Il rammarico di essere un adulatore

30 Luglio 2022

di Qu Cong, Grecia

L’anno scorso, fratello Xin, con cui viaggiavo per predicare il Vangelo, è stato destituito. Quando gli ho chiesto spiegazioni, mi ha detto che per alcuni anni non aveva svolto bene il dovere che la chiesa gli aveva affidato, che faceva di testa sua, intralciando gravemente il lavoro della chiesa, e per questo era stato rimosso. Mi dispiaceva molto vederlo così dispiaciuto e demoralizzato. Mentre lavoravamo insieme, avevo notato che era negligente e faceva le cose a modo suo. Volevo farglielo notare, per aiutarlo a riflettere e a conoscere se stesso, ma ho esitato proprio sul punto di aprire bocca. Immaginavo che la leader lo avesse già trattato a dovere destituendolo, quindi era già abbastanza infelice. Se gli avessi parlato anch’io, non sarebbe stato sale sulla ferita? Non mi avebbe ritenuto privo di empatia? Inoltre, di certo la leader aveva evidenziato i problemi che io avevo notato, così ho deciso di confortarlo e basta. Gli ho detto: “Sono sicuro che in questi anni in strada hai guadagnato e compreso molto condividendo il Vangelo. Molti dei fratelli e delle sorelle nella chiesa sono abbastanza nuovi, senza alcuna esperienza evangelica. Potrai aiutarli quando tornerai a casa”. Con mia sorpresa, mi ha risposto: “Fratello, sentirti dire questo mi sconvolge. Ho pensato che mi avresti detto qualcosa per aiutarmi a riflettere su me stesso e a conoscermi meglio, cosa che avrebbe giovato alla mia vita. Invece, mi stai lodando anche se mi ritrovo a questo punto, riducendo la gravità della mia sostituzione e facendomi sentire più capace degli altri. Stai svolgendo il ruolo di Satana, spingendomi verso l’inferno. Mi ha ricordato il Signore Gesù che rimprovera Pietro: ‘Vattene via da Me, Satana!’ (Matteo 16:23). Simili frasi diplomatiche non sono istruttive per le persone e non dovresti più dirle. Non è amorevole, anzi è dannoso e distruttivo per gli altri”. Mi vergognavo molto in quel momento e desideravo solamente sprofondare nel terreno. Sapevo che fratello Xin non era cambiato molto d’indole dopo anni di fede e che aveva scarsi risultati nel suo dovere: era in uno stato pericoloso. Ma io gli rivolgevo solo parole gentili. Mi stavo comportando in modo falso, ero diplomatico e ossequioso come i laici. Non era forse un inganno? Per fratello Xin, la rimozione era una buona occasione per riflettere e conoscere meglio se stesso. Se sapeva cercare la verità, riflettere su se stesso e pentirsi veramente, quel fallimento poteva essere un punto di svolta nella sua fede. Ma io l’ho ostacolato, dicendo sciocchezze ipocrite per giocare con i suoi sentimenti e fuorviarlo. Agivo da tirapiedi di Satana. Dio fa di tutto per salvare le persone, e Satana fa altrettanto per allontanarle da Dio, per trascinarle all’inferno. Quella mia assurdità era solo un danno per quel fratello. Allora, ho provato un’intensa paura, così ho trovato alcune parole di Dio che mi hanno aiutato a riflettere sul mio problema.

