La collaborazione armoniosa è fondamentale nei doveri

30 Luglio 2022

di Jingkao, Stati Uniti

Nell’estate del 2020, io e sorella Wang lavoravamo insieme alla colorazione video. Io ero la caposquadra e distribuivo i compiti, così ho assegnato a sorella Wang i video musicali, mentre io mi occupavo dei film. Pensavo di poter gestire da me la colorazione video, perché in passato avevo ultimato diversi film da sola. Anche se sorella Wang aveva già colorato dei film, io avevo più pratica di lei, quindi non ritenevo necessario coinvolgerla. Inoltre, se l’avessi fatto da sola, il merito sarebbe stato mio, e questo avrebbe messo in risalto le mie capacità e indotto i miei fratelli ad ammirarmi. In seguito, l’arretrato di scene da colorare ha reso il mio carico di lavoro piuttosto elevato. Facevo gli straordinari ogni giorno, cercando di recuperare le scene non finite. A volte vedevo sorella Wang andare a letto presto mentre io continuavo a fare le ore piccole, La mattina mi svegliavo prima di lei, e mi sentivo molto stanca, ma non volevo condividere il fardello con lei. Pensavo che, se l’avessi coinvolta, sarebbero stati accreditati due nomi per la colorazione video nei titoli di coda dei film. Prima c’era solo il mio; se ora avessi aggiunto sorella Wang, i fratelli avrebbero sicuramente pensato che le mie capacità lavorative fossero scarse: sarebbe stato imbarazzante. A volte mi dicevo che, con l’aiuto di sorella Wang, le cose potevano procedere più spedite, e avrei avuto meno impegno e migliori risultati che facendo da sola. Tuttavia, il pensiero di dividere il merito con lei mi rendeva scontenta. E così non ho mai permesso a sorella Wang di partecipare alla colorazione dei film. Allora, non riflettevo su me stessa, finché un giorno una sorella mi ha riferito che sorella Wang non portava un fardello nel suo dovere e mi ha chiesto di condividere con lei. D’un tratto ho pensato: “Cos’ha a che fare con me questo problema di sorella Wang? Ho tanto da fare ogni giorno, e so che lei ha tempo, ma non le assegno incarichi di colorazione video, e così non ha nulla da fare”. Capivo vagamente che era un comportamento ingiusto, e che, occupandomi da sola della colorazione dei film, avrei finito col ritardare il lavoro della casa di Dio. Ma poi ho pensato di potercela fare con un po’ di straordinario in più, e ho continuato così. Capivo che la mia intenzione era sbagliata, ma non riuscivo comunque a rinunciarci; mi addolorava, così ho pregato Dio, chiedendoGli di guidarmi ad abbandonare le mie intenzioni sbagliate.

