Testimoniare Dio è compiere veramente un dovere

11 Giugno 2022

di Xinrui, Corea del Sud

Di recente, ho visto dei video di testimonianze esperienziali di neofiti che mi hanno molto commossa. Credono da appena due o tre anni, ma hanno saputo condividere le loro esperienze e testimonianze. Mi sono alquanto vergognata: perché credevo da molti anni ma non ero in grado di testimoniare Dio? Un giorno, mi sono imbattuta in un passo delle parole di Dio: “Ciò che avete sperimentato e visto supera quello che è stato sperimentato e visto dai santi e dai profeti di tutte le età, ma siete in grado di fornire una testimonianza maggiore rispetto ai santi e ai profeti del passato? Ciò che ora vi dono supera ciò che donai a Mosè ed eclissa ciò che donai a Davide, così, parimenti, vi chiedo che la vostra testimonianza superi quella di Mosè e che le vostre parole siano più grandi di quelle di Davide. Vi dono cento volte tanto, così, parimenti, vi chiedo di ripagarMi allo stesso modo. Dovete sapere che Io sono Colui che dona la vita al genere umano e siete voi che ricevete la vita da Me e dovete testimoniarMi. Questo è il vostro dovere, che Io vi assegno e che voi dovete compiere per Me. Vi ho concesso tutta la Mia gloria, e ho donato a voi la vita che il popolo eletto, gli Israeliti, non ha mai ricevuto. Di regola, dovreste testimoniarMi e dedicarMi la vostra giovinezza e sacrificare la vostra vita per Me. Chiunque al quale Io conceda la Mia gloria dovrebbe testimoniarMi e dare la propria vita per Me. Questo è stato da Me predestinato molto tempo fa. È stata la vostra fortuna che Io vi facessi dono della Mia gloria, e il vostro dovere è quello di testimoniare la Mia gloria. Se credete in Me solo per ottenere benedizioni, allora la Mia opera non avrebbe molto significato, e voi non stareste adempiendo al vostro dovere. […] Ciò che avete ricevuto non è soltanto la Mia verità, la Mia via e la Mia vita, ma una visione e una rivelazione più grandi di quelle di Giovanni. Avete compreso molti più misteri e avete anche visto il Mio vero volto; avete accettato di più del Mio giudizio e conosciuto di più riguardo alla Mia indole giusta. Dunque, anche se siete nati negli ultimi giorni, la vostra comprensione è la stessa di chi vi ha preceduti e del passato; avete anche sperimentato ciò che è di oggi, e questo è stato realizzato per mano Mia. Quello che vi chiedo non è irragionevole, giacché molto vi ho concesso e tanto avete visto in Me. Pertanto, vi chiedo di testimoniarMi nei confronti dei santi delle età passate, e questo è l’unico desiderio del Mio cuore” (“Che cosa sai della fede?” in “La Parola appare nella carne”). Dopo aver letto la parola di Dio, ero entusiasta, ma mi sentivo anche piuttosto in colpa. Avevo la fortuna di sperimentare l’opera di Dio e di godere del nutrimento delle Sue parole, ma mi sentivo in colpa: credevo in Dio da molti anni e avevo goduto così tanto della Sua grazia, ma non Lo testimoniavo affatto. Ho considerato che, negli ultimi giorni, Dio ci ha donato liberamente molte verità ma, poiché non perseguiamo la verità e la nostra capacità di comprendere è scarsa, Dio fa comunione con noi su tutti gli aspetti della verità in dettaglio, ci offre esempi e analogie, e ce la spiega approfonditamente per assicurarSi che la comprendiamo. Dio prende di mira la nostra indole corrotta ed esprime parole per giudicarci e smascherarci, e ci richiama, esorta, incoraggia e conforta. Dio Si è sacrificato così tanto e ha pagato un prezzo così alto per noi, e lo fa perché vuole che comprendiamo la verità e Lo conosciamo, ci liberiamo della nostra indole corrotta, e ci pentiamo e cambiamo veramente. Questa è la testimonianza che vuole. Sono trascorsi 30 anni da quando ha iniziato la Sua opera. Ha svolto così tanto lavoro ed espresso così tanta verità, e vuole vedere la nostra testimonianza. Anche se superficiale, Egli la accetta purché sia reale. Dio spera che possiamo condividere la nostra esperienza e conoscenza della Sua opera e scrivere articoli di testimonianza, perché questo è il frutto dell’opera di Dio e la personificazione dei Suoi sforzi. Dio apprezza particolarmente questa testimonianza, è per Lui la più gradita e confortante. Poi ho pensato a me. Anche se avevo ricevuto molto da Dio, non osavo pensare a quali aspetti della verità avessi compreso e in quale realtà della verità fossi entrata, perché avevo capito molte parole di Dio solo dottrinalmente, non le avevo seriamente ponderate o sperimentate. Così, quando si trattava di testimoniare Dio e di scrivere articoli di testimonianza, mi sentivo intimorita e diffidente, e compivo pochissimi sforzi in tal senso. Pensare che credevo da anni ma non sapevo scrivere della mia esperienza e non avevo alcuna testimonianza mi faceva soffrire molto.

