Imparare dalle avversità

12 Febbraio 2022

di Li Yang, Cina

Sono stato arrestato subito dopo il Capodanno cinese del 2020 a causa della mia fede. Nell’esame fisico di routine, quando sono stato incarcerato, hanno trovato macchie scure sui miei polmoni. Era il periodo in cui l’epidemia di coronavirus era molto grave, quindi non hanno avuto il coraggio di tenermi lì. La polizia si è messa in contatto con la mia famiglia per farmi portare a casa. Sulla via del ritorno, mia sorella mi ha detto: “Papà si è ammalato gravemente l’anno scorso e gli hanno diagnosticato un cancro alla vescica. Soltanto l’operazione è durata più di sei ore. Gli hanno tolto metà di un rene e ha rischiato di morire. Per ora, lo tengono in vita ma solo grazie a lavaggi della vescica con soluzione chemioterapica ogni mese. Non sappiamo per quanto tempo potrà andare avanti”. Piangeva mentre parlava, e ha raccontato alcune altre cose che erano successe negli ultimi due anni. Mi sono sentito malissimo, in un modo che non posso descrivere e ho pregato in silenzio: “Dio, in quello che sto affrontando c’è la Tua volontà, ne sono certo. Ti prego, proteggi il mio cuore e aiutami a sottomettermi, senza incolparTi”.