Un giorno, durante i miei devozionali, ho visto in video una lettura della parola di Dio: “Sebbene i leader e i lavoratori abbiano dei collaboratori, così come chiunque svolga un qualsiasi dovere ne ha uno, gli anticristi si ritengono dotati di buona levatura e migliori delle persone comuni, per cui le persone comuni non sarebbero degne di collaborare con loro e sarebbero tutte inferiori a loro. Questo è il motivo per cui agli anticristi piace comandare e non amano discutere le cose con nessun altro. Pensano che farlo li faccia apparire stupidi e incompetenti. Che tipo di punto di vista è questo? Di che tipo di indole si tratta? È un’indole arrogante? Pensano che collaborare e discutere con gli altri, cercare da loro risposte e porre loro domande, sia svilente e poco dignitoso, un affronto al loro amor proprio. E così, per proteggere questo amor proprio, non si concedono trasparenza in nulla di ciò che fanno, non ne parlano agli altri, e tanto meno ne discutono con loro. Pensano che farlo equivalga a mostrarsi incompetenti; che chiedere sempre le opinioni degli altri significhi essere stupidi e incapaci di pensare da soli; che lavorare con gli altri per portare a termine un compito o per risolvere un problema li faccia apparire inutili. Non è forse questa la loro mentalità arrogante e assurda? Non è forse questa la loro indole corrotta? Possiedono un’arroganza e una presunzione fin troppo evidenti; hanno perso la normale ragionevolezza umana e non hanno la testa del tutto a posto. Pensano sempre di possedere delle capacità, di poter fare le cose da soli e di non aver bisogno di coordinarsi con gli altri. Avendo un’indole così corrotta, non sono in grado di collaborare armoniosamente. Credono che lavorare con gli altri voglia dire affievolire e frammentare il loro potere, che quando il lavoro è condiviso con gli altri il loro potere si indebolisca e non possano decidere autonomamente, e che ciò equivalga a una mancanza di potere reale, cosa che per loro costituisce una perdita enorme. E così, qualsiasi cosa accada loro, se sono convinti di comprenderla e di sapere come gestirla, allora non ne discuteranno con nessun altro, intenzionati a mantenerne il controllo. Preferiscono sbagliare piuttosto che informare altre persone, preferiscono cadere in errore piuttosto che condividere il potere con qualcun altro, e preferiscono essere rimossi dall’incarico piuttosto che consentire ad altri di interferire nel loro lavoro. Ecco chi sono gli anticristi. Preferiscono danneggiare gli interessi della casa di Dio e metterli a rischio piuttosto che condividere il loro potere con qualcun altro. Pensano che, quando svolgono un lavoro o si occupano di qualche questione, fintanto che comprendono alcune dottrine e sono capaci di sbrigarsela da soli, allora non hanno bisogno di collaborare con nessun altro; pensano che il lavoro debba essere eseguito e portato a termine autonomamente, e che solo questo li renda competenti. Questo punto di vista è corretto? Non sanno che, se violano i princìpi, allora non stanno adempiendo ai loro doveri, quindi non sono in grado di portare a termine l’incarico di Dio e si limitano a prestare servizio. Invece di cercare i princìpi della verità nell’adempimento del loro dovere, esercitano potere secondo i loro pensieri e le loro intenzioni, si mettono in mostra e si pavoneggiano. Non importa chi sia il loro collaboratore o cosa facciano: non vogliono mai discutere le cose, vogliono sempre agire da soli e avere l’ultima parola. Chiaramente, giocano con il potere e se ne servono per i loro scopi. Tutti gli anticristi amano il potere e, quando godono di prestigio, vogliono ancora più potere. Quando possiedono il potere, gli anticristi sono inclini a mettersi in mostra, a pavoneggiarsi e a distinguersi dalla massa. È in questo modo che gli anticristi sono ossessionati dal potere e dal prestigio, e non vi rinuncerebbero mai e poi mai” (“Vogliono che gli altri obbediscano solo a loro, non alla verità o a Dio (Parte prima)” in “Smascherare gli anticristi”). Dalla Parola di Dio, ho visto che gli anticristi hanno un’indole molto arrogante e non collaborano con nessuno. Sono convinti che, se condividono il lavoro con gli altri, sembreranno incompetenti, perderanno del potere e non saranno ammirati dagli altri. E preferiscono compromettere gli interessi della casa di Dio piuttosto che condividere il lavoro con gli altri. Ho riflettuto e mi sono resa conto di fare lo stesso. Non volevo che sorella Wang collaborasse alla colorazione video perché temevo che la sua partecipazione mi avrebbe fatta sembrare incompetente, danneggiando la mia immagine, così ho fatto tutto da sola. Col risultato che ero esausta e il lavoro è stato ritardato. Ero davvero troppo arrogante e irragionevole. Qualunque lavoro si svolga nella casa di Dio, nessuno può farlo da solo. Tutti hanno bisogno di collaboratori e di aiuto, e i fratelli e le sorelle devono lavorare insieme in armonia per portarlo a termine, perché nessuno è perfetto. A prescindere da levatura, doni e talenti, tutti abbiamo difetti e carenze, e dobbiamo saper rinunciare a noi stessi e collaborare con gli altri per svolgere bene i nostri doveri ed eseguire l’incarico di Dio. Ma io ero arrogante e presuntuosa. Ero troppo ambiziosa nel mio dovere, volevo tutto il merito e anche l’ammirazione altrui, così non collaboravo con nessuno. Preferivo ritardare il lavoro della casa di Dio piuttosto che permettere agli altri di partecipare o interferire nel mio lavoro. Svolgendo il mio dovere in quel modo, non accumulavo buone azioni: compivo il male. Rendermene conto mi ha rattristata, così ho pregato davanti a Dio: “Dio, vedo che sono troppo arrogante e priva di umanità e ragione. Desidero pentirmi. Ti prego di guidarmi a conoscere me stessa”.

