Vedere i miei genitori per ciò che sono veramente

06 Maggio 2022

di Xinche, Corea del Sud

Sin da piccola, ho sempre preso i miei genitori a modello per seguire Dio. Sembravano davvero ferventi nella loro fede e disposti a fare sacrifici. Poco dopo aver accolto Dio Onnipotente, mia madre ha lasciato un ottimo lavoro per svolgere i doveri a tempo pieno. Aveva alcune capacità e conoscenze ed era disposta a pagare un prezzo, quindi svolgeva sempre dei doveri importanti nella Chiesa. Poi, la nostra famiglia è stata venduta da un giuda, e ci siamo tutti nascosti per evitare l’arresto da parte del PCC. Ma i miei hanno comunque continuato a compiere i loro doveri. Perciò, aggiungendo questo alla semplicità del loro stile di vita e al loro comportamento generale, che appariva devoto e spirituale, spesso i membri della Chiesa dicevano che i miei genitori avevano buona umanità, erano veri credenti e perseguivano la verità. Quando avevo 10 anni, a causa dell’oppressione del Partito, abbiamo dovuto separarci e non abbiamo più potuto vederci, ma io ho sempre mantenuto la grande stima che avevo di loro. Li ammiravo davvero e sentivo che avevano un’enorme fede in Dio; che, con tutti i loro sacrifici e l’adempimento di doveri importanti, di sicuro perseguivano la verità e avevano una buona umanità, e Dio li approvava. Li percepivo inoltre come persone che potevano essere salvate. Ero davvero orgogliosa di avere dei genitori così.

In seguito, abbiamo dovuto tutti fuggire dalla Cina a causa della persecuzione del Partito. Quando poi mi sono messa in contatto con loro, stavano svolgendo dei doveri anche all’estero. In particolar modo, quando ho saputo che mia madre era stata diverse volte supervisore, l’ho ammirata ancora di più. I miei credevano da anni e anni e avevano sacrificato così tanto, in più eseguivano doveri importanti. Ero certa fossero cercatori della verità, dotati di levatura, e che in futuro avrei potuto chiedere aiuto a loro ogni volta che mi fossi trovata in difficoltà. Era meraviglioso. A volte, parlavamo dei nostri stati recenti. Una volta mio padre mi ha raccontato che stava svolgendo un lavoro che secondo lui non richiedeva particolari abilità tecniche, e scarseggiava di motivazione, provava il desiderio costante di passare a un dovere diverso. Io mi trovavo nella stessa identica situazione in quel momento, così abbiamo condiviso le nostre esperienze e alcune parole di Dio. Mi è bastato poco, nutrendomi delle parole di Dio e cercando la verità, per vedere che ero selettiva riguardo al dovere. Ne volevo uno che mi facesse fare bella figura, altrimenti lo svolgevo con superficialità. Ero davvero egoista e non manifestavo vera fede. Sono riuscita a disprezzarmi e a venire fuori da quello stato. Mio padre, invece, era bloccato e incapace di motivarsi a compiere il suo dovere. Ero confusa. Aveva fede da oltre dieci anni: avrebbe dovuto possedere una certa levatura. Perché non riusciva a risolvere il problema di rifiutare il dovere assegnatogli? Per di più, quando parlavo con i miei genitori dei miei problemi, mi mandavano qualche parola di Dio e condividevano le loro idee, ma quello che dicevano non mi aiutava veramente. Ho iniziato ad avere la vaga sensazione che non capissero realmente la verità come avevo immaginato.