Una volta, una sorella mi ha chiesto se volessi praticare la scrittura di testimonianze esperienziali. Sul momento ho acconsentito, ma non ho mai scritto nulla. A volte scrivevo qualcosa e lo accantonavo, e poi non concludevo mai l’articolo. In realtà, il mio lavoro non era molto, ma mi sembrava sempre di non avere tempo di scrivere. E così, giorno dopo giorno, rimandavo la stesura degli articoli. In seguito, mi sono data una tabella di marcia, ma poi, arrivato il momento, ero ancora occupata con altro, e non trovavo la calma per scrivere. Accampavo scuse e pretesti vari. A volte dicevo di avere poca istruzione, o scarsa levatura, e che quindi non sapevo scrivere bene. Altre volte che ero occupata e non avevo tempo, e che l’avrei fatto più tardi. A volte mi sembrava che scrivere articoli non fosse particolarmente importante, e che la priorità fosse gestire il mio lavoro quotidiano, perché, se avessi rallentato, sarei stata potata e trattata, o nel peggiore dei casi rimossa. Nessuno mi richiamava perché non scrivevo. E per questa ragione prendevo ancor meno sul serio la stesura degli articoli, e non consideravo scrivere articoli di testimonianza come una parte importante del mio dovere. Quando si trattava di scrivere testimonianze, ero intrappolata in questo stato ostinato e ribelle.

Un giorno, ho letto un passo delle parole di Dio, e la mia visione è cambiata un po’. La parola di Dio dice: “Ora, sai veramente perché credi in Me? Conosci veramente lo scopo e il significato della Mia opera? Conosci davvero il tuo dovere? Conosci realmente la Mia testimonianza? Se semplicemente credi in Me, ma in te non c’è traccia né della Mia gloria né della Mia testimonianza, allora ti ho eliminato molto tempo fa. Per quanto riguarda coloro che sanno tutto, essi sono ancora più una spina nel Mio fianco, e nella Mia casa non sono altro che ostacoli sul Mio cammino. Sono zizzania da separare completamente dalla Mia opera, sono inutili e senza valore; è da molto che li aborrisco. La Mia ira si riversa spesso sopra tutti coloro che sono senza testimonianza, e il Mio bastone non si allontana mai da loro. Molto tempo fa li ho consegnati nelle mani del maligno, e sono privi delle Mie benedizioni. Quando verrà il giorno, il loro castigo sarà decisamente più doloroso di quello delle donne stolte. Oggi sto soltanto compiendo l’opera che è Mio dovere realizzare; legherò tutto il grano in fasci insieme a quella zizzania. Questa è la Mia opera oggi. Tale zizzania deve essere completamente eliminata nel tempo della Mia vagliatura, quindi i chicchi di grano verranno raccolti nel magazzino e la zizzania che è stata separata verrà posta sul fuoco per essere incenerita. La Mia opera ora è esclusivamente quella di raccogliere tutti gli uomini in fasci, vale a dire conquistarli completamente. Poi inizierò la vagliatura per rivelare la fine di tutti gli uomini. Dunque, dovresti sapere come compiacerMi ora e come incamminarti sulla strada giusta nella tua fede in Me. Quello che desidero è la tua lealtà e obbedienza ora, il tuo amore e la tua testimonianza ora. Anche se in questo momento non sai di quale testimonianza o di quale amore si tratti, dovresti portarMi tutto ciò che è tuo e consegnarMi gli unici tesori che hai: la tua lealtà e la tua obbedienza. Devi sapere che la testimonianza della Mia sconfitta di Satana sta nella lealtà e nell’obbedienza dell’uomo, così come nella testimonianza della Mia completa conquista dell’uomo. Il dovere della tua fede in Me è di testimoniarMi, di essere leale verso di Me e nessun altro, e di essere obbediente sino alla fine” (“Che cosa sai della fede?” in “La Parola appare nella carne”). Il passo affermava chiaramente che i credenti in Dio devono testimoniarLo e che questo è il dovere delle persone. Quando i credenti in Dio non ne sono in grado, diventano oggetto dell’odio di Dio. Mi ha colpita soprattutto questa frase: “Se semplicemente credi in Me, ma in te non c’è traccia né della Mia gloria né della Mia testimonianza, allora ti ho eliminato molto tempo fa”. “Per quanto riguarda coloro che sanno tutto, essi sono ancora più una spina nel Mio fianco, e nella Mia casa non sono altro che ostacoli sul Mio cammino. Sono zizzania da separare completamente dalla Mia opera”. “La Mia ira si riversa spesso sopra tutti coloro che sono senza testimonianza, e il Mio bastone non si allontana mai da loro. Molto tempo fa li ho consegnati nelle mani del maligno, e sono privi delle Mie benedizioni. Quando verrà il giorno, il loro castigo sarà decisamente più doloroso di quello delle donne stolte”. Le parole