Dio dice: “Se hai un buon rapporto con un fratello o una sorella e questa persona ti chiede di farle notare che cosa vi sia che non va in lei, come devi fare? Questo è legato al tuo approccio verso la questione. Il tuo approccio si basa sui princìpi della verità, oppure usi le filosofie di vita? Qual è il punto della questione quando puoi vedere chiaramente che qualcuno ha un problema ma non glielo dici apertamente per evitare il confronto, e addirittura trovi delle scusanti, dicendo: ‘Adesso la mia levatura è scarsa e non capisco a fondo i tuoi problemi. Quando li capirò, te lo farò sapere’? Questo significa impiegare una filosofia di vita. Non equivale forse a cercare di ingannare gli altri? Dovresti parlarne di ciò che vedi con chiarezza; e, se qualcosa non è evidente ai tuoi occhi, dillo. Questo significa dire ciò che hai nel cuore. Se hai certi pensieri e ci sono cose che ti risultano evidenti, ma temi di offendere le persone, ti terrorizza l’idea di ferire i loro sentimenti, e quindi scegli di non dire nulla, allora questo è vivere secondo una filosofia mondana. Se vieni a sapere che qualcuno ha un problema o si è smarrito, anche se non puoi aiutarlo amorevolmente, devi almeno fargli notare il problema, in modo che possa rifletterci su. Se ignori la questione, non gli stai forse facendo del male?” (“Solo ricercando la verità si possono superare le proprie concezioni e i fraintendimenti nei confronti di Dio” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Non ama le cose positive, non brama la luce, non ama la via di Dio né la verità. Segue volentieri le tendenze mondane, adora il prestigio e la fama, ama primeggiare tra le tendenze malvagie, è fautore del male e delle forze di Satana. Nel suo cuore, adora i grandi e i famosi, adora i re dei demoni e, nel suo cuore, non persegue la verità né le cose positive, ed è invece sostenitore dell’apprendimento. Nel suo cuore, non approva coloro che perseguono la verità e testimoniano Dio; al contrario, approva e ammira le persone malvagie e dotate di talenti speciali. Non percorre il cammino della fede in Dio e della ricerca della verità, e persegue invece il male e il potere, si sforza di essere qualcuno di imperscrutabile e di astuto, cerca di entrare a far parte delle alte sfere della società per diventare una figura illustre e rinomata. Vuole potersi insinuare con perfetta facilità in ogni gruppo, adottare con consumata maestria trucchi, stratagemmi e tattiche di ogni sorta ed essere accolta con adorazione e gradimento ovunque vada; vuole essere per gli altri un idolo. Questa è la persona che vuole essere. Che via è questa? È la via dei demoni, la via del male. Non è la via intrapresa da un vero credente. Per carpire agli altri la fiducia personale, per indurli ad adorarla e seguirla, una tale persona usa le filosofie di Satana, la sua logica, ogni sua manovra, ogni suo espediente, in qualsiasi ambiente. Questo non è il cammino che dovrebbe percorrere chi crede in Dio; non solo una tale persona non sarà salvata, ma andrà anche incontro alla punizione di Dio: su questo non può esservi il minimo dubbio” (“La fede nella religione non condurrà mai alla salvezza” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”).

Le parole di Dio mettevano a nudo i miei scopi malvagi e la mia natura corrotta. Fratello Xin era stato negligente nel suo dovere e poi non ha messo il cuore nel suo nuovo compito dopo la rimozione. Non era tenace nel suo lavoro e non aveva princìpi; faceva invece a modo suo. Avevo ormai visto chiaramente questi suoi comportamenti, ma ero un adulatore, temevo di offenderlo e non glieli avevo mai fatti notare. È stato di nuovo sostituito e si è aperto con me in comunione sui suoi fallimenti. Avrei dovuto parlargli dei suoi problemi e condividere sulla volontà di Dio per aiutarlo a riflettere su se stesso e a pentirsi davanti a Dio. Sarebbe stato davvero amorevole, proficuo e istruttivo per lui. Ma io ero il tipo gentile che diceva un mucchio di sciocchezze fuorvianti. Non stavo forse cercando di piacergli con l’inganno? Volevo che sentisse che, quando sperimentava un fallimento, la leader si limitava a trattarlo e smascherarlo, mentre io ero accogliente e lo confortavo. Così mi sarebbe stato grato e avrebbe avuto una buona impressione di me. Stavo usando le filosofie mondane dei non credenti, come “Non colpire mai sotto la cintura”, “Asseconda i sentimenti altrui con parole gentili, la sincerità dà solo fastidio”, “Non dire tutto ciò che vedi per non irritare i buoni amici”, e così via. Sono tutte parole malvagie e mondane, solo filosofie sataniche. Tutti i miscredenti interagiscono sulla base di logiche sataniche, sempre compiacenti e ipocriti, senza dire una sola parola sincera e autentica. Fingono e saggiano gli altri, mettendo l’inganno in ogni cosa che dicono. Mentre io, pur credendo da tempo e avendo letto molta parola di Dio, non riuscivo ancora a dire una sola cosa che fosse in linea con la verità. Invece, usavo filosofie sataniche proprio come un miscredente e agivo per conto di Satana, diventando sempre più viscido e ingannevole. Che cosa patetica! Ho ricordato le parole di Dio: “Se i credenti usano un linguaggio e un comportamento noncurante e smodato quanto quello dei non credenti, sono ancora più malvagi di questi ultimi; sono veri e propri demoni” (“Un monito per coloro che non praticano la verità” in “La Parola appare nella carne”). “Più ti trovi in Sua presenza, maggiori saranno le tue esperienze. Se continuerai a vivere nel mondo da bestia, professando con la bocca la fede in Dio ma con il cuore rivolto altrove, ostinandoti a studiare le filosofie di vita mondane, le tue precedenti fatiche non saranno forse state tutte vane?” (“L’esperienza” in “La Parola appare nella carne”). In anni di fede, non avevo acquisito la verità e non ero diventato diretto e sincero; seguivo invece le vie mondane. Ho visto che non ero una persona che amava o accettava la verità. Ho pregato davanti a Dio: “Dio, non c’è alcuna sembianza umana nelle mie parole e azioni. Sono così malvagio e astuto! Voglio davvero pentirmi e non vivere più secondo filosofie sataniche e mondane”.

