Una rinascita
di Yang Zheng, provincia dello Heilongjiang Sono nato in una famiglia rurale povera e di mentalità arretrata. Fin da giovane ero...
Diamo il benvenuto a chi ricerca la manifestazione di Dio!
Sono cino-malese e sono cresciuta in una famiglia comune. I miei genitori hanno fatto molti sacrifici per farmi studiare. Mi hanno insegnato: “Va bene essere povera, ma devi avere dignità e non permettere agli altri di guardarti dall’alto in basso”. Influenzata da queste parole, ho studiato sodo e ho partecipato attivamente a ogni tipo di attività, diventando una studentessa modello agli occhi dei miei insegnanti e dei miei compagni di classe. Dopo l’università, ho lavorato come assistente redattrice per un giornale. Dopo alcuni anni di duro lavoro, sono stata promossa a supervisore, il che ha soddisfatto il mio desiderio di fama e prestigio. Dopo aver iniziato a credere in Dio, ero molto attiva e presto sono stata eletta leader della chiesa. Poi, nel dicembre 2023, sono stata destituita perché perseguivo fama e prestigio invece di svolgere un lavoro reale; la mia indole arrogante mi rendeva impossibile collaborare con gli altri e non riflettevo su me stessa nemmeno dopo che una leader aveva condiviso con me. Dato che parlo malese, i leader mi hanno assegnato il dovere di traduzione. Mi sentivo inferiore di fronte ai fratelli e alle sorelle con cui un tempo collaboravo. Loro erano tutti leader e lavoratori, mentre io ero solamente un’umile traduttrice. Prima ero sempre io a seguire il loro lavoro e venivano da me con i loro problemi e le loro difficoltà. Ma ora, in quanto traduttrice, mi sentivo solo una portavoce che ripeteva ciò che dicevano gli altri. Mi sentivo insignificante. Mi chiedevo se i fratelli e le sorelle mi avrebbero guardata dall’alto in basso, pensando che facessi il dovere di traduzione perché non ero una persona che perseguiva la verità. A volte pensavo: “Due sorelle del gruppo sono supervisori del lavoro del Vangelo e parlano anche loro il malese. Potrebbero fare loro le traduzioni. Perché usare una persona, come me, che è stata destituita? Non è solo per mettermi in imbarazzo?” Volevo davvero andarmene e fare un dovere diverso. Persino il dovere di predicare il Vangelo sarebbe stato più rispettabile; almeno così nessuno mi avrebbe guardata dall’alto in basso. Tuttavia, ho poi pensato che questo è un momento cruciale per la diffusione del Vangelo e che in Malesia c’è un urgente bisogno di traduttori. Rifiutare il mio dovere in un momento simile sarebbe una sfida deliberata e un atto di ribellione contro Dio. Se certi compiti non venissero disposti e attuati in tempo, ciò ritarderebbe il lavoro del Vangelo e questo costituirebbe una grave opposizione a Dio. Così, non ho chiesto al supervisore di cambiare il mio dovere. Tuttavia, anche se stavo facendo il mio dovere, non mi ero veramente sottomessa nel cuore e non ci mettevo davvero tutta me stessa. Quando mi imbattevo in parole difficili da esprimere, non mi prendevo il disturbo di cercarle per tradurne il significato in modo accurato. A volte, quando il supervisore partecipava a una riunione e io dovevo tradurre, non ci mettevo il cuore e causavo errori e omissioni. Dopo una riunione, ho pregato: “Oh Dio, mi sento così soffocata in questo dovere. Non so come fare esperienza di questo. Ti prego, guidami a comprendere la Tua intenzione e a sottomettermi”.