di Dio mi hanno fatta sentire giudicata, e percepivo la Sua ira. Dopo aver creduto in Dio per tanti anni e averLo seguito fino a oggi, dopo aver letto così tanto della Sua parola, dopo aver ascoltato innumerevoli sermoni e comunioni, dopo aver sperimentato potatura, trattamento, battute d’arresto e fallimenti, nonché l’illuminazione, la guida e la disciplina dello Spirito Santo, ancora non sapevo testimoniare Dio. Avevo una certa esperienza e conoscenza, ma non volevo dedicarmi alla scrittura. Passavo tutto il giorno a occuparmi di cose esteriori, ma non mi concentravo sulla ricerca della verità per risolvere la mia indole corrotta, e non cercavo di fare progressi nella verità. Dalla mia regolare esperienza, ho ottenuto un po’ di conoscenza e di luce, ma erano spesso parziali, frammentarie e generiche. Non ponderavo e non ottenevo chiarezza in modo da acquisire una comprensione genuina, e col tempo ho perso ciò che avevo guadagnato, cosa che mi ha anche precluso l’illuminazione da parte dello Spirito Santo. Ho ripensato a quando in passato irrigavo i nuovi arrivati. Non riuscivo nemmeno a comunicare adeguatamente la verità di testimoniare l’opera di Dio. Le cose che condividevo erano relativamente superficiali e non riuscivo a cogliere i punti chiave. In seguito, neanche quando predicavo il Vangelo riuscivo ad afferrare i punti chiave per analizzare le nozioni religiose o le falsità degli anticristi in modo chiaro e convincente. In ogni aspetto della verità, avevo una comprensione parziale e le mie condivisioni non erano chiare. Nelle riunioni, facendo comunione sui problemi dell’ingresso nella vita, per lo più persuadevo gli altri ricorrendo a cliché superficiali, o fornivo teorie vuote e comprensioni approssimative. Non riuscivo a risolvere i problemi alla radice, e la mia testimonianza di Dio era inefficace. La mia comprensione di qualsiasi aspetto della verità era essenzialmente vuota. Per la maggior parte, condividevo solo lettere e dottrine, non le realtà della verità. Ho visto che credevo in Dio ma non sapevo testimoniarLo. Investivo solo un po’ di impegno e lavoro, ma non avevo realmente accettato il giudizio e il castigo delle parole di Dio, né possedevo alcuna testimonianza di aver compreso la verità e cambiato la mia indole di vita. Ho ripensato che Dio ha detto che simili persone sono per Lui spine nel fianco, pietre d’inciampo, e zizzania che Egli setaccerà e scarterà. L’ira di Dio per tali persone non si esaurisce mai. Questi pensieri mi hanno resa infelice. Credevo in Dio da anni e non avevo imparato nulla. Mi sentivo inutile, una totale vergogna, e indegna di stare alla presenza di Dio. Dio odia particolarmente le persone di questo tipo, non le tollera e si infuria con loro. Anche se compiono i loro doveri, poiché non perseguono la verità e non sanno testimoniare Dio, non possono ricevere l’opera dello Spirito Santo, e alla fine non possono essere salvate da Dio. Alla luce dell’atteggiamento di Dio verso tali persone, le mie nozioni sono state del tutto confutate. Avevo sempre creduto che, se svolgevo il lavoro affidatomi, non compivo il male, non commettevo errori seri nel mio dovere, né gravi trasgressioni, e se non venivo rimossa, ero essenzialmente salva, e avevo una speranza di salvezza. Ora vedevo che ciò era incompatibile con i requisiti di Dio. Erano solo le mie nozioni e i miei desideri. Credere in Dio non è semplicemente lavorare duro nel proprio dovere, rispettare alcune regole e non commettere alcun male evidente. Se si crede in Dio per molti anni e ancora non si ha testimonianza, alla fine si verrà scacciati. Ho ripensato alle parole di Dio: “Se arriverà il giorno in cui non sarai in grado di testimoniare tutto ciò che hai visto oggi, allora avrai perso la funzione di un essere creato, e la tua esistenza non avrà alcun significato. Saresti indegno di essere un umano. Addirittura si potrebbe dire che non sarai un essere umano! Ho compiuto un’opera incommensurabile su di voi, ma poiché al momento non stai imparando nulla, non sei consapevole di nulla e sei inefficace nei tuoi sforzi, quando sarà tempo di ampliare la Mia opera, te ne starai con lo sguardo assente, ammutolito, e sarai del tutto inutile. Ciò non farà di te per sempre un peccatore? Quando quel momento verrà, non proverai il più profondo rammarico?” (“Qual è la tua comprensione di Dio?” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio hanno suscitato in me vergogna e allo stesso tempo molta ansia. Sentivo che non potevo andare avanti così. Allora ho iniziato a pensare alla stesura degli articoli.

