Cosa si cela dietro l’“amore”

12 Febbraio 2022

di Chen Yang, Cina

Prima di diventare credente, vedevo alcuni motti, tra cui “Tacere sui difetti di un amico assicura una buona amicizia”, “Mai colpire sotto la cintura” e “Le parole gentili riscaldano l’inverno più freddo, quelle dure raffreddano l’estate più calda”, come filosofie di vita. Non ho mai fatto notare i difetti di nessuno, a parole e nei fatti ho sempre considerato i sentimenti altrui e mi sono immedesimata nei loro guai. Piacevo a tutti, amici e compagni di classe. Andavo molto d’accordo con gli altri, quindi ero soddisfatta di me stessa. Ho mantenuto questo approccio anche dopo aver aderito alla fede, non sottolineando mai i problemi che notavo nei fratelli e nelle sorelle. Anche quando vedevo che qualcuno, vivendo nella corruzione, stava recando danno alla Chiesa, continuavo a tacere. Convinta che la mia tolleranza, l’indulgenza e l’amore verso gli altri facessero di me una brava persona. Questo finché Dio non mi ha giudicata e castigata, allora ho capito che dietro al mio “amore” si nascondevano intenzioni malvagie. Ho compreso che non ero affatto una vera brava persona, ero egoista, spregevole e astuta, mascherata da buona. Ed è stato grazie al giudizio di Dio e alla guida delle Sue parole che ho imparato come diventarlo.

Tutto è iniziato nel luglio del 2018, quando servivo come capo della Chiesa. Ho scoperto che sorella Liu, addetta alla produzione video, era negligente nel suo compito e sempre pigra, e non aveva alcun senso del dovere. In una riunione, ho trovato parole di Dio rilevanti e ho condiviso in maniera semplice, e lei ha riconosciuto che era negligente nel suo dovere e voleva cambiare, ma poi è rimasta la stessa di sempre. Avevo pensato che se non avesse cambiato atteggiamento verso il proprio dovere, ciò avrebbe sicuramente influito sull’efficacia del lavoro e non avrebbe nemmeno aiutato il suo ingresso nella vita. Sentivo di dover mettere a nudo e condividere chiaramente sul suo stato, sul suo comportamento e su quali sarebbero state le conseguenze, in modo che potesse vedere la gravità del problema e cambiare in tempo. Ma poi ho pensato: “Se porto alla luce i suoi problemi, sarà in grado di accettarlo? Dirà che mi manca l’amore e penserà che sto rendendo le cose difficili? Se poi si risente e si rivolta contro di me, sarà difficile andare d’accordo. Lasciamo stare. Non occorre essere così diretta. Glielo farò notare appena un po’. Sarà sufficiente per farle capire il suo stato. Così non sarà troppo imbarazzante per lei, e anche tra di noi la situazione sarà piuttosto tranquilla”. Perciò, ho semplicemente sorvolato, dicendo: “Se non affrontiamo la negligenza, è impossibile fare bene il nostro dovere. L’opportunità di avere un compito da svolgere è rara: dobbiamo farne tesoro”. Ha continuato a lavorare distrattamente, rallentando la produzione video, e anche influenzando negativamente gli altri fratelli e sorelle i quali, a loro volta, hanno iniziato a rallentare, come se non vi fosse alcuna urgenza, senza impegnarsi a fondo per affrontare i problemi in cui si imbattevano. Quando una sorella è stata potata e trattata, lei non si è pentita e non è cambiata. La cosa mi rendeva nervosa, pensavo: “Sorella Liu tende a essere negligente. Non ha fatto alcun cambiamento. Non sta concludendo nulla. Secondo i princìpi, dovrebbe essere rimossa. Però, se lo faccio, lei potrebbe dire che non ho né amore né pazienza, che manco di umanità”. Dopo averci riflettuto, ho scelto di non destituire sorella Liu, ma di provare a trasferirla a un altro incarico. In questo modo, non avrebbe pensato male di me e mi avrebbe vista ancora come una persona amorevole. Così poi, con la scusa che rimuovere sorella Liu l’avrebbe resa negativa e depressa, l’ho messa a lavorare all’organizzazione delle riprese per la produzione video. Però, siccome non aveva una vera comprensione di se stessa, è diventata ancora più indisciplinata e sciatta. Ha cominciato persino a battere la fiacca nei devozionali. Poiché non sapevo farsi carico del suo dovere, le riprese che faceva erano caotiche e dovevano essere sistemate da altri dopo che lei le aveva preparate. Una volta, ha persino cancellato per errore dei filmati importantissimi.

