Chi mi ha donato la libertà?

12 Febbraio 2022

di Ruizhi, Cina

All’inizio, appena convertita, mio marito diceva che avere fede era fantastico e a volte veniva alle riunioni con me. Poi, il 28 maggio 2014, il Partito Comunista ha fabbricato il caso Zhaoyuan e ne ha attribuito la responsabilità alla Chiesa di Dio Onnipotente. Quelle voci erano su tutti i media: TV, radio e giornali. È stato un periodo terribile. Molti fratelli e sorelle sono stati arrestati. Un pomeriggio, tornata a casa da una riunione, ho trovato mio marito agitato. Ha detto: “Ah, sei tornata! Sei stata denunciata perché credi in Dio”. Il mio cuore si è fermato per un attimo e gli ho chiesto immediatamente: “Chi te l’ha detto?” A bassa voce, ha risposto: “Questa mattina il responsabile dell’unità di lavoro e il segretario della Commissione d’Ispezione Disciplinare mi hanno convocato per una riunione che riguardava prevalentemente la tua religione. Hanno comunicato che, già da molto tempo, il Comitato Centrale ha designato la Chiesa di Dio Onnipotente come una ‘setta’ e che stanno dando un giro di vite. In tutta la nazione, da cima a fondo, dai paesini, alle fabbriche, alle miniere, alle imprese e alle istituzioni, tutti stanno cercando i credenti in Dio Onnipotente. Vengono espulsi, nessuno escluso. E hanno aggiunto che ai membri del Partito non è permesso avere una religione: se si scopre che ce l’hanno, perdono gli impieghi pubblici, i loro figli non potranno entrare all’università, nei concorsi pubblici o nell’esercito”. Ha detto che la sua collega, la signora Zhao, era una credente, così non solo è stata licenziata, ma anche suo marito ha perso il posto da statale; e poi, sebbene il figlio abbia ottenuto un buon punteggio all’esame di ammissione all’università, non è stato accettato. Ha aggiunto che mantenere la mia fede avrebbe influito su tutta la nostra famiglia. Ha taciuto per qualche istante e poi ha detto cupamente: “Ci ho pensato a lungo. Continuare a credere in Dio Onnipotente sicuramente non sarà un bene per noi, quindi, per amore della nostra famiglia, ho deciso di rinunciare. Se continui a credere, pratica la fede solo in casa. Non puoi fare nulla al di fuori. Se vieni denunciata di nuovo perché credi in Dio Onnipotente, tutta la nostra famiglia soffrirà insieme a te”. Be’, non me lo aspettavo davvero. All’inizio non sapevo veramente cosa fare, ed ero proprio sconvolta. Ho immaginato che la posizione di mio marito sull’argomento fosse ferma e che, spaventato dalle minacce del Partito, non osasse più credere. E non voleva nemmeno che io credessi o facessi il mio dovere. Ma io non potevo non credere in Dio. Ero certa che questa è la vera via, che è l’apparizione e l’opera di Dio, che Egli sta esprimendo verità per purificare e salvare l’umanità. Dovevo assolutamente credere. Però, poi ho pensato che ero già stata segnalata e non avevo più l’appoggio di mio marito. Se avessi continuato a svolgere il mio dovere, avrei sicuramente incontrato degli ostacoli; se fossi stata arrestata, la mia famiglia sarebbe stata coinvolta. Ho pensato che magari potevo smettere di andare alle riunioni e di fare il mio dovere, e praticare solo a casa. Probabilmente sarebbe stato più sicuro e forse così avrei risparmiato la mia famiglia. Ma quell’idea mi lasciava un senso di colpa. Alcuni nuovi credenti venivano ingannati dalle voci e dalle bugie diffuse dal Partito Comunista, quindi bisognava condividere sulla verità per aiutarli e sostenerli. Se non fossi andata a compiere il mio dovere, non sarei stata un disertore che fuggiva di fronte alla battaglia? Questo non era in linea con la volontà di Dio. Non potevo ignorare la mia coscienza. Mi è venuto da pensare che le cose non erano così semplici come avevo creduto e non potevo essere avventata. Ho deciso di parlare con il mio capo, sorella Li, per cercare insieme a lei.

