Ora so parlare con il cuore

12 Febbraio 2022

di Matthew, Francia

Quando svolgevo il mio dovere a fianco dei fratelli, se notavo un difetto personale o qualcosa non in linea con la verità, sapevo benissimo di dover dare un richiamo o un aiuto, ma di solito evitavo tali questioni in modo da non offendere nessuno. Non molto tempo fa, sono successe delle cose che mi hanno fatto capire le conseguenze dannose di tale comportamento, aiutandomi a fare marcia indietro.

Allora… un giorno, alla fine di una riunione, la sorella responsabile ci ha detto che, tra chi svolge il compito di irrigazione, dovevamo selezionare qualcuno per andare a diffondere il Vangelo. Ha anche sottolineato l’importanza di entrambi i lavori. Ci ha chiesto di rifletterci seriamente alla luce dei principi, per poi prendere una decisione con la discussione di gruppo. Con mia grande sorpresa, fratello James, con cui lavoravo nel mio compito, la mattina seguente mi ha subito chiamato, dicendo che aveva già scelto diversi fratelli e sorelle e che aveva organizzato una riunione fra di loro. Mi ha chiesto di unirmi a lui per condividere con loro sul trasferimento di compiti. A quelle parole, mi sono detto: “Non è una decisione un po’ avventata da parte tua? Ancora non ne abbiamo discusso insieme, e poi ognuno sta compiendo il proprio dovere da solo. Se fai questo cambio alla cieca e viene fuori che non è la scelta giusta, non influirà sul lavoro della Chiesa?” Volevo esprimere la mia opinione reale, ma ho iniziato a sentirmi combattuto quando l’ho sentito tanto emozionato al telefono. Avrebbe potuto arrabbiarsi se gli avessi detto che stava prendendo la decisione in modo troppo avventato e che non avrebbe dovuto agire in maniera tanto miope. Se avessi rifiutato l’invito, non avrebbe pensato che volessi bocciare la sua idea? Sarei sembrato arrogante. Trattenuto da quel tipo di pensieri, non ho detto una sola parola. Nonostante le preoccupazioni riguardo alla sua proposta, ho comunque accettato l’invito e ho concordato di tenere riunioni insieme a lui per condividere con i fratelli.

Dopo aver riattaccato, ho letto questo passo dalle parole di Dio condiviso in un gruppo WhatsApp: Dio Onnipotente dice: “Non devi essere confuso, concordando pedissequamente con le persone senza avere le tue idee; devi avere, invece, il coraggio di farti avanti e di obiettare alle cose che non vengono da Me. Se sai per certo che c’è qualcosa di sbagliato, ma resti in silenzio, allora non sei una persona che pratica la verità” (Capitolo 12 di “Discorsi di Cristo al principio” in “La Parola appare nella carne”). Era come se quelle parole fossero rivolte precisamente a me. Ho sperimentato a pieno come Dio possa davvero scrutare in fondo al nostro cuore. Non ero proprio il tipo di persona rivelata dalle parole di Dio, che tace pur sapendo bene che una cosa è sbagliata? No, non dovevo più essere una persona del genere. Così ho trovato il coraggio e ho deciso di parlare. Ma quando ho pensato a quanto fosse entusiasta fratello James, avevo paura che avrebbe visto la mia azione come un bastone fra le ruote. Dopo un lungo conflitto interiore, mi sono calmato, pensando che non potevo essere tanto certo di avere ragione. Ci poteva essere qualcosa che non vedevo. E così, ho abbandonato la verità, ignorando il rimprovero di Dio, e non ho detto nulla a fratello James. In seguito, ho iniziato a organizzare il lavoro in base al progetto di fratello James.