In seguito, dopo aver letto alcune parole di Dio, ho iniziato a capire come avrei dovuto trattare il mio dovere. Dio Onnipotente dice: “Nella casa di Dio si parla costantemente di accettare l’incarico ricevuto da Dio e di svolgere bene il proprio dovere. Quindi come nasce il dovere? In senso lato, nasce in conseguenza dell’opera di gestione di Dio per portare la salvezza all’umanità. In senso più specifico, man mano che l’opera di gestione di Dio viene compiuta tra gli uomini, emergono vari tipi di lavoro che richiedono tutti che le persone facciano la propria parte e li portino a termine. In questo modo, nascono le responsabilità e le missioni delle persone, e tali responsabilità e missioni sono i doveri che Dio conferisce alle persone. Nella casa di Dio, i diversi tipi di lavoro che richiedono che le persone facciano la propria parte sono i doveri che esse dovrebbero svolgere. Vi sono pertanto differenze tra i doveri in termini di migliori e peggiori, nobili e umili, o grandi e piccoli? Tali differenze non esistono; fintanto che qualcosa ha a che fare con l’opera di gestione di Dio, è un requisito dell’opera della Sua casa ed è necessario alla diffusione del Vangelo di Dio, allora è dovere di una persona. È questa l’origine e la definizione del dovere” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Qual è lo svolgimento del proprio dovere all’altezza degli standard?”). “Nella casa di Dio, ogni volta che viene disposto per te qualcosa da fare, a prescindere dal fatto che sia un lavoro difficile o faticoso, oppure che ti piaccia farlo o no, è un tuo dovere. Se riesci a considerarlo come un incarico e una responsabilità che Dio ti ha affidato e sei in grado di completarlo con tutto il tuo cuore e la tua forza, allora si può dire che il lavoro che fai, ossia il dovere che svolgi, è rilevante per l’opera di Dio di salvezza dell’uomo. Se riesci ad accettare con serietà e sincerità l’incarico che Dio ti ha affidato, in che modo Egli ti considererà? Ti considererà come un membro della Sua famiglia. Questa è una benedizione o un guaio? (Una benedizione.) È una grande benedizione” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Qual è lo svolgimento del proprio dovere all’altezza degli standard?”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che è la Sua opera per salvare l’umanità ad aver dato origine a ogni tipo di dovere. Nella casa di Dio, non c’è alcuna distinzione tra i doveri in termini di migliori o peggiori, elevati e infimi, grandi e piccoli. Che un dovere implichi un lavoro sporco o faticoso, e che ci piaccia o no, se proviene da Dio, dovremmo accettarlo. Questa è una grande benedizione per coloro che accettano la salvezza di Dio. Ma io avevo stilato una classifica dei doveri. Pensavo che i leader e i lavoratori fossero persone con un prestigio e una posizione che i fratelli e le sorelle avrebbero ammirato e che fare questo tipo di dovere fosse prestigioso. Al contrario, ritenevo che il dovere di traduzione fosse ordinario e che non portasse alcun riconoscimento, che si trattasse solo di tradurre le parole di altre persone e che non facesse guadagnare l’ammirazione di nessuno. A causa di questa prospettiva fallace, anche se continuavo a fare il mio dovere, mi sentivo costantemente come un vestito sbiadito che nessuno voleva più. Non riuscivo a trovare alcuna motivazione nel mio dovere e volevo solo fuggire. Volevo passare a un dovere diverso che mi facesse guadagnare ammirazione, senza considerare affatto se il lavoro della chiesa ne avrebbe risentito. Dopo la mia destituzione, la chiesa mi aveva comunque dato la possibilità di fare il dovere di traduzione. Questa era stata la grande misericordia di Dio verso di me. Avrei dovuto ponderare attentamente su come compiere il mio dovere e soddisfare Dio. Tuttavia, poiché il mio desiderio di fama e prestigio non era stato soddisfatto, ho trattato il dovere di traduzione con disprezzo. Mi comportavo come una semplice portavoce, non ponderavo attentamente quali fossero le mie responsabilità e non ero nemmeno disposta a fare le cose di cui ero capace. Non avevo alcuna coscienza o ragionevolezza! Non ero affatto sottomessa a Dio. Come potevo anche solo definirmi una credente in Dio? Rendendomi conto di questo, mi sono inginocchiata e ho pregato: “Oh Dio, vedo che non sono affatto sottomessa a Te. Quando il mio desiderio di fama e prestigio non è stato soddisfatto, non ho fatto bene il mio dovere. Sono così ribelle! Sono disposta a tornare a Te. Ti prego, aiutami a vedere chiaramente l’essenza della fama e del prestigio, affinché io possa rinunciarvi”.