Quando siamo tornati a casa, ho visto che mio padre sembrava molto fragile e aveva il viso gonfio. Rispetto a quando me ne ero andato, era come una persona completamente diversa. Questo mi ha fatto sentire ancora peggio. Ho anche notato che un’enorme quantità di alberi da frutta nel nostro frutteto era morta a causa di una grande siccità, e quasi tutti i risparmi della famiglia erano stati spesi per le cure di mio padre. Gli alberi da frutta, la loro unica fonte di reddito, erano quasi improduttivi. Erano tempi difficili. Era uno scenario davvero sconvolgente per me e non sapevo come affrontarlo. Senza rendermene conto, ho iniziato a dare la colpa a Dio. Qualche anno prima, ero stato arrestato e trattenuto per un mese a causa della mia fede in Lui. Sin dalla mia scarcerazione, ero stato fuori città a svolgere il mio dovere. Come poteva succedere questo alla mia famiglia dopo tutto quello a cui avevo rinunciato, tutto quello che avevo sofferto? Questo pensiero mi lasciava ancora più abbattuto e non sapevo come superare tutto ciò. Non riuscivo a trovare la motivazione, in nessun modo, e mi preoccupavo solo di rimediare un lavoro per integrare il reddito familiare, una volta finita la pandemia. Dopo qualche tempo, ho ricevuto una lettera dai fratelli in cui dicevano che non ero al sicuro a casa e per un po’ dovevo andare a nascondermi da un altro membro della Chiesa. Sapevo che la pandemia era l’unica ragione per cui non ero in una cella, e potevano riportarmi dentro in qualsiasi momento. Andare via di casa sarebbe stato più sicuro, avrei potuto vivere la vita di Chiesa e svolgere il mio dovere. Ma, vedendo la mia famiglia in tali difficoltà, non volevo compierlo. Ho risposto alla loro lettera dicendo che non sarei andato. Mi sono sentito molto in colpa dopo averla spedita, però non ci ho pensato più di tanto. Il giorno dopo, ero su una e-bike mentre andavo a lavorare nei campi, sono caduto e mi sono distrutto una gamba. Ho capito che era un segno di Dio: Lui mi mandava un messaggio. Mi sono presentato dinanzi a Dio e ho pregato: “O Dio, non voglio vivere nella mia corruzione satanica e combatterTi. Ti prego, guidami a conoscere me stesso in modo da potermi sottomettere in tali circostanze”. Dopo la preghiera, ho letto questo nelle parole di Dio: “Ciò che persegui è essere in grado di ottenere la pace dopo aver creduto in Dio, perché i tuoi figli non si ammalino, perché tuo marito abbia un buon lavoro, tuo figlio trovi una buona moglie, tua figlia trovi un marito rispettabile, i tuoi buoi e cavalli arino la terra per bene, perché ci sia un anno di bel tempo per le tue colture. Questo è ciò che ricerchi. Ti preoccupi solo di vivere nell’agiatezza e che nessuna disgrazia si abbatta sulla tua famiglia, che i venti ti passino accanto, che il tuo viso non sia graffiato dal pietrisco, che le colture della tua famiglia non vengano inondate, di non subire alcun disastro, di vivere nell’abbraccio di Dio, di vivere in una casa accogliente. Un vigliacco come te che persegue costantemente la carne – hai forse un cuore, uno spirito? Non sei una bestia? […] La tua vita è spregevole e ignobile, vivi in mezzo a sudiciume e dissolutezza e non persegui alcun obiettivo; non è la tua vita la più ignobile di tutte? Hai l’impudenza di volgere lo sguardo a Dio? Se continui a fare esperienza in questo modo, non è che non otterrai nulla? Ti è stata data la vera via, ma che alla fine tu la possa guadagnare o meno dipende dalla tua ricerca personale” (“Le esperienze di Pietro: la sua conoscenza del castigo e del giudizio” in “La Parola appare nella carne”). “Il rapporto dell’uomo con Dio si basa su un evidente interesse personale. È il rapporto tra chi riceve le benedizioni e chi le elargisce. Più semplicemente, è simile al rapporto tra il dipendente e il datore di lavoro. Il dipendente lavora solamente per ricevere i compensi elargiti dal datore di lavoro. In un rapporto di questo genere, non c’è affetto, solamente un accordo; non c’è dare e ricevere amore, solamente carità e misericordia; non c’è comprensione, solamente sdegno represso e inganno; non c’è confidenza, solamente un abisso invalicabile. Ora che le cose sono arrivate a questo punto, chi può invertire tale tendenza? E quante persone sono capaci di comprendere davvero quanto è diventato critico questo rapporto? Credo che quando le persone sono immerse nella gioia di essere benedette, nessuno possa immaginare quanto sia penoso e sgradevole un tale rapporto con Dio” (“L’uomo può essere salvato solamente nell’ambito della gestione di Dio” in “La Parola appare nella carne”). Tutto ciò che Dio metteva a nudo era il mio vero stato. Mi vergognavo. Da quando ho visto quanto era malato mio padre e tutti quegli alberi da frutta morti, e la famiglia che attraversava tempi difficili, avevo frainteso e incolpato Dio, e Gli avevo persino presentato delle scuse. Sentivo che avevo fatto sacrifici e lavorato sodo per Lui, ero stato in prigione e avevo sofferto molto senza tradirLo, quindi Lui doveva proteggermi e benedire la mia famiglia. Ho visto che, nel mio dovere, non stavo perseguendo la verità o tentando di cambiare la mia indole, ma volevo usare i miei sacrifici come un modo per barattare con Dio le benedizioni. Non stavo forse trasformando il mio dovere in una vera e propria transazione? Avere fede e svolgere il mio dovere in quel modo non era diverso da un qualsiasi lavoro nel mondo esterno. Cercavo in cambio un profitto personale senza alcun vero sentimento.

Mi sono reso conto di essere così fortunato a ricevere l’opera di Dio degli ultimi giorni, di godere del sostentamento e dell’irrigazione delle Sue parole, di ottenere il Suo giudizio e la Sua purificazione, e la possibilità di essere salvato alla fine. Che incredibile benedizione! Ma non stavo pensando a come perseguire la verità e adempiere bene al mio compito per ripagare l’amore di Dio. Quando ho visto la mia famiglia in affanno, non ho pensato a come cercare la verità e portare testimonianza. Tutto ciò a cui pensavo era il profitto personale e il calcolo dei miei guadagni e delle perdite. Ho persino incolpato e frainteso Dio e non ho più voluto fare il mio dovere. Questo era tradire Dio e mancare totalmente di umanità.

