordimento. Quando di notte si spegnevano le luci, ero molto spaventata perché mi sentivo come se fossi ritornata nell’ospedale psichiatrico; spesso avevo incubi. A detta di mio marito, a volte piangevo e ridevo a caso, e spesso perdevo la pazienza con lui. Ero terrorizzata e pensavo: “Sono davvero malata di mente? Se è così, come crederò in Dio in futuro?” Mi sono inginocchiata davanti al letto e ho pregato Dio con le lacrime agli occhi: “Dio, quello che sono diventata oggi è stato causato esclusivamente dal gran dragone rosso. Lo odio! Dio, Ti prego proteggimi, Ti prego salvami…” Dopo aver pregato, mi sono sentita un po’ più calma. Due settimane dopo, le mie condizioni sono migliorate in modo significativo e riuscivo a controllare le mie emozioni in modo consapevole. Tre mesi dopo, il mio stato mentale era tornato sostanzialmente alla normalità e il mio benessere mentale era migliorato molto, ma la memoria era ancora molto scarsa. Sei mesi dopo, ho ricominciato a partecipare alle riunioni e a svolgere il mio dovere.
I 45 giorni che ho trascorso nell’ospedale psichiatrico hanno causato molti danni alla mia mente e al mio corpo. Attraverso quella tortura, ho visto chiaramente l’essenza demoniaca del PCC dell’odiare la verità ed essere ostile a Dio. Ho odiato profondamente il PCC, il diavolo, l’ho rifiutato e mi sono ribellata a lui dal profondo del cuore. Allo stesso tempo, ho anche capito a fondo l’essenza dei miei familiari. Solo perché credevo in Dio e per paura di essere coinvolti e di avere ripercussioni sul proprio prestigio e il proprio futuro, hanno seguito il PCC e tentato di servirsi di mezzi subdoli per costringermi a rinunciare alla mia fede in Dio, arrivando persino a rinchiudermi in un ospedale psichiatrico. Che morissi o vivessi, non gliene importava nulla di me. Come potevo considerarli la mia famiglia? Erano diavoli! Dopo aver sperimentato quell’ambiente, ho veramente percepito l’amore e la salvezza di Dio. Nell’ospedale psichiatrico, quando avevo paura, soffrivo e mi sentivo impotente, Dio ha usato le Sue parole più e più volte per illuminarmi, guidarmi e darmi fede e forza, e ha fatto sì che una sorella mi aiutasse e mi sostenesse. Senza la protezione di Dio, quei demoni mi avrebbero resa completamente pazza e insensibile. Ho visto la sovranità, le disposizioni, l’onnipotenza e la saggezza di Dio. Inoltre, ho davvero sentito come solo Dio mi sia di costante supporto e possa salvare le persone e ho guadagnato una maggiore fede in Lui. Grazie a Dio!
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