In seguito, i miei fratelli hanno condiviso in merito alla scrittura di saggi di testimonianza. Pensavo che, essendo credenti da molto tempo, i miei genitori avessero molte esperienze da raccontare, specialmente mia madre. Era stata oppressa da un anticristo ed espulsa dalla Chiesa ingiustamente, ma aveva continuato a diffondere il Vangelo. Dopo essere stata riammessa, aveva messo tutta se stessa in qualsiasi dovere le affidassero e ne aveva svolti di diversi, quindi doveva avere una grande esperienza. Ho pensato che avrebbe dovuto scriverne per testimoniare Dio. Ho iniziato ogni tanto a suggerirle di scrivere un saggio, ma lei continuava a sottrarsi, dicendo che voleva farlo ma era troppo impegnata nel suo lavoro e non riusciva a trovare il tempo. Sapevo che era davvero impegnata con il suo dovere, ma questa non era una scusa. Se aveva davvero una testimonianza da condividere, non sarebbe occorso molto tempo per scriverla. Una testimonianza a Dio tratta dai suoi anni di fede sarebbe stata così significativa! Ho continuato a spronarla, ma lei non ha mai scritto nulla. Una volta mi ha detto che non riusciva a organizzare i suoi pensieri quando cercava di scrivere e non sapeva da dove cominciare, quindi voleva discuterne con me. Ero così felice. Volevo davvero sentire tutte le sue esperienze nel corso degli anni. Ma sono rimasta davvero sorpresa: nel raccontare di quello che le era successo e della corruzione che aveva manifestato, non ha condiviso nessuna vera comprensione, ha solo fatto un lungo elenco di aspetti negativi, delimitando se stessa. Sembrava addolorata nel parlare delle sue esperienze passate, come se si fosse sottomessa forzatamente. Non menzionava nulla di ciò che aveva guadagnato. La nostra conversazione mi ha molto delusa. Pensavo che, se davvero aveva guadagnato qualcosa, per quanto doloroso fosse stato sul momento, leggere le parole di Dio, cercare la verità e apprendere la Sua volontà l’avrebbe guidata a una vera comprensione di se stessa e di Dio, cosa che in definitiva sarebbe stata più che appagante. Invece, dal modo in cui parlava delle sue esperienze passate, sembrava ancora soffrirne molto, e aveva una comprensione intuitiva e poco concreta di se stessa. Non significava che le mancava l’esperienza pratica? Non c’era da meravigliarsi che fosse così riluttante a scrivere una testimonianza per Dio. La mancanza di tempo era una scusa. In realtà, non aveva ottenuto la verità né alcun guadagno effettivo, quindi non poteva scrivere nulla. Mio padre voleva provare a scrivere qualcosa, ma il suo saggio era pieno di banalità, non parlava molto della conoscenza di sé o di ciò che aveva guadagnato. Questo contrastava con i suoi anni di fede. Ho rammentato queste parole di Dio: “Il fatto che tu possa essere salvato non dipende dalla tua anzianità di servizio o da quanti anni tu stia lavorando, tanto meno da quante credenziali tu abbia. Piuttosto, dipende dalla tua ricerca, se ha portato frutti. Dovresti sapere che i salvati sono gli ‘alberi’ che portano frutto, non quelli rigogliosi di fogliame e di fiori ma che non portano frutto. Anche se hai passato molti anni a girare per le strade, cosa significa? Dov’è la tua testimonianza?” (“Pratica (7)” in “La Parola appare nella carne”). Queste parole mi hanno aperto gli occhi. È vero. Non importa l’anzianità, quanto lavoro o quante esperienze qualcuno abbia accumulato: se non trae alcun guadagno reale da ciò che ha attraversato, se non acquisisce la verità né rende testimonianza, significa che è sprovvisto della vita. Una simile persona non potrà mai essere salvata. Non so descrivere come mi sono sentita nel comprenderlo. Era crollata per la prima volta l’immagine che avevo dei miei, di persone che comprendevano la verità e dotate di levatura. Non capivo. Dopo tutti quegli anni di fede e tanti sacrifici, perché non avevano acquisito la verità? Incapace di trattenermi, ho pianto da sola con me stessa. Ho smesso di ammirarli come un tempo, ma pensavo ancora che a prescindere, dopo aver dato così tanto in tutti quegli anni, almeno possedessero una degna umanità e fossero veri credenti. Se avessero saputo compiere bene il loro dovere e iniziare a perseguire la verità, avrebbero ancora potuto salvarsi. Ma poi altri fatti hanno cambiato la visione che avevo di loro.

Un giorno, ho scoperto che mio padre era stato rimosso dal suo dovere perché era sempre negligente e pigro e non lo svolgeva bene. Poco dopo, ho saputo che anche mia madre era stata sostituita per la sua scarsa umanità, per non aver difeso gli interessi della Chiesa, e perché era troppo arrogante e di disturbo nel suo dovere. Ero sconvolta e stentavo a crederci. Come era potuto succedere? Non essere capaci di svolgere un dovere, in pratica, non equivaleva a essere espulsi? Avevano scarsa umanità? In passato, chiunque conoscesse i miei genitori ripeteva che erano dotati di grande umanità, altrimenti come avrebbero potuto fare tante rinunce? Ero davvero turbata, e continuavano ad assalirmi preoccupazioni di ogni sorta. Mi chiedevo come stessero, se soffrissero. Mi sentivo sempre più triste e depressa, e sapevo che di sicuro erano stati rimossi in base ai principi della verità, che era giusto, ma faticavo ad accettarlo. I miei genitori ne avevano passate tante, sempre braccati dal Partito Comunista, ed eravamo rimasti separati per così tanto tempo in tutti quegli anni. Speravo davvero che ci saremmo riuniti nel Regno quando Dio avesse completato la Sua opera. Tuttavia, dopo aver attraversato così tanti alti e bassi e aver svolto così tanto lavoro, come potevano essere sostituiti così facilmente? Ero sempre più arrabbiata per questo, e non riuscivo a trattenere le lacrime. Per alcuni giorni, non ho fatto che sospirare e non avevo energia per il mio dovere. Ogni volta che ci pensavo, mi sentivo arrabbiata e priva di forze. Di colpo, ho perso ogni stimolo a ricercare. Sapevo di non essere in un buono stato e continuavo a ripetermi: “Mamma e papà sono stati rimossi per una buona ragione. Dio è giusto”. Ma non riuscivo ad accettarlo nel mio cuore e cercavo di disquisire con Dio. C’erano fratelli e sorelle che non avevano dato alcun contributo reale alla Chiesa né svolto alcun dovere significativo, e compivano ancora il proprio dovere; quindi perché mia madre e mio padre non potevano mantenere il loro? Qualsiasi carenza avessero, anche se non avessero contribuito a nulla in tutti quegli anni, si erano impegnati, quindi non potevano avere un’altra possibilità, visto quanto avevano sofferto e lavorato? Il mio stato non era dei migliori, mi ero irrigidita e non trovavo alcuna motivazione per ricercare la verità. Ho pregato davanti a Dio: “Dio, sono davvero in difficoltà. Ti prego, guidami e aiutami a conoscere la Tua volontà”.