Mi sono arrovellata il cervello per tutto il tragitto. Un tempo, mio marito diceva che la fede era una gran cosa e mi sosteneva nello svolgimento del mio dovere, ma ora, inaspettatamente, dava retta al suo capo e aveva smesso di credere. Non voleva che lo facessi nemmeno io. È stato un cambiamento così improvviso. Dopo aver riflettuto a lungo, ho capito che aveva paura dell’eventuale impatto sulla sua posizione, sul suo lavoro. Era auto-conservazione. Questo mi ha fatta sentire davvero a disagio, e ho pensato: “L’uomo è stato creato da Dio; e avere fede e adorare Dio è giusto e naturale, quindi perché il Partito non dovrebbe permettere alla gente di avere fede? Perché avere fede dovrebbe causare problemi al futuro di una famiglia intera? La Costituzione Nazionale non garantisce la libertà di credo? Allora perché il Partito sopprime freneticamente i credenti?” Ero così confusa. Sorella Li mi ha fatto leggere un passo delle parole di Dio. “In una società di tenebra come questa, dove i demoni sono spietati e disumani, come potrebbe il re dei demoni, che uccide gli uomini senza battere ciglio, tollerare l’esistenza di un Dio che è amabile, gentile e anche santo? Come potrebbe applaudire e festeggiare l’avvento di Dio? Sono dei leccapiedi! Ripagano la gentilezza con l’odio, da lungo tempo disdegnano Dio, Lo offendono, sono feroci oltre ogni limite, non hanno il minimo riguardo per Dio, devastano e saccheggiano, hanno perso del tutto la coscienza, contrastano ogni forma di coscienza e con la tentazione inducono gli innocenti all’insensatezza. Antenati dei tempi antichi? Amati condottieri? Si oppongono tutti a Dio! La loro intromissione ha lasciato tutto ciò che è sotto il cielo in uno stato di tenebra e caos! Libertà religiosa? I diritti e interessi legittimi dei cittadini? Sono tutti trucchi per coprire il peccato! […] Perché frapporre un insuperabile ostacolo come questo all’opera di Dio? Perché mettere in atto trucchi vari per ingannare il popolo di Dio? Dove sono l’autentica libertà e i legittimi diritti e interessi? Dov’è l’equità? Dov’è la comodità? Dov’è il calore? Perché usare macchinazioni ingannevoli per imbrogliare il popolo di Dio? Perché usare la forza per sopprimere la venuta di Dio? Perché non permettere a Dio di muoverSi liberamente per la terra che Egli ha creato? Perché dare la caccia a Dio finché non abbia dove andare a posare il capo? Dov’è il calore tra gli uomini? Dov’è il benvenuto tra la gente? Perché suscitare in Dio un anelito così disperato? Perché costringere Dio a continue invocazioni? Perché costringerLo a preoccuparSi per il Suo amato Figlio? Perché in questa società di tenebra i suoi tristi cani da guardia non permettono a Dio di andare e venire liberamente nel mondo che Egli ha creato?” (“Lavoro e ingresso (8)” in “La Parola appare nella carne”). Dopo aver letto, la sorella Li ha condiviso: “Dio Onnipotente è venuto negli ultimi giorni per esprimere verità per purificare e salvare l’umanità. Molti veri credenti hanno sentito la voce di Dio e hanno accettato Dio Onnipotente, ma il Partito ha paura che la gente acquisisca la fede, e che lo rifiuti per seguire Dio. Usa ogni sorta di tattica per condannare e bestemmiare la Chiesa di Dio Onnipotente, arrestando e perseguitando follemente i cristiani, e coinvolgendo più generazioni di famiglie di cristiani. Hanno inventato ogni sorta di voci per bestemmiare e calunniare la Chiesa, per ingannare la gente a schierarsi dalla loro parte contro Dio, per raggiungere il loro scopo selvaggio di preservare il proprio dominio dittatoriale. Sono un branco di demoni malvagi che odiano Dio e Gli resistono. All’estero, affermano di sostenere la libertà di religione, ma è solo una menzogna per manipolare tutto il mondo. Ora, dietro al caso Zhaoyuan del 28 maggio c’era il PCC che creava un falso caso per condannare e infangare la Chiesa di Dio Onnipotente ed è sempre stata la loro tattica per cancellare ogni dissenso. Ma, per quanto selvaggio possa essere, il Partito è uno strumento nelle mani di Dio. Dio gli permette di agire in questo modo così che tu ottenga discernimento sul Partito, veda la sua essenza malvagia e non ti faccia più ingannare da loro. Alla fine sarai in grado di rifiutare completamente Satana e di volgerti verso Dio. Questa è la salvezza di Dio”. La spiegazione di sorella Li mi ha aiutata a capire l’essenza malvagia del PCC, un’essenza che lo porta a odiare Dio e la verità. Stavano usando il futuro di mio marito e di mio figlio per minacciarmi e farmi tradire Dio. Non potrei mai cedere a Satana! L’oppressione del Partito e gli ostacoli posti da mio marito erano irrilevanti, dovevo avere fede, seguire Dio e svolgere il mio dovere.

