Una scelta straziante

12 Febbraio 2022

di Chen Min, Spagna

Ho accettato l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni nel 1999 e dopo poco tempo ho iniziato a servire come capo. Sono stata arrestata per la prima volta nel dicembre del 2000. Era mezzogiorno ed ero a casa a preparare il pranzo ai miei due figli quando cinque agenti hanno fatto irruzione e hanno iniziato a mettere tutto a soqquadro, perquisendo ogni angolo senza mostrare alcun mandato. I bambini mi si aggrappavano ai vestiti per la paura e sentivo che le mani di mio figlio tremavano. Aveva solo sei anni. Quando hanno trovato una Bibbia e un diario di devozionali che avevo scritto, hanno deciso di portarmi via. Mentre mi trascinavano fuori, i miei figli piangevano e gridavano: “Mamma! Non andare via!” Hanno chiuso la porta proprio quando mi sono voltata indietro: volevo guardarli per l’ultima volta. Le lacrime hanno cominciato improvvisamente a scorrere sul mio viso perché non sapevo se sarei mai potuta tornare, se li avrei mai rivisti. Mi hanno condotta direttamente in una stanza degli interrogatori del DPS dove mi hanno ammanettata a una sedia di metallo. Diverse persone erano lì a fissarmi con sguardi inferociti. Ero terrorizzata, e ho cominciato subito a pregare Dio senza sosta, dicendo: “O Dio! Non so quali torture useranno questi poliziotti su di me e la mia statura è piccola. Dio Ti prego, dammi la fede e coraggio per testimoniare per Te”. In quel momento, mi sono venute in mente queste parole di Dio: Dio dice: “Adesso è il momento di metterti alla prova: Mi offrirai la tua fedeltà? Puoi seguirMi fedelmente fino in fondo? Non avere paura: con il Mio sostegno, chi potrebbe mai sbarrare la strada?” (Capitolo 10 di “Discorsi di Cristo al principio” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi hanno dato fede, il pensiero di avere il Suo sostegno mi ha fatta sentire meno spaventata. Per quanta brutalità potesse usare la polizia, era tutto nelle mani di Dio e non importava quanto mi torturassero, ero determinata a non essere un giuda. Ho giurato che avrei testimoniato per Dio!

Dopo, uno degli agenti ha iniziato l’interrogatorio. Ha chiesto: “Chi ti ha convertita a credere in Dio Onnipotente? Chi è il vostro capo? Dove tenete le offerte della Chiesa?” Ho risposto che non sapevo nulla. Camminava avanti e indietro di fronte a me, e ha esclamato, con un’espressione crudele: “Non vuoi parlare, eh? Te la faccio aprire io la bocca!” Nel frattempo, ha arrotolato una rivista e io ho chiuso gli occhi, preparandomi a essere colpita. Proprio in quel momento, il direttore dell’Unità per la Sicurezza Nazionale ha detto: “Abbiamo trovato la tua casa oggi perché abbiamo già delle prove sulla tua fede. Possiamo farti condannare anche se non fiati. Però, se ci dici quello che sai, ti lasceremo andare”. Ha aggiunto: “I tuoi figli sono così piccoli: sarebbe terribile se non avessero la mamma a prendersi cura di loro. Se i loro insegnanti e compagni di classe scoprono che sei in prigione, quei bambini saranno derisi e guardati dall’alto in basso. Pensa al danno tremendo per la loro psiche!” Poi mi ha chiesto: “Riusciresti a sopportare una cosa del genere? Non ignoreresti i tuoi figli per la tua religione, vero?” Le sue parole mi hanno fatto subito venire in mente gli sguardi terrorizzati dei miei piccoli e mi sono immediatamente innervosita. Ho ripensato a tutti gli eventi di quella giornata e mi sono chiesta che tipo di ferite avrebbe lasciato loro. Se fossi stata condannata, chi si sarebbe occupato dei miei figli? Specialmente il maschio, che era sempre stato soggetto a malattie, cosa avrebbe fatto senza le cure di una mamma? Come avrebbero affrontato la derisione e il disprezzo di insegnanti e compagni di classe? Le lacrime scorrevano senza sosta a questi pensieri e mi sono affrettata a pregare Dio: “Dio! Sono preoccupata per i miei figli e mi sento un disastro. Ti prego, proteggi il mio cuore così che io possa essere calma, portare testimonianza e non tradirTi”.

