Le conseguenze di un lavoro ostinato

12 Febbraio 2022

di Zhao Yang, Cina

Sono stato eletto capo di Chiesa nel 2016. Appena ho assunto quell’incarico, ho sentito molta pressione perché non capivo la verità, quindi quando i fratelli avevano problemi, non sapevo come aiutarli. Pregavo sempre Dio e cercavo la verità per comprendere i princìpi in base a cui selezionare le persone, poiché non ne ero capace. E poi, mi rivolgevo ai collaboratori quando avevo domande. Col tempo, ho fatto progressi nella mia capacità di valutare le varie persone, ed ero in grado di assegnare ai fratelli compiti adeguati in base ai loro punti di forza. Una volta, un fratello con cui lavoravo ha cercato di parlarmi di Sorella Xia, capo di una squadra evangelica, che nel suo dovere procedeva a tentoni ed era molto passiva, così ostacolava il lavoro dell’intero gruppo. Ha suggerito di sostituirla come capo squadra. Mi sono detto che aveva grande statura ed era davvero capace nel suo lavoro, quindi, anche se mostrava una certa corruzione, con un po’ più di aiuto e apportando qualche cambiamento, non avrebbe avuto problemi in quella posizione. Così ho messo a nudo e dissezionato lo stato di sorella Xia, e l’ho potata e trattata. Dopo alcune condivisioni, ho visto che il suo atteggiamento verso il suo dovere era parzialmente cambiato. Prendeva più iniziativa ed era anche coscienziosa. Di lì a poco, è stata promossa a compiti più importanti. Mi complimentavo con me stesso per questo risultato, e pensavo: “Sì, è stata l’idea giusta. Non l’abbiamo destituita e abbiamo coltivato una persona di talento. A quanto pare, ho un discreto discernimento”. Da allora in poi, ho smesso di discutere nomine e dimissioni con quel fratello, pensando che avevo più esperienza e potevo gestire qualsiasi problema da solo. Due anni sono volati via, e sono diventato sempre più abile nell’organizzare il lavoro della Chiesa. Pensando di avere grande intuizione, stavo diventando sempre più arrogante.

All’epoca non mi rendevo conto di non essere in una buona condizione. Poi un giorno è arrivata la lettera di un capo: diceva che sorella Zhang della nostra Chiesa era tornata dopo essere stata rimossa dal suo incarico. Dovevo organizzare delle riunioni per lei. La conoscevo già e, nelle nostre interazioni, avevo visto che era arrogante, tendeva a rimproverare le persone con sufficienza ed era difficile andarci d’accordo. Ho dato per scontato che non fosse cambiata molto. Qualche tempo dopo, nella nostra Chiesa c’erano parecchi nuovi arrivati che avevamo bisogno di irrigazione. Fratello Liu, che lavorava con me, ha detto che aveva visto sorella Zhang la quale aveva imparato a conoscere se stessa e si era pentita da quando era stata dimessa, inoltre aveva già efficacemente irrigato nuovi membri. Ha suggerito di assegnarle l’incarico mentre rifletteva su di sé, così il lavoro non avrebbe subìto ritardi. In quel momento, l’ho trovata un’idea terribile! Non la conosceva: lei non perseguiva la verità, ma parlava solo di avere un po’ di comprensione, mentre lui era convinto che si fosse pentita. Sentivo che a quel fratello mancava davvero l’intuizione, non aveva alcun discernimento. Gli ho detto con fermezza: “Fratello Liu, conosco sorella Zhang: è arrogante e tende a punire le persone con condiscendenza. E poi, è difficile lavorare con lei. Inoltre, non è riuscita a capire veramente se stessa o a cambiare del tutto, ecco perché è stata rimossa. Non è adatta. Non possiamo permetterle di assumere questo compito”. Fratello Liu ha proseguito: “Non possiamo essere troppo esigenti. Sì, è un po’ arrogante, ma essere destituita le ha davvero insegnato a conoscere se stessa e ha saputo pentirsi per quello che ha fatto. Ora tiene un profilo basso e va d’accordo con gli altri. Non è più arrogante come un tempo. Dobbiamo trattare le persone in modo equo”. Il suo discorso mi ha un po’ infastidito. Ho pensato che fosse un novellino, quindi non sapeva che avrebbe dovuto semplicemente essere d’accordo con me. Ho risposto, con maggiore enfasi: “Non è perfettamente chiara la situazione di sorella Zhang? Io non do giudizi infondati sulle persone, vedo che lei non è adatta, e non dovremmo assegnarle il compito di irrigazione”. Fratello Liu non ha detto nient’altro sapendo che ero serio.