Un giorno, stavo cercando brani della parola di Dio pertinenti al mio stato, e ho trovato questo passo: “Cosa bisogna fare per compiere bene il proprio dovere? Bisogna arrivare a compierlo con tutto il cuore e con tutta l’energia. Usare tutto il cuore e tutta l’energia significa dedicare ogni pensiero all’adempimento del proprio dovere e non lasciarsi distrarre da nient’altro, e poi utilizzare l’energia che si ha, esercitare la totalità del proprio potere e portare la propria levatura, i propri doni, le proprie forze e ciò che si è compreso a influire sull’attività. Se sei hai la capacità di comprendere, sei ricettivo e hai una buona idea, devi comunicarla agli altri. Questo è ciò che significa collaborare in armonia. È così che svolgerai bene il tuo dovere, che otterrai un rendimento soddisfacente nel compierlo. Se vuoi sempre assumerti tutto il fardello e occuparti di ogni cosa da solo, mettendoti in mostra al posto degli altri, stai forse compiendo il tuo dovere? Il tuo comportamento si definisce autocrazia; è mettere in scena una farsa. È un comportamento satanico, non è l’adempimento del tuo dovere. Nessuno, indipendentemente dalle sue forze, dai suoi doni o dai suoi talenti speciali, può farsi carico di tutto il lavoro da solo; se vuole svolgere adeguatamente il lavoro della Chiesa, deve imparare a collaborare in armonia. Ecco perché la collaborazione armoniosa è un principio di pratica riguardante lo svolgimento del dovere. Fintanto che ci metti tutto il tuo cuore, la tua energia e la tua lealtà, e offri tutto ciò di cui sei capace, stai compiendo bene il tuo dovere. Se hai un pensiero o un’idea, condividili con gli altri; non tenerteli per te e non nasconderli, ma non mancare nemmeno di ascoltare le opinioni degli altri. Se un’idea è giusta, deve essere accolta e seguita, chiunque sia a proporla. Comportati così, e avrai ottenuto una collaborazione armoniosa. Questo è ciò che significa compiere lealmente il proprio dovere. Nell’adempimento del tuo dovere, non devi farti carico di ogni cosa da solo, né lavorare fino allo sfinimento, e nemmeno essere ‘l’unico fiore sbocciato’ o un cane sciolto; piuttosto, devi imparare a collaborare con gli altri in armonia, e a fare tutto ciò che puoi, ad adempiere alle tue responsabilità e a utilizzare tutta la tua energia. Questo è ciò che significa compiere il tuo dovere. Compiere il tuo dovere significa impiegare tutto il potere e la luce di cui disponi per ottenere un risultato. È sufficiente questo. Non cercare di metterti sempre in mostra o di dire sempre cose altisonanti, e non essere ostile verso gli altri. Concentrati di più sull’ascoltare i loro suggerimenti e sullo scoprire i loro punti di forza. In questo modo, collaborare in armonia diventa facile. Se cerchi costantemente di metterti in mostra e di avere l’ultima parola, non stai collaborando in armonia. Che cosa stai facendo? Stai creando disturbo e sminuisci gli altri. Creare disturbo e sminuire gli altri significa interpretare il ruolo di Satana; non è compiere il proprio dovere. Se ti comporti sempre in modo da creare disturbo e sminuire gli altri, allora, per quanti sforzi tu compia o quanta premura tu abbia, Dio non Se ne ricorderà” (“Il corretto adempimento del proprio dovere richiede un’armoniosa cooperazione” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Riflettendo sulla parola di Dio, ho provato vergogna. La parola di Dio rivelava il mio stato. Per mettermi in mostra, affermarmi ed essere ammirata, ho voluto occuparmi della colorazione