Poi ho pensato a queste parole di Dio. Dio dice: “Perché non li metti nelle Mie mani? Non hai abbastanza fede in Me? Oppure temi che Io prenda provvedimenti inopportuni per te? Perché ti preoccupi costantemente dei tuoi consanguinei? Sei sempre lì a struggerti per i tuoi cari! Occupo un po’ di spazio nel tuo cuore?” (Capitolo 59 di “Discorsi di Cristo al principio” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi hanno immediatamente illuminato il cuore. Egli è il Creatore e governa il destino di tutti. Era responsabile di qualsiasi cosa accadesse in futuro a quei bambini e le mie preoccupazioni erano inutili. Dovevo avere fede in Dio, rivolgermi a Dio e consegnare a Lui i miei figli. Queste riflessioni mi facevano sentire meno angosciata per loro. E poi, pensavo che la mia fede non viola nessuna legge. Leggo le parole di Dio, mi riunisco e condivido il Vangelo. Tutto qui. La polizia mi aveva detenuta illegalmente e aveva distrutto la mia consueta vita familiare. Sostenere che non mi prendevo cura dei miei bambini a causa della mia fede non significava forse capovolgere le cose? A quel punto, ho risposto al fuoco: “La colpa è della mia religione, o è perché mi avete rinchiusa qui dentro? Credere in Dio non è illegale, noi leggiamo le Sue parole e cerchiamo di essere brave persone, nient’altro. Allora perché arrestate continuamente i credenti?” Hanno risposto con una risata fragorosa e un agente ha detto: “Che domanda ingenua. Se tutti credessero in Dio, chi ascolterebbe il PCC? Il Partito non avrebbe seguaci. Ecco perché non possiamo lasciarvi credere, e i credenti devono essere arrestati!” La sua spiegazione mi ha fatta infuriare. Mi ha ricordato qualcosa che Dio ha detto: “In una società di tenebra come questa, dove i demoni sono spietati e disumani, come potrebbe il re dei demoni, che uccide gli uomini senza battere ciglio, tollerare l’esistenza di un Dio che è amabile, gentile e anche santo? Come potrebbe applaudire e festeggiare l’avvento di Dio? Sono dei leccapiedi! Ripagano la gentilezza con l’odio, da lungo tempo disdegnano Dio, Lo offendono, sono feroci oltre ogni limite, non hanno il minimo riguardo per Dio, devastano e saccheggiano, hanno perso del tutto la coscienza, contrastano ogni forma di coscienza e con la tentazione inducono gli innocenti all’insensatezza. Antenati dei tempi antichi? Amati condottieri? Si oppongono tutti a Dio! La loro intromissione ha lasciato tutto ciò che è sotto il cielo in uno stato di tenebra e caos! Libertà religiosa? I diritti e interessi legittimi dei cittadini? Sono tutti trucchi per coprire il peccato!” (“Lavoro e ingresso (8)” in “La Parola appare nella carne”). Attraverso le parole di Dio, ho visto l’essenza del PCC. Sono perversi e agiscono contro il Cielo. Dio ha creato molto chiaramente tutte le cose, compresa l’umanità, ed è Lui che la nutre e la sostiene. Adorare Dio è naturale e giusto, ma il Partito Comunista non permette di credere in Lui e di seguirLo, e promuove l’ateismo e l’evoluzione per ingannare le persone. Addirittura afferma spudoratamente che non esiste assolutamente nessun Dio nel mondo, e che la nostra felicità viene interamente dal Partito. Il PCC vuole che il popolo sia profondamente grato, che lo ascolti e gli obbedisca: è incredibilmente malvagio e spregevole! Dio è venuto in persona sulla terra per salvare l’umanità, esprimendo milioni di parole. Perciò, la loro più grande paura è che, dopo aver letto le parole di Dio, tutti capiscano la verità e vedano la vera natura del Partito, si liberino dal suo controllo e si volgano verso Dio. Ecco perché cercano disperatamente di arrestare i cristiani, nella vana speranza di cancellare l’opera di Dio e controllare il popolo per sempre. Una volta ho sperimentato personalmente la persecuzione del PCC, ho visto la sua essenza demoniaca di odiare la verità come nemico di Dio e sono arrivata a disprezzare questo branco di demoni che Lo odia. Ho deciso di seguire fermamente Dio e di essere testimone, non importa quanto potessi soffrire.