In seguito, ho chiesto a una sorella come gestire il mio stato, e non ho potuto fare a meno di piangere mentre le spiegavo tutto. Lei mi ha risposto: “Ai tuoi genitori sono stati tolti i loro doveri, ma non sono stati espulsi. Perché sei così arrabbiata? Dovresti vedere in questo l’amore di Dio. Dio sta dando loro la possibilità di pentirsi”. Le sue parole mi hanno davvero aperto gli occhi. Era vero. Dio non ha mai affermato che sollevare qualcuno da un dovere equivalga a espellerlo. E alcuni fratelli e sorelle iniziano a riflettere su se stessi, a provare rimorso, a cambiare veramente e a pentirsi solo dopo essere stati rimossi. Dopo di che, assumono di nuovo un dovere. In ogni caso, svolgere un dovere non comporta poter essere salvati a pieno. Se non si persegue la verità, si può comunque essere smascherati ed espulsi da Dio. In effetti, la loro sostituzione era una possibilità di pentimento offerta ai miei genitori da Dio, mentre io pensavo che equivalesse a un’espulsione. Questo non è in linea con la verità. Vederla in questo modo mi ha fatta sentire un po’ meglio, ma continuavo a provare rabbia ogni volta che ci ripensavo, e ad avere la sensazione che la Chiesa fosse stata troppo severa con loro.

Poi, ho letto due passi delle parole di Dio: “Quando affronti i problemi della vita reale, come devi conoscere e capire l’autorità di Dio e la Sua sovranità? Quando affronti questi problemi e non sai come comprenderli, gestirli e sperimentarli, quale atteggiamento devi adottare per dimostrare la tua intenzione e il tuo desiderio di sottometterti, e la realtà della tua sottomissione alla sovranità e alle disposizioni di Dio? Innanzitutto devi imparare ad aspettare, poi a cercare e quindi a sottometterti. ‘Aspettare’ significa attendere il momento di Dio, attendere le persone, gli eventi e le cose che Egli ha predisposto per te, attendere che la Sua volontà ti si riveli gradualmente” (“Dio Stesso, l’Unico III” in “La Parola appare nella carne”). “Quanto più ti manca la comprensione in una certa materia, tanto più dovresti avere un cuore pio e timorato di Dio, e presentarti spesso al Suo cospetto per ricercare la Sua volontà e la verità. Quando non capisci qualcosa, hai bisogno dell’illuminazione e della guida di Dio. Quando ti trovi di fronte a cose che non comprendi, hai più bisogno che Dio operi in te, e questo è segno della Sua buona intenzione. Più ti presenti davanti a Dio, più il tuo cuore è vicino a Lui. E non è forse vero che più il tuo cuore è vicino a Dio, più Egli dimora in esso? Se Dio è più presente nel cuore delle persone, il loro stato, la loro ricerca e la loro condizione miglioreranno o peggioreranno? Sicuramente miglioreranno” (I discorsi di Cristo degli ultimi giorni). Leggere le parole di Dio mi ha tranquillizzata. Dio afferma che meno si capisce qualcosa, più si dovrebbe cercare la verità con riverenza verso Dio per migliorare il proprio stato sempre più. Quanto alla rimozione dei miei genitori, sapevo che la Chiesa doveva averla ritenuta appropriata e che non dovevo lamentarmi. Cercavo di non soffermarmici su, ma non avevo affatto risolto i miei fraintendimenti o la mia distanza da Dio. Ogni volta che ci pensavo, mi sentivo ancora ferita. Poi ho capito che, quando siamo confusi in merito a qualcosa, dobbiamo ricercare la verità, e non seguire le regole, frenarci, e lasciare che le cose si perdano nella nebbia: non è così che si risolvono i problemi. La verità era che non conoscevo molto bene i miei genitori. Sapevo solo che sembravano aver fatto molti sacrifici e che gli altri avevano una buona opinione di loro, ma era una visione davvero parziale e limitata. Volevo appurare cosa i fratelli e le sorelle con cui erano stati in contatto avessero da dire su di loro, e non basarmi solo sulle mie sensazioni. Ho iniziato a esaminare come i miei genitori avevano svolto i loro doveri. Nelle valutazioni degli altri su di loro ho letto che mio padre era sempre negligente, evitava tutti i compiti difficili, e non era disposto a impegnarsi molto in ciò che comportava dei sacrifici. Aveva delle capacità, ma era sempre stato passivo nei suoi doveri, con scarsi risultati. Gliene avevano assegnati di diversi, ma in nessuno era stato produttivo. Era superficiale e si sottraeva al duro lavoro anche nell’evangelizzazione. Non portava a termine nulla in assenza di supervisione. Quando i fratelli e le sorelle gli facevano notare le sue carenze, non rifletteva su se stesso e accampava scuse, dicendo che stava invecchiando e aveva problemi di salute, e che quel dovere non era adatto alle sue abilità, quindi era normale che ci fossero dei problemi, e che gli altri si aspettavano troppo. Non avendo mai ottenuto buoni risultati, è stato rimosso. E mia madre sembrava molto energica e capace di sacrifici, ma era superficiale, si limitava a fare il minimo indispensabile. Non svolgeva lavoro pratico, rallentando il lavoro della Chiesa. Non era riverente nel modo in cui gestiva le offerte, cosa