video da sola, senza far partecipare sorella Wang. Sentivo che, poiché solitamente coloravo ogni film per conto mio, coinvolgerla mi avrebbe tolto dei meriti e nessuno mi avrebbe ammirata, né avrei avuto il capitale per mettermi in mostra. Ero convinta di rimetterci. Sapevo che il lavoro di colorazione video era molto impegnativo, che facendo da sola avrei causato dei ritardi, che coinvolgendo la sorella il lavoro sarebbe stato svolto più velocemente e con risultati migliori, così come sapevo che la maggior parte del lavoro del gruppo era nelle mie mani, che la sorella era spesso inattiva, non aveva lavoro e il suo stato ne risentiva, ma non ho comunque condiviso il fardello con lei. Volevo occuparmi di colorare tutti i film da sola, sia per dare un contributo rilevante, sia per dimostrare che avevo buone capacità tecniche e professionali. Mi sono resa conto che pensavo sempre alla mia immagine e al mio prestigio. Non tenevo conto del lavoro della casa di Dio né dei sentimenti della mia sorella. Ero davvero priva di coscienza e umanità! Esteriormente, mi svegliavo presto e lavoravo sodo ogni giorno, sembravo saper portare un fardello, soffrire e pagare un prezzo; ma, in realtà, mi impegnavo in imprese personali e soddisfacevo le mie ambizioni e i miei desideri. Non stavo affatto compiendo il mio dovere di essere creato. Intralciavo il lavoro della casa di Dio con il pretesto di svolgere il mio dovere e commettevo il male. E stavo percorrendo il cammino di un anticristo.

Poi, ho trovato altri due passi delle parole di Dio. “Quando Dio richiede alle persone di svolgere adeguatamente il loro dovere, non sta chiedendo loro di portare a termine un certo numero di compiti, o di realizzare grandi progetti, e nemmeno ha bisogno che compiano grandi imprese. Ciò che Dio vuole è che le persone sappiano fare tutto ciò che possono in maniera concreta e vivano secondo le Sue parole. A Dio non serve che tu sia grande od onorevole, né che tu compia miracoli, e nemmeno vuole vedere in te piacevoli sorprese. Non Gli serve nulla di tutto questo. Dio ha solamente bisogno che tu pratichi seriamente secondo le Sue parole. Quando ascolti le parole di Dio, fa’ ciò che hai capito, esegui ciò che hai compreso, ricorda ciò che hai ascoltato e poi, quando arriva il momento di praticare, fallo in conformità alle parole di Dio, in modo che esse possano diventare la tua vita, le tue realtà, ciò che vivi. In tal modo Dio sarà soddisfatto. Tu cerchi sempre la grandezza, la nobiltà e il prestigio; cerchi sempre l’esaltazione. Che cosa pensa Dio quando vede queste cose? Le aborrisce e Si allontanerà da te. Più tu persegui cose come la grandezza, la nobiltà e il fatto di essere superiore agli altri, di distinguerti, di essere eminente e degno di nota, più Dio ti trova disgustoso. Se non rifletti su te stesso e non ti penti, allora Dio ti disprezzerà e ti abbandonerà. Assicurati di non essere qualcuno che Dio trova disgustoso; sii una persona che Dio ama. Quindi, come si può ottenere l’amore di Dio? Accogliendo la verità con obbedienza, rimanendo nella posizione di un essere creato, agendo in conformità alla parola di Dio con i piedi per terra, compiendo adeguatamente i propri doveri, cercando di essere una persona onesta e vivendo la sembianza di un vero essere umano. È sufficiente questo, Dio ne sarà soddisfatto. Le persone devono assicurarsi di non avere ambizioni e di non nutrire sogni inutili, di non cercare fama, guadagni e prestigio e di non distinguersi dalla massa. Inoltre, non