Così, quando il mio capo l’ha scoperto, mi ha trattata perché non avevo fatto il mio dovere né praticato la verità, ma avevo protetto la mia immagine e il mio prestigio, il che ha finito per influenzare il lavoro della Chiesa. Quello che ha detto mi ha distrutta. Ero davvero sconvolta. Dopo, ho letto un passo delle parole di Dio che mi ha aiutata a capire perché ci comportiamo in questo modo. La parola di Dio dice: “Molti desiderano perseguire e mettere in pratica la verità, ma il più delle volte ne hanno soltanto la determinazione e il desiderio; la verità non è diventata la loro vita. Di conseguenza, quando si trovano ad affrontare forze maligne, o incontrano persone malvagie e cattive che commettono malefatte o falsi capi e anticristi che agiscono in modo tale da violare i principi – facendo così subire perdite all’opera della casa di Dio e danneggiando i Suoi eletti – perdono il coraggio di reagire e di parlare francamente. Che cosa significa non avere il coraggio? Significa forse che sei timido o che hai difficoltà a esprimerti? Oppure che non capisci a fondo e pertanto non ti fidi a parlare francamente? Niente di tutto questo; è che sei dominato da diversi aspetti dell’indole corrotta. Uno di tali aspetti è il fatto di essere subdolo. Pensi prima di tutto a te stesso, dicendoti: ‘Se parlo francamente, che beneficio ne traggo? Se parlo francamente e faccio irritare qualcuno, come potremo andare d’accordo in futuro?’ È una mentalità subdola, non è vero? Non è forse l’esito di un’indole subdola? Un altro è un’indole meschina ed egoista. Pensi: ‘Cosa ha a che fare con me una perdita per gli interessi della casa di Dio? Perché dovrei preoccuparmene? Non ha nulla a che fare con me. Anche se accadesse davanti ai miei occhi o se venissi a saperlo in seguito, non è necessario che io faccia nulla. Non è una mia responsabilità: io non sono un leader’. Tali cose sono dentro di te, come se fossero scaturite da una mente inconsapevole, come se occupassero un posto fisso nel tuo cuore – questa è l’indole corrotta, satanica, dell’uomo. Tale indole corrotta domina i tuoi pensieri e ti lega mani e piedi, e controlla la tua bocca. Quando vuoi dire qualcosa nel tuo cuore, le parole arrivano alle labbra ma non le pronunci, oppure, se parli, le tue parole sono indirette, lasciandoti spazio di manovra – non parli affatto con chiarezza. Gli altri non provano niente dopo averti ascoltato, e ciò che hai detto non ha risolto il problema. Dici a te stesso: ‘Bene, ho parlato francamente. La mia coscienza è a posto. Ho adempiuto la mia responsabilità’. In verità, nel tuo cuore sai di non aver detto tutto quel che avresti dovuto, sai che ciò che hai detto non ha sortito alcun effetto e che il danno all’opera della casa di Dio rimane. Non hai adempiuto la tua responsabilità, eppure sostieni apertamente di averlo fatto, o che ciò che stava accadendo non ti era chiaro. Questo è vero? Ed è davvero ciò che pensi? Non sei dunque completamente dominato dalla tua indole satanica?” (“Soltanto chi mette in pratica la verità è timorato di Dio” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Ho provato vergogna nel vedere come le parole di Dio mettevano a nudo la mia indole egoista e astuta. Mi sono resa conto che sorella Liu era negligente nel suo dovere; era stata criticata, eppure non era cambiata. Ma temevo che mi accusasse di non essere gentile, così mi sono limitata a farle notare i suoi problemi con grande delicatezza solo per proteggere l’immagine e il prestigio che avevo nel suo cuore. Di conseguenza, non è stato utile a sorella Liu e la nostra produzione video è stata bloccata. I princìpi imponevano che la destituissi dal suo