Nel frattempo, ne ho parlato alla sorella responsabile. Dopo averlo saputo, ha chiamato sia me che James e ci ha rimproverati severamente, dicendo: “Nella progettazione e organizzazione del personale, ci sono requisiti da rispettare. Le persone vanno scelte per la condivisione del Vangelo o per l’irrigazione secondo i loro punti di forza perché il lavoro della Chiesa non sia ostacolato. Se voi dite a un gruppo qualunque di andare a condividere il Vangelo, finite per gettare nel caos il lavoro della Chiesa, no? Non avete cercato i principi della verità né discusso con tutti. In sostanza, è un comportamento sconsiderato”. Sai, mi sono sentito tanto triste e in colpa quando l’ho sentita parlare così. Era Dio che mi potava e mi trattava. Aveva perfettamente ragione. Ci stavamo comportando in modo sconsiderato, senza seguire i principi. Attraverso l’auto-riflessione, ho finalmente capito che dovevo rifiutare e mettere fine a tutto ciò che non portava benefici alla Chiesa; anche se non capivo pienamente una cosa, dovevo comunque dire la mia e impegnarmi nella ricerca e nella condivisione con tutti gli altri. Non potevo seguire gli altri alla cieca, perché avrei turbato il lavoro della Chiesa. Però, volendo proteggere il mio rapporto con fratello James, perché non pensasse male di me, ero pronto a ostacolare il lavoro della Chiesa prima di fargli notare il problema, arrivando a voltare le spalle all’illuminazione e alla guida dello Spirito Santo. Ho capito quanto fossi astuto, egoista e spregevole. Più ci pensavo, più mi sentivo sciocco, e pieno di disgusto e odio verso me stesso.

Nella mia riflessione successiva, mi sono chiesto perché proteggessi sempre i miei interessi invece di praticare la verità. Nella mia angoscia, mi sono presentato a Dio in preghiera: “Oh Dio, agisco secondo la mia indole satanica. Non pratico la verità neanche quando la vedo chiaramente. Ho capito che Satana mi ha corrotto profondamente. Oh Dio, per favore salvami”. Più tardi, ho letto questo passo dalle parole di Dio: “Quanti credono sinceramente in Dio sono disposti a mettere in pratica la Sua parola e a praticare la verità. Le persone che riescono a rimanere salde nella loro testimonianza a Dio sono anche disposte a mettere in pratica la Sua parola e sanno stare sinceramente dalla parte della verità. Coloro che fanno ricorso all’inganno e all’ingiustizia sono tutti privi di verità e coprono Dio di vergogna” (“Un monito per coloro che non praticano la verità” in “La Parola appare nella carne”). “La famiglia di Dio non permette a quanti non praticano la verità di rimanere al suo interno, e lo stesso vale per coloro che demoliscono volutamente la Chiesa. Tuttavia, ora non è il momento di eseguire l’opera di espulsione: questi soggetti verranno semplicemente smascherati ed eliminati alla fine. Nessuna ulteriore opera inutile verrà svolta su queste persone; coloro che appartengono a Satana sono incapaci di stare dalla parte della verità, mentre quelli che cercano la verità vi riescono. Coloro che non praticano la verità sono indegni di ascoltare la via della verità e di rendere testimonianza alla verità. La verità semplicemente non è per le loro orecchie; piuttosto, è diretta a coloro che la praticano” (“Un monito per coloro che non praticano la verità” in “La Parola appare nella carne”). Le Sue parole erano incredibilmente commoventi. Un vero credente in Dio è disposto a mettere in pratica la Sua parola e, di fronte a un problema, sa cercare la verità e metterla in pratica, stando dalla Sua parte. Chi non pratica la verità, segue la propria indole satanica, stando dalla parte di Satana e intralciando la Chiesa. Essendo accomodante, senza praticare la verità, mi sono reso conto di stare dalla parte di Satana. Ogni volta che una situazione richiedeva di farmi avanti per proteggere gli interessi della Chiesa, mi rifiutavo di mettere in pratica la verità per paura di offendere gli altri o di perdere il posto che occupavo nel loro cuore. Se avessi continuato così, sapevo che avrei finito per essere respinto ed eliminato da Dio. Insomma, a quel punto capivo solo la natura delle azioni compiute da chi è accomodante, ma non avevo ancora compreso la radice della mia corruzione satanica. Perciò, Dio ha usato un fratello per rivelare un’altra volta le mie mancanze, perché mi conoscessi meglio.