Dopo un po’ di tempo, visto che nessuno stava irrigando, alcuni nuovi arrivati non ricevevano sostegno in tempo, così hanno smesso di venire. Un capo è venuto a vedere cosa stava succedendo e, assieme a fratello Liu, è andato da sorella Zhang; al loro ritorno, fratello Liu mi ha detto: “La casa di Dio ha bisogno di più risorse per l’irrigazione. Abbiamo visto che sorella Zhang ha una vera conoscenza di sé ed è disposta a pentirsi e a cambiare. È stata destituita, ma non ha mai fatto nulla di così terribile. È solo un po’ arrogante e può ancora essere promossa, purché accetti la verità e cambi. Non possiamo definirla sulla base di una sola cosa. Dàlle la possibilità di pentirsi. Ne abbiamo discusso, e sorella Zhang dovrebbe assumere il compito di irrigare”. Sentendolo raccomandare di nuovo sorella Zhang, ho pensato: “L’ho già detto chiaramente l’ultima volta. Come può essere cambiata dopo così poco tempo? Servo come capo da tanto, so come valutare le persone, quindi perché non mi credete sulla parola? In questo modo non si può sbagliare!” Ho spiegato di nuovo la mia posizione, con grande enfasi. Vedendo la mia testardaggine, il capo ha detto con tono severo: “Ci siamo fatti un’idea sul suo conto. Ho parlato con lei e ho ascoltato la sua condivisione. Ha un po’ di auto-riflessione e conoscenza di sé. È pronta a cambiare. Dovremmo assegnarle un dovere; darle la possibilità di pentirsi. Non possiamo definire le persone in base ai loro comportamenti passati. Tu dici che è arrogante, ma da quando alle persone arroganti non è permesso fare il loro dovere? Sorella Zhang è adatta al compito e c’è un bisogno urgente in questo momento. Ti stai impuntando con lei. Non ti sembra di essere ostinato e dittatoriale? Sei tu che assegni le persone all’interno della Chiesa. Non hanno alcun dovere senza la tua approvazione. Sei troppo arrogante e sicuro di te. Facendo di testa tua, stai ostacolando il lavoro della casa di Dio e la sua coltivazione di talenti”. Venire trattato in questo modo dal capo mi ha sconvolto, eppure continuavo a opporre resistenza; dopotutto, pensavo ancora di avere molta esperienza e di aver sempre avuto un buon intuito con le persone, quindi era impossibile che mi sbagliassi su sorella Zhang. Ma, dato che nessuno era d’accordo con me, non potevo continuare a insistere. Pertanto, ho detto a malincuore: “Visto che entrambi avete notato qualche cambiamento in lei, diamole una possibilità. La trasferiremo altrove se non funziona”.