che ha causato molti sprechi inutili e perdite di offerte per la casa di Dio. Eseguiva molto lavoro, ma sempre con innumerevoli problemi e negligenze. Questo ha arrecato gravi perdite alla casa di Dio, e alcune delle conseguenze devono tuttora essere risolte. Eppure non faceva che difendersi e discolparsi, mettendo i propri interessi davanti a quelli della casa di Dio. A volte, quando avrebbe dovuto occuparsi di questioni urgenti, insisteva nel mandare altri al posto suo, per paura di offendere qualcuno. Questo ostacolava il lavoro della casa di Dio. I fratelli e le sorelle dicevano anche che era davvero arrogante e ostinata e faceva leva sulla sua esperienza, decidendo in autonomia, senza discutere le cose con gli altri. Rifiutava i suggerimenti dei fratelli, era gelosa del proprio lavoro e mancava di trasparenza, non condividendo i dettagli del lavoro con fratelli e sorelle. E, nel momento in cui qualcuno faceva qualcosa che non le piaceva, si inalberava e lo rimproverava con rabbia. Gli altri si sentivano limitati da lei, al punto che un giorno un fratello le ha detto: “Sorella, sono privo di levatura. Lavorare con me deve essere un tale peso per te, mi dispiace”. Mentre altri affermavano che, se non fosse stato per il loro dovere, non avrebbero mai voluto interagire con una persona del genere. I suoi problemi erano davvero gravi, ma lei non lo accettava affatto quando gli altri glielo facevano notare. Era davvero prevenuta e ostile con la sorella che le faceva da supervisore. Incolpava sempre gli altri di essere ingiusti e di renderle difficile andare d’accordo con loro.

Ero davvero sconvolta. Non volevo credere che i miei genitori fossero così. Poi ho letto dei passi delle parole di Dio. “La coscienza e la ragionevolezza dovrebbero essere le componenti dell’umanità di una persona. Sono entrambe fondamentali ed essenziali. Che razza di persona è un individuo che manca di coscienza e che non ha la ragionevolezza dell’umanità normale? In generale, è una persona che manca di umanità, che possiede un’umanità estremamente scarsa. In dettaglio, quali manifestazioni di umanità carente mostra questa persona? Proviamo ad analizzare quali caratteristiche possiedono persone del genere e quali manifestazioni specifiche presentano. (Sono egoiste e meschine.) Le persone egoiste e meschine sono superficiali nelle loro azioni, e non si lasciano coinvolgere da nulla che non le interessi personalmente. Non considerano gli interessi della casa di Dio, né mostrano rispetto per la Sua volontà. Non si assumono mai il fardello di testimoniare per Dio o di assolvere al loro dovere, e non hanno alcun senso di responsabilità” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Quando si possiedono buona umanità, cuore sincero, coscienza e raziocinio, queste non sono cose vacue o vaghe che non si possono vedere né toccare, ma sono cose che si possono scoprire ovunque nella vita quotidiana; sono tutti aspetti della realtà. Diciamo che una persona sia grandiosa e perfetta: è qualcosa che puoi vedere? Non puoi vedere, toccare e nemmeno immaginare che cosa significhi essere perfetti e ottimi. Ma se dici che qualcuno è egoista, sai vederne gli atti? E tale persona corrisponde alla descrizione? Se di qualcuno si dice che è onesto e ha cuore sincero, si vede questo comportamento? Se di qualcuno si dice che è falso, disonesto e meschino, si vedono queste cose? Anche chiudendo gli occhi si può percepire se l’umanità di tale persona sia inferiore o superiore, attraverso ciò che dice e come agisce. Pertanto, ‘umanità buona o cattiva’ non è un’espressione vacua. Per esempio, l’egoismo e la meschinità, la disonestà e la falsità, l’arroganza e l’ipocrisia sono tutte cose che si possono comprendere nella vita quando si entra in contatto con una persona; sono gli elementi negativi dell’umanità. Allora si possono forse percepire nella vita quotidiana gli elementi positivi dell’umanità che bisogna possedere, come la sincerità e l’amore per la verità? Quali sono i requisiti che una persona deve possedere per ottenere l’illuminazione dello Spirito Santo, ricevere la guida di Dio e agire secondo i principi della verità in tutte le cose? Deve possedere un cuore sincero, amare la verità, cercare la verità in tutte le cose ed essere in grado di praticare la verità dopo averla compresa. Avere questi requisiti significa possedere l’illuminazione dello Spirito Santo, essere in grado di capire le parole di Dio e saper mettere facilmente in pratica la verità. Se qualcuno non è una persona onesta e non ama la verità nel suo cuore, faticherà a ottenere l’opera dello Spirito Santo, e anche se condividi con lui in merito alla verità, sarà inutile. Come puoi stabilire se una persona sia onesta? Non devi solo guardare se mente e inganna; la cosa più importante è verificare se sia in grado di accettare la verità e di metterla in pratica. Questa è la cosa fondamentale. Da sempre la casa di Dio espelle le persone, e ormai ne sono già state