Mi ricordo di una volta, quando io e fratello Michael svolgevamo insieme il compito di irrigazione, e lui si è aperto, dicendo: “Fratello Matthew, facciamo sempre meno lavoro di squadra ultimamente. Mi fai notare poco i miei difetti e non dici nulla quando mi vedi fare qualcosa che non si attiene alla verità. In questo modo, come posso sperimentare una crescita? Ho bisogno di aiuto per vedere i problemi e devo essere potato e trattato per fare qualche progresso”. Sai, mi sono sentito malissimo quando l’ha detto e ho rivissuto mentalmente tutte le nostre interazioni. Di recente, avevo notato che nel suo dovere faceva le cose meccanicamente, affrontando con superficialità le riunioni per i nuovi credenti. Si limitava a condividere su qualsiasi argomento che era all’ordine del giorno e non operava aggiustamenti al momento secondo i loro reali problemi e difficoltà, in base ai principi di risoluzione dei problemi e di raggiungimento dei risultati. Quegli incontri non erano molto fruttuosi e alcuni dei nuovi fedeli non riuscivano a risolvere subito i propri problemi. Non gli avevo accennato nulla di tutto ciò, temendo di offenderlo e di rendermi antipatico. Dunque, ci giravo intorno e non ne parlavo. Alla fine, aveva ragione fratello Michael: avevo visto i suoi problemi ma non ne avevo fatto menzione. Mi comportavo in modo da compiacere gli altri, come se fossi il miglior amico di ognuno. Sapevo che quella mentalità da persona accomodante continuava a controllarmi, impedendomi di praticare la verità. Non sapendo cosa fare, ho recitato questa preghiera a Dio: “Oh Dio, Ti prego, guidami per conoscere la mia natura corrotta e liberarmi dal giogo della mia indole di corruzione satanica”.

