C’è qualche distinzione tra doveri importanti e meno importanti?
Lettera a Nuoyidi Yuxun, CinaCara Nuoyi,come stai ultimamente? Nella lettera precedente hai detto che non stai più svolgendo il dovere di...
Diamo il benvenuto a chi ricerca la manifestazione di Dio!
Negli ultimi anni ho fatto il mio dovere di attrice, girando video di testimonianze esperienziali. In seguito, alcuni fratelli e sorelle che facevano il mio stesso dovere hanno iniziato a esercitarsi nel canto e nel ballo, oltre a girare video di testimonianze esperienziali. Vederli così poliedrici mi faceva molta invidia e pensavo: “Deve essere fantastico avere così tanti doni e talenti. Puoi comparire in ogni genere di video e ricevere l’ammirazione e le lodi di altri fratelli e sorelle. Si parla sempre delle persone poliedriche con tanta invidia e ammirazione”. Così ho cominciato a sperare di poter un giorno comparire anch’io in altri video e ricevere l’ammirazione dei fratelli e delle sorelle. Mi sembrava davvero una vita eccezionale. Qualche tempo fa, ho visto il leader disporre che due sorelle registrassero una demo per un inno in lingua straniera e ho pensato: “In passato ho studiato le lingue straniere, non potrei cantarlo anch’io? Perché il leader non ha chiesto a me di provare?” Veder provare quelle sorelle mi ha fatto sentire un po’ di delusione e ho pensato: “Come sarebbe grandioso se potessi salire sul palco a cantare! Allora sì che i fratelli e le sorelle mi ammirerebbero davvero”. Poi ho saputo che altri tre fratelli e sorelle avrebbero cantato inni in lingua straniera. Ho provato un’altra fitta di delusione e tristezza e mi sono perfino lamentata un po’: “Non ho altri talenti, quindi posso solo girare video di testimonianze esperienziali. Non uscirò mai da questa gabbia. Cosa penseranno gli altri di me? Di sicuro non ho molto peso nel cuore dei fratelli e delle sorelle”. Poi osservavo i fratelli e le sorelle che sapevano cantare e ballare: erano così eccezionali e in vista sul palco. Tutti li ammiravano moltissimo e dedicavano loro tanta attenzione. La cosa mi lasciava davvero l’amaro in bocca e desideravo soltanto il giorno in cui avrei potuto fare anch’io il dovere del canto o del ballo.
Finalmente, un giorno, è arrivata la mia occasione. Una sorella mi ha chiesto di registrare una demo di canto per capire se potessi fare il dovere in quell’ambito. Ero felicissima. Ho pensato: “Devo assolutamente cogliere questa opportunità. Se mi scelgono, potrò cantare sul palco anch’io. Sarebbe grandioso! Di sicuro i fratelli e le sorelle mi ammirerebbero e mi invidierebbero”. Tuttavia, quando ho effettivamente provato a cantare, mi sono resa conto di quanto fossi lontana. A volte stonavo e la mia estensione vocale era limitata. Ho inviato la demo finita alla sorella, aggrappandomi al briciolo di speranza di ricevere un messaggio che mi dicesse che avrei potuto cantare part-time. Ma alla fine non se n’è fatto nulla; non ho mai ricevuto risposta.