Tornato a casa, ho pensato al capo che mi rimproverava e mi sono sentito davvero a disagio. In base a quello che aveva detto, non stavo lavorando contro Dio? È una cosa davvero grave. Però poi ho pensato che avevo riflettuto sulla mia decisione di non scegliere sorella Zhang per quella posizione, quindi perché mi è stato detto questo? Dove avevo sbagliato? Così, nella mia ricerca, ho pregato Dio: “Caro Dio, faccio fatica ad accettare le critiche di quella sorella. Non so come comprendere me stesso in questa circostanza o quale verità cercare. Ti prego, mostrami la via”. Dopo aver pregato, ho letto le parole di Dio: “Che cosa significa essere ‘arbitrari e sconsiderati’? Significa, quando vai incontro a una questione, agire come ti sembra opportuno, senza alcun procedimento mentale, senza badare a ciò che dicono gli altri. Nessuno riesce a comunicare con te, nessuno può farti cambiare idea, tanto che non ti lasci minimamente influenzare; mantieni la tua posizione e, anche quando ciò che dicono gli altri è sensato, non ascolti e ritieni che il tuo modo di vedere sia quello giusto. Anche se lo è, non dovresti forse prestare attenzione ai suggerimenti degli altri? Ma tu non presti attenzione. Gli altri ti definiscono ostinato. Ostinato quanto? Al punto che dieci buoi non riuscirebbero a smuoverti; ostinato al massimo grado, arrogante e caparbio all’estremo, del tipo che non vede la verità finché non ce l’ha davanti agli occhi. Una simile ostinazione non sconfina forse nella testardaggine? Tu fai quello che vuoi, quello che pensi di fare, senza ascoltare nessuno. Se qualcuno ti dicesse che qualcosa di ciò che fai non è conforme alla verità, risponderesti: ‘Lo faccio lo stesso, che sia conforme alla verità o no. Se non è conforme alla verità, ti fornirò un certo motivo o una certa giustificazione. Farò in modo che tu mi ascolti. Sono deciso al riguardo’. Altri potranno dire che quanto fai è un intralcio, che provocherà gravi conseguenze, che nuoce agli interessi della casa di Dio; ma tu non li ascolti, offrendo invece un altro tuo ragionamento: ‘Io faccio così, che ti piaccia o no. Voglio fare così. Tu hai completamente torto e la ragione è tutta mia’. Forse hai davvero ragione e ciò che fai non avrà gravi conseguenze, ma che indole stai rivelando? (Arroganza.) La natura arrogante ti rende testardo. Chi ha questa indole testarda non è forse incline a essere arbitrario e sconsiderato?” (La condivisione di Dio). “Dio come tratta ogni singola persona? Alcune sono di statura acerba oppure sono giovani oppure credono in Dio solo da poco tempo. Dio potrebbe vedere queste persone come né cattive né malevole per natura e nell’essenza; è semplicemente che costoro sono un po’ ignoranti e mancano di levatura, oppure sono soggette a troppe costrizioni e devono ancora comprendere la verità, ancora entrare nella vita, e perciò è difficile per loro astenersi dal fare alcune cose stupide o dal commettere alcuni atti di ignoranza. Ma Dio non Si fissa sulla stupidità passeggera delle persone; Egli guarda solo ai loro cuori. Se sono determinate a perseguire la verità, allora sono rivolte nella giusta direzione, e se questo è il loro obiettivo, allora Dio le sta osservando, le aspetta e concede loro tempo e opportunità che consentono loro l’ingresso. Dio non li atterra con un sol colpo né Si aggrappa a una trasgressione che hanno commesso una volta e Si rifiuta di lasciar correre; Egli non li ha mai trattati in questo modo. Detto questo, se gli uomini si trattano così l’un l’altro, ciò non dimostra forse la loro indole corrotta? Questa è esattamente la loro indole corrotta. Devi guardare come Dio tratta gli ignoranti e gli stolti, coloro che hanno una statura acerba, le normali manifestazioni dell’indole corrotta dell’umanità e coloro che sono malevoli. Dio tratta le