Volevo mettermi a scrivere davvero, ma avevo ancora un blocco nella mente. All’inizio non riuscivo a riepilogare la mia esperienza e non sapevo da dove cominciare, in più avevo dei lavori più urgenti da svolgere, così mi sono dedicata ad altro. Dopo di che, ho usato la mia scarsa levatura come scusa. Ho pensato: “C’è chi riesce a scrivere un intero articolo di testimonianza in mezza giornata, ma a me occorre un ambiente tranquillo e tempo sufficiente”; così ho di nuovo smesso di scrivere. A quel punto, ho iniziato a chiedermi: “Perché sono così passiva nella stesura di questi articoli? Ho accettato di scrivere, ma non ho concluso nulla”. Un giorno, ho letto un passo delle parole di Dio e acquisito una certa comprensione di me stessa. Dio dice: “Come si può conoscere e discernere un’indole satanica? Bisogna giudicare in base alle cose che Satana ama fare, nonché ai metodi e ai trucchi con cui fa le cose. Non ama mai le cose positive, ama il male, e si ritiene sempre competente e capace di dominare tutto. Ecco la natura arrogante di Satana. Per questo Satana rinnega Dio, Lo avversa e Gli si oppone sconsideratamente. È il rappresentante e la fonte di tutte le cose negative e malvagie. Essere in grado di capire chiaramente tale questione significa saper discernere l’indole satanica. Non è semplicemente accogliere la verità e metterla in pratica, perché tutti hanno un’indole satanica e subiscono i vincoli e la schiavitù della propria indole satanica. Per esempio, alcuni riconoscono che è bene essere sinceri e diventano invidiosi quando vedono altri capaci di essere sinceri, di dire la verità e parlare a cuore aperto, ma, se si chiede loro di essere sinceri a loro volta, lo trovano difficile. Non è forse un’indole satanica? Dicono cose gradevoli, ma non le mettono in pratica. Questo significa essere disgustati dalla verità. Coloro che sono disgustati dalla verità hanno difficoltà ad accoglierla e non hanno modo di accedere alle realtà della verità. La condizione più evidente di coloro che sono disgustati dalla verità è che non sono interessati alle cose positive e in particolare amano seguire le tendenze mondane. Il loro cuore non accoglie le cose che Dio ama e ciò che Dio chiede agli esseri umani di fare. Invece sono noncuranti e indifferenti, e alcuni perfino disprezzano spesso i criteri e i princìpi che Dio impone agli esseri umani. Hanno ripugnanza per le cose positive e provano sempre un senso di opposizione, scontro e disprezzo nei loro confronti. Questa è la manifestazione principale dell’essere disgustati dalla verità. Nella vita della Chiesa, leggere la parola di Dio, pregare, tenere condivisioni sulla verità e risolvere i problemi con la verità sono tutte cose positive. Questo è ovvio, ma alcuni sono disgustati da queste cose positive, non le hanno a cuore, e provano per esse indifferenza. Ciò che più è odioso è che assumono un atteggiamento di disprezzo verso le persone positive, come le persone sincere, che ricercano la verità, che svolgono fedelmente il proprio dovere, e che salvaguardano il lavoro della casa di Dio. Cercano sempre di attaccare e di escludere tali persone. Se scoprono di avere manchevolezze o di rivelare corruzione, non fanno nulla se non creare scompiglio e sminuire. Che indole è questa? Perché odiano tanto le persone positive? Perché dimostrano tanto interesse e approvazione per le persone malvagie, i non credenti e gli anticristi, perché spesso sono in collusione con simili persone? Per ciò che riguarda le cose negative e malvagie, provano entusiasmo ed euforia, ma quando si tratta di cose positive, quando ascoltano condivisioni sulla verità o vedono che si usa la verità per risolvere problemi, si oppongono, rimangono insoddisfatti e danno sfogo a lamentele. Questa indole non significa forse essere disgustati dalla verità? Non significa forse manifestare un’indole corrotta? Molti credenti in Dio amano svolgere lavoro per Lui e si danno da fare con zelo; hanno un’energia infinita per discorsi e azioni superficiali e per mettersi in mostra. Però, quando si chiede loro di agire secondo i princìpi della verità, non hanno energie. Se si chiede loro di non mettersi in mostra, ritengono di non avere prestigio, e la loro frenetica energia scompare. Tutti ricercano per i propri interessi personali. Quando cominciano a credere in Dio, tutti vogliono corone e ricompense e sono disposti a sopportare qualsiasi cosa. Perché fanno così? Solo per poter ottenere benedizioni e, parlando senza mezzi termini, per poter entrare nel Regno dei Cieli. Senza un beneficio da ricavare, perdono motivazione, si deprimono e non hanno entusiasmo. Tutte queste cose sono causate da un’indole corrotta di disgusto verso la verità. Chi è dominato da tale indole spesso non ha orientamento e non sa che via scegliere. Si smarrisce spesso e intraprende sempre il cammino sbagliato. Quando non si riconosce la propria indole di disgusto per la verità, non si sa accogliere la verità, tanto meno si può conseguire una trasformazione. Si continua a seguire la carne e la propria indole satanica corrotta. L’implicazione è che si continua a seguire Satana, tutto ciò che si fa è al servizio di Satana e si è servi di Satana” (I discorsi di Cristo degli ultimi giorni). In passato, non mi ero dedicata molto alla scrittura degli articoli, e questo mi provocava solo un piccolo senso di colpa temporaneo. Non pensavo fosse un grave problema. Solo attraverso la rivelazione della parola di Dio ho visto che si trattava di odio per la verità, un tipo di indole satanica. Scrivere articoli richiede esperienza e conoscenza, e occorre tempo per riflettere. Dobbiamo acquietarci, ponderare la parola di Dio, cercare la verità e riflettere su noi stessi. Mentre gestire le questioni esteriori, le cose in cui siamo abili, è facile. Ecco perché, quando mi è stato chiesto di cercare la verità, ponderare la parola di Dio e scrivere articoli, nel mio cuore mi sono ribellata e opposta. Sapevo che Dio ha condiviso molto su come testimoniarLo, e tutti i miei fratelli e