Alla fine, mi hanno accusata di aver minato l’applicazione della legge e di aver turbato l’ordine sociale, e mi hanno trattenuta per diciotto giorni. Durante la mia detenzione, hanno cercato di farmi identificare come capo della Chiesa e hanno convocato mio marito per dirmi che avrei dovuto rinunciare alla mia fede. Le parole di Dio mi hanno guidata a riconoscere i trucchi di Satana, così non ci sono cascata. In seguito, lui mi ha fatto uscire su cauzione pagando qualcuno per ottenere la mia liberazione. Il giorno del mio rilascio, un poliziotto ha commentato: “In base a quanto vedo, continuerai sicuramente a credere. Ti terremo d’occhio, e ti riporteremo qui nel momento in cui ti troveremo in una riunione o a condividere il Vangelo!” Per non essere arrestata e poter praticare la mia fede e svolgere normalmente il mio dovere, cambiavo casa in continuazione. All’epoca, mio marito era un vice-capo dell’amministrazione cittadina e aveva perso ogni possibilità di promozione da quando ero stata arrestata per la mia fede. Poi, nell’aprile del 2007, una sera è tornato a casa e ha detto… ha detto: “Alcuni quadri saranno promossi presto in città, e questa volta non mi arrendo. A causa della tua fede, non ho superato i controlli politici le ultime volte che ne ho avuto la possibilità. Ho detto al mio capo che stavolta voglio scendere in campo, e lui ha risposto che mi raccomanderà a patto che tu rinunci alla tua religione. Devi solo smettere di credere così possiamo avere una buona vita e dare ai nostri figli una casa stabile. Se insisti a mantenere la tua fede, dobbiamo divorziare. Non mi farò più trascinare in questa storia. Pensaci un po’ su!” Poi è andato nell’altra stanza. Le sue parole mi hanno fatto molto male in quel momento. Era sempre stato così buono con me, e avevamo due bambini adorabili e intelligenti. Lui aveva un impiego, io gestivo un’attività, e avevamo davvero una vita felice. La nostra meravigliosa famiglia stava andando in pezzi a causa della persecuzione del governo cinese. Per quanto riguarda il divorzio, non sapevo come avrei fatto ad andare avanti o cosa fare con i bambini, o quanto li avrebbe feriti. Questi pensieri mi lasciavano una sensazione terribile. Mi sentivo veramente combattuta, impotente e sofferente, come se il cuore mi fosse stato strappato in due. Non riesco nemmeno a descriverlo. Ho subito pregato Dio, dicendo: “Dio, non posso lasciarTi, ma non posso abbandonare la mia casa, mio marito, i miei figli. Non so cosa fare, cosa scegliere”. Ho pregato più e più volte: “Dio, cosa devo fare? Ti prego, guidami in modo che io possa capire la Tua volontà”.