incarico, però io volevo apparire come una persona buona e amorevole, quindi non l’ho fatto. Invece, le ho fatto preparare le riprese per i video, il che ha compromesso veramente il lavoro della Chiesa. Ero contenta di mettere i fratelli in difficoltà, danneggiando gli interessi della Chiesa in cambio del mio prestigio nel cuore degli altri. Ero forse una buona persona? No, ero egoista, spregevole, astuta e malvagia. E come potrebbe questo non disgustare Dio? Perciò, senza perdere tempo, abbiamo rimosso sorella Liu dal suo compito. Ho condiviso con lei sulle parole di Dio, mettendo a nudo il suo comportamento nel suo dovere. Dopo qualche tempo, ha acquisito una certa conoscenza di sé attraverso la ricerca della verità, ed è stata in grado di cambiare il suo stato. È tornata a fare il suo dovere ed è stata scelta come capo di una squadra. Quando ho saputo la notizia, ero sinceramente felice per lei, ma mi sentivo anche in imbarazzo, ero rammaricata. Prima, mi ero preoccupata solo di proteggere il mio prestigio, non di praticare la verità, ostacolando la sua crescita nella vita e danneggiando poi il lavoro della casa di Dio. Che cosa malvagia! Da allora sapevo che non potevo essere una persona che compiace la gente se a farne le spese erano gli altri e l’opera della casa di Dio. Ma, quando è arrivato il momento di mettere in pratica la verità, ero di nuovo frenata dalla mia corruzione.

Nell’ottobre del 2020, mi sono resa conto che sorella Lin, nel compito di irrigazione, non aveva ottenuto risultati perché le mancava levatura, quindi stavo per passarla a un’altra mansione. Poi ho scoperto che era davvero arrogante: quando non era d’accordo con qualcuno, invece di cercare i princìpi, voleva che gli altri la ascoltassero. Allora ho pensato: “Se la sua indole arrogante non viene eliminata, non lavorerà mai in armonia con nessuno, e non svolgerà bene alcun compito. Le conseguenze saranno nocive per lei o per l’opera della casa di Dio. Dovrei parlarle di questo suo problema. Offrire la migliore condivisione possibile”. Più tardi, mentre condividevo con lei, ho detto: “Da quando ti conosco, ho scoperto che hai un problema di arroganza. Non accetti suggerimenti e non lavori bene con gli altri, il che si ripercuote sui risultati che ottieni nel tuo compito. Non sei d’accordo?” Lei ha risposto con disappunto: “Non lavorare bene con gli altri significa che non sarò brava in nessun compito. Voglio accantonare il mio dovere e riflettere su me stessa per un po’”. A quel punto, mi sono detta: “Non è in una condizione molto buona. Se dovessi mettere a nudo e dissezionare il suo problema, penserebbe che sono troppo dura e che la sto prendendo di mira intenzionalmente? Potrebbe dire che sono insensibile e poco amorevole, e trarne una cattiva impressione di me prima che se ne vada. Non sarò troppo diretta, ma le darò solo qualche incoraggiamento. Parlerò solo brevemente del suo problema: dovrebbe bastare. Forse con la riflessione conoscerà meglio se stessa e sarà in grado di cambiare. Così non ci sarebbero rancori, e lei mi vedrebbe come un capo di Chiesa amorevole e tollerante”. Pertanto, ho cambiato tono e l’ho confortata, dicendo “che, in realtà, il cambiamento di dovere era anche segno dell’amore di Dio, e che poteva continuare a lavorare su se stessa. Se dopo qualche tempo la sua arroganza fosse cambiata, sarebbe tornata al dovere di irrigazione. Bisognava avere l’approccio giusto a quel compito. Poi ho condiviso alcune parole di Dio che esortano e confortano le persone: mentre ascoltava, la preoccupazione sul suo volto è scomparsa. Ha detto che, da quel momento in poi, voleva fare bene il suo dovere e sforzarsi di migliorare.