In seguito, ho letto un passo dalle parole di Dio. La parola di Dio dice: “Che comprensione avete della natura dell’uomo? La cosa più importante è discernerla nell’ottica della visione che egli ha del mondo, della vita e dei valori. Coloro che appartengono al demonio vivono tutti per sé stessi. Le loro visioni della vita e le loro massime provengono principalmente dai detti di Satana, quali: ‘Ognuno per sé e che gli altri si arrangino’. Le parole pronunciate da questi re demoni, da questi grandi, da questi filosofi della terra, sono diventate la vita stessa dell’uomo. […] Satana corrompe gli individui attraverso l’istruzione e l’influenza dei governi nazionali e dei personaggi grandi e famosi. Le loro parole diaboliche sono diventate la vita e la natura dell’uomo. ‘Ognuno per sé e che gli altri si arrangino’ è un celebre detto satanico che è stato instillato nella gente ed è diventato la vita delle persone. Esistono altri detti analoghi ispirati a filosofie di vita. Satana usa la ricca cultura tradizionale di ciascuna nazione per istruire, ingannare e corrompere la gente, facendo sì che il genere umano sprofondi in un abisso sconfinato di distruzione e ne sia divorato, e alla fine le persone vengono distrutte da Dio perché Gli oppongono resistenza e servono Satana. Immagina di rivolgere la seguente domanda a una persona che, per decenni, ha preso parte attiva nella società: ‘Considerato che hai vissuto nel mondo per così tanto tempo e che hai ottenuto grandi risultati; quali sono i principali motti celebri che orientano la tua vita?’ Potrebbe risponderti: ‘Il più importante è “I funzionari non rendono le cose difficili a chi reca doni; l’adulazione è sempre meglio del rimprovero”’. Queste parole non sono forse rappresentative della natura di questa persona? Servirsi di qualsiasi mezzo senza scrupoli pur di ottenere una posizione è diventata la sua natura, e fare il funzionario e avere una carriera di successo sono ciò che la tiene in vita. Ci sono ancora molti veleni satanici nella vita delle persone, nella loro condotta e nel loro comportamento; la verità è quasi del tutto assente in loro. Per esempio, le loro filosofie di vita, i loro modi di fare le cose e le loro massime sono tutti pervasi dei veleni del gran dragone rosso, e procedono tutti da Satana. Pertanto, tutte le cose che scorrono nel sangue e nelle ossa della gente sono sataniche” (“Come conoscere la natura umana” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Queste parole di Dio mi hanno mostrato la radice del problema. Sono sempre stato un “bravo ragazzo” perché Satana usa la nostra società e l’educazione formale per instillarmi filosofie di vita e falsità, come “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino”, “Ottieni il favore con parole accondiscendenti, e l’inimicizia con parole risolute” e altro. Erano diventati i miei principi di condotta. In realtà, da piccolo, nelle parole e nei fatti ero piuttosto ingenuo; se notavo una cosa, ne parlavo. Se vedevo un compagno di classe vittima di bullismo a scuola, mi facevo avanti per difenderlo, rendendomi bersaglio per le molestie. Quando notavo difetti personali in amici o parenti o li vedevo fare qualcosa di brutto, lo facevo subito presente. Di solito ci rimanevano un po’ male e perdevano le staffe, o addirittura mi toglievano il saluto. Io mi scusavo e chiedevo perdono nel tentativo di appianare le cose. Come risultato di quelle esperienze, ho iniziato a convincermi che, per farmi strada nel mondo, non era per forza una cosa positiva chiamare le cose con il loro nome, e che mi sarei causato problemi inutilmente. Da allora in poi, sono diventato furbo ed evasivo, tenendo la bocca chiusa per proteggere i miei rapporti quando vedevo qualcuno comportarsi in modo scorretto. In tal modo, ho scoperto che le mie relazioni con gli altri sono diventate molto più “armoniose” e riuscivo ad andare d’accordo quasi con tutti. Alcune persone addirittura mi lodavano. Gradualmente, sono riuscito ad accettare filosofie sataniche come “Anche se vedi l’errore, è meglio dire poco”, “Il silenzio è d’oro”, “Ottieni il favore con parole accondiscendenti, e l’inimicizia con parole risolute”, “Stai in silenzio per autodifesa e cerca solo di scampare alla vergogna”. Io le prendevo come parole per la vita, come principi guida per il comportamento. Sai, nel mondo esterno, chi usa forme di adulazione e cerca sempre di vedere dove soffia il vento, facendo il voltagabbana, ha sempre successo. Viene adorato come icona dall’alto quoziente emotivo e intellettuale. Ma i giornalisti che dicono la verità o che espongono le disuguaglianze sociali spesso finiscono male. Come minimo perdono il lavoro, nel peggiore dei casi sono oggetto di vendetta e perfino rischiano la vita. Tutta la società adora il pensiero e gli argomenti satanici, e ciò mi ha reso più certo della necessità di seguire queste filosofie nella vita. Dunque, una volta fatte nostre queste eresie e falsità sataniche, queste filosofie mondane, la nostra visione della vita e del mondo si distorce. Dopo aver acquisito la fede, ho imparato che Dio richiede sincerità da parte nostra, ma sotto il controllo di quelle filosofie sataniche, ancora non praticavo la verità pur avendola compresa bene. Non ero disposto a parlare e a sostenere la vita della Chiesa quando ho visto fratello Michael agire in modo meccanico, compromettendo l’efficacia delle riunioni. Sapevo che le azioni unilaterali di fratello James avrebbero turbato il lavoro della Chiesa, ma non l’ho fermato. Addirittura, invece di aiutarlo, ho scelto di ignorare l’illuminazione di Dio, per non offenderlo e non risultare antipatico. Ho visto che vivevo secondo i principi satanici di sopravvivenza, diventando sempre più egoista, spregevole, viscido e subdolo. Non riuscivo a salvaguardare gli interessi della Chiesa, né possedevo un minimo di senso di responsabilità. Il modo in cui vivevo era ignobile. Poi, ho pregato Dio e Gli ho chiesto di aiutarmi a mettere in pratica le Sue parole, liberandomi dalle catene di Satana, perché era troppo difficile riuscirci da solo.