espulse molte. Non erano persone oneste, erano tutte persone false. Amavano cose ingiuste, non amavano affatto la verità. Per quanti anni credessero in Dio, non erano in grado di comprendere la verità o di entrare nelle sue realtà. Ancor meno erano capaci di un autentico cambiamento. Pertanto, era inevitabile che venissero espulse. Quando entri in contatto con una persona, cosa guardi per prima cosa? Guarda se è sincera in parole e opere, se ama la verità e se è capace di accettare la verità. Questi sono i punti cruciali. Puoi sostanzialmente discernere l’essenza di una persona nella misura in cui sai determinare se sia sincera, se sia in grado di accettare la verità e di metterla in pratica. Se tale persona si riempie la bocca di belle parole, ma non fa nulla di reale quando si tratta di fare qualcosa di reale pensa soltanto a sé e mai agli altri, che umanità è questa? (Egoismo e meschinità. Non ha umanità.) È facile per chi non ha umanità acquisire la verità? È difficile. […] Non prestare attenzione a ciò che dice una tale persona; devi vedere che cosa vive, che cosa rivela e qual è il suo atteggiamento quando compie il suo dovere, nonché qual è la sua condizione interna e che cosa ama. Se il suo amore per la fama e la fortuna supera la lealtà verso Dio, supera gli interessi della casa di Dio o supera la considerazione che tale persona dimostra nei confronti di Dio, allora una persona simile è forse dotata di umanità? Non è una persona dotata di umanità. Il suo comportamento può essere osservato dagli altri e da Dio. È molto difficile che una persona del genere acquisisca la verità” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dalle parole di Dio, ho visto che, per misurare l’umanità di una persona, dobbiamo guardare come si comporta verso l’incarico di Dio e la verità. Chi è dotato di buona umanità ama la verità e rispetta la volontà di Dio nel proprio dovere. Tratta l’incarico di Dio in modo responsabile, è affidabile, e protegge gli interessi della Chiesa. Chi possiede scarsa umanità è estremamente egoista e vile, pensa solo ai propri interessi. Svolge i doveri meccanicamente, è astuto, e parla molto senza portare a termine un lavoro concreto. È addirittura capace di trascurare gli interessi della casa di Dio e di venderla per il proprio tornaconto. Guardando il comportamento dei miei genitori alla luce delle parole di Dio, ho visto che non erano le brave persone che credevo. Penso a mio padre: faceva dei sacrifici superficiali, ma non si assumeva un fardello nel suo dovere, era negligente e si sottraeva al duro lavoro. Quando c’era da impegnarsi, accampava scuse per restarsene comodo, incurante dei bisogni della Chiesa. Nel suo dovere, aveva bisogno di supervisione e stimolo costanti. Era davvero passivo. Per quanto riguarda mia madre, sebbene fosse sempre impegnata, sapesse fare sacrifici e in apparenza svolgesse del lavoro, i suoi doveri non erano produttivi, e lei li svolgeva solo per mettersi in mostra. Sembrava incredibilmente occupata, ma era solo alla ricerca di risultati facili e agiva per la reputazione e il prestigio. Anche nel gestire qualcosa di importante come le offerte, mancava di riverenza verso Dio, e questo ha causato gravi perdite alla casa di Dio. Svolgeva molto lavoro, ma i problemi, le sviste e le perdite erano maggiori. In ciò che riguardava gli interessi della Chiesa, sapeva di essere la più adatta a lavorare, ma insisteva per delegare qualcun altro. Non proteggeva gli interessi della Chiesa nelle questioni cruciali e non era in armonia con Dio. Vedevo che eseguiva molti compiti e si sacrificava molto, ma non guardavo le sue motivazioni o se avesse davvero ottenuto dei risultati, se avesse contribuito a qualcosa, o se in realtà avesse fatto più male che bene. Ho capito che non si deve valutare l’umanità di qualcuno in base ai suoi sacrifici o sforzi superficiali, bisogna piuttosto verificare che le sue motivazioni siano corrette, se abbia davvero a cuore la casa di Dio o se agisca per la reputazione e il prestigio. Le persone dotate di buona umanità possono anche non capire la verità, ma hanno un cuore giusto e seguono la propria coscienza. Difendono la casa di Dio e considerano i suoi interessi, ed è per questo che possono davvero ottenere dei risultati. Invece, chi possiede scarsa umanità, per quanto soffra e si impegni, o per quanto bene parli, è superficiale in tutto ciò che fa, valuta e pianifica solo per il proprio tornaconto, senza pensare veramente alla casa di Dio. Ecco perché il suo lavoro è colmo di lacune e costui non produce dei risultati effettivi. O magari riesce a portare a termine qualcosa grazie ai suoi doni o alla sua esperienza, ma, nel lungo termine, le perdite superano i guadagni, perché simili persone possiedono scarsi umanità e carattere. Sono inaffidabili e non svolgono un lavoro reale. Potrebbero danneggiare la casa di Dio in ogni momento. Capito questo, mi sono persuasa che i miei genitori non possedessero buona umanità.