Poi, ho letto un altro passo delle parole di Dio: “Nessuno trascorre tutta la sua vita senza sofferenza. Per alcuni riguarda la famiglia, per altri il lavoro, per altri ancora il matrimonio oppure le infermità fisiche. Tutti soffrono. Alcuni dicono: ‘Perché bisogna soffrire? Come sarebbe bello vivere tutta la vita in pace e felicità. Possiamo evitare di soffrire?’ No: tutti devono soffrire. La sofferenza induce gli esseri umani a sperimentare la miriade di sensazioni della vita fisica, che si tratti di sensazioni positive o negative, attive o passive; la sofferenza ti offre emozioni e valutazioni diverse, che per te sono tutte esperienze di vita. Se in base a queste saprai ricercare la verità e comprendere la volontà di Dio, ti avvicinerai sempre più ai criteri che Dio ti richiede. Questo è un aspetto, e serve anche a rendere più esperti gli esseri umani. Un altro aspetto è la responsabilità che Dio assegna all’uomo. Quale responsabilità? Devi patire questa sofferenza, devi sopportarla; e, se ci riesci, allora questa è una testimonianza, e non qualcosa di cui vergognarsi” (“Solo quando risolvi le tue nozioni puoi intraprendere il giusto cammino della fede in Dio (1)” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Questo mi ha mostrato che sia i credenti sia i miscredenti affrontano ogni tipo di lotta e di avversità nella vita. Quante sofferenze patiamo, quante battute d’arresto subiamo nella vita… è tutto determinato da Dio. Egli ci dona il gusto del dolce, dell’aspro, dell’amaro, per metterci alla prova nella vita, per darci più esperienza e testare la nostra determinazione attraverso le avversità. È anche una responsabilità che Lui ci offre. Vedere mio padre così malato e la mia famiglia in difficoltà è stata davvero una lotta, ma Dio non stava solo rendendo le cose difficili per me. Stava portando alla luce la prospettiva errata che avevo avuto in anni di fede, quella che mi portava a perseguire le benedizioni; in questo modo, avrei potuto invertire la rotta e intraprendere il cammino di ricerca della verità. Tuttavia, poiché non comprendevo la volontà di Dio, ho cercato di ragionare con Lui e L’ho combattuto. Ero così ribelle e avevo davvero deluso Dio. Sapevo che dovevo smettere di brontolare, sottomettermi alla sovranità e alle disposizioni di Dio, e testimoniare anche nelle avversità.

Ho riflettuto su me stesso. Credevo in Dio da anni. Sapevo che avere fede era naturale e giusto, e che non avrei dovuto condurre transazioni con Dio. Allora, perché non potevo fare a meno di perseguire benedizioni e barattare con Lui? Qual era la radice di tutto ciò? Più tardi, ho letto un passo delle parole di Dio. Le parole di Dio dicono: “Tutti gli esseri umani corrotti vivono per sé stessi. Ognuno per sé e che gli altri si arrangino: questo è il riassunto della natura umana. Le persone credono in Dio per il proprio interesse; abbandonano le cose, si spendono per Lui e sono fedeli a Lui, ma fanno comunque tutto questo nel loro interesse. In sintesi, tutto viene fatto allo scopo di ottenere benedizioni per sé stesse. Nella società, tutto viene fatto per beneficio personale; credere in Dio è qualcosa che si fa solo per ottenere benedizioni. È al fine di ottenere benedizioni che le persone rinunciano a tutto e riescono a sopportare grandi sofferenze: queste sono tutte prove empiriche della natura corrotta dell’uomo. Coloro la cui indole si è trasformata sono diversi, sentono che il significato deriva dal vivere secondo la verità, che solo le persone che compiono i doveri di una creatura di Dio sono degne di essere chiamate umane, che sottomettersi a Dio, temerLo e rifuggire il male sono alla base dell’essere umani, che accettare l’incarico di Dio è una responsabilità ordinata dal cielo e dalla terra, e, se non sono in grado di amare Dio e ripagare il Suo amore, non sono degni di essere chiamati umani; per loro, vivere per se stessi è vuoto e privo di significato. Sentono che le persone dovrebbero vivere per soddisfare Dio, per eseguire bene i propri doveri e per vivere vite piene di significato, in modo che, anche quando arriverà l’ora della morte, esse si sentiranno appagate e non avranno il benché minimo rimorso, e sentiranno di non aver vissuto invano” (“La differenza tra cambiamenti esteriori e cambiamenti di indole” in “Registrazioni dei discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Le parole di Dio mi hanno mostrato perché perseguivo le benedizioni perfino dopo anni di fede. I veleni satanici come “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino” si erano insinuati nel mio cuore e mi hanno portato a mettere il profitto personale al primo posto, in tutto quello che facevo. Ho sempre tenuto conto dei miei interessi. Sono riuscito a continuare a fare il mio dovere quando il PCC mi perseguitava e non potevo tornare a casa, ma quello non era veramente spendersi per Dio e svolgere il proprio dovere. Era sperare di essere benedetto da Dio e avere una destinazione meravigliosa. Quando a casa sono arrivati i problemi e lottavano per andare avanti, le mie speranze di essere benedetto si sono infrante, così sono diventato negativo e non ho più voluto eseguire il mio dovere. Vedevo la mia fede e il mio compito sotto una luce diversa, volevo solo ricevere enormi benedizioni in cambio del minimo sforzo. Facevo i miei calcoli, usavo Dio. Quanto egoismo e spregevolezza!