Mi sono fatta la stessa domanda dopo essere tornata a casa. E ho pensato: “L’ho confortata e non era negativa, in quel momento, ma ha acquisito una reale conoscenza della sua indole corrotta? Assegnarle un dovere diverso l’ha effettivamente motivata, l’ha cambiata? Tra qualche giorno passerà a un altro incarico. Se si ripresentano gli stessi problemi, questo non avrà un impatto diretto sulla sua efficienza?” Non mi sentivo a mio agio, così ho chiesto a sorella Fang, con cui lavoravo, cosa ne pensasse. Mi ha detto: “Sono d’accordo, sorella Lin non ha una vera comprensione della propria indole corrotta. Non prova grande rammarico né si sente in debito per il danno che ha recato al lavoro. Nel momento in cui l’hai sentita dire che non voleva fare il suo dovere, l’hai solo confortata ma non hai condiviso molto chiaramente sulla sua arroganza e su cosa la renda incapace di collaborare con gli altri. Questo non l’aiuterà ad approfondire la sua riflessione e a fare accesso”. Sorella Fang ha proseguito: “Da quando ti conosco, ti sento come se fossi una ‘tata’”. In quel momento, non sapevo se ridere o piangere. Mi chiedevo come mai mi avesse descritta in quel modo. Vedendo il mio imbarazzo, ha subito aggiunto: “Ogni volta che i fratelli o le sorelle si scontrano con il loro dovere a causa della corruzione, tu vieni a calmarli, non avendo l’ardire di affermare alcunché per smascherarli. Gliela fai passare liscia, e non è vantaggioso per la loro vita. Ho lavorato con molti capi di Chiesa, eppure non ne ho mai visto uno come te…” Tuttavia, le sue parole hanno davvero evidenziato un problema che ho sempre avuto. Mi hanno ricordato alcune cose successe in precedenza. Qualcun altro me l’aveva già fatto notare una volta, dicendo: “Lavoro con te da un po’, ma non hai mai menzionato nessuno dei miei problemi o difetti. Non mi hai mai aiutata veramente in questo senso”. Le valutazioni di queste due sorelle sul mio conto erano davvero toccanti, e mi sentivo in colpa. Lavoravo con gli altri da un po’ ma non avevo mai fornito loro nulla di veramente utile. Perché avevo sempre paura di sottolineare i difetti altrui? Nella mia ricerca, ho pregato Dio: “Caro Dio, il più delle volte non oso far notare i problemi di nessuno, per paura di offendere. La gente non può imparare nulla in tale modo. Caro Dio, non voglio essere questo tipo di persona, ma non capisco la radice del problema. Ti prego, guidami a conoscere me stessa e a imparare questa lezione”.