Poco tempo dopo, il leader ha chiesto a me e a un’altra sorella di girare delle demo di ballo da soliste, dicendo che per la volta successiva avevano intenzione di registrare un programma di danza Yangge. Ho pensato: “La danza Yangge è un ballo popolare della mia città natale. Anche se non l’ho mai studiata a livello professionale, da piccola la ballavo spesso. Sarebbe fantastico se mi scegliessero per questo ballo”. Tuttavia, quando ho effettivamente ballato, facevo fatica a tenere l’equilibrio, braccia e gambe erano scoordinate e i miei movimenti e i gesti non erano precisi. Mi sono servite due sessioni di prova per impararlo a malapena, ma non ballavo bene e in certi momenti muovevo contemporaneamente il braccio e la gamba dello stesso lato. In seguito, è stata scelta la sorella che aveva girato le demo con me. Questa sorella non solo sapeva girare video di testimonianza esperienziale, ma faceva anche la regista. In passato si esibiva in dialoghi comici, era una brava cantante e aveva persino studiato strumenti musicali. Ora, cominciava anche a ballare. Era davvero poliedrica! Gli altri hanno così tanti talenti! In quel periodo fantasticavo spesso di avere tanti doni e talenti diversi, non solo di saper cantare e ballare, ma anche di saper suonare vari strumenti e sembrare davvero eccezionale sul palco. Un giorno, mentre stavo servendo il cibo in cucina, ho sentito per caso una sorella dire con entusiasmo a una delle ballerine: “Tra poco salirai sul palco a ballare, è meraviglioso! Hai provato il costume?…” Sentendo la sua premura nei confronti della sorella, ho provato una fitta di gelosia mista a delusione. Lì in piedi, mi sentivo un po’ a disagio e pensavo: “Sono sempre le persone poliedriche a ricevere tutte le attenzioni. Al confronto, io non so cantare né ballare. So solo girare video di testimonianza esperienziale, una cosa così mediocre!” Dentro di me stavo malissimo. A poco a poco, il mio atteggiamento verso il girare i video di testimonianza esperienziale è diventato sempre più sprezzante. Ho smesso di metterci il cuore nell’affidarmi a Dio per raccontare bene le testimonianze, e mi limitavo a girare i video in modo meccanico. Non ero nemmeno più disposta a parlare molto con i fratelli e le sorelle che sapevano cantare e ballare. In cuor mio percepivo una barriera tra me e loro e mi sentivo inferiore nei loro confronti; inoltre, li invidiavo ed ero gelosa di loro. Un giorno, ho pensato a un passo delle Scritture: “La cosa plasmata dirà forse a colui che la plasmò: ‘Perché mi hai fatta così?’ Il vasaio non è forse padrone dell’argilla per trarre dalla stessa pasta un vaso per uso nobile e un altro per uso ignobile?” (Romani 9:20-21). Questo passo mi ha davvero toccata e mi sono resa conto che ero troppo priva di ragionevolezza. I miei doni e talenti erano tutti preordinati da Dio; non avrei dovuto avere pretese irragionevoli o desideri eccessivi. Essere sempre insoddisfatta delle mie capacità significava contrastare Dio e opporGli resistenza! In quel periodo pregavo spesso Dio e desideravo risolvere il mio problema.
Un giorno, ho letto le parole di Dio e ho guadagnato una certa comprensione delle prospettive dietro i miei perseguimenti. Dio Onnipotente dice: “Molte persone non comprendono la verità e non la perseguono. Come considerano lo svolgimento di un dovere? Lo trattano come una sorta di lavoro, una specie di hobby o un investimento di loro interesse. Non lo trattano come una missione o un compito dato da Dio, o una responsabilità da assolvere. Ancor meno cercano di comprendere la verità o le intenzioni di Dio nello svolgimento dei loro doveri, in modo da poterli svolgere bene e portare a termine l’incarico da parte di Dio. […] Persone del genere possono ottenere la verità? Non si impegnano per la verità e non la mettono in pratica quando si tratta di svolgere i propri doveri. Per loro l’erba del vicino è sempre più verde. Oggi vogliono fare questo, domani vogliono fare quello, e pensano che i doveri degli altri siano migliori e più facili dei loro. Eppure, non si impegnano per la verità. Non pensano a cosa ci sia di sbagliato in queste loro idee