Avevo sempre pensato a tutte le loro rinunce, compresa quella di una vita comoda, nell’adempimento del loro dovere in quasi vent’anni di alti e bassi; quindi, anche se non perseguivano la verità, almeno erano veri credenti, brave persone. Ma ci sono così tante persone che possono esibire sopportazione delle difficoltà, pur con motivazioni ed essenza del tutto diverse. Non guardavo cosa li spingesse a lavorare così duramente o se avessero davvero ottenuto dei risultati. Consideravo solo il loro impegno esteriore e pensavo che fossero dei veri credenti dotati di buona umanità. La mia prospettiva era davvero superficiale e sciocca. Come credenti, in tutti questi anni, abbiamo sofferto l’oppressione del Partito Comunista e il dolore di vedere le nostre famiglie distrutte, ma abbiamo goduto così tanto della grazia di Dio. Dio non solo ci dona tante verità, ma ci sostenta anche con ciò di cui abbiamo bisogno nella vita. Chi possiede coscienza e ragionevolezza dovrebbe fare del suo meglio per compiere il proprio dovere e ripagare l’amore di Dio. Invece, dopo tutti quegli anni di fede e di apprendimento di tanta dottrina, i miei genitori non avevano ancora la più elementare responsabilità verso i loro doveri. Non riuscivano nemmeno a proteggere gli interessi della Chiesa. In base a come si erano comportati, togliere loro i doveri era la giustizia di Dio. Era un bene non solo per il lavoro della Chiesa, ma anche per loro. Se fallire e sbagliare in quel modo poteva aiutarli a riflettere su se stessi e a rivolgersi a Dio, a cambiare il loro atteggiamento verso i loro doveri, sarebbe stata per loro la salvezza e una svolta nel loro cammino di fede. Continuando ad agire in quel modo, senza riflettere su se stessi, pentirsi o cambiare, potevano davvero essere smascherati ed espulsi. Ho ripensato a queste parole di Dio: “Quanto un individuo debba soffrire e quanto debba percorrere il suo cammino sia stabilito da Dio, e che nessuno possa davvero aiutare qualcun altro” (“Il cammino… (6)” in “La Parola appare nella carne”). Tutto quello che potevo fare era indicare i problemi che notavo e fare del mio meglio per aiutarli, ma non era mio dovere preoccuparmi del cammino che avessero scelto. Capire questo mi ha davvero alleggerito il cuore. Ho smesso di preoccuparmi e di piangere per loro, e ho potuto affrontare la cosa con lucidità.