Allora, ho pensato a questo passo: Dio dice: “Non c’è relazione tra un marito credente e una moglie non credente, come non c’è alcuna relazione tra figli credenti e genitori non credenti; questi due tipi di persone sono totalmente incompatibili. Prima di entrare nel riposo, si possiedono parenti fisici, ma una volta entrati nel riposo, non si ha più alcun parente fisico di qualche importanza” (“Dio e l’uomo entreranno nel riposo insieme” in “La Parola appare nella carne”). Ho riflettuto sulle parole di Dio e ho capito che le persone di fede e quelle senza fede sono essenzialmente diverse. La loro visione della vita e i loro valori sono differenti. Io ero sul giusto percorso di fede, di ricerca della verità, mentre mio marito era sulla strada che porta alla scalata sociale e alla ricchezza. Per ottenere una promozione, stava ignorando anni di matrimonio e i sentimenti dei nostri figli, scegliendo invece il divorzio. Questo perché nel suo cuore, già da tempo, il prestigio e il suo futuro erano diventati più importanti di me e dei bambini. Anche se sosteneva di voler dare loro una casa stabile e avere una vita felice, quello era solo un miraggio. Era buono con me perché non invadevo i suoi interessi personali, ma ora, la mia fede e il mio arresto stavano influenzando la sua carriera. Ciò ostacolava la sua promozione e i suoi introiti, quindi voleva divorziare. Era un pensiero agghiacciante per me. E ho capito che non c’è vero affetto o amore tra gli esseri umani, solo inganno e sfruttamento. Infatti, mio marito sapeva molto bene che il Partito Comunista era malvagio e dittatoriale, ma continuava a stare dalla sua parte, dicendomi di rinunciare alla mia fede. Questa volta mi faceva pressioni per ottenere il divorzio. Avevamo visioni diverse ed eravamo su strade differenti, e non saremmo stati felici nemmeno se fossimo rimasti insieme. Quando ho capito questo, sapevo cosa dovevo fare. La mattina dopo, siamo andati all’Ufficio degli Affari Civili per sbrigare le pratiche del divorzio, e per strada mi ha detto: “Sai, non voglio divorziare, ma non c’è altra scelta. Abbi cura di te e dei due bambini”. A quel punto, sono scoppiata a piangere. Ho pensato a tutte le difficoltà, le prese in giro e la discriminazione che avrei dovuto affrontare dopo quel passo e il dolore mi ha avvinta. Ho subito detto una preghiera, chiedendo a Dio di proteggere il mio cuore per non allontanarmi da Lui ed essere in grado di testimoniare. Dopo, ho pensato ad alcune delle Sue parole. “Devi patire privazioni per la verità, dare te stesso alla verità, sopportare umiliazioni per la verità e, per ottenerne di più, devi subire ulteriori sofferenze. Questo è ciò che dovresti fare. Non devi gettare via la verità per una vita pacifica in famiglia, e non devi perdere la dignità e l’integrità della tua vita per un momentaneo godimento. Dovresti perseguire tutto ciò che è bello e buono, e cercare un cammino di vita che sia più significativo. Se conduci un’esistenza così mediocre e non persegui alcun obiettivo, non stai sprecando la tua vita? Che cosa puoi guadagnare da una vita del genere? Dovresti rinunciare a tutti i piaceri della carne per il bene di una verità, e non dovresti gettare via tutte le verità per il bene di un po’ di divertimento. Persone simili non hanno alcuna integrità né dignità; non vi è alcun significato nella loro esistenza!” (“Le esperienze di Pietro: la sua conoscenza del castigo e del giudizio” in “La Parola appare nella carne”). Ho visto dalle parole di Dio che non importa quanto sia buona la vita di qualcuno nella carne, quanto sia invidiato e ammirato, niente di tutto ciò ha importanza. Solo perseguendo la verità e svolgendo il dovere di un essere creato è possibile ottenere l’approvazione di Dio, solo questo è una vita di integrità e dignità, una vita significativa e di valore. Questo pensiero è stato davvero liberatorio e ho affrontato il divorzio senza timori. Grazie alla guida delle parole di Dio, sono stata liberata dalle catene dei miei affetti e ho potuto fare la scelta giusta!