e non cercano la verità per risolvere i problemi. La loro mente è sempre concentrata su quando si realizzeranno i loro sogni, su chi è alla ribalta, su chi riceve riconoscimenti dal Supremo, su chi lavora senza essere potato e viene promosso. La loro mente è piena di questo genere di cose. Le persone che hanno sempre questo tipo di pensieri possono svolgere i propri doveri all’altezza degli standard? Non ci riusciranno mai. Allora, che tipo di persone li svolge in questo modo? Sono persone che perseguono la verità? Innanzitutto, una cosa è certa: le persone di questo tipo non perseguono la verità. Cercano di godere di alcune benedizioni, di diventare famose e di salire alla ribalta nella casa di Dio, proprio come quando si arrangiavano nell’ambito della società. In termini di essenza, che tipo di persone sono? Sono miscredenti. I miscredenti svolgono i loro doveri nella casa di Dio come farebbero nel mondo esterno. Si preoccupano di chi viene promosso, di chi diventa capogruppo, di chi diventa leader della chiesa, di chi viene lodato da tutti per il suo lavoro, di chi viene esaltato e menzionato. Si preoccupano di questo genere di cose. È come in un’azienda: chi viene promosso, chi ottiene un aumento, chi riceve le lodi del leader, e chi acquisisce una certa familiarità con lui. Le persone si preoccupano di questo genere di cose. Se cercano tali cose anche nella casa di Dio, occupandosene tutto il giorno, non sono forse uguali ai non credenti? In sostanza, sono dei non credenti; sono i tipici miscredenti. Qualunque sia il dovere che svolgono, si limitano a offrire manodopera e ad agire in modo superficiale. Qualunque sermone ascoltino, non accettano la verità e ancor meno la mettono in pratica. Hanno creduto in Dio per molti anni senza subire alcun cambiamento e, indipendentemente da quanti anni svolgono i loro doveri, non saranno mai in grado di offrire la loro lealtà. Non hanno una vera fede in Dio, non hanno lealtà, sono dei miscredenti” (La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 8: Vogliono che gli altri si sottomettano solo a loro, non alla verità o a Dio (Parte prima)”). Gli smascheramenti delle parole di Dio mi hanno fatta vergognare profondamente. I non credenti della società perseguono sempre l’apprezzamento dei superiori o l’ammirazione degli altri. Ed ecco che io, credente da molti anni, perseguivo ancora queste cose proprio come una non credente. La mia prospettiva sulle cose non era affatto cambiata. Ero sempre concentrata su chi poteva cantare, chi poteva ballare, o su chi aveva un talento particolare che gli faceva guadagnare l’ammirazione e le lodi dei fratelli e delle sorelle. Mi concentravo su queste cose ogni giorno. Vedere i fratelli e le sorelle intorno a me con i loro numerosi talenti, capaci di collaborare nel fare i vari doveri, mi rendeva incredibilmente invidiosa. Volevo davvero possedere anch’io questi doni e talenti, in modo da potermi esibire sul palco e mettermi in mostra. Quando poi mi è stato chiesto di registrare delle demo di canto e di ballo, mi sono sentita delusa e angosciata perché non avevo quei talenti e non potevo fare quei doveri. Mi lamentavo del perché Dio non mi avesse dato quei doni e talenti e mi chiedevo perché fossi inferiore agli altri. Ho iniziato persino a trattare il mio dovere attuale in modo poco serio. Perseguivo costantemente l’avere vari doni e talenti per soddisfare la mia ambizione e il desiderio di spiccare e di essere notata. Stavo trascurando il lavoro che mi spettava e non stavo percorrendo il giusto cammino! In verità, a prescindere dal talento usato in un determinato dovere, serve tutto allo scopo di predicare il Vangelo e rendere testimonianza a Dio, affinché più persone possano tornare dinanzi a Lui e accettare la Sua salvezza. Questa è l’intenzione di Dio, e non ha nulla a che fare con la fama o il prestigio. Tuttavia, io pensavo sempre che mi sarei potuta guadagnare l’ammirazione di più persone solo avendo un’ampia gamma di talenti, essendo brava a cantare e ballare ed essendo poliedrica. La mia prospettiva era uguale a quella di un non credente: era la prospettiva di un miscredente!