In seguito, ho letto un passo delle parole di Dio e ho guadagnato una certa comprensione dell’essenza del perseguire fama e prestigio. Dio Onnipotente dice: “Gli anticristi hanno a cuore la propria reputazione e il proprio prestigio in modo maggiore rispetto alle persone comuni, e ciò è qualcosa di intrinseco alla loro indole essenza; non è un interesse temporaneo né l’effetto transitorio dell’ambiente circostante. È qualcosa all’interno della loro vita, delle loro ossa, e dunque è la loro essenza. Vale a dire, in tutto ciò che gli anticristi fanno, la loro prima considerazione va alla propria reputazione e al proprio prestigio, nient’altro. Per loro, la reputazione e il prestigio sono la vita, nonché l’obiettivo che perseguono per tutta la loro esistenza. In tutto ciò che fanno, la priorità è: ‘Cosa ne sarà del mio prestigio? E della mia reputazione? Fare questa cosa mi darà una buona reputazione? Eleverà il mio prestigio nella mente delle persone?’ Questa è la prima cosa a cui pensano, il che dimostra ampiamente che hanno l’indole e l’essenza degli anticristi, ed è per questo motivo che considerano le cose in questo modo. Si può dire che, per gli anticristi, la reputazione e il prestigio non sono un requisito aggiuntivo, né tantomeno cose esterne a loro di cui potrebbero fare a meno. Fanno parte della loro natura, sono nelle loro ossa, nel loro sangue, sono innati in loro. Gli anticristi non sono indifferenti al possesso della reputazione e del prestigio; non è questo il loro atteggiamento. Allora qual è? La reputazione e il prestigio sono intimamente legati alla loro vita di tutti i giorni, alla loro condizione quotidiana, a ciò che perseguono ogni giorno. Per gli anticristi, la loro reputazione e il loro prestigio sono la vita. A prescindere dal modo e dall’ambiente in cui vivono, dal lavoro che fanno, da cosa perseguano, da quali siano i loro obiettivi o da quale sia la direzione della loro vita, tutto ruota attorno all’avere una buona reputazione e un elevato prestigio. E questo scopo non cambia; non riescono mai a mettere da parte tali cose. È questo il vero volto degli anticristi, è questa la loro essenza. Potresti metterli in una foresta primordiale nascosta tra le montagne, e non rinuncerebbero ugualmente al loro perseguimento di reputazione e prestigio. Potresti metterli in un qualsiasi gruppo di persone, e le uniche cose a cui riescono a pensare sono ugualmente la reputazione e il prestigio. Sebbene gli anticristi credano in Dio, equiparano il perseguimento di reputazione e prestigio alla fede in Dio e danno a queste cose lo stesso peso. In altre parole, mentre percorrono la via della fede in Dio, perseguono anche la reputazione e il prestigio. Si può dire che, in cuor loro, il perseguimento della verità nella fede in Dio sia il perseguimento della reputazione e del prestigio e che il perseguimento della reputazione e del prestigio sia anche il perseguimento della verità: ottenere reputazione e prestigio equivale a ottenere la verità e la vita. Se sentono di non aver ottenuto fama, guadagno o prestigio, se sentono che nessuno li ammira, li tiene in grande considerazione o li segue, allora diventano abbattuti, ritengono che credere in Dio non abbia senso, nessun valore, e si chiedono interiormente: ‘Ho forse fallito credendo in Dio in questo modo? Non c’è speranza per me?’ Spesso calcolano queste cose nei loro cuori. Calcolano come potersi ritagliare un posto nella casa di Dio, come poter acquisire un’elevata reputazione all’interno della chiesa, come potersi fare ascoltare dagli altri quando parlano e farsi tessere le lodi quando agiscono, come poter portare le persone a seguirli dovunque essi siano e come poter avere una voce influente nella chiesa e possedere fama, guadagno e prestigio: si concentrano davvero su queste cose in cuor loro. È questo che simili persone perseguono” (La Parola, Vol. 4: Smascherare gli anticristi, “Tema 9: Parte terza”). Dio analizza l’essenza degli anticristi