sorelle praticano la scrittura di testimonianze esperienzali, mentre a me era indifferente, e cercavo persino scuse per evitarlo. Ho visto che ero particolarmente testarda. Resistevo e mi opponevo alle cose inerenti alla verità, e non ero disposta a lavorare duramente. Nelle questioni esteriori, per i lavori che non riguardavano l’essenza della verità, ero particolarmente entusiasta e disponibile. Si trattava davvero dell’indole satanica di odio per la verità. Infatti, la scrittura di un articolo è un processo di ricerca della verità. Cercare la verità per risolvere i problemi rivela al meglio l’atteggiamento delle persone verso la verità. Anche se avevo creduto in Dio per anni, sapevo fare rinunce e spendermi per compiere il mio dovere, ed ero capace di declamare molte lettere e dottrine, non ero però interessata alla verità, non la desideravo e non la avevo a cuore, né manifestavo autentica obbedienza a Dio. Vivevo ancora secondo la mia indole satanica ed ero ancora ostile a Dio. Dopo aver riflettuto su questo, ho capito di avere un grave problema. Dopo anni di fede in Dio, la mia indole di vita non era minimamente cambiata. Non c’era stato un vero cambiamento nel mio atteggiamento verso Dio e la verità. Ancora appartenevo a Satana, odiavo la verità e resistevo a Dio. Avanti di quel passo, per quanto a lungo credessi o quanti sforzi facessi, non avrei mai compreso la verità o risolto la mia indole corrotta. Pur credendo fino alla fine, non sarei mai stata salvata a pieno. In quel momento ero un po’ spaventata, così, pentita, ho pregato Dio, “Dio, non amo la verità, la odio. Mi piaceva solo sforzarmi e impegnarmi nel mio dovere. Ora vedo quanto sia patetica la mia visione. Non voglio continuare così. Desidero rivolgermi a Te, e lavorare duramente per perseguire la verità”.

In seguito, in risposta alle mie scuse sull’essere poco istruita e avere scarsa levatura, una sorella mi ha inviato un passo delle parole di Dio che ho trovato molto utile. Dio dice: “Sperimentare il giudizio e il castigo di Dio porta nuovi guadagni ed esperienze reali, quindi dovreste rendere testimonianza a Dio. Quando rendete testimonianza a Dio, dovreste soprattutto parlare maggiormente di come Egli giudica e castiga le persone, di quali prove usa per affinarle e cambiarne l’indole. Dovreste parlare anche di quanta corruzione è stata rivelata nella vostra esperienza, di quanto avete sopportato e di come siete stati conquistati da Dio; parlate di quanta vera conoscenza avete dell’opera di Dio e di come dovete rendere testimonianza per Lui e ripagarLo del Suo amore. Dovete parlare questo tipo di linguaggio in modo più pratico, esprimendovi contemporaneamente in maniera semplice. Non parlate di teorie vuote. Parlate in modo più concreto; parlate con il cuore. È così che dovreste sperimentare. Non armatevi di teorie vuote, apparentemente profonde, solo per mettervi in mostra; questo comportamento vi fa apparire molto arroganti e irragionevoli. Dovreste parlare maggiormente di cose reali tratte dalle vostre esperienze effettive che siano genuine e che provengano dal cuore; questa è la cosa che reca maggiore beneficio agli altri ed è quanto di più adeguato possano vedere. Eravate persone che si opponevano massimamente a Dio, le meno inclini a sottomettervi a Lui, ma ora siete state conquistate. Non dimenticatelo mai. Dovreste meditare e riflettere in modo più approfondito su queste questioni. Una volta che le persone le avranno comprese chiaramente, sapranno come rendere testimonianza; altrimenti saranno propense a compiere azioni vergognose e irragionevoli, che non è rendere testimonianza a Dio, bensì svergognarLo. Senza esperienze autentiche e senza comprensione della verità, non è possibile rendere testimonianza a Dio; le persone la cui fede in Dio è fumosa e confusa non saranno mai in grado di renderGli testimonianza” (“Solo perseguendo la verità si può conseguire un cambiamento di indole” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito. Testimoniare veramente Dio è testimoniare le Sue parole e la Sua opera, condividere la propria esperienza di giudizio, castigo, prove e affinamento da parte della parola di Dio, fare comunione sulla corruzione che manifestiamo, e condividere la conoscenza di sé che si è acquisita attraverso quanto rivelato dalla parola di Dio e come si è ottenuto l’ingresso, in modo che gli altri vedano l’indole giusta di Dio e conoscano la Sua opera e il Suo amore. Per testimoniare Dio, non importa quanto una persona sia capace di parlare di teorie avanzate. Tutto ciò che conta è parlare onestamente e sinceramente. Una volta capito questo, il mio cuore si è un po’ illuminato. Lo stesso vale per la scrittura di testimonianze. Non importano il livello di istruzione o lo stile di scrittura. La chiave è saper o meno sforzarsi di ricercare la verità, cercare la verità per risolvere la propria corruzione e i propri problemi, sperimentare il giudizio di Dio, analizzare e conoscere se stessi sulla base della parola di Dio, vedere chiaramente l’essenza dei problemi, e pentirsi e cambiare veramente. Quando si è muniti di queste cose, si scriveranno degli articoli validi. Non ha niente a che fare con il proprio livello di istruzione. Non si deve fare altro che scrivere queste cose pratiche nel linguaggio della vita quotidiana. Basta semplicemente scrivere ciò che si pensa e si comprende. Se descriviamo la nostra genuina comprensione e i nostri sentimenti con parole nostre, e tutto ciò che può giovare agli altri, allora abbiamo una testimonianza. In passato, avevo sempre pensato di avere poca istruzione e scarsa levatura, e me ne servivo come scusa per non scrivere articoli di testimonianza, come se farlo richiedesse un alto livello di conoscenza, ma ora vedo che questa visione era sbagliata. Non avrei dovuto vivere in questo stato. Avrei dovuto concentrarmi sulla ricerca della verità, praticare e sperimentare le parole di Dio, e scrivere articoli su ciò che avevo sperimentato e guadagnato così da testimoniare Dio. Questo era il mio dovere.