In seguito, ho letto due passi delle parole di Dio e ho guadagnato una certa comprensione della causa alla radice del mio costante perseguimento di doni e talenti. Dio Onnipotente dice: “Gli anticristi hanno a cuore la propria reputazione e il proprio prestigio in modo maggiore rispetto alle persone comuni, e ciò è qualcosa di intrinseco alla loro indole essenza; non è un interesse temporaneo né l’effetto transitorio dell’ambiente circostante. È qualcosa all’interno della loro vita, delle loro ossa, e dunque è la loro essenza. Vale a dire, in tutto ciò che gli anticristi fanno, la loro prima considerazione va alla propria reputazione e al proprio prestigio, nient’altro. Per loro, la reputazione e il prestigio sono la vita, nonché l’obiettivo che perseguono per tutta la loro esistenza. […] Si può dire che, per gli anticristi, la reputazione e il prestigio non sono un requisito aggiuntivo, né tantomeno cose esterne a loro di cui potrebbero fare a meno. Fanno parte della loro natura, sono nelle loro ossa, nel loro sangue, sono innati in loro. Gli anticristi non sono indifferenti al possesso della reputazione e del prestigio; non è questo il loro atteggiamento. Allora qual è? La reputazione e il prestigio sono intimamente legati alla loro vita di tutti i giorni, alla loro condizione quotidiana, a ciò che perseguono ogni giorno. Per gli anticristi, la loro reputazione e il loro prestigio sono la vita. A prescindere dal modo e dall’ambiente in cui vivono, dal lavoro che fanno, da cosa perseguano, da quali siano i loro obiettivi o da quale sia la direzione della loro vita, tutto ruota attorno all’avere una buona reputazione e un elevato prestigio. E questo scopo non cambia; non riescono mai a mettere da parte tali cose” (La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 9: Parte terza”). “Perché hai così tanto a cuore il prestigio? Quali vantaggi puoi ottenere dal prestigio? Se il prestigio ti causasse disastri, difficoltà, imbarazzo e dolore, continueresti ad averlo a cuore? (No.) Ci sono molti vantaggi che derivano dal prestigio, come l’invidia, il rispetto, la stima e l’adulazione da parte degli altri, nonché la loro ammirazione e riverenza. Il prestigio ti conferisce inoltre un senso di superiorità e di privilegio, che ti dà orgoglio e autostima. Inoltre, puoi godere di cose di cui gli altri non godono, come i vantaggi del prestigio e i trattamenti speciali. Queste sono le cose a cui non osi nemmeno pensare e che hai desiderato nei tuoi sogni. Hai a cuore queste cose? Se il prestigio è semplicemente vuoto, privo di alcun significato reale, e difenderlo non serve a nulla, allora non è forse sciocco averlo a cuore? Se riesci ad abbandonare cose come gli interessi e i piaceri della carne, allora la fama, il guadagno e il prestigio non saranno più un vincolo per te” (La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 8: Vogliono che gli altri si sottomettano solo a loro, non alla verità o a Dio (Parte seconda)”). Dio smaschera il fatto che gli anticristi custodiscono particolarmente la fama e il prestigio. Qualsiasi cosa dicano o facciano, è tutto per guadagnare l’ammirazione e il sostegno degli altri e per godersi il senso di superiorità che deriva dalla fama e dal prestigio. Riflettendo su me stessa, ho visto che stavo percorrendo il cammino di un anticristo. Avevo vissuto secondo veleni satanici come “L’uomo lascia il proprio nome ovunque vada, così come l’oca emette il suo grido ovunque voli” e “Mentre l’uomo si affanna verso l’alto, l’acqua scorre verso il basso”. Consideravo la fama e il prestigio come cose incredibilmente importanti e volevo sempre essere ammirata dagli altri in mezzo alla gente, credendo che questo fosse l’unico modo per vivere una vita di valore. Negli ultimi anni avevo girato molti video di testimonianza esperienziale. Alcuni fratelli e sorelle che mi incontravano per la prima volta dicevano cose come: “Ti vedo spesso nei video” o “Ho guardato i video che hai girato quando