devono tentare di essere grandi persone o superuomini, individui superiori agli altri e che si fanno adorare da loro. Questo è il desiderio dell’umanità corrotta, ed è il cammino di Satana; Dio non salva simili persone. Se le persone perseguono ininterrottamente la fama, i guadagni e il prestigio e rifiutano di pentirsi, allora non c’è cura per loro, e avranno un unico esito: essere scacciate” (“Il corretto adempimento del proprio dovere richiede un’armoniosa cooperazione” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Qual è il parametro in base al quale le azioni di una persona vengono giudicate buone o cattive? Dipende dal fatto che una persona, nei suoi pensieri, nelle sue espressioni e nelle sue azioni, possieda oppure no la prova di aver messo in pratica la verità e di vivere la realtà della verità. Se non hai questa realtà o non la vivi, sei senza dubbio un malfattore. Dio come vede i malfattori? I tuoi pensieri e i tuoi atti esteriori non rendono testimonianza per Dio, né svergognano Satana né lo sconfiggono; invece svergognano Dio e sono cosparsi di segni che fanno vergognare Dio. Non stai testimoniando Dio, né ti adoperi per Lui, né adempi alle tue responsabilità e ai tuoi obblighi verso Dio; invece, agisci nel tuo interesse. Cosa significa ‘nel tuo interesse’? Se vogliamo essere precisi, significa nell’interesse di Satana. Pertanto, alla fine, Dio dirà: ‘Allontanatevi da Me, malfattori!’ Agli occhi di Dio, tu non hai compiuto buone azioni; anzi, il tuo comportamento è diventato malvagio, e non solo non otterrà l’approvazione di Dio, ma verrà anche condannato. Cosa cerca di ottenere qualcuno con una simile fede in Dio? In definitiva, una fede di questo tipo non risulterebbe inutile?” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dalle parole di Dio, ho capito la Sua volontà. In effetti, le richieste di Dio per l’uomo sono semplici. Dio non ha bisogno di persone che facciano cose eclatanti o che compiano molte gesta, né ci chiede di essere uomini eccezionali o grandi. Dio vuole solo che occupiamo la posizione di esseri creati, perseguiamo la verità con concretezza, compiamo i doveri al meglio delle nostre capacità, e viviamo secondo la Sua parola. Mi sono inoltre resa conto che Dio valuta se siamo qualificati per svolgere i nostri compiti non in base a quanto otteniamo o all’entità del nostro contributo, ma al fatto che i nostri presupposti e motivazioni nell’agire tengano conto della volontà di Dio, e che facciamo del nostro meglio. Solo quando abbiamo le giuste motivazioni e prendiamo la giusta strada possiamo rendere testimonianza nel nostro dovere. Quando si compie un dovere solo per soddisfare le proprie ambizioni e i propri desideri, per quanti sforzi si facciano o per quale contributo si apporti, alla fine si verrà disprezzati e scacciati da Dio. Ho visto che volevo sempre avere tutto il merito nel mio dovere. La mia indole arrogante mi ha portato a voler fare da sola e a escludere la mia collaboratrice. Ho lavorato duramente, fino allo sfinimento, per destare l’altrui ammirazione. Nessuno dei miei sforzi era volto a soddisfare Dio, ma solo a soddisfare i miei desideri e ambizioni personali. Se anche mi impegnavo, soffrivo molto, ottenevo risultati e suscitavo l’ammirazione e l’approvazione degli altri, che senso aveva? Nulla di tutto ciò era compiere il mio dovere in modo degno, e non significava che avessi l’approvazione di Dio. Alla fine, avendo intrapreso la strada sbagliata, agito secondo la mia indole satanica e intralciato