In seguito, in una riunione, ho letto un passo delle parole di Dio che mi ha aiutata a farmi carico del fardello di perseguire la verità e scrivere articoli di testimonianza. La parola di Dio dice: “Qual è la causa dell’emergere della categoria di persone dei leader e dei lavoratori? E come sono emersi? Su grande scala, sono richiesti per l’opera di Dio; su scala minore, sono richiesti per il lavoro della Chiesa, sono richiesti dai prescelti di Dio. […] La differenza tra leader e lavoratori e il resto dei prescelti di Dio risiede solamente in una caratteristica speciale dei doveri che svolgono. Tale caratteristica speciale si manifesta principalmente nei loro ruoli di leadership. Per esempio, a prescindere da quanti membri una Chiesa abbia, il leader è il capo. Quindi, che ruolo ha il leader tra i membri? Guida tutti i prescelti della Chiesa. E, dunque, che influenza ha sull’intera Chiesa? Se il leader prende la strada sbagliata, i prescelti di Dio che fanno parte della Chiesa seguiranno il leader su quella strada sbagliata, e ciò avrà un enorme impatto su tutti loro. Prendete Paolo, per esempio. Egli guidò molte delle chiese da lui fondate e molti prescelti di Dio. Quando Paolo si smarrì, anche le chiese e le persone che guidava si smarrirono con lui. Quindi, quando i leader si smarriscono, non sono gli unici ad esserne colpiti, lo sono anche le chiese e i prescelti di Dio da loro guidati. Se un leader è una persona retta, che sta camminando sul giusto sentiero e persegue e pratica la verità, allora le persone che guida si nutriranno delle parole di Dio e ricercheranno la verità adeguatamente e, allo stesso tempo, l’esperienza di vita e il progresso personale del leader saranno visibili agli altri e influiranno positivamente su di loro. Quindi, qual è il giusto cammino che un leader dovrebbe percorrere? Essere in grado di condurre gli altri a una certa comprensione della verità e a un certo ingresso nella verità, e condurli davanti a Dio. Qual è un sentiero sbagliato? È quello di perseguire prestigio, fama e profitto, di elevare e testimoniare se stessi di frequente, senza mai rendere testimonianza a Dio. Che effetto ha questo sui prescelti di Dio? Che si allontaneranno da Dio e finiranno sotto il controllo di questo leader. Se porti le persone a presentarsi al tuo cospetto, allora le stai conducendo a presentarsi al cospetto dell’umanità corrotta, e le stai conducendo al cospetto di Satana, non di Dio. Solo condurre le persone al cospetto della verità equivale a condurle al cospetto di Dio. I leader e i lavoratori, che si trovino sul cammino giusto o su quello sbagliato, hanno un’influenza diretta sui prescelti di Dio” (“Cercano di conquistare le persone” in “Smascherare gli anticristi”). Dopo aver letto le parole di Dio, avevo più chiari i miei doveri e responsabilità. Allo stesso tempo, sentivo una grande responsabilità sulle mie spalle. Dio ci dice che la via che i leader e i lavoratori intraprendono e quello che cercano non riguardano solo loro stessi, ma anche i fratelli e le sorelle che essi guidano. Quando leader e lavoratori perseguono la verità e sono le persone giuste, allora faranno continuamente progressi nella verità, nella vita quotidiana rifletteranno su quali opinioni sbagliate abbiano o secondo quale indole corrotta vivano, capiranno l’essenza dei problemi basandosi sulle parole di Dio, e poi scopriranno a quali princìpi accedere. Quando i leader e i lavoratori intraprendono la retta via, si fanno carico di un fardello per l’ingresso nella vita dei loro fratelli e sorelle e si concentrano sulla ricerca della verità per risolvere i problemi, così che anche coloro che essi guidano prendano la stessa direzione. Se i leader e i lavoratori sono negligenti, non perseguono la verità, investono tutto il tempo nel perseguire la fama e il prestigio, non sono interessati alla ricerca della verità e non sanno condividere la verità per risolvere i problemi, allora il loro dovere è solo una questione esteriore, o un mero parlare di lettere e dottrina per esaltarsi e distinguersi, che non può produrre una testimonianza a Dio come risultato. In tal caso, percorrono la via della resistenza a Dio, e stanno anche conducendo le persone nella direzione sbagliata. Simili persone vanno inconscientemente per la loro strada e portano gli altri a prestare servizio, lo stesso cammino di opposizione a Dio percorso da Paolo. Questo è in contrasto con l’intenzione di Dio di operare e salvare le persone. Quando me ne sono resa conto, ho sentito che Dio mi ha dato l’opportunità di essere una leader