Grazie a quell’esperienza e lezione, da allora, nelle mie interazioni con gli altri e nei miei doveri, sapevo stare attento e parlare in modo da aiutare gli altri, senza essere solo un viscido adulatore. Ma ero così profondamente corrotto da Satana che, quando qualcosa coinvolgeva i miei interessi personali, non potevo fare a meno di ricaderci.

In seguito, ho lavorato con fratello Chen alla produzione video. Era molto sicuro delle proprie idee e sapeva molto più di me su quel lavoro. Sentivo di dover essere modesto, in modo che non avesse l’impressione che fossi un arrogante saccente. Così, nello svolgimento dei nostri doveri, ho cercato di attenermi a “L’armonia è un tesoro, la pazienza è una virtù”. A volte notavo alcuni problemi ed errori nei video a cui lavorava e gli suggerivo di correggerli, ma lui non reputava dei problemi le cose che menzionavo. Si limitava a condividere scuse e opinioni. Anche se non ero del tutto d’accordo con lui, temevo che discutere oltre ci avrebbe portati a un punto morto o a litigare, e che tutti mi avrebbero dato del testardo. Alla luce di questo, lasciavo correre. Ma io, invece di pregare e ricercare, ho lavorato con lui in quel modo per alcuni mesi e così nei nostri video erano presenti diversi problemi. In seguito, mi sono reso conto che erano gli stessi che avevo evidenziato all’inizio, e abbiamo dovuto rifare i video. Fratello Chen è stato rimosso per la sua arroganza e ostinazione. Anche se alla fine quei video sono stati ultimati, in cuor mio non mi sentivo tranquillo né in pace. Mi sentivo a disagio e in colpa. Ho visto che nel mio dovere ero sempre compiacente per mantenere un’armonia superficiale, quindi non mi attenevo ai princìpi per paura di offendere gli altri. Non collaboravo veramente, e stavo ostacolando la produzione video della casa di Dio. Mi faceva stare malissimo. Poi, la leader è venuta a parlarmi e mi ha smascherato, dicendo: “Non ti sei attenuto ai princìpi della verità nel lavoro con i fratelli e le sorelle. Anche quando sai bene che le opinioni di qualcuno sono sbagliate, continui a seguirlo ciecamente per evitare qualsiasi conflitto e difendere la tua immagine ai suoi occhi. Questo ha fatto sì che i video andassero rifatti e ha rallentato il nostro lavoro”. E poi ha aggiunto: “Tendi a piegarti verso dove tira il vento; devi cercare la verità e risolvere subito la questione”. È stato difficile sentirglielo dire. Ho pregato e riflettuto al riguardo, nei giorni successivi, e ho trovato delle parole di Dio che mi hanno aiutato a riflettere.