ho iniziato a credere in Dio”. Ogni volta che sentivo queste parole, ero incredibilmente felice e mi godevo davvero l’essere notata e ammirata dagli altri. Mi sentivo particolarmente delusa e angosciata quando vedevo tutti i fratelli e tutte le sorelle intorno a me cantare e ballare. Sembravano così eccezionali e si godevano i riflettori mentre io, al contrario, non sapevo né cantare né ballare e potevo solo girare video di testimonianza esperienziale, che non attiravano altrettanta attenzione. In particolare, quando ho sentito un’altra sorella salutare calorosamente una ballerina mentre io me ne stavo lì inosservata, mi è rimasto un amaro in bocca ancora più grande. Mi sentivo come se fossi invisibile. Ho cominciato a desiderare di avere un’ampia gamma di doni e talenti, per poter comparire anch’io in vari video e ricevere l’ammirazione e un trattamento di favore da chi mi circondava, proprio come gli altri fratelli e sorelle. In seguito, la chiesa mi ha dato l’opportunità di registrare delle demo di canto e di ballo, ma i fatti hanno dimostrato che non ero brava a farlo. Questo mi ha fatto sentire ancora più senza speranza di potermi distinguere e ne sono rimasta delusa e angosciata. Il mio atteggiamento verso il girare i video di testimonianza esperienziale è diventato sprezzante e mi sono persino lamentata del fatto di essere nata in campagna, in una famiglia povera, e di non aver mai imparato a cantare, ballare o suonare alcuno strumento musicale. In realtà, queste lamentele e la mia insoddisfazione per la situazione attuale erano, in sostanza, lamentele e insoddisfazione verso Dio. Poter girare video di testimonianza esperienziale era già una grande grazia da parte di Dio, ma io non ero soddisfatta. Mi paragonavo sempre agli altri, perseguendo incessantemente la fama e il prestigio, e incolpavo Dio quando non riuscivo a ottenerli. Ero davvero così ribelle! Rendendomene conto, ho guadagnato una certa comprensione delle prospettive fallaci dietro il mio perseguimento e ho anche capito che Dio dà alle persone doni e talenti per aiutarle a fare meglio i loro doveri. Tuttavia, io volevo sempre usare i miei talenti e doni per perseguire l’ammirazione e il sostegno degli altri e per perseguire l’avere prestigio nei loro cuori. Questo significava opporsi a Dio, qualcosa che Lui odia e detesta, e se avessi continuato su questo cammino sarei stata maledetta e punita da Lui. Mi sono sentita un po’ spaventata ed ero disposta a invertire la rotta del mio stato sbagliato.
In seguito, ho letto le parole di Dio e ho compreso le Sue intenzioni. Dio Onnipotente dice: “Se Dio ti ha creato stolto, allora la tua stoltezza ha un significato; se ti ha creato intelligente, allora la tua intelligenza ha un significato. Qualunque punto di forza Dio ti abbia dato, qualsiasi cosa ti riesca bene, qualunque sia il tuo quoziente intellettivo, Dio lo ha fatto per il Suo scopo. Tutte queste cose sono state preordinate da Dio. Il ruolo che hai nella tua vita e il dovere che puoi svolgere sono stati anche preordinati da Dio molto tempo fa” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “I principi che dovrebbero guidare la propria condotta”). “Se Dio ti dà una levatura media, non puoi fare lavori molto importanti, quindi non puoi sviluppare arroganza. Questa è una protezione per te. Con la levatura media che ti è stata data, non possiedi un capitale da usare per vantarti né puoi fornire contributi sconvolgenti. Devi sempre pensare: ‘Possiedo una levatura media, non sono bravo né in questo né in quell’altro campo. Devo essere prudente e cercare le verità principi nell’assolvimento del mio dovere’. Quando senti di essere carente sotto tutti gli aspetti, inizi a comportarti molto meglio e a rispettare le regole molto di più, sei molto più contenuto. Per esempio, qualsiasi lavoro svolgiate, che siate dei supervisori o dei membri comuni, se in un certo periodo il vostro lavoro procedesse relativamente senza intoppi, desse risultati, e