non perché potessi svolgere un lavoro esteriore, o prestare servizio e faticare, e non perché potessi perseguire la reputazione e il prestigio. L’intenzione di Dio era che io svolgessi il ruolo di leader, di qualcuno che sappia guidare gli altri a nutrirsi delle parole di Dio, che cercassi la verità per risolvere i problemi del mio dovere, e gradualmente comprendessi la verità ed entrassi nella realtà della parola di Dio. Questo era l’incarico affidatomi da Dio e il mio dovere. Quindi, sentivo che era fondamentale perseguire la verità e concentrarmi sulla risoluzione della mia indole corrotta. In quel momento, avevo una comprensione molto superficiale della verità, e non possedevo alcuna realtà della verità; quindi, facendone esperienza, avevo solo da imparare. Fintanto che il nostro cuore e la nostra via sono corretti, riceveremo la guida e le benedizioni di Dio.

Nel periodo successivo, ho iniziato a riflettere sul mio stato, su quali problemi avevo risolto cercando realmente la verità durante i miei anni di fede in Dio e sull’indole corrotta di cui mi ero liberata. Iniziato a ponderare e a riflettere su questo, ho scoperto che ero confusa, e di molte questioni avevo una comprensione parziale. Non capivo realmente la verità e non vedevo l’essenza dei problemi, non trovavo i princìpi di pratica, e non risolvevo mai efficientemente i problemi. In seguito, ho cercato di scrivere delle esperienze di cui avevo una comprensione relativamente buona, e, mentre scrivevo, ponderavo. Riflettevo ogni volta che avevo tempo. Quando ho finalmente ultimato l’articolo, ero molto soddisfatta, sicura e a mio agio, perché nel processo di scrittura, attraverso la ricerca della verità, ho iniziato naturalmente a vedere più chiaramente il mio stato e l’essenza dei miei problemi, la mia conoscenza della verità è divenuta più pratica e concreta, e il mio percorso di pratica si è fatto via via più chiaro. Ho capito che scrivere articoli di testimonianza è fondamentale per comprendere il mio stato e cercare la verità per risolvere i problemi. Era una via per entrare nella vita, e anche il modo migliore per cercare e capire la verità.

In seguito, ho saputo che molti, compresi leader e lavoratori, non si dedicavano a scrivere articoli, né si sforzavano in questa direzione. Alcuni dicevano sempre di essere occupati e di non avere tempo. Ho pensato: “Non era proprio questo il mio stato? Anch’io avevo questo punto di vista sbagliato e trovavo scuse per non scrivere”. Mi sono detta: “Se scrivo un articolo su come ho imparato a conoscere il mio stato e come ho cambiato il mio punto di vista, questo non risolverà forse alcuni problemi dei miei fratelli e sorelle?” Capito questo, sentivo che ora avevo un fardello da portare, e mi sono preparata a scrivere. Anche se la mia comprensione era superficiale e frammentaria, sapevo che scrivere quell’articolo era mio dovere, quindi dovevo raccontare quanto avevo capito. Con questo obiettivo in mente, quando incontravo i miei fratelli o condividevo con loro, discutevamo al riguardo, e io ci pensavo su quando avevo del tempo libero. Durante i miei devozionali mattutini, a volte mi nutrivo delle parole di Dio pertinenti. Col tempo, sono riuscita a vedere la questione un po’ più chiaramente e, quando ho iniziato a scrivere, è stato molto più facile. Delineata la bozza, ho poi espresso ogni livello di significato secondo la mia comprensione, e ho descritto i miei pensieri e le mie esperienze con parole mie. Non mi sembrava più così difficile e, mentre riflettevo sulle cose durante la scrittura, mi sembrava di poter vedere meglio il problema e gli aspetti della verità coinvolti. Ho veramente sentito che più cerchiamo di perseguire la verità e più scriviamo articoli per risolvere i problemi, più riceviamo l’illuminazione e la guida di Dio e più siamo benedetti. Ho pensato a un passo della parola di Dio: “Più tieni conto della volontà di Dio, più grande sarà il tuo fardello, e più grande è il tuo fardello, più ricca sarà la tua esperienza. Quando terrai conto della volontà di Dio, Egli ti caricherà di un fardello per poi illuminarti sui compiti che ti ha affidato. Quando Dio ti darà questo fardello, presterai attenzione a tutte le verità a esso collegate e allo stesso tempo ti nutrirai delle parole di Dio. Se il tuo fardello ha a che vedere con la condizione di vita dei tuoi fratelli e sorelle, significa che esso ti è stato affidato da Dio e che dovrai sempre portarlo con te nelle tue preghiere quotidiane. Ciò che Dio fa è stato dato in carico a te e tu sei disposto a fare ciò che Dio desidera fare; ecco che cosa significa assumere il fardello di Dio. A quel punto, quando ti nutrirai delle parole di Dio, ti concentrerai su questo genere di questioni e ti domanderai: ‘Come posso risolvere questi problemi? Come posso fare in modo che i miei fratelli e sorelle trovino sollievo e provino godimento spirituale?’