L’ho fatto quella sera stessa, ma lui non ne voleva sapere. Ha persino detto: “Lavoro nel sistema da tanti anni e ho visto il PCC inventare innumerevoli casi, ingiusti e falsi. Non lo so meglio di te? Ma la Cina è un Paese autocratico, ed è la nazione in cui siamo nati. Bisogna seguire le politiche del Partito Comunista. Altrimenti, si viene puniti. Il debole non ha chance contro il forte. Prima pensavo che la tua fede fosse una buona cosa, che stesse solo guidando le persone verso la strada giusta. Non avrei mai immaginato che sarebbe stata sanzionata dal Partito e che tante persone avrebbero perso il lavoro, sarebbero finite in carcere o addirittura sarebbero state picchiate a morte. Le conseguenze sono troppo gravi. Se insisti a credere in Dio, non sei l’unica che potrebbe essere arrestata. Non potrò tenermi il mio lavoro, e poi come faremmo a sfamarci e a dissetarci? Nostro figlio non potrà mai entrare all’università, nei concorsi pubblici o nell’esercito. Vuoi davvero rovinare l’intero futuro di nostro figlio per il tuo Dio?” Sentirlo parlare così era esasperante e, allo stesso tempo, terribilmente angosciante. Se avessi continuato a praticare la mia fede, avrei perso il mio lavoro, mentre quello di mio marito sarebbe stato in bilico, e nostro figlio non sarebbe mai entrato nell’università. La nostra vita come famiglia e il futuro di mio marito e di mio figlio ne avrebbero risentito. La nostra famiglia ne sarebbe uscita distrutta e io sarei diventata la cattiva. Come avrei potuto affrontarli, dopo tutto ciò? Quella notte mi rigiravo nel letto, senza riuscire a chiudere occhio. In quel momento, ho pregato Dio in silenzio, chiedendoGli di vegliare sul mio cuore, di guidarmi, di mostrarmi la strada.

Più tardi, ho letto questo nelle parole di Dio: “Il cuore e lo spirito dell’uomo vengono tenuti nella mano di Dio, ogni cosa della sua vita viene vista dagli occhi di Dio. Che tu ci creda oppure no, tutte le cose, siano esse vive o morte, si muoveranno, muteranno, si rinnoveranno e scompariranno secondo i Suoi pensieri. Questo è il modo in cui Egli sovrintende a tutte le cose” (“Dio è la sorgente della vita dell’uomo” in “La Parola appare nella carne”). Dopo aver letto queste parole, ho sentito come se dentro di me si fosse accesa una luce. Ho capito che Dio governa su tutto, e i cuori e gli spiriti umani sono interamente nelle Sue mani, così come il destino di mio marito e di mio figlio. Il lavoro di uno e il futuro scolastico dell’altro… L’ultima parola non spettava sempre a Dio? Dietro tali orchestrazioni non poteva esserci un essere umano. Inoltre, avere fede significava prendere la strada giusta nella vita e io non avevo fatto una sola cosa contro la legge. Se la mia famiglia ne fosse rimasta implicata, sarebbe stata opera del Partito Comunista, sarebbe stato a causa della sua malvagità. Una volta capito questo, ho pregato Dio, mettendo il futuro di mio marito e di mio figlio nelle Sue mani. Dopo, mi sono sentita un po’ meglio. E poi, ho detto a mio marito, in totale calma: “L’uomo è stato creato da Dio ed è giusto che noi crediamo in Lui e Lo adoriamo. Non posso rinunciare alla mia fede per preservare la nostra famiglia. Sarebbe tradire Dio. Non posso mettermi contro di Lui e farGli del male. Tu non credi più per paura del Partito, di perdere il tuo lavoro, il tuo stipendio. Quella è una tua scelta. Ma io sono certa che Dio Onnipotente è l’unico vero Dio e ho goduto così tanto della Sua grazia, delle Sue benedizioni e della verità che mi ha donato. Non posso essere ingrata e voltarGli le spalle”. “Inoltre, Dio governa sul destino dell’umanità, e tutto è nelle Sue mani. Se io vengo espulsa, se tu vieni licenziato, se nostro figlio potrà accedere all’università o meno, è tutto nelle mani di Dio, e nessun essere umano ha l’ultima parola in merito”. Scontento di vedere che non stavo facendo quello che voleva, mio marito ha alzato la voce: “Non mi interessano questi discorsi: non puoi più andare alle riunioni. Pratica la tua fede a casa”. Ho risposto che non la si poteva chiamare fede, se non andavo alle riunioni e non svolgevo il mio dovere; in quel modo, non avrei ottenuto la verità. Chi crede solo a parole non è un credente. Lasciavo a lui la gestione di tutte le questioni familiari, ma io non potevo fare come diceva lui quando c’era di mezzo la mia fede. Vedendo quanto ero risoluta, se n’è andato indispettito, sbattendo la porta con rabbia.