Poi, ho letto un passo delle parole di Dio: esse smascherano gli anticristi che coltivano la benevolenza. Mi è stato utile. La parola di Dio dice: “Alcuni leader della Chiesa, nel vedere i fratelli o le sorelle compiere il loro dovere in modo negligente e frettoloso, non li rimproverano anche se dovrebbero farlo. Quando vedono qualcosa che è chiaramente dannoso per gli interessi della casa di Dio, fanno finta di niente e non effettuano indagini per non recare la minima offesa gli altri. Il loro vero scopo e obiettivo è non mostrare considerazione per le debolezze altrui. Sanno benissimo cosa intendono: ‘Se continuo così e non reco offesa a nessuno, penseranno che sia un bravo leader. Avranno una buona e alta opinione di me. Mi apprezzeranno e ameranno’. A prescindere dai danni arrecati agli interessi della casa di Dio, e da quanto i Suoi eletti siano ostacolati nell’ingresso nella vita, o da quanto sia perturbata la loro vita nella Chiesa, le persone di questo tipo persistono nella loro filosofia satanica e non recano offesa a nessuno. Non c’è mai un senso di rimorso nel loro cuore; tutt’al più potrebbero, di sfuggita, menzionare con noncuranza alcune questioni, e poi accantonarle. Non condividono la verità, non danno rilievo all’essenza dei problemi altrui, né tantomeno analizzano le condizioni delle persone. Non guidano le persone verso l’ingresso nella verità realtà e non comunicano mai quale sia la volontà di Dio, o i torti che spesso gli uomini commettono, o i tipi di indole corrotta che rivelano. Non risolvono problemi pratici come questi; invece sono sempre indulgenti verso le debolezze e la negatività degli altri, e persino verso la loro negligenza e superficialità. Permettono sistematicamente che le azioni e i comportamenti di queste persone non vengano etichettati per ciò che sono e, proprio perché fanno questo, quasi tutti arrivano a pensare: ‘Il nostro leader è come una madre per noi. Mostra più comprensione per le nostre debolezze di quanto faccia Dio. Forse la nostra statura è troppo piccola per soddisfare le richieste di Dio, ma è sufficiente che riusciamo a soddisfare quelle del nostro leader. È un bravo leader per noi. Se arriverà il giorno in cui il Supremo lo sostituirà, allora dovremmo far sentire la nostra voce ed esporre i nostri diversi desideri e opinioni. Dovremmo provare a negoziare con il Supremo’. […] Dopo che questi anticristi hanno agito in tal modo per un po’ di tempo, le persone sviluppano un’impressione favorevole nei loro confronti, hanno fiducia in loro e contano su di loro: ma quale sarà il risultato? Le persone non sono in grado di comprendere la verità e non compiono alcun progresso nel proprio accesso alla vita. Al contrario, arrivano a vedere questi anticristi come la fonte del loro sostentamento, come un sostituto di Dio. Gli anticristi usurpano il posto di Dio nel cuore delle persone” (“Cercano di conquistare le persone” in “Smascherare gli anticristi”). Le parole di Dio mi hanno aiutata a capire che gli anticristi non offendono gli altri e non ne smascherano la corruzione, in modo da poterne ottenere il favore e assicurarsi una posizione nel cuore delle persone. Non era esattamente la mia descrizione? In genere, quando vedevo altri fare qualcosa che non era in linea con la verità, che poteva danneggiare il lavoro della casa di Dio, non osavo far notare l’essenza del problema, per paura di rovinare l’immagine che avevano di me nella loro mente, l’immagine di una persona premurosa e ragionevole. Ecco perché ho aggirato il vero problema e sono sempre stata indulgente davanti alle corruzioni e debolezze altrui. Ho ingannato la gente e ho coltivato la benevolenza, fingendo gentilezza per proteggere il mio prestigio agli occhi degli altri. Così ho danneggiato l’ingresso nella vita dei fratelli e l’opera della casa di Dio. Non li aiutavo, e invece loro continuavano a parlare bene di me. Non li stavo, inoltre, portando davanti a me? Che differenza c’è tra l’essenza del le mie azioni e quelle di un anticristo? Questa presa di coscienza mi ha spaventata, era inevitabile. Dio mi aveva elevata alla posizione di capo in modo che potessi condividere sulla verità per risolvere i problemi e le lotte degli altri nel loro ingresso nella vita, cercare la verità e conoscere veramente me stessa di fronte alle difficoltà, poi pentirmi dinanzi a Dio, praticare la verità e sottomettermi a Lui. Ma invece ero come un bandito sul ciglio della strada: usavo mezzi spregevoli per ingraziarmi gli altri e stabilire la mia posizione tra di loro. Non era proprio quello che farebbe un anticristo? Stavo combattendo con Dio per accaparrarmi il Suo popolo, il che offende gravemente la Sua indole! Compiacere gli altri ha un’essenza e conseguenze spaventose, e io l’ho visto con i miei occhi. Se non avessi invertito la rotta, probabilmente sarei stata eliminata. Quando l’ho capito, mi sono presentata davanti a Dio e L’ho pregato: “O Dio, ora mi rendo conto che non sono affatto una brava persona, ma solo una che vuole essere apprezzata. Cerco sempre di proteggere la mia immagine nel cuore degli altri, mentre inganno e abbindolo i miei fratelli e sorelle. Ora comprendo che questo Ti disgusta. O Dio, voglio pentirmi dinanzi a Te, abbandonare me stessa, e smettere di compiacere la gente”.