. Ti concentrerai sulla risoluzione di questi problemi anche nei momenti di condivisione e, quando ti nutrirai delle parole di Dio, ti concentrerai sul nutrirti di parole relative a tali questioni. Porterai questo fardello anche mentre ti nutrirai delle Sue parole. Una volta comprese le richieste di Dio, ti sarà più chiaro quale strada prendere. È questa la rivelazione e l’illuminazione dello Spirito Santo che il tuo fardello ti fornisce e anche la guida di Dio che ti è stata data in dono. Perché dico questo? Senza un fardello, non presti attenzione quando ti nutri delle parole di Dio; quando ti nutri delle parole di Dio portando un fardello sei in grado di coglierne l’essenza, di trovare la tua strada e di tenere conto della volontà di Dio. Pertanto, nelle tue preghiere dovresti chiedere a Dio di caricarti di ulteriori fardelli e di affidarti compiti ancora più gravosi. Ciò farà sì che tu abbia davanti a te un percorso più efficace in cui fare pratica, che il tuo nutrirti delle parole di Dio abbia maggiori effetti, che tu arrivi a cogliere l’essenza delle Sue parole e diventi più sensibile allo Spirito Santo” (“Tieni conto della volontà di Dio al fine di ottenere la perfezione” in “La Parola appare nella carne”). Dopo aver letto la parola di Dio, ho capito che, quando ci assumiamo il fardello del nostro ingresso nella vita e dei problemi della Chiesa, siamo in grado di sforzarci di più nella ricerca della verità per risolvere i problemi, di nutrirci della parola di Dio e di praticarla con coscienza, e poi di fare comunione e scrivere della nostra comprensione della parola di Dio. Solo allora possiamo entrare gradualmente nella realtà della verità. Durante questo processo, mentre portiamo fardelli, aneliamo e ricerchiamo, possiamo ottenere l’illuminazione e la guida di Dio, approfondire gradualmente la nostra comprensione della verità, vedere una particolare questione in modo più chiaro e completo, e ottenere una comprensione più concreta e pratica della verità. Se non lavoriamo duramente per perseguire la verità e non pratichiamo la scrittura di articoli, anche se otteniamo un po’ di luce sulla parola di Dio, è solo una comprensione superficiale ed empirica, che sarà sempre vaga, come ammantata di nebbia, a riprova del fatto che non abbiamo alcuna conoscenza reale. Solo scrivendo della nostra reale conoscenza ed esperienza, ponderando e comprendendo a fondo le questioni attraverso la parola di Dio, e infine elevando la nostra conoscenza empirica a conoscenza esplicita e razionale, la nostra comprensione finalmente fiorirà e darà frutto. Questo è il nostro raccolto, la cristallizzazione del nostro pensiero. Durante quel periodo, ho anche sperimentato che scrivere articoli è un processo di acquisizione di chiarezza sulle cose, di comprensione della verità e risoluzione dei problemi. Più scriviamo, più guadagniamo.

Ora, non posso fare a meno di scrivere articoli. Mi piace perché, nel processo di scrittura, vedo più chiaramente la mia indole corrotta, e anche i miei punti di vista e la mia ideologia cambiano quando arrivo a capire la parola di Dio. Questo è un grande beneficio, qualcosa di prezioso e significativo. In passato, avevo sempre pensato che scrivere articoli fosse faticoso e particolarmente difficile, e preferivo fare lavori esteriori piuttosto che provare a scrivere. Ero davvero ribelle. Pensavo addirittura che scrivere articoli avrebbe ritardato il mio lavoro, ma questa visione era in realtà sbagliata e assurda. La stesura degli articoli non ritarda affatto il lavoro. Al contrario, ci spinge a cercare la verità per risolvere i problemi e ci rende più produttivi nel nostro dovere. Ora, ogni volta che ho tempo, cerco di acquietarmi e pensare al mio stato. Sento che ho bisogno di ponderare i problemi che non riesco a risolvere o a vedere chiaramente. Ho cominciato gradualmente a portare un fardello nel perseguire la verità. Sento anche di avere molti stati che devono essere risolti secondo la parola di Dio, e ho lentamente sviluppato un anelito verso di essa. Tutto questo è dovuto alla grazia e alle benedizioni di Dio, e sono particolarmente grata a Dio.

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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