Dopo aver pregato, in cuor mio mi sono sentito molto più tranquillo e mi sono aperto ai fratelli sulla mia esperienza. Mi sono anche venuti in mente due passi dalle parole di Dio: “Il Mio Regno necessita di persone oneste, non ipocrite o false. Nel mondo gli uomini sinceri e onesti non sono forse impopolari? Io sono l’esatto contrario. È accettabile che gli uomini onesti vengano a Me; questo genere di persone Mi allieta, oltre al fatto che ho bisogno di loro. È proprio questa la Mia giustizia” (Capitolo 33 di “Discorsi di Cristo al principio” in “La Parola appare nella carne”). “Dovete sapere che Dio ama coloro che sono onesti. In sostanza, Egli è leale, quindi ci si può sempre fidare delle Sue parole. Inoltre, le Sue azioni sono irreprensibili e indiscutibili: ecco perché Dio apprezza coloro che sono del tutto onesti con Lui” (“Tre ammonimenti” in “La Parola appare nella carne”). Sai, l’essenza di Dio è santa e giusta, e ci si può fidare di tutto ciò che dice e fa. Non c’è nulla che venga adulterato da filosofie sataniche. Per Lui, il nero è nero e il bianco è bianco, non ci sono vie di mezzo! Ciò mi ha ricordato una cosa che disse il Signore Gesù: “Ma il vostro parlare sia: ‘Sì, sì; no, no’; poiché il di più viene dal maligno” (Matteo 5:37). Dio ci ha sempre richiesto di essere persone sincere, e questa è la verità. Nel mondo, che è di Satana, i sinceri non sono ben accolti e fanno fatica ad andare avanti. Ma nella casa di Dio non è così. A chi è sincero, onesto, a chi possiede un senso di giustizia, a chi ha il coraggio di rivelare la verità, Dio richiede di metterla in pratica. Solo queste persone otterranno la Sua approvazione e saranno amate e accettate da Lui. Mi ricorda una cosa nel Libro dell’Apocalisse riguardo ai vincitori: “Nella bocca loro non è stata trovata menzogna: sono irreprensibili” (Apocalisse 14:5). Da queste parole possiamo capire che Dio ama le persone sincere e detesta quelle che sono false, viscide e sanno solo adulare gli altri. Persone così sono destinate a essere eliminate da Dio, alla fine. Ecco la differenza che c’è tra il mondo e la casa di Dio. Finalmente, ho capito che nella casa di Dio è la verità a prevalere su tutto il resto, quindi non dovrei mai evitare di praticarla per paura di offendere. Invece, dovrei temere di seguire Satana e non riuscire a praticare la verità, offendendo Dio. Ciò che fa paura non è il rifiuto o la condanna da parte di un’altra persona. Quello che gli altri pensano di me non determinerà il mio esito finale; solo Dio può determinarlo, e io dovrei concentrarmi su ciò che Dio pensa di me e sul mio rapporto con Lui, non sulle relazioni con le altre persone. Ho sempre protetto le mie relazioni con gli altri, voltando le spalle alla verità di volta in volta. Però, alla fine ho capito che la cosa da ricercare è l’approvazione di Dio, ma anche praticare le Sue parole, essere sinceri, e mantenersi schietti e aperti verso gli altri fratelli. Infatti, dalle esperienze degli altri fratelli, possiamo vedere che non è poi così offensivo far presente una cosa o dare un’opinione agli altri. Se l’altra persona è in cerca della verità, anche se sul momento si rischia di ferire il suo orgoglio, in seguito potrà imparare una lezione cercando la verità, e i fratelli e le sorelle si sentiranno più vicini. Solo questo è un normale rapporto interpersonale.