diverse persone in modi differenti e ha anche vari modi di gestire le loro innumerevoli condizioni. Devi comprendere queste verità. Una volta capite queste verità, allora saprai come sperimentarle e come trattare le persone secondo i principi” (“Per guadagnare la verità, devi imparare dalle persone, dalle situazioni e dalle cose intorno a te” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Ho iniziato a riflettere su me stesso basandomi sulle parole di Dio. Pensavo di avere una certa esperienza generale nel selezionare le persone e di aver afferrato i princìpi. Soprattutto quando qualcuno che avevo scelto aveva successo nel suo compito, sentivo davvero di avere discernimento e di essere perspicace. Volevo capitalizzare la mia esperienza, senza ascoltare i suggerimenti di nessuno. Quando fratello Liu ha capito la situazione di sorella Zhang e ha detto che aveva davvero acquisito una certa conoscenza di sé da quando era stata rimossa, ed era pronta a pentirsi, e mi ha esortato a trattare le persone in modo equo, mi sono rifiutato di ascoltarlo. L’avevo stigmatizzata in base a come l’avevo vista prima, pensando che fosse arrogante, non perseguisse la verità e non fosse cambiata, perciò non poteva assumersi il compito di irrigare. In realtà, Dio non ha mai detto niente del genere. La casa di Dio non è mai stata così. Se qualcuno è in grado di comprendere le visioni della verità e sa ottenere risultati nel dovere di irrigazione, può prendervi parte ed essere formato. Anche coloro che commettono gravi trasgressioni, la casa di Dio non li definisce mai una volta per tutte. Se sanno accettare la verità, riflettere su se stessi, si pentono per il male compiuto e sono disposti a cambiare, la casa di Dio può continuare a giovare di loro. Non importa quale indole corrotta possano mostrare o cosa abbiano fatto per turbare il lavoro della casa di Dio, purché non si tratti di persone malvagie, Dio darà loro l’opportunità di svolgere un dovere e di imparare il più possibile. Questo è l’amore e la salvezza di Dio. Non conoscendo l’indole di Dio né i princìpi vigenti nella Sua casa, non stavo guardando i punti di forza di sorella Zhang, ma mi stavo solo rifiutando di dimenticare la corruzione che aveva mostrato in passato, definendola arbitrariamente e rifiutandomi di assegnarle il compito di irrigare. Di conseguenza, i nuovi credenti non venivano irrigati in tempo e ciò turbava il lavoro della Chiesa. Non stavo forse compiendo il male? Pieno di rammarico, mi sono presentato davanti a Dio e ho pregato: “Dio, sono stato così arrogante. Non voglio più essere ostinato nel mio dovere. Sono pronto a pentirmi e a cambiare”.

La volta successiva in cui mi sono riunito con sorella Zhang, l’ho sentita parlare della sua auto-riflessione e della sua conoscenza, ho visto che si era davvero pentita; era cambiata. Mi sono sentito ancora più in imbarazzo e in colpa. Una volta che sorella Zhang ha assunto il compito di irrigare, si è dimostrata seria e se ne è assunta la responsabilità, e i fratelli e le sorelle che irrigava hanno fatto progressi. Più tardi, è stata promossa a gestire il compito di irrigazione per diverse Chiese. Vedere quanto fosse brava nel suo dovere mi ha fatto vergognare ancora di più. Odiavo la mia arroganza di un tempo, il modo in cui l’avevo giudicata, rifiutandomi di assegnarle un compito, bloccando il lavoro nella casa di Dio. Era chiaro che non possedevo la verità e non avevo intuito. Capivo alcuni metodi e regole grazie alla mia grande esperienza, ma questi non bastano per svolgere il lavoro della Chiesa. Dopo quell’incidente, ho mostrato molta più cautela nel selezionare le persone e a volte, quando volevo avere l’ultima parola, mi ricordavo di pregare e di pentirmi, mettendo in pratica la verità e ascoltando ciò che gli altri avevano da dire.