Quando Dio ha detto, “Avere un’indole immutata è essere ostili a Dio”, aveva completamente ragione. Anche se esteriormente avevo fatto sacrifici e mi ero speso, nel corso degli anni, e avevo sofferto nel mio dovere, la mia indole corrotta non era ancora cambiata perché non stavo perseguendo la verità né mi concentravo sull’accettare il giudizio e il castigo delle parole di Dio. Quando succedevano cose che non corrispondevano alle mie nozioni, mi ribellavo e resistevo a Dio. Ero nemico di Dio. La mia visione della fede era esattamente la stessa di quelle persone religiose che vogliono solo riempirsi la pancia e usare i loro sacrifici come biglietto per il Regno dei Cieli. Il mio cammino era contrario a Dio, come quello di Paolo! Coloro che perseguono veramente la verità e il cambiamento dell’indole non inquinano il loro dovere con il baratto, ma inseguono la verità e lavorano con tutto il cuore per ripagare l’amore di Dio. Cercano di amare e soddisfare Dio, e vivono una vita piena di significato. Sono come Pietro, che ha cercato di avere un amore supremo per Dio e di obbedire fino alla morte. Crocifisso per Lui, ha dato una bella testimonianza. Così si ottiene l’approvazione di Dio ed è l’unico modo per vivere con significato e valore.