Dio Onnipotente dice: “Sotto ogni apparenza, le parole degli anticristi sembrano particolarmente gentili, colte e raffinate. Chiunque vìoli i principi, chi è invadente e molesto nel lavoro della chiesa, chi non viene smascherato o criticato a prescindere da chi sia: l’anticristo chiude un occhio, lasciando che la gente lo reputi magnanimo in tutte le questioni. Accoglie con benevolenza e tolleranza ogni altrui corruzione e azione spregevole. Gli anticristi non si arrabbiano e non si infuriano, non si adirano e non incolpano le persone quando fanno qualcosa di sbagliato e danneggiano gli interessi della casa di Dio. Chiunque commetta il male e disturbi il lavoro della casa di Dio, a loro non interessa, come se questo non avesse nulla a che fare con loro, e non offendono mai le persone per questo motivo. Cos’è che hanno a cuore più di ogni altra cosa? Quante persone li stimino e quante persone li vedano quando soffrono e li ammirino per questo. Gli anticristi credono che non si debba mai soffrire senza ottenere nulla in cambio; a prescindere da quali difficoltà sopportino, quale prezzo paghino, quali buone azioni compiano, quanto siano premurosi, attenti e amorevoli verso gli altri, tutto questo deve avvenire in bella vista, più persone devono vederlo. E qual è il loro scopo nel comportarsi così? Conquistare le persone, indurle ad ammirare e approvare le loro azioni, il loro comportamento e il loro carattere. Esistono persino anticristi che cercano di dare di sé l’immagine di brave persone attraverso questo comportamento esteriormente buono, in modo che più persone si rivolgano a loro in cerca di aiuto. […] Le loro azioni non si limitano a ispirare venerazione nelle persone, ma procurano anche loro un posto nei cuori altrui. Gli anticristi vogliono prendere il posto di Dio. È a questo che mirano quando fanno queste cose. È evidente che le loro azioni abbiano già dato i primi risultati: gli anticristi detengono ora un posto nel cuore di queste persone prive di discernimento, e ci sono alcuni che li venerano e li ammirano; ed era esattamente questo l’obiettivo degli anticristi” (“Fanno il loro dovere solo per distinguersi e alimentare i loro interessi e ambizioni; non considerano mai gli interessi della casa di Dio e addirittura li vendono in cambio della gloria personale (Parte decima)” in “Smascherare gli anticristi”). Dio mostra che gli anticristi sono davvero malvagi e spregevoli, che agiscono e parlano gentilmente per camuffarsi e irretire gli altri in modo che li ritengano gli unici dotati di comprensione e cerchino conforto da loro. Questo allontana le persone da Dio, e gli anticristi prendono il posto di Dio nei loro cuori. Ho visto che mi stavo comportando proprio così. Nei nostri doveri, fratelli e sorelle devono sollevare le questioni e aiutarsi a vicenda, ma io non dicevo mai nulla di offensivo solo per proteggere la mia immagine. Ho notato alcuni problemi nella produzione video di fratello Chen e non mi sono attenuto ai princìpi della verità, limitandomi a seguire la corrente, a essere gentile, senza mettere in pratica la verità. Volevo che tutti pensassero che non ero troppo arrogante, ma tollerante, comprensivo e compassionevole. Volevo rendere felici tutte le persone con cui interagivo in modo da piacere loro e fare buona impressione. Per raggiungere questo ignobile obiettivo, non risparmiavo nemmeno il lavoro della chiesa nel tentativo di mantenere un’immagine positiva. Ero così egoista e malvagio. Attraverso il giudizio e la rivelazione di Dio, ho visto che, così facendo, ero sul cammino di un anticristo. Mi sono sentito così in colpa quando me ne sono reso conto. In seguito, ho continuato a riflettere su me stesso. Ripensando a tutto il mio tempo da credente, ho sempre cercato di compiacere gli altri. Ogni volta che vedevo qualcuno che sembrava colto e gentile, cercavo di emularlo. Volevo sembrare spigliato e alla mano per salvaguardare la mia immagine agli occhi di fratelli e sorelle. Quando constatavo i problemi o la corruzione degli altri, non parlavo quasi mai, per paura di offenderli. Riordo che, quando in passato ero diacono del Vangelo, mi sforzavo sempre di essere discreto e di parlare con umiltà. Se vedevo qualcuno trattare il dovere con leggerezza e senza princìpi, avevo paura, parlandone, di limitarlo, e di perdere la stima degli altri; quindi, per il cosiddetto amore e per il desiderio di aiutare, pesavo le parole, ero gentile, e indiretto. Non ho mai chiamato nessuno in causa direttamente, né l’ho aiutato a capire la gravità delle sue azioni. Mi limitavo a suggerimenti indiretti. Quando dovevo rimuovere qualcuno e tenere condivisione, mi sembrava offensivo e non sapevo nemmeno cosa dire. Volevo sempre che fossero gli altri a fare comunione al posto mio, e mi nascondevo. Facevo di tutto per proteggere il mio prestigio e la mia immagine, e fratelli e sorelle dicevano che non mi davo mai delle arie e che era facile andare d’accordo con me. Per questo, mi hanno persino raccomandato per il ruolo di leader, convinti che avessi buona umanità e che non avrei soffocato gli altri. Ero così soddisfatto di me stesso. Gli anticristi usano comportamenti apparentemente gentili per ingannare e irretire le persone, cercando di prendere il posto di Dio nei loro cuori. Mi sono reso conto di avere gli stessi fini e obiettivi. Non avevo mai riflettuto sui miei scopi spregevoli e sulla mia natura corrotta, e sentivo che non c’era nulla di male nell’essere gentile. Era facile ottenere l’approvazione, il sostegno e gli elogi degli altri. Mi sembrava un bel modo di vivere. Ma ora vedevo che stavo affermando me stesso nel modo più segreto e nascosto, ingannando gli altri, imbrogliandoli, agendo come un anticristo per minare l’opera di Dio.