in modo così chiaro! Per tutta la vita, un anticristo persegue fama e prestigio. Fama e prestigio sono nelle sue ossa, nel suo sangue: queste cose sono la sua stessa vita. Anche se gli anticristi credono in Dio, non rinunciano mai al loro perseguimento di fama e prestigio. Mettono allo stesso livello il perseguimento di fama e prestigio e la fede in Dio. Mentre credono in Dio e fanno il loro dovere, si dedicano alla propria impresa personale, tramando per guadagnare il prestigio e il potere che desiderano dal fare il loro dovere, senza mai considerare gli interessi della casa di Dio. Confrontandomi con le parole di Dio, ho visto che il mio perseguimento era identico a quello di un anticristo. Facevo il mio dovere per fama e guadagno e perseguivo l’ammirazione degli altri. Se non c’era nessuno ad ammirarmi, diventavo negativa, passiva e superficiale nel mio dovere e ignoravo completamente gli interessi della chiesa. Ero influenzata da idee come “Le persone hanno bisogno dell’orgoglio proprio come un albero della corteccia” e “Mentre l’uomo si affanna verso l’alto, l’acqua scorre verso il basso”. Credevo che per vivere si dovesse avere prestigio e una buona reputazione; solo così la vita non era vissuta invano. Ritenevo che vivere senza prestigio o senza una posizione significasse essere una fallita, patetica e priva di dignità. Fin da piccola i miei genitori mi avevano insegnato a comportarmi con dignità e a non permettere agli altri di guardarmi dall’alto in basso. Ecco perché avevo studiato sodo per ottenere un titolo di studio superiore, in modo che la gente non mi guardasse dall’alto in basso quando fossi entrata in società per cercare lavoro. Dopo aver iniziato a credere in Dio, quando ho cominciato a fare il dovere di leader, ho sentito di avere prestigio e di essere superiore agli altri, e ho cominciato ad assaporare le lodi dei miei fratelli e sorelle. In seguito, sono stata destituita per aver perseguito fama e prestigio, per non aver svolto un lavoro reale e per non aver riflettuto su me stessa né conosciuto me stessa. Dopo la mia destituzione, la chiesa mi ha assegnato il dovere di traduzione, ma la mia mente era ancora fissa sulla mia fama, sul mio guadagno e sul mio prestigio. Sentivo che il dovere di traduzione non mi avrebbe fatto guadagnare alcuna ammirazione, quindi non ero disposta a sottomettermi. Sono anche stata superficiale nel modo in cui ho trattato il mio dovere e ho ritardato l’avanzamento del lavoro. Nel mio dovere, mi sembrava costantemente che l’erba del vicino fosse più verde. Volevo sempre un dovere di alto profilo che mi facesse guadagnare ammirazione. Quando i miei desideri non venivano soddisfatti, volevo lasciare il mio dovere e mi rifiutavo di sottomettermi alle disposizioni di Dio. Questo era ribellarsi a Lui! In questo momento, il Vangelo del Regno di Dio si sta diffondendo rapidamente e c’è bisogno di più persone che collaborino. Una volta ho sentito un supervisore dire che i traduttori scarseggiavano ed era in ansia perché non riusciva a trovarne. Tuttavia, allora ho ignorato le esigenze del lavoro della chiesa e ho pensato solo al mio orgoglio e al mio prestigio, volendo sottrarmi al mio dovere. Ero così egoista e spregevole! Credo in Dio da tanti anni, ho mangiato e bevuto così tante delle Sue parole e ho goduto della Sua provvista. Eppure, non ho mostrato alcuna considerazione per il cuore di Dio e non ho mai pensato a come adempiere la mia responsabilità ed essere devota. Ho visto che ero totalmente priva di coscienza e ragionevolezza. Mi sono resa conto che percorrere il cammino del perseguire fama, guadagno e prestigio era molto pericoloso: era un cammino di opposizione a Dio. Se non avessi cambiato rotta, avrei sicuramente offeso la Sua indole, suscitato il Suo ribrezzo e, alla fine, sarei stata eliminata e avrei perso la mia possibilità di salvezza. Così ho pregato Dio, disposta a rinunciare a fama e prestigio e a ribellarmi alle mie intenzioni sbagliate.