Nel maggio del 2011, mentre ero a una riunione, sono stata arrestata di nuovo. Erano gli stessi agenti di dieci anni prima. Hanno trovato la mia carta d’identità e hanno fatto il mio nome, aggiungendo che, in quei dieci anni, erano stati a casa mia un sacco di volte, senza trovarmi, e ora avevano fatto bingo. Stavolta non mi avrebbero lasciata andare! Mentre parlavano, mi hanno ammanettata e portata via nella volante. Lì, ho pensato a tre sorelle che erano state arrestate in precedenza e torturate brutalmente dalla polizia per un mese intero. Una di loro aveva subìto danni permanenti al braccio sinistro perché era stata lasciata sospesa per troppo tempo. Quel pensiero mi faceva battere il cuore. Avevo paura di essere picchiata a morte o di rimanere invalida. Ho immediatamente invocato Dio nel mio cuore, dicendo: “Dio! Tu hai permesso che venissi arrestata di nuovo oggi e sono disposta a sottomettermi alle Tue orchestrazioni ma, Dio, la mia statura è piccola e la mia carne è debole. Ti prego, proteggimi e guidami in questa esperienza. Dio Ti prego, sono disposa a dare la mia vita e non sarò mai come Giuda che Ti ha venduto. Sarò testimone per Te”. Dopo la preghiera, ho pensato alle parole di Dio. Dio dice: “Sai che ogni cosa nell’ambiente che ti circonda è lì perché Io l’ho permesso, Io l’ho disposto. Vedi con chiarezza e appaga il Mio cuore nell’ambiente che ti ho dato. Non temere, il Dio Onnipotente degli eserciti sarà certamente con te; Egli vi protegge ed è il vostro scudo” (Capitolo 26 di “Discorsi di Cristo al principio” in “La Parola appare nella carne”). Così ho capito che la mia vita e la mia morte sono interamente nelle mani di Dio, e non potevano togliermi la vita senza che Dio lo permettesse. Non importa quanto sia selvaggio Satana, è pur sempre soggetto alle orchestrazioni di Dio e non può mai superare la Sua autorità. Ho pensato a Giobbe e a tutte le sue prove. Dio non avrebbe permesso a Satana di danneggiare la vita di Giobbe e Satana non poteva andare contro ciò che Dio aveva detto. Questo ha portato un po’ di pace nel mio cuore e mi ha dato la fede per affrontare ciò che mi aspettava. Ho giurato a Dio: “Non importa quanto soffro o cosa succede, porterò testimonianza e Ti seguirò per sempre!” Più tardi, il capo dell’Unità per la Sicurezza Nazionale ha iniziato a interrogarmi. Ha detto: “Si tratta di un caso importante e critico per la nostra città in questo momento. Sei stata arrestata una volta nel 2001, e qualcuno ha segnalato che stavi diffondendo il Vangelo nel 2009. Diversi tentativi di arrestarti sono falliti. Questa volta, ti abbiamo preso sul posto durante una riunione quindi, anche se non dici niente, possiamo comunque trattenerti dai sette ai dieci anni. Una volta condannata, i tuoi figli non saranno ammessi all’università e non otterranno mai un lavoro nella pubblica amministrazione. E saranno disprezzati da tutti perché hanno una madre come te. Sarai tu ad aver rovinato il loro futuro. Ti odieranno per il resto della vita!” Poi ha proseguito: “Anche se non ti importa di te stessa, pensa al futuro dei tuoi figli. Se collabori con noi e ci dici quello che sai, ci fai il nome del tuo superiore e ci dai i soldi della Chiesa, ti lasceremo andare”. Le sue parole mi hanno causato incredibile disgusto. Il Partito Comunista non si ferma davanti a nulla per perseguitare i cristiani, anche impedendo ai loro figli di andare all’università. Hanno usato quella tattica rivoltante di privare i miei figli di un’istruzione per costringermi a vendere la Chiesa e a tradire Dio, e poi sostenevano che era la mia fede a rovinare le loro prospettive future. Che discorso retrogrado! Il Partito Comunista è incredibilmente malvagio! Non si fermeranno davanti a nulla per distruggere l’opera di Dio e impedire alle persone di volgersi verso Lui. Le loro parole sono miele, le azioni veleno! Una volta compreso questo, sapevo che non potevo assolutamente cadere nella loro trappola, ma dovevo testimoniare per Dio. Mi hanno interrogata fino a notte fonda. Erano le 2 passate e, vedendo che non parlavo, mi hanno mandata al centro di detenzione. Un agente ha detto: “Stavolta sarai condannata e andrai in prigione!”