i traguardi fossero relativamente eccezionali e voi riceveste approvazione dal Supremo, quale sarebbe il vostro assetto mentale? (Ci compiaceremmo di noi stessi, sentiremmo di essere bravi e non cercheremmo più la verità tanto facilmente.) Diventerebbe quindi difficile per te seguire le regole e continuare a comportarti tenendo i piedi per terra. Questa è una tentazione molto pericolosa per te; non è un buon segno” (La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (7)”). Dalle parole di Dio, ho capito che i doni e i talenti che ogni persona possiede e quale dovere può fare sono tutti preordinati da Dio. Dovrei avere un po’ di ragionevolezza, stare nella posizione di un essere creato e conoscere il mio posto, mentre faccio bene il mio dovere. Solo questo è in linea con l’intenzione di Dio. Inoltre, Dio dice: “Questa è una protezione per te”. Riflettendo su queste parole, mi sono sentita molto toccata. Le debolezze vitali e l’indole corrotta di ognuno sono diverse. Alcune persone, che fanno il mio stesso dovere, hanno molti doni e talenti e riescono comunque a percorrere il giusto cammino, a perseguire la verità e a fare bene il loro dovere con i piedi per terra. Tuttavia, il mio desiderio di fama e prestigio era molto forte, e per anni avevo sempre perseguito il distinguermi e l’essere ammirata. Se avessi davvero avuto molti doni e talenti, temo che mi sarei smarrita e sarei stata rivelata ed eliminata da Dio molto tempo fa. Ho ripensato a come, due anni prima, fossi diventata arrogante e non conoscessi il mio posto nell’universo perché mi ero esercitata a lungo nel girare video di testimonianza esperienziale. Mi davo delle arie nel mio dovere e non accettavo la guida e l’aiuto dei fratelli e delle sorelle. Alla fine, sono stata severamente smascherata, potata e avvertita che, se non mi fossi pentita, sarei stata destituita. Solo allora ho cambiato velocemente rotta e ho riflettuto su me stessa. Quel fallimento è ancora nitido nella mia mente oggi ed è stato causato dalla mia eccessiva enfasi sui doni e sui talenti e dal mio costante senso di superiorità. Pensare a questo mi ha aiutata a capire che, se avessi avuto troppi talenti, ciò avrebbe solo alimentato la mia indole arrogante e avrei perseguito fama e prestigio ancora più intensamente. Solo non possedendo quei doni e talenti posso fare il mio dovere in un unico ambito attenendomi alle regole ed evitare di percorrere il cammino verso la distruzione. Questa è una forma di protezione per me. Rendermene conto mi ha riempito il cuore di un senso di gratitudine. In tutto ciò che Dio mi concede, sono racchiusi i Suoi pensieri premurosi e le Sue buone intenzioni.
In seguito, ho letto le parole di Dio e il mio cuore si è illuminato. Dio dice: “Dio ha dato a ciascuno punti di forza e doni diversi. Alcuni hanno punti di forza in due o tre settori, altri in un settore solo, altri ancora non ne hanno affatto; se saprete affrontare correttamente tali questioni, allora avete ragionevolezza. Una persona che ha ragionevolezza saprà trovare il suo posto, comportarsi secondo la sua posizione e svolgere bene il suo dovere. Una persona che non riesce mai a trovare il suo posto è una persona che ha sempre ambizione. Nel proprio cuore persegue costantemente il prestigio e i vantaggi. Non è mai soddisfatta di ciò che ha. Per ottenere maggiori vantaggi, si spinge avidamente oltre; vuole sempre soddisfare i propri desideri smodati. È convinta che, se le persone possiedono doni e buona levatura, allora dovrebbero godere di una maggiore grazia da parte di Dio e che non sia un errore avere desideri smodati. Una persona di questo genere possiede forse ragionevolezza? Non è spudorato avere sempre desideri smodati? Le persone che hanno coscienza e ragione possono percepire che è spudorato e possono cercare la verità per abbandonare i loro desideri smodati. Se si comprende la verità, non si faranno queste cose sciocche. Se tu speri di svolgere il tuo dovere bene e con