Più tardi, ho visto un video in cui venivano lette le parole di Dio. Dio Onnipotente dice: “Non vi è correlazione fra il dovere dell’uomo e l’eventualità che egli sia benedetto o maledetto. Il dovere è ciò che l’uomo dovrebbe compiere; è la sua vocazione mandata dal cielo e non dovrebbe dipendere da ricompense, condizioni o ragioni. Soltanto così egli starà compiendo il suo dovere. Benedetto è chi, dopo avere sperimentato il giudizio, viene reso perfetto e gioisce delle benedizioni di Dio. Maledetto è chi, dopo avere sperimentato il giudizio e il castigo, non va incontro a una trasformazione dell’indole, ossia non viene reso perfetto, bensì punito. Ma a prescindere dal fatto che siano benedetti o maledetti, gli esseri creati dovrebbero compiere il loro dovere, fare ciò che dovrebbero fare e ciò che sono grado di fare; questo è il minimo che una persona, una persona che ricerca Dio, dovrebbe fare. Tu non dovresti compiere il tuo dovere solo per essere benedetto, né rifiutarti di agire per timore di essere maledetto. Lasciate che vi dica quest’unica cosa: compiere il proprio dovere è ciò che l’uomo dovrebbe fare, e se non è in grado di farlo, questo dimostra la sua ribellione. È attraverso il processo del compimento del proprio dovere che l’uomo gradualmente si trasforma, ed è attraverso questo processo che dimostra la sua lealtà. Stando così le cose, più sei in grado di compiere il tuo dovere, più verità riceverai e più la tua espressione diventerà reale. Coloro che nel compiere il proprio dovere si limitano a fare le cose meccanicamente e non ricercano la verità, alla fine saranno eliminati, poiché simili uomini non compiono il loro dovere nella pratica della verità e non mettono in pratica la verità nel compimento del loro dovere. Sono coloro che resteranno immutati e saranno maledetti. Non solo le loro espressioni sono impure, ma tutto ciò che esprimono è malvagio” (“La differenza tra il ministero di Dio incarnato e il dovere dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”). Riflettendoci su, ho compreso che un dovere è semplicemente qualcosa che dovremmo fare in quanto esseri creati. È una responsabilità a cui non possiamo sottrarci. Non può essere contaminato da transazioni o implicare un beneficio personale. È proprio come la pietà filiale: è l’ordine naturale delle cose e va da sé. Noi subiamo il giudizio e il castigo di Dio nel nostro dovere; la nostra corruzione può essere cambiata e purificata. Questo è l’unico modo per essere salvati e avere una buona destinazione. Se non perseguiamo la verità, se crediamo per anni senza alcun cambiamento nella nostra indole corrotta, ma ci aggrappiamo alla nostra mentalità commerciale e ai nostri desideri stravaganti, non importa da quanto crediamo o quanto ci sacrifichiamo, non otterremo mai l’approvazione di Dio, e Lui ci eliminerà. Ho pensato a Giobbe: perse tutto quello che possedeva e anche i suoi figli, ma non incolpava Dio. Sapeva che ogni cosa gli era stata donata da Dio, e quando Dio gli tolse tutto, doveva obbedire incondizionatamente. Ecco perché Giobbe disse: “Jahvè ha dato, Jahvè ha tolto; sia benedetto il nome di Jahvè” (Giobbe 1:21). Sapeva in cuor suo che non importava se Dio desse ricompense o le togliesse, lui doveva adorarLo. Quello era il suo dovere. Giobbe preservò il suo dovere verso Dio e fu testimone per Lui. Questo è ciò che una vera creatura di Dio dovrebbe fare. Dovevo seguire l’esempio di Giobbe. Non potevo più usare i miei sacrifici come merce di scambio per chiedere cose a Dio, ma dovevo vedere il mio compito come una responsabilità e un obbligo. Solo questo significa avere una coscienza e una ragione.

In seguito, visto che la polizia stava per arrestarmi di nuovo, me ne sono andato di casa e sono stato per un po’ da un fratello anziano. Poi, ho letto questo nelle parole di Dio: “Se sai dedicare il tuo cuore, il tuo corpo e tutto il tuo autentico amore a Dio, porli dinanzi a Lui, essere completamente obbediente nei Suoi confronti e totalmente rispettoso della Sua volontà, senza pensare alla carne, alla famiglia e ai tuoi desideri personali, ma solo agli interessi della casa di Dio e accettando la Sua parola come principio e fondamento di ogni cosa, allora, in questo modo, le tue intenzioni e le tue prospettive saranno tutte correttamente impostate e sarai una persona che dinanzi a Dio riceve la Sua lode” (“Coloro che amano davvero Dio sono coloro che sanno sottomettersi completamente alla Sua concretezza” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi hanno dato un percorso e una direzione. Non dovevo pensare solo alla mia famiglia e ai miei interessi carnali, ma dovevo correggere le mie motivazioni e investire energia e pensieri per fare bene il mio dovere. Una volta compresa la volontà di Dio, ho calmato il mio cuore e ho passato il tempo a leggere le Sue parole a casa di quel fratello. Dopo un po’ di tempo, mi è stato dato un altro compito. Grazie al giudizio e al castigo di Dio, il mio approccio errato verso la mia fede è stato corretto e ora perseguo il giusto obiettivo.

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