Dopo di che, io e sorella Fang abbiamo discusso ancora del problema di sorella Lin. Poi siamo andate a condividere con lei. Abbiamo parlato dell’arroganza che aveva espresso e di come tentava di imporre le proprie opinioni. Abbiamo trovato alcune parole di Dio che trattavano le gravi conseguenze del vivere con arroganza, e offrivano un percorso di ingresso e di pratica. Non era infastidita dopo che abbiamo condiviso sulla verità. Non era nemmeno così fragile come avevo immaginato. Ha detto con sincerità: “Voi due avete perfettamente ragione sui miei problemi. D’ora in poi mi concentrerò su come affrontare la mia indole arrogante”. Ero così felice di sentirglielo dire. Ho capito che trattare le persone secondo la verità e portarle davanti a Dio è veramente un atto di amore e gentilezza genuini. Credevo che aiutare gli altri per amore significasse offrire loro avvertimenti e anche esortarli, sostenerli e sostentarli, senza essere troppo schietti sulla loro corruzione. Pensavo che si sarebbero sforzati di accettarla e sarebbero diventati negativi. E ora mi rendo conto che essere veramente amorevole significa aiutare a eliminare la corruzione altrui, e anche le difficoltà, basandosi sulla verità e sulle parole di Dio. Sostenere e sostentare è un approccio, ma potarli e trattarli è un altro. Per esempio, a volte quando qualcuno mostra una grave corruzione in un certo aspetto e non cambia nemmeno dopo molte condivisioni, l’essenza, la radice e la gravità delle conseguenze devono essere dissezionate secondo le parole di Dio in modo che egli si presenti davanti a Dio per riflettere e conoscere se stesso. E, a quel punto, può veramente pentirsi. Questo è il modo per ottenere risultati. Il mio cosiddetto amore per gli altri era basato su una filosofia mondana. Celava in sé le mie vili motivazioni. Volevo solo proteggere l’immagine che le persone avevano di me. Non mi assumevo la responsabilità della vita altrui: non ero assolutamente amorevole. Mi sono vergognata tanto quando me ne sono resa conto ed ero pronta a correggere le mie pratiche difettose.