Nei miei devozionali, ho letto un passo delle parole di Dio che ha suscitato in me dei profondi sentimenti. “Non mettere in pratica la verità quando ti succede qualcosa è una trasgressione. E se non metti in pratica la verità neppure quando ti accade di nuovo, se abbandoni la verità per proteggere i tuoi interessi personali, la tua vanità e il tuo orgoglio, che tipo di comportamento è questo? È compiere il male? Se non pratichi la verità in nessuna fase e le tue trasgressioni diventano sempre più numerose, allora la tua fine è già determinata. È chiaro che, se tutte le tue trasgressioni fossero aggiunte e sommate alle tue scelte, a ciò che persegui e alla tua volontà soggettiva, così come alle direzioni che hai intrapreso e alle strade che scegli nell’agire, se tutte queste cose fossero sommate, allora sarebbe possibile determinare la tua fine: dovresti essere scagliato all’inferno, il che significa che sarai punito. Cosa ne dite, si tratta di una questione di poco conto? Sommate l’una all’altra, tutte le tue trasgressioni sono un compendio di azioni malvagie, e perciò dovresti essere punito; questa è la conseguenza ultima del credere in Dio senza accettare la verità” (“La parte più importante del credere in Dio è mettere in pratica la verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Ero sempre gentile e non mettevo in pratica la verità. La mia collaborazione con gli altri era sempre a spese del lavoro della chiesa. Avevo lo scopo ignobile di conquistare i loro cuori. Era davvero malvagio. Se avessi continuato in quel modo, avrei finito per essere scacciato e punito da Dio. Dalle parole di Dio, potevo percepire la Sua indole giusta e il Suo disgusto per coloro che non praticano la verità. Volevo pentirmi subito, cercare la verità ed eliminare il mio atteggiamento compiacente verso gli altri.