Di ritorno da una riunione, quella sera, ho visto che il nostro salotto era pieno di gente. Era venuto mio padre, che aveva 80 anni, e poi mio zio, mia sorella, mio cognato e mio fratello: erano tutti seduti lì a fissarmi. Quando mi ha vista, mio padre mi ha puntato il dito mentre con l’altra mano si reggeva sul divano, e mi ha detto furioso: “Sei stata a una riunione, vero? Come ti è venuto in mente? Il Partito sta follemente radunando i cristiani. Non hai paura di essere arrestata? Cosa succederà a tuo figlio se ti arrestano? Come faranno tutti ad andare avanti? Da domani, non potrai più uscire da questa casa. Starò io qui a tenerti d’occhio”. Mio zio ha tirato un sospiro e ha detto, con aria avvilita: “L’attacco contro i cristiani in Cina ora è davvero una cosa seria. A cosa ti servirà mantenere la tua fede? Tutti i membri della famiglia saranno implicati se ti arrestano. Non puoi fare la cosa giusta per loro?” Mio fratello aveva gli occhi spalancati. Anche lui è intervenuto: “Il Partito vuole spazzare via totalmente la Chiesa di Dio Onnipotente. Il mio lavoro consiste nel monitorare i movimenti dei dipendenti e sono tutti in fibrillazione. Che coraggio ad uscire in un momento come questo! Non hai nessuna paura? Non temi di essere arrestata? A partire da domani, non andrò a lavorare. Resterò qui a sorvegliarti”. E mio cognato ha aggiunto: “Hai costantemente pensato a noi in ogni tua azione. Ho sempre ammirato la tua coscienziosità e ho molto rispetto per te. Ora sei una persona completamente diversa. Perché non vuoi ascoltare nessuno? Anche se non ti importa di te stessa, pensa almeno a noi. Se ti succede qualcosa, si ripercuoterà su tutta la famiglia. Non posso permetterti di distruggerla. Da domani in poi, ti seguirò in macchina ovunque tu vada”. Era una raffica di critiche, come quei processi pubblici della Rivoluzione Culturale. Visto come si stava mettendo, ho parlato in modo severo e giusto: “Vi darò ascolto in qualsiasi altra cosa ma, quando si tratta della mia fede, la decisione è la mia e non posso fare quello che mi chiedete. Dio Onnipotente è l’unico vero Dio e, negli ultimi giorni, ha espresso verità per purificare e salvare l’umanità. Questa è un’opportunità che capita una volta nella vita”. “Chiunque non abbia fede, chi non accetta la verità, finirà per cadere nel grande disastro degli ultimi giorni. Ho condiviso il Vangelo con voi e sapete che la fede è una buona cosa; allora perché non solo non credete, ma seguite il Partito e mi ostacolate per indurmi a tradire Dio? È davvero per il mio bene? Non sapete distinguere il bene dal male, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato. Seguite semplicemente il PCC, facendo il male e opponendovi a Dio. Se non vi pentite, andrete all’inferno e sarete puniti insieme a tutti loro”. La loro risposta è stata il silenzio assoluto. Dopo un po’, se ne sono andati via tutti, tranne mio padre, rimasto quella sera a tenermi d’occhio. La mattina dopo, stavo salendo sulla bicicletta per andarmene, ma mio padre ha bloccato la bici, non mi lasciava partire. Anche mio fratello ha iniziato a venire ogni giorno per assicurarsi che rimanessi a casa. Una mattina, mentre cercavo di uscire, ha preso uno sgabello e stava per colpirmi, ma alla fine lo ha scaraventato sul pavimento con rabbia, rompendolo in due. Che delusione vedere la mia famiglia comportarsi così! Potevo definirli i miei “cari”? Una volta eravamo una grande famiglia felice, ma l’oppressione del Partito Comunista li aveva spinti al punto da trattarmi come un nemico. Il mio cuore iniziava a indebolirsi e mi chiedevo: “Quando finiranno questi giorni terribili? Forse basta smettere di andare ai raduni e non mi tratteranno più in questo modo”. A quel punto, ho capito che stavo cadendo in uno dei trucchi di Satana. Satana sfruttava i miei affetti per portarmi a tradire Dio. Sapevo che non potevo cascarci. Ho pregato Dio, chiedendoGli di portarmi a capire la Sua volontà in modo da poter testimoniare per Lui.