Successivamente, ho trovato un cammino di pratica nelle parole di Dio. Dio Onnipotente dice: “Non agire sempre per il tuo tornaconto e non considerare costantemente i tuoi interessi personali; non pensare al tuo orgoglio, alla tua reputazione e al tuo prestigio, e non preoccuparti dei tuoi interessi personali. Devi considerare soprattutto quelli della casa di Dio e farne la tua priorità. Devi tenere conto delle intenzioni di Dio e soprattutto riflettere se ci siano state o meno impurità nello svolgimento del tuo dovere, se tu sia stato devoto, se tu abbia adempiuto le tue responsabilità e abbia dato tutto te stesso e, allo stesso modo, se tu ti sia o meno preso cura con tutto il cuore del tuo dovere e del lavoro della chiesa. Devi considerare queste cose. Se ci pensi spesso e le comprendi, ti sarà più facile svolgere bene il tuo dovere” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Libertà e liberazione si possono guadagnare solo liberandosi della propria indole corrotta”). “Qual è la vostra funzione di esseri creati? Questo è relativo al vostro dovere e alla vostra pratica. Sei un essere creato, e se Dio ti ha dato il dono del canto, e la casa di Dio dispone che tu canti, allora canta bene. Se hai il dono di predicare il Vangelo, e la casa di Dio dispone che tu predichi il Vangelo, allora dovresti farlo bene. Se il popolo eletto di Dio ti elegge leader, dovresti assumere l’incarico di leadership, e condurlo a nutrirsi delle parole di Dio, a condividere sulla verità e ad accedere alla realtà. Così facendo, avrai fatto bene il tuo dovere. L’incarico che Dio affida all’uomo è estremamente importante e significativo! Allora, in che modo dovresti assumere questo incarico ed esercitare la tua funzione? Si può affermare che questa è una delle questioni più grandi che affronti, un momento cruciale che determina se sei in grado di guadagnare la verità ed essere perfezionato da Dio. Devi compiere una scelta. Se agisci affidandoti alla tua volontà e commetti sconsideratamente dei misfatti, non solo non adempiendo all’incarico da parte di Dio, ma anche disturbando il lavoro della casa di Dio, alla fine verrai inevitabilmente punito, proprio come lo fu Paolo. Quando Dio ti dice di andare a fare qualcosa, allora qual è la tua funzione? È svolgere bene il compito e non fare pasticci. Così facendo, presti bene un servizio. Qualunque servizio Dio ti dica di prestare, devi farlo bene e con obbedienza. Così facendo, sei una persona che obbedisce e si sottomette. Se non presti servizio con obbedienza, se hai sempre intenti personali, e vuoi sempre governare come un re, allora sei un satana e un anticristo, e devi essere punito. Alcune persone non comprendono la verità o non la perseguono; nel loro lavoro si limitano ad adoperarsi. Allora qual è la loro funzione in quanto esseri creati? Semplicemente adoperarsi e offrire manodopera. Riassumete, quindi, quali sono esattamente i doveri che agli occhi di Dio gli esseri creati dovrebbero fare e quale sembianza umana dovrebbero vivere. Questo riguarda la vostra pratica” (La Parola, Vol. 3: I discorsi di Cristo degli ultimi giorni, “Solo comprendendo la verità si possono conoscere le azioni di Dio”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che per compiere il mio dovere dovevo prima di tutto raddrizzare le mie intenzioni. Dovevo rinunciare all’orgoglio e al prestigio personali, mettere sempre al primo posto gli interessi della casa di Dio e stare nella posizione di un essere creato per compiere bene il mio dovere. Dio mi ha dato la capacità di parlare malese, quindi, quando la chiesa mi ha assegnato il dovere di traduzione, avrei dovuto compierlo onestamente al meglio delle mie capacità, senza stilare una classifica dei doveri, ammirandone alcuni e guardandone altri dall’alto in basso. Nella casa di Dio, ognuno fa il dovere di un essere creato. Dio ci dà levature e punti di forza diversi, e ognuno di noi svolge una funzione nella propria posizione. È come una macchina: ogni pezzo compie la sua funzione. Se ne manca anche solo uno, la macchina non funzionerà correttamente. Il mio dovere di traduzione potrà sembrare ordinario, ma sto comunque facendo il mio dovere in quanto essere creato. Il fatto che una persona sia preziosa o meno agli occhi di Dio dipende dal suo essere devota e sottomessa nel proprio dovere, non dal tipo di dovere che fa o da quale sia il suo prestigio. Comprendendo l’intenzione di Dio, ho pregato: “Oh Dio, anche se il dovere di traduzione sembra ordinario, voglio compiere la mia funzione. Voglio collaborare armoniosamente con i fratelli e le sorelle, imparando dai loro punti di forza per compensare i miei punti deboli, e fare la mia piccola parte nel lavoro di diffusione del Vangelo per soddisfarTi”. Dopodiché, ho smesso di preoccuparmi di ciò che i fratelli e le sorelle pensavano di me mentre facevo il mio dovere. Quando mi imbattevo in parole che non conoscevo, le cercavo sul dizionario. Ho studiato diligentemente per migliorare le mie competenze professionali e compensare le mie carenze. Gradualmente, sono riuscita ad acquietare il mio cuore nel fare il mio dovere.