Dio Onnipotente dice: “Quando il tuo rapporto con Dio sarà divenuto normale, anche i tuoi rapporti con le persone saranno normali. Per instaurare una normale relazione con Dio, tutto deve essere costruito sul fondamento delle parole di Dio, devi essere in grado di compiere il tuo dovere in linea con le parole di Dio e con ciò che Dio chiede, devi correggere le tue opinioni e devi ricercare la verità in tutte le cose. Devi mettere in pratica la verità quando la comprendi e, qualunque cosa ti accada, devi pregare Dio e ricercare con un cuore di obbedienza a Lui. Praticando in questo modo, sarai in grado di mantenere una normale relazione con Dio. Oltre a svolgere correttamente il tuo dovere, devi inoltre assicurarti di non fare nulla che non sia di beneficio per l’ingresso nella vita dei prescelti di Dio, e non dire nulla che non sia di aiuto ai fratelli e alle sorelle. Come requisito minimo, non devi fare niente che vada contro la tua coscienza, e assolutamente nulla di vergognoso. Soprattutto, non devi assolutamente agire in contrasto o in opposizione a Dio, e non devi fare nulla che perturbi il lavoro o la vita della Chiesa. Sii giusto e retto in tutte le cose che fai e assicurati che ogni tua azione sia presentabile al cospetto di Dio. Sebbene la carne a volte possa essere debole, devi essere capace di mettere al primo posto gli interessi della famiglia di Dio, senza bramare il profitto personale, senza fare nulla di egoista o spregevole, riflettendo spesso su te stesso. In questo modo, sarai in grado di vivere spesso davanti a Dio, e la tua relazione con Lui diventerà del tutto normale” (“Com’è il tuo rapporto con Dio?” in “La Parola appare nella carne”). “Per tutti quelli che compiono il proprio dovere, indipendentemente da quanto profonda o superficiale sia la loro comprensione della verità, il modo più semplice di praticare per accedere alla realtà della verità è pensare agli interessi della casa di Dio in ogni cosa e abbandonare i propri desideri egoistici, gli intenti personali, le proprie motivazioni, la reputazione e il prestigio. Privilegiare gli interessi della casa di Dio è il minimo che si dovrebbe fare. Se chi compie il proprio dovere non sa fare neppure questo, allora come si può affermare che lo sta compiendo? Questo non è compiere il proprio dovere. Per prima cosa dovresti considerare gli interessi della casa di Dio, la Sua volontà e l’opera della chiesa, e mettere queste prima di tutto; soltanto in seguito puoi pensare alla stabilità della tua condizione o a come gli altri ti vedono. Non trovate che sia un po’ più facile dividere tutto in questi passaggi e accettare qualche compromesso? Praticando così per un po’, arriverai a sentire che soddisfare Dio non è difficile. Inoltre, dovresti essere in grado di ottemperare alle tue responsabilità, adempiere ai tuoi obblighi e doveri, mettere da parte i tuoi desideri egoistici, mettere da parte i tuoi interessi e motivi, avere riguardo per la volontà di Dio e porre al primo posto gli interessi della Sua casa, l’opera della chiesa e il dovere che devi compiere. Dopo aver sperimentato ciò per qualche tempo, capirai che questo è un buon modo di comportarsi. È vivere in maniera retta e onesta, senza essere una persona abietta o un buono a nulla, e vivere giustamente e onorevolmente anziché essere spregevole e meschino. Ti renderai conto che è così che una persona dovrebbe vivere e agire” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Coloro che ricercano la verità e stanno dalla parte di Dio, che abbandonano i loro desideri personali e sostengono gli interessi della casa di Dio, vivono una sembianza umana e possono avere relazioni normali con gli altri. Da allora, ho iniziato a tenere in considerazione gli interessi della casa di Dio in ogni situazione, e cercavo di soddisfare la volontà di Dio in ogni cosa. Dopo aver praticato così per un po’, ho visto che avevo molte possibilità di praticare la verità nella vita quotidiana e nel mio dovere. Per esempio, in una riunione, ho notato che alcuni parlavano di dottrine o andavano fuori tema, o che qualcuno stava divagando, prolungando il tempo della riunione; questo danneggiava la vita della chiesa, ma il capogruppo non ha cercato di correggerlo. All’inizio non volevo dire nulla, ma mi sentivo in colpa e sapevo che avevo di nuovo un atteggiamento compiacente. Ho subito recitato una preghiera. Verso la fine dell’incontro, ho sollevato i problemi che avevo notato e ho suggerito delle soluzioni. Ho sentito che rinunciare a me stesso e sostenere gli interessi della casa di Dio mi dava davvero un senso di pace. Inoltre, un fratello che conoscevo molto bene è stato destituito, e mi ha detto che era perché aveva bramato le comodità ed era stato astuto nel suo compito, senza essere efficiente. All’inizio volevo consolarlo e indurlo a pensare bene di me, ma poi ho capito che dovevo mettere in pratica la verità. Così, ho considerato con calma cosa avrei dovuto dire per soddisfare Dio ed essere d’aiuto a quel fratello. Ho pensato alle nostre precedenti interazioni. Il suo desiderio di comodità era stato piuttosto evidente nel suo dovere. Senza peli sulla lingua, gli ho parlato dei problemi del suo atteggiamento verso il dovere e gli ho inviato alcune parole di Dio pertinenti. In seguito, mi ha ringraziato e mi ha detto che gli ero stato d’aiuto. Comportandomi così, mi sono sentito molto sereno e in pace.

Gli ambienti predisposti da Dio e il giudizio e la rivelazione delle Sue parole mi hanno mostrato che, vivendo secondo le filosofie mondane di Satana, sarei diventato più astuto e avrei perso il senso dell’essere un uomo, nuocendo sia agli altri che a me stesso. Ho inoltre imparato che vivere secondo le parole di Dio e i princìpi della verità è l’unico modo per avere umanità ed essere una brava persona.

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