Poi ho iniziato a chiedermi perché facessi tanta fatica a dire una sola parola onesta quando scoprivo i difetti e la corruzione degli altri, e c’era bisogno di smascherarli. Era come se la bocca fosse sigillata, e non riuscissi ad aprirla. A volte sentivo di voler dire qualcosa che stava sulla punta della lingua, ma poi evitavo e preferivo essere diplomatica. Quando le mie parole non erano in linea con la realtà…. mi sentivo davvero disgustata: le mie emozioni erano in piena opposizione con i miei discorsi. Mi fingevo gentile con i fratelli e le sorelle, ma non riuscivo a praticare la verità. Poi, ho letto alcuni passi delle parole di Dio che mi hanno mostrato la radice del problema. Dio Onnipotente dice: “Tutti voi siete istruiti. Tutti voi prestate attenzione a parlare con raffinatezza e modestia, nonché al modo in cui parlate: avete tatto e avete imparato a non ledere l’amor proprio e la dignità degli altri. In parole e azioni, lasciate agli altri spazio di manovra. Fate tutto il possibile per mettere gli altri a loro agio. Non mettete in evidenza le loro ferite o manchevolezze e cercate di non offenderli e di non metterli in imbarazzo. Questo è il principio secondo cui agisce la maggior parte delle persone. E che genere di principio è? È connivente, infido, subdolo e insidioso. Nascosti dietro i volti sorridenti delle persone, vi sono molti aspetti maligni, insidiosi e spregevoli. […] E allora, le parole delle persone sono affidabili? Sono degne di fiducia? Le persone sono troppo inaffidabili e disoneste, e questo perché la loro vita, le loro azioni e le loro parole, ogni loro azione e pensiero più profondo, si basano sulla loro natura ed essenza sataniche e sull’indole corrotta di Satana” (“Sei indicatori di crescita nella vita” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Ci sono ancora molti veleni satanici nella vita delle persone, nella loro condotta e nel loro comportamento; la verità è quasi del tutto assente in loro. Per esempio, le loro filosofie di vita, i loro modi di fare le cose e le loro massime sono tutti pervasi dei veleni del gran dragone rosso, e procedono tutti da Satana. Pertanto, tutte le cose che scorrono nel sangue e nelle ossa della gente sono sataniche. Tutti quei funzionari, quelli che detengono il potere e si sono affermati nel mondo, hanno le loro vie e i loro segreti per conseguire il successo. Tali segreti non sono forse perfettamente rappresentativi della loro natura? Hanno compiuto cose talmente straordinarie in questo mondo e nessuno riesce a scorgere quali stratagemmi e intrighi abbiano alle spalle. Ciò dimostra quanto insidiosa e avvelenata sia la loro natura. L’umanità è stata profondamente corrotta da Satana. Il veleno di Satana scorre nel sangue di ogni persona ed è evidente che la natura umana è corrotta, malvagia e reazionaria, pervasa di filosofie sataniche e in esse immersa: in tutto e per tutto, si tratta di una natura che tradisce Dio. È per questo che le persone oppongono resistenza a Dio e Lo contrastano” (“Come conoscere la natura umana” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Da ciò che le parole di Dio mi hanno rivelato, ho imparato che non avere il coraggio di mettere a nudo la corruzione altrui era dovuto al danno recato dai veleni satanici, che mi tenevano sotto controllo. Ho ripensato a cose come “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino”, “Tacere sui difetti di un amico assicura una buona amicizia”, “Mai colpire sotto la cintura”, “Le parole gentili riscaldano l’inverno più freddo, quelle dure raffreddano l’estate più calda” e “Pensare prima di parlare”. Vivevo in base a queste filosofie sataniche. Mantenevo sempre la mia faccia e il mio prestigio. Dopo aver ottenuto la fede, ho continuato a vivere secondo queste leggi di Satana, gestivo le mie relazioni come se camminassi sulle uova, senza offendere nessuno, pensando di potermi affermare in questo modo e di ottenere un posto nel cuore degli altri. Ero controllata da questi veleni di Satana, e di fronte ai problemi soppesavo costantemente i rischi, preoccupandomi della mia fama e del prestigio. Se mi rendevo conto che c’era la possibilità di danneggiare la mia immagine personale, mettevo da parte gli interessi della casa di Dio e proteggevo i miei. Ho persino affermato di temere che gli altri fossero negativi, inducendoli a pensare che fossi amorevole e responsabile. Ho capito che era egoista e astuto da parte mia vivere secondo queste filosofie sataniche. Davanti alla gente, ero in un modo; però, dentro di me, c’era altro. Non affrontavo Dio con un cuore sincero, e non ero neanche lontanamente onesta verso i fratelli. Ero piuttosto demoniaca. Stavo danneggiando gli altri e l’opera della casa di Dio. Ero una credente da anni, avevo letto le parole di Dio, ma non stavo praticando la verità nelle mie interazioni, né sostenevo il lavoro della Chiesa. Stavo mettendo in pratica le falsità e le bugie di Satana, sguazzando nel fango con lui, mordendo la mano che mi dava nutrimento. Non ero forse una di quelli che credono in Dio ma Gli resistono? Se non fossi cambiata, sapevo che avrei disgustato Dio ed Egli mi avrebbe punita. Quando l’ho capito, ho deciso di rinunciare a vivere secondo quelle filosofie sataniche; di fronte ai problemi avrei praticato consapevolmente la verità.