In seguito, dopo aver letto altre parole di Dio, ho compreso la Sua intenzione ancora più chiaramente. Dio Onnipotente dice: “Devi avere una mentalità di sottomissione a Dio e di perseguimento della verità, essere disposto a sottometterti a Dio proattivamente e non opporti a Lui. Anche se Dio benedice gli altri ma non benedice te, o se palesemente illumina e guida gli altri ma non illumina e guida te, oppure se promuove gli altri ma non promuove te, non dovresti provare né rabbia né invidia. Perché questo? Il fatto che Dio agisca in questo modo ha il suo scopo e il suo significato ed Egli ha la libertà di agire comunque desideri. Non devi mai dimenticare che sei un essere creato e non puoi fare a Dio richieste irragionevoli. Se Dio utilizza gli altri e non te e non ti permette di essere un leader, allora dovresti semplicemente essere un seguace; è giusto che tu ti limiti a sottometterti a Dio. Potrebbe essere che tu non sia in grado di farti carico del lavoro della chiesa perché la tua levatura non è all’altezza, o magari semplicemente non possiedi questa statura. Se ti venisse chiesto di farti carico del lavoro e Dio ti desse più illuminazione degli altri, questo facilmente alimenterebbe la tua indole arrogante. Pertanto, il fatto che Dio non ti abbia illuminato o non ti abbia permesso di essere un leader è per te una forma di protezione; devi comprendere le scrupolose intenzioni di Dio. Dio non nutre assolutamente secondi fini nei tuoi confronti; al contrario, Egli ha intenzioni scrupolose. […] Se cercando la verità, riflettendo su te stesso e analizzandoti vedi che il tuo desiderio e la tua ambizione per il prestigio e la fama sono ancora molto forti, allora dovresti renderti conto che è completamente ragionevole che Dio utilizzi gli altri e non te, e che questa è inoltre per te una forma di protezione. Che ciò sia conforme alle tue nozioni o meno e indipendentemente dal fatto che tu sia in grado di accettarlo oppure no, in breve, dovresti adottare la prospettiva e la posizione di un essere creato e mantenere un atteggiamento di sottomissione, o quanto meno la volontà di sottometterti. A cosa si riferisce la volontà di sottometterti? Si riferisce a questo: ‘Indipendentemente da ciò che mi è o non mi è accaduto, per prima cosa devo preparare il mio cuore e sottomettermi a Dio. Questa è la ragionevolezza che dovrei avere, la pratica a cui dovrei dedicarmi e anche un atteggiamento che in quanto essere creato dovrei avere nei confronti del Creatore’. Questa è la volontà di sottometterti. Una volta che ce l’hai, non sarà così difficile sottometterti a Dio quando ti accade qualcosa. Questa non è forse per te una forma di protezione? (Sì.) Con questa protezione, commetterai molti meno errori e prenderai molte meno deviazioni; essa ti impedirà di causare intralci e disturbi, ti impedirà di cercare di forzare le cose e allo stesso tempo ti impedirà di agire arbitrariamente da una posizione elevata. Questo ti impedisce di commettere molte trasgressioni e di compiere molte azioni malvagie che sono condannate da Dio. In questo modo, quando un giorno comprenderai la verità, conoscerai veramente te stesso, sarai in grado di fare normalmente il tuo dovere e possiederai molte buone azioni, la tua statura crescerà a poco a poco e la probabilità che tu prenda deviazioni o commetta errori diminuirà. Vale a dire, diminuirà la probabilità che tu causi intralci e disturbi, agisca arbitrariamente, ti scateni, faccia cose cattive e compia il male. Non avrai quindi