In seguito, ho letto questi due passi: “Devi sapere che tipo di persone desidero; coloro che sono impuri non sono autorizzati a entrare nel Regno, a insudiciare il suolo sacro. Anche se forse hai svolto molto lavoro e lavorato per molti anni, alla fine sei ancora deplorevolmente lurido, pertanto sarà intollerabile per la legge del Cielo che tu voglia entrare nel Mio Regno! Dalla creazione del mondo fino a oggi non ho mai offerto facile accesso al Mio Regno a chi cerca di ingraziarsi il Mio favore. È una regola celeste e nessuno può infrangerla!” (“Il successo o il fallimento dipendono dalla strada che l’uomo percorre” in “La Parola appare nella carne”). “Io decido la destinazione di ciascuna persona non in base all’età, all’anzianità, alla quantità di sofferenza, né men che meno, al grado in cui suscita compassione, ma in base al fatto che possieda la verità. Non c’è altro criterio di scelta che questo. Dovete rendervi conto che anche tutti coloro che non fanno la volontà di Dio saranno puniti. Questo è un dato di fatto immutabile” (“Prepara sufficienti buone azioni per la tua destinazione” in “La Parola appare nella carne”). Quste parole mi hanno davvero commossa. L’unico criterio con cui Dio giudica se le persone possano essere salvate è il fatto che possiedano o no la verità e siano cambiate d’indole. Dio ha operato per tutti questi anni ed espresso così tante verità, tenendo con noi condivisioni così specifiche e dettagliate sul cammino per entrare nella verità e ottenere la salvezza. Fintanto che qualcuno sa amare e accettare la verità, può sperare di ottenere la salvezza di Dio. Se invece una persona è capace di soli sacrifici superficiali anche dopo anni di fede, non pratica la verità e non cambia la propria indole, allora rifiuta la verità, la odia. Una simile persona, per quanto si sacrifichi, per quanti anni lavori o per quanto importanti siano stati i suoi doveri, se alla fine non ha acquisito la verità o non ha conseguito alcun cambiamento d’indole, e continua a ribellarsi e opporsi a Dio, intralciando il lavoro della Chiesa, non può essere salvata. Coloro che compiono molto male saranno puniti da Dio, e questo è determinato dalla giustizia di Dio. Alla luce di ciò, ho capito meglio come i miei genitori fossero arrivati a quel punto. Avevano rinunciato alla casa e all’impiego, e avevano lavorato sodo, ma non amavano la verità. Erano superficiali e ostinati nel loro dovere, e non riflettevano su se stessi attraverso le parole di Dio. Quando i fratelli e le sorelle menzionavano i loro problemi, si limitavano ad accampare scuse, pensando sempre che fosse un problema dell’altra persona, che gli altri fossero troppo esigenti. Questo mi dimostrava che odiavano la verità e non volevano accettarla, ed è per questo che non erano cambiati d’indole neanche dopo tanti anni di fede. Anzi, più passava il tempo da quando avevano fede, più lavoravano, e più diventavano arroganti. Da come trattavano la verità, potevo vedere che tutti i loro sacrifici non erano per ottenere la verità e la vita, ma venivano compiuti controvoglia, per le benedizioni. Proprio come Paolo, che agiva solo per mercanteggiare con Dio. Non era un vero credente che si spendeva realmente per Dio. Mi è diventato chiaro che se qualcuno persegua o no la verità, possegga buona umanità e possa essere salvato, lo si deve valutare dal suo atteggiamento verso la verità. I suoi contributi superficiali, quanto ha lavorato, quali compiti ha svolto, tutto questo è irrilevante. Alcuni fratelli e sorelle possono forse non dare grandi contributi alla Chiesa, e i loro doveri sembrano insignificanti, ma loro sono tenaci e ci mettono il cuore. Chi si dedica al proprio dovere cercando la verità, riflettendo sulla propria corruzione, nutrendo rimpianti personali, praticando la verità e operando dei cambiamenti nella sua indole corrotta, è il tipo di persona che può restare salda nella casa di Dio. Più ci penso, più vedo la giustizia di Dio. I criteri secondo cui Dio valuta le persone non sono mai cambiati. È solo che consideravo la salvezza come qualcosa di collegato alla fortuna. Pensavo che Dio non avrebbe abbandonato coloro che avevano fatto grandi sacrifici e lavorato duramente, anche se non avevano contribuito a nulla. Ma ho visto davvero la giustizia di Dio nel caso dei miei genitori. Dio non giudica le persone in base alle emozioni o alle nozioni dell’uomo, ma misura e valuta ciascuno attenendoSi ai requisiti della verità. E chi ha ricoperto ruoli importanti nella Chiesa non fa certo eccezione.