devozione per ripagare l’amore di Dio, il tuo non è un desiderio smodato. Questo è in linea con la coscienza e la ragionevolezza della normale umanità e compiace Dio. Se davvero desideri fare bene il tuo dovere, devi prima stare al tuo giusto posto e poi fare ciò che puoi con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutte le tue forze, dando del tuo meglio: questo è all’altezza degli standard e c’è devozione nel fare un dovere in questo modo. Ecco che cosa dovrebbe fare un vero essere creato. […] Nella chiesa, alcuni sanno suonare la chitarra, altri l’erhu e altri ancora i tamburi. Se ti interessa una qualsiasi di queste aree, puoi imparare. Di qualunque competenza o tecnologia specifica si tratti, purché ti piaccia apprendere e tu sia abile, puoi imparare. Una volta appresa una nuova competenza, puoi usarla per svolgere un dovere aggiuntivo, soddisfacendo non solo le persone ma anche Dio. È una cosa davvero auspicabile acquisire più competenze e contribuire maggiormente al lavoro della casa di Dio. Non c’è nulla di sbagliato nell’imparare cose nuove mentre si è giovani e si ha buona memoria. C’è solo beneficio e nessun danno. È vantaggioso per lo svolgimento dei doveri e per il lavoro della casa di Dio. Concentrarsi sull’apprendere varie cose nuove mentre si svolge il proprio dovere significa essere diligenti e responsabili, di gran lunga migliori di quelle persone che non sono dedite al lavoro. Tuttavia, se hai cercato di imparare qualcosa per un po’ e non ne hai ancora alcuna comprensione, significa che non possiedi levatura in quell’area. È proprio come il caso di alcune persone che sanno ballare bene ma sono stonate e non hanno orecchio: è qualcosa di innato e non si può cambiare. Una situazione di questo tipo andrebbe affrontata correttamente. Se sai ballare, allora balla bene. Se hai un cuore che loda Dio, anche se sei stonato Dio non ci bada. Purché tu provi piacere nel tuo cuore, è sufficiente. Qualsiasi siano i tuoi punti di forza personali, è un bene se sai metterli a frutto. Adempiere coscienziosamente il dovere che ti spetta è ciò che significa comportarti in conformità alla tua collocazione” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “I principi che dovrebbero guidare la propria condotta”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che non importa quanti doni o talenti abbia una persona, o quanto sia buona o scarsa la sua levatura, l’unica differenza sta nei doveri e nelle funzioni che adempie; tra i doveri, non vi è distinzione tra alto o basso, nobile o umile. Inoltre, Dio ha richieste diverse per le persone in base ai diversi doni e talenti che conferisce loro. Fintanto che riusciamo a dare il massimo e adempiamo con devozione i nostri doveri, Dio sarà soddisfatto. Se non riesco mai a trovare il mio giusto posto, bramando sempre ciò che hanno gli altri e vivendo costantemente nella mia indole corrotta mentre perseguo fama e prestigio, prima o poi verrò rivelata ed eliminata da Dio. Ho pensato ai fratelli e alle sorelle che scrivono articoli di testimonianza esperienziale. Alcuni di loro fanno il dovere di ospitare, altri fanno il dovere degli affari generali, e alcuni sono anziani. Non hanno doni o talenti, ma sono sinceri e concreti nel loro atteggiamento verso i doveri. Si impegnano al massimo per fare bene i propri doveri, si concentrano sul perseguire la verità e hanno scritto articoli di testimonianza esperienziale di vita. A Dio piacciono le persone così. Io non ho tanti talenti e so solo girare video di testimonianza esperienziale. Questo è stato preordinato da Dio ed è una cosa che riesco a fare. Se ci metto il cuore riesco a farlo ancora meglio, ma se non tengo i piedi per terra, potrei non riuscire a fare bene nemmeno questo dovere. Così ho pregato Dio, disposta a invertire la rotta dei miei perseguimenti sbagliati e a tenere caro il mio dovere attuale. Ho pensato a come ogni articolo di testimonianza esperienziale sia una testimonianza dell’esperienza