meno probabilità di essere punito in futuro? Questa non è forse una cosa positiva? (Sì.) Pertanto, non importa come sia la strada davanti a te e quali ambienti Dio predisponga: dovresti per prima cosa preparare la volontà di sottometterti e abbandonare le richieste irragionevoli che poni a Dio e le tue nozioni e fantasie su di Lui. Dovresti per prima cosa rinnegare te stesso, abbandonare le tue nozioni e fantasie e avere la volontà di sottometterti. Questi sono i pensieri e i punti di vista che un essere creato dovrebbe possedere e questo è anche l’atteggiamento che un essere creato dovrebbe possedere nei confronti del Creatore” (La Parola, Vol. 7: Riguardo al perseguimento della verità, “Come perseguire la verità (32)”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho capito che la ragionevolezza che un essere creato dovrebbe avere consiste nell’accettare tutto ciò che Dio orchestra e dispone e nel sottomettersi a esso. Tutto ciò che Dio fa è appropriato e il Suo scopo è salvare le persone, permettendoci di conoscere noi stessi e di abbandonare le nostre ambizioni e i nostri desideri personali. In questo modo, possiamo essere protetti da Dio ed evitare di percorrere il cammino sbagliato, di commettere trasgressioni e di essere puniti. Alcuni fratelli e sorelle, ad esempio, pur avendo una levatura media, portano un fardello nel loro dovere. Sono in grado di mostrare considerazione per le intenzioni di Dio e di collaborare con tutte le loro forze. Perseverano attraverso le difficoltà e le battute d’arresto e riescono a rimanere fedeli al loro dovere. Poiché stanno percorrendo il cammino corretto, lo Spirito Santo opera in loro, illuminandoli e guidandoli. Non importa quale dovere tu faccia, la cosa più critica è il cammino che percorri, se sei devota al tuo dovere e se persegui la verità e un cambiamento d’indole. Ho ripensato a quando ero una leader. Sentendo di avere prestigio, mi piaceva essere ammirata. Occupavo una posizione senza svolgere un lavoro reale. Questo ha rallentato il lavoro del Vangelo della chiesa, così i potenziali destinatari del Vangelo non hanno potuto accettare l’opera di Dio degli ultimi giorni il prima possibile. Se la chiesa non mi avesse destituita allora e mi avesse permesso di continuare come leader, non avrei riflettuto su di me né mi sarei conosciuta, e avrei continuato sul cammino sbagliato. Le mie trasgressioni avrebbero continuato ad accumularsi e, alla fine, avrei potuto solo essere eliminata e punita. Essere riassegnata al dovere di traduzione mi ha permesso di riflettere sulle mie intenzioni e sui miei perseguimenti sbagliati. Sono riuscita a cambiare rotta in tempo, ad adempiere diligentemente la mia funzione e ad avere più tempo per acquietarmi e concentrarmi sull’ingresso nella vita. Queste sono state la protezione e la salvezza di Dio nei miei confronti. Dopo aver compreso le scrupolose intenzioni di Dio, non ero più disposta a continuare a ribellarmi a Lui; volevo adempiere il mio dovere di traduzione con i piedi per terra. Ho pregato: “Oh Dio, non voglio più perseguire fama, guadagno e prestigio. Voglio perseguire la verità e stare nella posizione di un essere creato per adempiere la mia funzione ed essere all’altezza delle Tue aspettative e delle Tue scrupolose intenzioni”. Dopodiché, ho dedicato il mio cuore al mio dovere e non l’ho più considerato inferiore. Praticando in questo modo, il mio cuore si è sentito molto più liberato. Grazie a Dio!
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