Pensavo di aver fatto accesso in questa pratica. Invece, con mia grande sorpresa, più tardi è accaduto qualcosa che mi ha di nuovo messo a nudo. Sei mesi dopo, un paio di membri che gestivano gli affari della Chiesa erano ostacolati dai familiari e non potevano più svolgere i loro compiti. Avevamo urgente bisogno di persone che li sostituissero. Ho cercato e ho trovato due sorelle che erano responsabili e sapevano affrontare situazioni varie, tuttavia, con loro c’erano alcuni rischi per la sicurezza. Però ho pensato che avrebbero lavorato al di fuori della loro zona, non ci sarebbe stato alcun problema a farglielo fare. Avevamo davvero bisogno di più persone e non avevo trovato candidati migliori, così ho optato per loro. Le avrei sostituite quando fosse arrivato qualcuno più adatto. Ho detto a fratello Liu che volevo chiedere a sorella Zhao di occuparsi degli affari generali nella Chiesa. Ha risposto: “Dobbiamo seguire i princìpi quando selezioniamo le persone. Non possono lavorare se c’è un problema di sicurezza. Non credo che sorella Zhao sia una buona scelta in questo caso. Dobbiamo rispettare i princìpi”. Vedendo che si opponeva, ho espresso il mio disaccordo: “Ma non abbiamo un bisogno urgente? Non credi di essere troppo timoroso? Nella sua città natale, è ben nota come credente, però sono anni che la polizia non la controlla. Inoltre, ha coraggio e saggezza, io lo so. Non credo che abbiamo un candidato migliore a questo punto. Sono passati più di 10 giorni e non ho trovato nessun altro. Non possiamo seguire ciecamente le regole nel nostro dovere”. Mi ha ascoltato e poi ha insistito: “Assegnare qualcuno a un dovere che presenta un rischio vìola i princìpi. Dobbiamo mettere la sicurezza al primo posto”. Ho completamente ignorato quello che stava dicendo e ho insistito su sorella Zhao. Dopo di che, ho scelto sorella Liu per effettuare la consegna della corrispondenza, anche se pure lei era a rischio sicurezza. In poco tempo, il PCC ha iniziato a indagare sui credenti controllando i registri anagrafici. Sorella Zhao era nota per la sua fede in Dio, quindi sospettavano di lei e hanno iniziato a sorvegliarla nell’appartamento che aveva affittato perché non poteva mostrare la sua carta d’identità. Poi anche un’altra persona che si occupava degli affari della Chiesa è stata coinvolta e messa sotto sorveglianza, e la rete di comunicazione tra diverse Chiese ne ha subìto le conseguenze. Abbiamo perso i contatti per oltre 20 giorni, lasciando alcuni lavori urgenti nel limbo. Non è stato possibile nemmeno gestirne le conseguenze.

Quando il capo lo ha saputo e ha scoperto che avevo insistito per nominare qualcuno che era a rischio sicurezza, mi ha trattato con severità: “Sei ostinato, ancora una volta. Sei arbitrario nel tuo dovere, andando contro i princìpi. Ciò ha recato un grave danno al lavoro della casa di Dio. Hai fatto quello che il PCC spera di fare, ma in cui non riesce da solo, servendo come tirapiedi di Satana, sabotando il lavoro della casa di Dio. Sulla base del tuo comportamento reiterato, abbiamo deciso di rimuoverti dal tuo incarico”. Le sue parole sono state come uno schiaffo in faccia, non sapevo cosa dire. Pensavo: “Alla fine, ho compiuto un grande malvagità. E se i fratelli e le sorelle sono stati arrestati? Se è così, ho davvero fatto una cosa orribile”. Più ci pensavo, più avevo paura; ero tormentato dal senso di colpa. Era come un coltello nel cuore; ho perso ogni motivazione. Vivevo nell’infelicità e pregavo Dio, riconoscendo continuamente i miei sbagli: “Caro Dio, sono arrogante e presuntuoso. La mia ostinazione ha recato un danno incredibile all’opera della casa di Dio. Accetto qualsiasi punizione mi dai, ma Ti prego di proteggere questi fratelli e sorelle dall’arresto”. Più tardi ho scoperto che quei membri della Chiesa erano stati trasferiti in tempo ed erano sfuggiti alla cattura. Ero così sollevato.