dell’opera di Dio da parte di un fratello o di una sorella. Mettendoci il cuore per presentare bene queste testimonianze esperienziali, da un lato rendo testimonianza a Dio, dall’altro permetto a molte persone di trarre beneficio e di essere edificate da queste testimonianze. Questo è un dovere molto importante e significativo! Quando, in seguito, ho girato video di testimonianza esperienziale, ho corretto la mia mentalità, mi sono concentrata sul cercare di capire la psicologia dell’autore per entrare nel personaggio e sono stata meticolosa in ogni dettaglio. Anche se i video finiti presentano ancora manchevolezze e difetti, durante il processo mi sono sentita serena e ho provato gioia nel cuore. Mi sono anche resa conto che, non importa quale dovere io faccia, fintanto che uso ciò che ho e faccio del mio meglio, mi trovo nel posto che mi spetta. Allo stesso tempo, nel fare il mio dovere, dovrei concentrarmi sul perseguire la verità per eliminare la mia indole corrotta, non dovrei fare affidamento sui miei doni e talenti nel mio dovere, ma dovrei fare affidamento su Dio per ottenere la guida dello Spirito Santo, migliorare le mie competenze professionali nei limiti della mia levatura e metterci il cuore per fare bene il mio dovere. Questo è in linea con le intenzioni di Dio.
In seguito, una sorella che a sua volta aveva girato video di testimonianza esperienziale è andata a cantare inni in lingua straniera. Mi sono sentita di nuovo un po’ delusa, ma mi sono resa conto che il mio modo di pensare era sbagliato. Ho pregato Dio nel mio cuore affinché mi proteggesse dall’essere disturbata e Gli ho chiesto di guidarmi ad abbandonare le prospettive fallaci dietro il mio perseguimento. Ho pensato a come fosse preordinazione di Dio che una mia sorella avesse questo talento e che non avrei dovuto competere né sentirmi delusa. Nella casa di Dio, ognuno svolge la propria funzione nei propri doveri. Pensando in questo modo, sono riuscita a lasciar andare un po’ la cosa. Ho pensato alle parole di Dio: “Tratta la tua levatura in modo corretto. Non lamentarti. Ciò che Dio ti ha dato è ciò che ti chiederà. Egli non pretende da te ciò che non ti ha dato. Ad esempio, se Dio ti ha dato una levatura media o scarsa, non ti chiede di essere un leader, un capogruppo o un supervisore. Se invece ti ha dato l’eloquenza, l’abilità di esprimerti o un certo dono, e ti chiede di svolgere un lavoro correlato a questo dono, allora dovresti farlo bene. Non mancare di essere all’altezza delle condizioni che Dio ti ha dato. Devi essere all’altezza del dono che Egli ti ha conferito, mettendolo a pieno frutto e applicandolo bene, applicandolo a cose positive e producendo risultati lavorativi di valore a beneficio dell’umanità. Questo sarebbe eccellente” (La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (7)”). Le parole di Dio mi hanno scaldato il cuore. Anche se non so cantare o ballare, Dio mi ha dato dei doni nel campo della recitazione. Per tanti anni, la casa di Dio mi ha permesso di girare video di testimonianza esperienziale e di partecipare a produzioni cinematografiche. Dio mi ha già concesso una grande grazia. Dovrei accontentarmi e non fare più le cose che Dio detesta. Ho pregato Dio: “Oh Dio, sono disposta a impegnarmi nel perseguire la verità, a fare bene il mio dovere, a percorrere il cammino della fede in Dio secondo le Tue richieste e a valutare persone e cose in base alle Tue parole. Ti prego di guidarmi e condurmi”. Dopo questa preghiera, il mio cuore si è calmato molto. Quando vedevo altri fratelli e sorelle andare a cantare o a ballare, non ne ero più condizionata o disturbata. Ringrazio Dio per la Sua guida, che mi ha dato una certa comprensione delle prospettive fallaci dietro il mio perseguimento e del cammino che stavo percorrendo. In futuro, sono disposta a sottomettermi alla sovranità e alle disposizioni di Dio e a fare bene il mio dovere con tutto il cuore.
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