Successivamente, ho iniziato a esercitarmi nel dire la verità e nell’essere sincero. Una volta, ho scoperto che un fratello di nome Tom non prendeva sul serio le riunioni con i nuovi arrivati, ma si limitava al minimo indispensabile. Volevo condividere con lui per parlargli del problema, ma ho iniziato a sentirmi combattuto. Se l’avessi tirato fuori, avrebbe potuto trovarmi troppo esigente e sarei risultato odioso. Mi chiedevo se non avrebbe avuto un effetto sul nostro rapporto futuro. All’emergere di quei pensieri, ho subito ripensato ai miei fallimenti passati, così ho detto una preghiera a Dio, chiedendo che mi guidasse nel praticare la verità. Un giorno, dopo una riunione, ho cercato fratello Tom e gli ho fatto notare la poca responsabilità nel dovere e l’approccio disinvolto alle riunioni. Poi, abbiamo condiviso sui principi della vita di Chiesa per comprendere meglio la volontà di Dio riguardo al nostro dovere. Sono stato piacevolmente sorpreso, perché non solo non era arrabbiato, ma mi ha anche ringraziato per averlo aiutato a vedere le sue mancanze. È riuscito anche a trovare un percorso di pratica. In seguito, in una riunione, ha commentato così: “Un fratello che dà un suggerimento, che ci fa notare difetti o errori, può esserci davvero utile”. Dopodiché, ho notato che si è assunto più responsabilità nelle riunioni. Ne ero felicissimo. Mi sono reso conto che chi persegue genuinamente la verità non se la prende con me per averla detta. Ero stato troppo furbo. Tentavo di leggere gli altri e pensavo male di loro. Ho anche compreso a pieno che essere una persona sincera e dire la verità è incredibilmente benefico per l’ingresso nella vita dei fratelli e per il lavoro della casa di Dio.

Quell’esperienza mi ha aiutato a capire la volontà di Dio e a non temere più il rifiuto come risultato della sincerità. Mi sono sentito grato per l’illuminazione e la guida delle parole di Dio, per avermi fatto comprendere la mia natura astuta e discernere in parte le filosofie sataniche. Mi ha anche aperto un po’ gli occhi sull’essenza giusta e santa di Dio. Dio Onnipotente dice: “In Dio non esistono inganno, malvagità, invidia e discordia, ma soltanto giustizia e autenticità, e tutto ciò che Egli ha ed è dovrebbe essere bramato dagli uomini. Costoro dovrebbero adoperarsi per ottenerlo e aspirarvi. Su quale base è costruita la loro capacità di raggiungerlo? Su quella della comprensione umana dell’indole e dell’essenza di Dio. Perciò capire la Sua indole, ciò che Egli ha ed è, è un insegnamento permanente per ogni persona e un obiettivo perseguito per tutta la vita da chiunque lotti per cambiare la propria indole e per conoscere Dio” (“L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso III” in “La Parola appare nella carne”). Possiamo sentire la santità e la bontà di Dio attraverso le Sue parole. Non c’è inganno o astuzia in Lui. Al contrario, c’è solo affidabilità e giustizia. La bellezza pervade tutto ciò che Dio ha ed è. Rendo grazie a Dio dal mio cuore e sono disposto a cercare di diventare una persona sincera amata da Dio, senza più tentare di ingannare Dio o gli uomini! Amen, sia ringraziato Dio Onnipotente!

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