In seguito, ho riflettuto su me stesso. Perché ero sempre così ostinato nel mio dovere? Qual era la causa? Ho letto queste parole di Dio, in “Solo perseguendo la verità si può conseguire un cambiamento di indole”. “Se davvero possiedi la verità dentro di te, il cammino che percorri sarà naturalmente la retta via. Senza la verità, è facile commettere il male, e lo commetterai tuo malgrado. Per esempio, se in te ci fossero arroganza e presunzione, ti sarebbe impossibile astenerti dallo sfidare Dio; ti sentiresti costretto a farlo. Non lo faresti intenzionalmente, ma saresti guidato dalla tua indole arrogante e presuntuosa. La tua superbia e il tuo orgoglio ti porterebbero a disprezzare Dio e a considerarLo privo di qualsiasi importanza; ti indurrebbero a esaltare te stesso, a metterti costantemente in mostra e, alla fine, a sederti al Suo posto e a rendere testimonianza per te stesso. Trasformeresti le tue idee, la tua mentalità e le tue nozioni in verità da adorare. Guarda quanto male commettono le persone sotto il dominio della loro natura arrogante e presuntuosa!” (Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni). Ho visto dalle parole di Dio che mi comportavo in modo così arbitrario nel mio dovere perché ero controllato da una natura arrogante e presuntuosa. Con quel tipo di natura, non potevo fare altro che compiere il male e resistere a Dio. Per via della mia natura, avevo un’altissima opinione di me stesso, convinto di essere migliore degli altri, di saperne più di tutti, perciò dovevo avere l’ultima parola sulle questioni della Chiesa. Una volta presa una decisione, mi rifiutavo di vedere le cose in modo diverso e non volevo ascoltare nessuno. Addirittura pretendevo che la gente obbedisse alle mie idee, come se fossero la verità. Sapevo che c’erano rischi per la sicurezza e quelle sorelle non avrebbero dovuto svolgere certi compiti, e io stesso avevo scrupoli al riguardo, eppure non riuscivo a mettere da parte me stesso e a cercare la volontà di Dio. Mi rifiutavo di ascoltare gli avvertimenti altrui, ignorando la guida dello Spirito Santo. Ho testardamente scelto due persone che erano a rischio, recando un grave danno anche all’opera della casa di Dio. Se solo avessi pensato a cercare la verità, e ascoltato i suggerimenti di fratello Liu, non ci sarebbero state conseguenze così terribili. Ho provato tanto rammarico e senso di colpa quando me ne sono reso conto, e ho odiato la mia arroganza e ostinazione. Il Partito Comunista non smette mai di cercare di minare l’opera di Dio, usando ogni tipo di tattica per opprimere e arrestare i suoi seguaci. E io avevo arbitrariamente violato i princìpi, assegnando incarichi a persone a rischio, il che ha portato a mettere sotto sorveglianza altri membri della Chiesa. Non stavo forse lavorando indirettamente per conto di Satana, servendo come aiutante del PCC nel sabotare l’opera di Dio? Senza la cura e la protezione di Dio, quei fratelli avrebbero potuto essere arrestati. Allora avrei davvero fatto un grande male. Questo pensiero mi terrorizzava. La Chiesa mi aveva permesso di servire come capo, la volontà di Dio era che facessi le cose secondo principio, e selezionassi i fratelli e le sorelle a ricoprire posizioni adatte a loro, in modo che potessero sfruttare i loro punti di forza e preparare le loro buone azioni. Ma ho pensato che avere un po’ di esperienza come capo significasse essere diventato qualcosa di speciale. Non pensavo molto agli altri e Dio non era nel mio cuore. Non prendevo sul serio i princìpi della casa di Dio, facevo solo quello che volevo. Ero così arrogante che avevo perso la ragione. Pensavo agli anticristi espulsi dalla Chiesa. Erano incredibilmente arroganti, trattavano Dio con disprezzo e ignoravano i princìpi. Erano dittatoriali e arbitrari nel loro dovere, e hanno seriamente turbato il lavoro della casa di Dio. Alla fine, hanno fatto così tanto male che sono stati rimossi. Sapevo che, se non avessi eliminato la mia arroganza, avrei intrapreso la stessa strada, e Dio mi avrebbe eliminato. A quel tempo, ero spaventato dal pensiero di vivere secondo la mia natura arrogante. Anche se avevo commesso un male così grande, la casa di Dio non mi aveva ancora espulso, mi aveva solo rimosso dal mio dovere, Dio mi ha persino illuminato e guidato con le sue parole, dandomi la possibilità di riflettere su me stesso, di pentirmi e cambiare. Ho davvero percepito l’amore di Dio per me, e avevo così tanto rammarico che ero pronto a cambiare. Dopo di che, ho iniziato a cercare consapevolmente una pratica e come entrarci per poter migliorare.