Una volta lì, mi hanno rinchiusa insieme ad assassini, trafficanti di esseri umani, prostitute, e truffatori. Ero davvero infelice, assai depressa. Ed era buio e umido lì dentro, c’era perennemente una puzza terribile. In quell’ambiente, i miei reumatismi e la mia malattia reumatica cardiaca peggioravano sempre di più, e mi faceva male ogni articolazione. Ero di guardia per due ore ogni notte, dopo un po’ di tempo in piedi avevo palpitazioni e fitte al petto. Era terribile. Ho pensato a quell’agente, aveva detto che mi avrebbero dato dai sette ai dieci anni e ho iniziato a calcolare quanti giorni c’erano in sette anni e poi in dieci. Sarebbero state migliaia di giorni e notti. Come avrei potuto farcela in quell’abisso di oscurità? Sarei sopravvissuta? Ne sarei uscita viva? Quando ci pensavo, le lacrime iniziavano a scorrere indisturbate sul viso e sentivo l’oscurità prendere il sopravvento sul mio cuore. Mi rendevo conto di non essere nello stato giusto così dicevo subito una preghiera, chiedendo a Dio di aiutarmi a calmarmi davanti a Lui e a non allontanarmi da Lui. Poi ho pensato a questo passo delle parole di Dio: “In questo sterminato mondo, chi è stato esaminato personalmente da Me? Chi ha udito personalmente le parole del Mio Spirito? Quanti procedono cercando a tentoni nel buio; quanti pregano tra le avversità; quanti affamati e infreddoliti guardano speranzosi; e quanti sono prigionieri di Satana. Quanti invece non sanno dove voltarsi, quanti Mi tradiscono al culmine della felicità, quanti sono ingrati, e quanti sono fedeli alle macchinazioni ingannevoli di Satana. Chi fra voi è Giobbe? Chi è Pietro? Perché ho menzionato ripetutamente Giobbe? Perché ho citato tante volte Pietro? Avete mai constatato quali fossero le Mie speranze per voi? Dovreste dedicare più tempo a riflettere su queste cose” (Capitolo 8 di “Parole di Dio all’intero universo” in “La Parola appare nella carne”). Dopo aver riflettuto su questo, ho capito che Dio approva persone come Giobbe e Pietro perché hanno saputo testimoniare per Lui attraverso le difficoltà e le prove. Prendete Giobbe: quando fu sottoposto a diverse prove, le ricchezze e i figli gli furono tolti e tutto il suo corpo era coperto di pustole, eppure sapeva ancora lodare il nome di Dio, umiliando Satana. E Pietro fu crocifisso per Dio, obbediente fino alla morte, portando testimonianza per Lui. Quanto a me, avevo ricevuto tanto nutrimento dalle parole di Dio eppure volevo scappare appena mi trovavo di fronte a una piccola sofferenza. Vedevo che non avevo vera fede né obbedienza e non ero disposta a offrire la mia vita per testimoniare. Ero ben lontana da ciò che Dio richiede. Mi aggrappavo così forte alla mia vita, come potevo offrire testimonianza per Dio? A questo punto, mi sentivo davvero pentita e colpevole e ho pregato Dio: “Dio! Sono pronta a mettere la mia vita e la mia morte nelle Tue mani e mi sottometterò alle Tue disposizioni. Non importa quanto carcere dovrò fare o quanto soffrirò, Dio, voglio testimoniare per Te e umiliare Satana”. Con mia sorpresa, dopo che ho offerto tutto e non ero più vincolata dalla carne, il 28° giorno di detenzione, sono stata rilasciata. Ho scoperto più tardi che il mio ex-marito, temendo che la mia permanenza lì avrebbe influito sull’ammissione all’università dei nostri figli, aveva corrotto qualcuno per assicurarsi la mia scarcerazione. Ho ringraziato silenziosamente Dio nel mio cuore.

Il mio ex marito era presente il giorno del mio rilascio. Ha visto che in poco tempo avevo perso così tanto peso, sembravo un’altra, e mi ha chiesto: “Sei diventata così magra dopo appena un mese, non saresti sopravvissuta per diversi anni. Questa volta ci rinuncerai, vero?” Visto che non rispondevo, ha continuato a pressarmi: “Allora, smetterai di credere?” Era evidente che si trattava di una battaglia di tipo spirituale ed era il momento di testimoniare per Dio. Gli ho detto con molta calma: “Devo continuare a credere! Avere fede è giusto e naturale, e io crederò finché vivrò”. Sentendomi dire questo, ha colpito il volante con rabbia, ha sospirato e ha scosso la testa, poi è scoppiato: “Devo riconoscerlo al tuo Dio! Il Partito fa di tutto per conquistare il cuore della gente, ma non ci riesce mai, mentre voi credenti insistete nel credere senza alcun guadagno materiale e anche dopo molteplici arresti. Il vostro Dio è davvero incredibile!” Quelle parole mi hanno davvero toccata e ho ringraziato Dio per avermi guidata a testimoniare, a svergognare e sconfiggere Satana. Lode a Dio!