il lavoro della casa di Dio, sarei stata ripudiata e scacciata da Dio. Ho anche considerato che collaborare con sorella Wang avrebbe compensato le mie mancanze nel dovere. Lei si concentrava sull’apprendimento, studiava e progrediva rapidamente; io invece no, mi affidavo soprattutto alla mia esperienza. Anche se svolgevo quel compito da molto tempo, le mie capacità non erano migliorate molto. In aggiunta, le idee e il senso estetico di una persona sono sempre limitati e mai perfetti. Chi ha consapevolezza di sé sa mettersi da parte nel dovere, ed è ben disposto a collaborare con gli altri per svolgere bene i propri compiti. Questa è la ragionevolezza che dovremmo possedere e il modo in cui dovremmo praticare. Ma io, arrogante e presuntuosa, bramavo il prestigio. Non volevo abbandonare i miei interessi e collaborare con quella sorella. Questo ha influito sul progresso e sui risultati del lavoro. Se avessi collaborato con lei prima e ci fossimo aiutate a vicenda, i risultati e il progresso del lavoro sarebbero stati molto migliori di quelli ottenuti. Più riflettevo, più vedevo che ero troppo arrogante e priva di umanità, e più mi odiavo e mi pentivo delle mie azioni. Non volevo compiere il mio dovere con quelle intenzioni. Ho pregato davanti a Dio: “Dio, sono sempre ambiziosa nel mio dovere, agisco per la fama e il prestigio. Non voglio più continuare così. Desidero pentirmi, rinunciare alle mie intenzioni sbagliate e lavorare in armonia con la mia sorella per compiere bene il mio dovere”.

Il mattino seguente, durante i miei devozionali, ho letto queste parole di Dio: “Coloro che sono in grado di mettere in pratica la verità riescono ad accettare l’esame di Dio nel fare le cose. Quando accetti l’esame di Dio, il tuo cuore è sulla strada giusta. Se fai le cose sempre e solo perché gli altri le vedano e vuoi sempre guadagnare lodi e ammirazione però non accetti l’esame di Dio, allora hai ancora Dio nel tuo cuore? Le persone di questo tipo non hanno riverenza verso Dio. Non fare sempre cose per il tuo tornaconto e non considerare costantemente i tuoi interessi; non preoccuparti degli interessi degli uomini e non pensare affatto al tuo orgoglio, alla tua reputazione o al tuo prestigio. Devi prima pensare agli interessi della casa di Dio e farne la tua prima priorità. Dovresti essere rispettoso della volontà di Dio e cominciare col riflettere se tu sia stato o meno impuro nell’adempimento del tuo dovere, se tu sia stato leale, se tu abbia adempiuto alle tue responsabilità e abbia dato tutto te stesso, e, allo stesso modo, se tu abbia o meno riflettuto sinceramente sul tuo dovere e sul lavoro della chiesa Devi prendere in considerazione queste cose. Riflettici spesso e comprendile bene, e ti sarà più facile svolgere bene il tuo dovere. Se sei di scarsa levatura, se la tua esperienza è superficiale o se non sei competente nel tuo lavoro professionale, potrebbero esserci alcuni errori o manchevolezze nel tuo lavoro e i risultati potrebbero non essere molto buoni, ma tu ti sarai adoperato al meglio. In tutto ciò che fai, non pensi ai tuoi desideri egoistici o a salvaguardare i tuoi interessi, e dedichi invece costante considerazione al lavoro e agli interessi della casa di Dio. Anche se non svolgi bene il tuo dovere, il tuo cuore è stato corretto; se, oltre a questo, sai ricercare la verità per risolvere i problemi nel tuo dovere, allora il tuo dovere sarà all’altezza dei requisiti e potrai entrare nella realtà della verità. Questo è rendere