Ho letto questo passo delle parole di Dio: “Come risolvi, allora, la tua arbitrarietà e sconsideratezza? Quando hai un’idea, la esponi agli altri e dici che cosa pensi e credi riguardo a tale questione e poi lo comunichi a tutti. Prima di tutto, puoi far luce sul tuo modo di vedere le cose e puoi cercare la verità; questo è il primo passo che devi compiere per vincere quest’indole arbitraria e sconsiderata. Il secondo passo avviene quando altre persone danno voce a opinioni diverse: a quale pratica puoi ricorrere per evitare di essere arbitrario e sconsiderato? Per prima cosa, devi avere un atteggiamento di umiltà, mettere da parte ciò che credi sia giusto e far sì che tutti comunichino. Anche se pensi che il tuo modo sia giusto, non dovresti continuare a insistervi. Questo è il primissimo tipo di passo avanti; mostra un atteggiamento di ricerca della verità, di negazione di te stesso e di soddisfazione della volontà di Dio. Acquisito questo atteggiamento e, contemporaneamente, non attenendoti alla tua opinione, tu preghi. Poiché non distingui ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, permetti a Dio di rivelare e dire qual è la cosa migliore da fare, la più consona. Mentre tutti si uniscono nella condivisione, lo Spirito Santo porta a ciascuno l’illuminazione. Dio illumina le persone secondo un procedimento che talvolta non fa che valutare il tuo atteggiamento. Se il tuo atteggiamento è di rigida auto-affermazione, Dio ti celerà il Suo volto e Si chiuderà nei tuoi confronti; ti metterà a nudo e ti farà arrivare a un punto morto. Se invece il tuo atteggiamento è giusto, e non sei insistente a modo tuo, né presuntuoso, né arbitrario e sconsiderato, ma hai un atteggiamento con cui ricerchi e accogli la verità, allora, quando tieni condivisioni col gruppo, e lo Spirito Santo si mette all’opera fra di voi, forse ti guiderà a capire tramite le parole di qualcun altro. Talvolta, quando lo Spirito Santo illumina una persona, ti porta a capire il punto cruciale di una questione con poche parole o frasi. In quel momento ti rendi conto che qualunque cosa a cui ti stessi aggrappando era erronea e, allo stesso tempo, comprendi qual è il modo di agire più opportuno. Dopo aver raggiunto un simile livello, si è forse evitato efficacemente di fare il male, di percorrere il cammino sbagliato e di subire le conseguenze di un errore? Come si consegue un simile risultato? Tramite un cuore che obbedisce e cerca. Una volta ottenuto questo, alla fine agirai adeguatamente e avrai soddisfatto la volontà di Dio” (La condivisione di Dio). Dopo averlo letto, ho capito che per eliminare arroganza e ostinazione, la cosa più importante è avere rispetto per Dio e un atteggiamento di ricerca della verità. Non posso contare solo sulla mia prospettiva, devo discutere con gli altri; se qualcuno ha un’opinione diversa, dovrei prima accettarla, poi pregare Dio, cercare la verità e seguire i princìpi. Dovrei lavorare bene con gli altri. Questo è il modo per ottenere la guida di Dio. Se mi aggrappo ostinatamente alle mie opinioni, lo Spirito Santo non opererà in me. Non avrò alcun discernimento e non sarò efficiente nel mio dovere. Ho ripensato a quello che avevo fatto, a causa della mia arroganza e ostinazione, e del mio cuore privo di Dio. Era colpa della mia pretesa di dominare tutto, della mia incapacità di lavorare bene con gli altri. Rendendomi conto di questo, ho deciso dentro di me di smettere di essere così testardo di fronte alle cose, e di cercare e comunicare con gli altri. Se la loro idea fosse stata in linea con la verità, l’avrei ascoltata.