Qualche giorno dopo il mio rilascio, mio figlio è tornato dall’università; io avevo preparato il suo piatto preferito: il pollo ai funghi. Finito di mangiare, si è rivolto a me in modo molto solenne. Ha detto: “Mamma, oggi devi fare una scelta. Se vuoi tenermi come figlio, devi rinunciare alla tua fede. Se rimani nella tua religione, me ne andrò di casa e non mi vedrai mai più”. Ero sbalordita. Era sempre stato tanto legato a me e non si era mai opposto alla mia fede. Non sapevo cosa lo avesse spinto a parlare così quel giorno e improvvisamente mi è sembrato un estraneo. Per un momento non sono riuscita a parlare. Ho provato un grande dolore e ho sentito che questo cammino di fede era davvero pieno di avversità, di alti e bassi. C’era una scelta a ogni passo. In quel momento, ho sentito che era una decisione troppo difficile, così ho pregato Dio, dicendo: “O Dio, non posso lasciarTi, ma non voglio perdere mio figlio. Dio, Ti prego, guidami a capire la Tua volontà”. Dopo la preghiera, ho pensato a un passo delle parole di Dio. Dio dice: “In ogni fase dell’opera che Dio compie negli uomini, da fuori sembra che ciò che accade sia dovuto a un’interazione tra individui, originata da interventi o da rapporti umani. Ma dietro ciò che appare, dietro ogni fase dell’opera e dietro ogni cosa che accade vi è una scommessa che Satana fa con Dio e che richiede che le persone rimangano salde nella loro testimonianza di fede a Dio. Pensate a quando Giobbe fu messo alla prova, per esempio: dietro le quinte, Satana stava facendo una scommessa con Dio e ciò che accadde a Giobbe fu dovuto all’intervento e alle azioni degli uomini. Dietro ogni fase dell’opera che Dio compie in voi, vi è la scommessa di Satana con Dio; dietro ogni cosa vi è una battaglia” (“Solo amare Dio vuol dire credere veramente in Dio” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi hanno aiutata a vedere chiaramente che stavo affrontando un’altra battaglia spirituale. Sembrava che fosse mio figlio a chiedermi di scegliere, ma in realtà era Satana che mi stava tentando e attaccando. Sentivo poi che stavolta Dio stava aspettando la mia decisione. Voleva vedere se avrei scelto mio figlio, spinta da affetto carnale, o Lui. Non intendevo deludere Dio e sapevo di dover testimoniare per svergognare Satana. Così ho risposto a mio figlio: “Non posso allontanarmi da Dio. Scegliere di lasciare Lui sarebbe come se tu oggi decidessi di lasciare me. Sarebbe inconcepibile e deluderebbe Dio. Io seguirò sempre Dio. Questa è la mia scelta!” Sentendomi dire questo, se ne è andato in lacrime. Anch’io ero sconvolta in quel momento, ma sapevo di aver fatto la scelta giusta.

Circa mezz’ora dopo, è tornato e si è aperto con me: “Mamma, ho sbagliato. Non avrei dovuto chiederti di fare quella scelta. Mio padre mi ha detto che la polizia gli ha chiesto di tenerti d’occhio e di assicurarsi che rinunci alla tua religione. Dato che sei già stata arrestata due volte, se succede di nuovo, non uscirai mai, e allora non avrò più una mamma. Volevo usare questa tattica per farti rinunciare alla tua fede”. La sua spiegazione mi ha riempita di disgusto verso quei demoni anti-Dio del Partito Comunista. Da quando ero credente, ero stata detenuta illegalmente e imprigionata diverse volte, facendo a pezzi la mia famiglia e trascinando mio marito e i miei figli in questa faccenda. Era tutta opera del Partito. Ho deciso senza indugio di abbandonarlo e di seguire Dio con una volontà ferrea!

Attraverso tutte queste tentazioni le parole di Dio mi hanno guidata a riconoscere i trucchi di Satana, hanno rafforzarono la mia fede in Dio e la mia determinazione a seguirLo. Ho visto la potenza e l’autorità delle Sue parole e ho capito che la saggezza di Dio si esercita sulla base degli inganni di Satana. Per quanto sia malvagio e selvaggio, il Partito non può ostacolare l’opera di Dio. Egli permette la sua oppressione, usandola per creare un gruppo di vincitori. Ho visto quanto è saggio, quanto è onnipotente Dio! Sia lodato Dio Onnipotente!

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