testimonianza” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Riflettendo sulle parole di Dio, ho trovato una via di pratica. Per compiere un dovere, bisogna rinunciare ai propri interessi e considerare quelli della casa di Dio. Anche se la propria immagine o il proprio prestigio ne risentono, ciò che conta è proteggere il lavoro della casa di Dio e adempiere il proprio dovere. Dopo aver compreso la volontà di Dio, ero motivata a praticare la verità. Non pensavo più a quanti nomi sarebbero apparsi nei titoli di coda, né mi preoccupavo di ciò che gli altri avrebbero pensato di me alla fine. Mi interessava solo compiere bene il mio dovere e soddisfare Dio. Così, ho assegnato sorella Wang alla colorazione video, e lei ha accettato subito. In breve tempo, il suo stato è mutato: non era più inattiva come prima, e siamo riuscite a smaltire il lavoro arretrato. Mi sentivo molto a mio agio. Mi sono anche resa conto di quanto sia bello praticare la verità e collaborare armoniosamente nel proprio dovere.

Poco tempo dopo, ultimata la colorazione dei film, ci siamo occupate di rappresentazioni teatrali e video musicali. In quel momento, ho involontariamente pensato: “Se mi occupo della colorazione delle rappresentazioni teatrali, non dovrò dividere il merito. In più, le opere teatrali sono più semplici dei film. Con le mie capacità, posso farcela da sola. Non ho bisogno di coinvolgere sorella Wang. Sembrerei un’incompetente se colorare una rappresentazione teatrale richiedesse due persone. Tutti i miei fratelli e sorelle riderebbero di me”. Alla luce di questo, volevo affidare a sorella Wang i video musicali e occuparmi io delle rappresentazioni teatrali. Allora, ho capito che le mie intenzioni erano sbagliate. Stavo di nuovo agendo per i miei interessi personali. Ho ricordato le parole di Dio: “Se in cuor tuo sei ancora ossessionato dal prestigio e dalla fama, ancora preoccupato di metterti in mostra e di guadagnarti l’ammirazione degli altri, allora non sei una persona che persegue la verità, e percorri la strada sbagliata; ciò che persegui non è la verità, né la vita, ma le cose che ami, ossia il prestigio e la fama; in tal caso, nulla di ciò che farai avrà alcuna attinenza con la verità, tutto verrà annoverato come un’azione malvagia e un prestare servizio” (“Solo mettendo in pratica la verità si può possedere un’umanità normale” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). La parola di Dio mi ha aperto gli occhi. Mi comporto sempre involontariamente da egoista. Sono davvero meschina ed egocentrica. Mi odiavo per la mia estrema corruzione, e desideravo abbandonare le mie intenzioni sbagliate e praticare la verità. Così, ho chiesto a sorella Wang di partecipare alla colorazione delle rappresentazioni teatrali con me. Da allora, quando è il momento di assegnare i compiti, mi consulto sempre con sorella Wang e chiedo la sua opinione, e, quando voglio fare da sola per prendermi tutto il merito, rinuncio consapevolmente a me stessa e, in base alle esigenze del dovere, assegno i compiti a sorella Wang. Praticando in questo modo, mi sento in pace e a mio agio.

Questa esperienza mi ha mostrato la mia arrogante ambizione e la mia indole satanica, e mi ha fatto capire che la collaborazione armoniosa è fondamentale per compiere bene il mio dovere. È semplicemente impossibile compiere bene il proprio dovere da soli. Solo collaborando armoniosamente possiamo ricevere le benedizioni di Dio e la guida dello Spirito Santo.

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