Più tardi, la Chiesa mi ha scelto come caposquadra per l’irrigazione. Ero molto grato e ho fatto tesoro di questo compito. Ricordavo a me stesso che dovevo imparare dal mio fallimento, e che non potevo permettere alla mia natura arrogante di riemergere di nuovo. Quando si presentavano dei problemi, cercavo i fratelli e le sorelle per discutere con loro. Una volta ho ricevuto una lettera da un capo: diceva che dovevamo trovare persone adatte per l’irrigazione. Esaminando la questione, ho pensato che sorella Su fosse idonea. Invece, secondo le valutazioni degli altri, aveva una natura arrogante e non voleva i consigli di nessuno. Mi sono detto che non avrebbe accettato la verità, quindi non poteva essere coltivata. Poi mi sono reso conto che stavo di nuovo definendo le persone, e mi sono venute in mente queste parole di Dio: “Non raggiungere un verdetto mostra che le persone non sono ipocrite, e non insistere mostra che possiedono razionalità; se, oltre a questo, si è in grado di obbedire, si potrà ottenere di mettere in pratica la verità” (“Obbedire a Dio è una lezione fondamentale per acquisire la verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Sapevo che non potevo insistere ancora, dovevo parlare con il fratello che lavorava con me e ascoltare le sue parole. Quando gli ho spiegato la mia posizione, ha risposto: “In base a queste valutazioni, sorella Su sembra davvero arrogante, ma ho notato che tutto ciò è basato sulla corruzione del suo passato. Non sappiamo se ha acquisito una qualche conoscenza di sé. Non dovremmo soffocarla, quindi facciamole scrivere un’auto-riflessione e poi chiediamo l’opinione dei fratelli e delle sorelle che la conoscono. Possiamo darci un’occhiata e vedere se è una buona candidata per questo compito. Questo approccio è migliore”. Ecco cosa significa davvero aderire ai principi di verità. Se l’avessi ritenuta una persona inadatta a essere promossa, basandomi su qualche opinione, sarebbe stato troppo affrettato. Dovevamo analizzare che tipo di arroganza aveva. Se era irragionevole e si rifiutava di accettare la verità, allora non avrebbe dovuto svolgere quel compito. Se invece aveva levatura e un po’ di arroganza, e una volta potata, poteva imparare su se stessa e cambiare, si sarebbe trattato di normale corruzione. Le persone che hanno detto certe cose sul suo conto avevano lavorato con lei in passato, quindi bisognava vedere cosa pensassero quelli che la conoscevano ora. Saperne di più sarebbe stato utile. Quando abbiamo ricevuto l’auto-riflessione di sorella Su e le valutazioni degli altri, abbiamo visto che aveva un certo ingresso nella vita, e che stava cercando la verità. L’abbiamo raccomandata per l’irrigazione. Da allora, quando devo selezionare qualcuno per un particolare compito, non faccio arrogantemente quello che voglio e prendo una decisione, ma cerco e ascolto i suggerimenti degli altri. Prego anche e cerco i principi della verità. Con questa pratica, mi sento davvero in pace. Sono cambiato grazie al giudizio e al castigo delle parole di Dio.

Sei disposto ad essere una pecora che ascolta la voce di Dio per accogliere il Suo ritorno?

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