Un paio di mesi dopo, ho saputo che sorella Zhao, addetta al dovere di ospitalità, iniziava ad avere problemi con qualche fratello per via di alcune inezie. Ogni volta che uno di loro faceva qualcosa che non le piaceva, lei si comportava in modo sprezzante, e li faceva sentire vincolati. Di conseguenza, il loro dovere ne risentiva, quindi bisognava condividere immediatamente con lei. Sorella Fang mi ha chiesto se volevo occuparmene io, e mi sono detta: “Conosco sorella Zhao da cinque anni ormai. Ha sempre avuto una buona impressione di me: se le faccio notare che è un’arrogante con scarsa umanità, si arrabbierà con me? Non rovinerebbe davvero il nostro rapporto? Forse sorella Fang dovrebbe andare per conto suo”. Ma poi mi sono ricordata di un passo che ho letto una volta contenente le parole di Dio: “Deve esserci un criterio per avere una buona umanità. Non comporta il fatto di intraprendere la via della moderazione, non aderire ai principi, sforzarsi di non offendere nessuno, cercare di ingraziarsi tutti, essere melliflui e untuosi con chiunque si incontri, e far sì che ognuno si senta a proprio agio. Non è questo il criterio. Allora qual è il criterio? Comporta il fatto di affrontare Dio, le persone e gli eventi con cuore sincero, ed essere in grado di assumersi responsabilità. Questo è ben visibile a tutti; ognuno lo ha chiaro nel proprio cuore. Inoltre Dio esamina il cuore degli esseri umani e li conosce uno per uno” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Avere una buona umanità non significa essere sempre accomodanti e andare d’accordo con gli altri, ma essere sinceri e capaci di accettare l’esame di Dio nelle proprie azioni, e di praticare la verità. È avvicinarsi sia a Dio che agli altri con un cuore onesto. Solo questo significa veramente avere una buona umanità. Mi sono chiesta: stavo trattando gli altri con amore? Stavo praticando la verità? Sapevo che sorella Zhao non si rendeva conto del suo problema, e mettere una barriera portando rancore verso gli altri fa male. Se avessi finto di non vederlo, comportandomi in modo totalmente gentile e compiacente, non sarebbe stato come vivere secondo un’indole satanica sfuggente e astuta? Questo pensiero mi ha spinta a pregare Dio: “O Dio, sono una persona che compiace gli altri e manca di umanità. Di fronte a una sorella che vive nella corruzione ed è diventata il trastullo di Satana, io faccio finta di non vedere. Questo non è veramente amare. O Dio, voglio abbandonare me stessa e non vivere più in base alla mia indole astuta, desidero aprirmi in condivisione per aiutare sorella Zhao con il problema che noto in lei. Ti prego, guidami in questo”. Durante la condivisione, ho inserito alcune parole di Dio per far notare come si esprimessero la sua arroganza e la sua mancanza di umanità, e ho parlato delle gravi conseguenze del suo stato. Ha capito che era molto arrogante e voleva sempre che gli altri facessero le cose a modo suo, e ciò era vincolante per i fratelli e le sorelle. Ha detto che quel tipo di condivisione l’ha aiutata molto. Sono grata a Dio, mi ha guidata a liberarmi dalla morsa della mia corruzione, e mi ha fatto sperimentare che praticare la verità e vivere secondo le Sue parole è l’unico modo per mostrare veramente amore verso gli altri. E per vivere rilassati e alla luce del sole.

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