In seguito, ho letto altri due passi che ho trovato davvero illuminanti e confortanti. Dio Onnipotente dice: “Un giorno, quando comprenderai parte della verità, smetterai di credere che tua madre o i tuoi genitori siano le persone migliori. Ti renderai conto che anche loro sono membri dell’umanità corrotta, e che ne possiedono la stessa indole corrotta. Li distingue solamente il fatto che condividono il tuo stesso sangue. Se non credono in Dio, allora sono uguali ai miscredenti. Non li guarderai più dalla prospettiva di un membro della famiglia, o alla luce del vostro legame di sangue, ma dal punto di vista della verità. Quali sono gli aspetti principali che dovresti considerare? Dovresti osservare il loro punto di vista sulla fede in Dio, sul mondo, su come gestire le questioni e, soprattutto, il loro atteggiamento verso Dio. Se valuti accuratamente questi aspetti, sarai in grado di distinguere chiaramente se siano persone buone o cattive. Se un giorno saprai vedere con chiarezza che non sono diversi da te, che sono persone dall’indole corrotta e, ancor più, non sono le persone di buon cuore che tu immagini, non nutrono un vero amore come invece credi, e non sono affatto in grado di condurti alla verità o sulla strada giusta nella vita; se potrai chiaramente constatare che quanto hanno fatto per te non ti è di grande beneficio, e che non ti porta in alcun modo a intraprendere la strada giusta nella vita; e se, inoltre, scoprirai che molte delle loro pratiche e opinioni sono in contrasto con la verità, che appartengono alla carne, e che questo suscita in te disprezzo, avversione e odio nei loro confronti; allora, alla luce di questi fattori, saprai trattarli correttamente nel tuo cuore, e non sentirai più la loro mancanza, non sarai più preoccupato per loro o incapace di separartene. Avranno completato la loro missione di genitori, e tu smetterai di considerarli le persone a te più care o di idolatrarli. Al contrario, li tratterai come persone comuni, e in quel momento ti affrancherai completamente dalla schiavitù dell’emotività e sarai veramente libero dalle emozioni e dagli affetti familiari” (“Solo trasformare la tua indole corrotta può liberarti da una condizione di negatività” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Molti patiscono una grande sofferenza emotiva che è priva di ogni senso. È tutta superflua e inutile. Perché dico questo? Perché le persone sono costantemente limitate dalle loro emozioni, e pertanto non sono in grado di praticare la verità e obbedire a Dio. Essere vincolati dalle proprie emozioni arreca grave danno all’adempimento dei propri doveri e al seguire Dio, ed è inoltre un grande ostacolo all’ingresso nella vita. Pertanto, la sofferenza dovuta ai vincoli emotivi non ha alcun significato, e Dio non la commemora. Quindi, come ci si può liberare di questa sofferenza priva di significato? Devi capire la verità. Quando distinguerai e capirai l’essenza di queste relazioni carnali, potrai facilmente sfuggire ai vincoli della carne. […] Satana si serve degli affetti familiari per limitare e imbrigliare gli uomini. Se essi non comprendono la verità, verranno facilmente ingannati. Le persone spesso si sacrificano, soffrono, piangono e sopportano avversità per amore dei loro genitori e parenti. Questa è ignoranza e stoltezza. Se sei disposto a tale sofferenza, sappi che è totalmente autoinflitta, inutile e insensata; non è affatto commemorata da Dio, e non si può definire in altro modo che sofferenza fine a se stessa! Il giorno in cui capirai la verità, sarai libero, e sentirai di essere stato ignorante e sciocco nel patire quelle sofferenze, e che non era colpa di nessuno se non della tua cecità, ignoranza, e mancanza di comprensione della verità e di chiarezza nel vedere le cose” (“Solo trasformare la tua indole corrotta può liberarti da una condizione di negatività” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Leggere questo mi ha davvero emozionata. Dio ci capisce così bene! Tutte le mie lacrime e la mia inutile sofferenza dipendevano dal fatto che ero troppo emotiva e non capivo le cose. In passato, non comprendevo la verità e non avevo discernimento sui miei genitori, pensavo semplicemente che fossero fantastici, davvero ammirevoli, li prendevo a modello e pensavo di dover cercare di emularli. Li ritenevo inoltre persone che potevano essere salvate, ma, quando li ho guardati alla luce della verità e delle parole di Dio, ho capito quanto clamorosamente mi sbagliassi e finalmente ho avuto un po’ di discernimento su che tipo di persone fossero veramente. Ho visto molte cose in loro che non solo non ammiravo, ma che disprezzavo. Ho smesso di adularli e di adorarli, e di soffrire e piangere per loro. Ho imparato a vederli con accuratezza e obiettività.

Attraverso questa situazione, ho visto che mi preoccupavo troppo dei miei sentimenti, e che, nel vivere gli affetti mondani, pensavo solo a quanto i miei genitori potessero soffrire, incapace di accettare il modo in cui la casa di Dio gestiva le cose. Ero ribelle, e addirittura reputavo Dio ingiusto. Poi ho capito perché Dio odia gli affetti umani. Perché ci fanno confondere il giusto con lo sbagliato, il bene col male, e ci allontanano da Dio. Prima non lo sapevo. Quando i miei fratelli vedevano i loro parenti licenziati o cacciati via, e piangevano per giorni, io li guardavo con sufficienza. Pensavo che, se mai fosse successo a me, non sarei stata così debole. Ma, quando poi ho affrontato la stessa situazione, mi sono rivelata molto più debole di tutti, e sono praticamente crollata. Non ho solo pianto più di una volta, ma mi sono depressa, e questo ha influenzato il mio dovere. Ho visto che ero ingenua e sciocca, nonché del tutto irragionevole. Attraverso questa esperienza, ho acquisito una certa comprensione verso quei fratelli e sorelle che lottavano per sfuggire ai loro affetti mondani e un po’ di vergogna per l’ignoranza e la boria che avevo manifestato. Ho anche imparato che c’è della verità da ricercare in tutto ciò che accade. Si può sempre apprendere una lezione e sviluppare discernimento. Dobbiamo valutare tutti quelli che ci circondano, persino i nostri genitori, in base alle parole di Dio e alla verità. Allora non li vedremo attraverso il nostro affetto e le nostre fantasie, e non ci opporremo a Dio. Lode a Dio!

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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