In una riunione, il capo ha trovato un passo che affrontava quel mio problema. “Quando le persone devono ancora essere salvate, le loro vite subiscono le interferenze e addirittura il controllo di Satana. In altri termini, le persone non ancora salvate sono prigioniere di Satana, senza libertà, non sono state abbandonate da Satana, non sono qualificate e non hanno diritto a adorare Dio, e sono inseguite da vicino e crudelmente attaccate da Satana. Tali persone non hanno alcuna felicità, alcun diritto a un’esistenza normale, e inoltre alcuna dignità di cui parlare. Solo se resisti e combatti contro Satana, utilizzando la tua fede in Dio, la tua obbedienza e il timore nei Suoi confronti come armi con le quali combattere una battaglia di vita o di morte contro Satana, in modo tale da sconfiggerlo completamente e che egli se la dia a gambe e diventi un codardo tutte le volte che ti vede, abbandonando completamente i suoi attacchi e le sue accuse contro di te, solo allora sarai salvato e diverrai libero. Se sei deciso a distaccarti completamente da Satana, ma non sei equipaggiato con le armi che ti aiuterebbero a sconfiggerlo, sarai ancora in pericolo; con il passare del tempo, quando sarai stato così tanto torturato da Satana che in te non sarà rimasto un briciolo di forza, ma non essendo comunque ancora in grado di rendere testimonianza, non essendoti ancora completamente liberato dalle accuse e dagli attacchi di Satana contro di te, avrai una piccola speranza di salvezza. Alla fine, quando verrà proclamata la conclusione dell’opera di Dio, sarai ancora nelle grinfie di Satana, incapace di liberarti e così non avrai mai una possibilità o una speranza. Quindi, è sottinteso che tali persone rimarranno completamente prigioniere di Satana” (“L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II” in “La Parola appare nella carne”). Dopo la sua condivisione, ho capito che il PCC stava facendo tutto quanto era in suo potere per turbare e intralciare l’opera di Dio, persino ingannando i membri della mia famiglia con ogni sorta di dicerie per farli stare dalla sua parte, attaccando e opprimendo la mia fede. Voleva tenermi saldamente sotto il suo dominio in modo che non potessi seguire Dio e intraprendere il giusto cammino nella vita, così alla fine sarei stata punita all’inferno insieme a lui. Se avessi seguito Satana, arrovellandomi per la mia famiglia, rinunciando a praticare la mia fede e a svolgere il mio dovere, sarei caduta nei tranelli di Satana. Satana si sarebbe impadronito di me e avrei perso la mia possibilità di salvezza. Il fatto che mio marito e i miei parenti mi avessero trattata come un nemico solo perché credevo in Dio significava che erano seguaci del gran dragone rosso ed erano i suoi burattini, in tutto e per tutto. Non potevo lasciare che il complotto di Satana avesse la meglio, ma dovevo affidarmi a Dio, testimoniare per Lui e umiliare Satana. In seguito, vedendo quanto ero determinata a seguire Dio, la mia famiglia ha creduto che fossi una causa persa e ha sciolto le briglie. Ho continuato a svolgere il mio dovere.

È accaduto nell’agosto del 2018. In quel periodo, avevo un dovere fuori città. Un giorno, quando sono tornata a casa, mio marito mi ha detto, agitato: “Xiaoyu, con cui avevi condiviso il Vangelo, è stata schedata come ricercata perché crede in Dio. La polizia è venuta a fare alcune domande al lavoro. Il mio capo mi ha cercato per chiedere se noi due avessimo contatti di qualsiasi genere con lei e se sapessi dove si trova ora. Suo marito mi chiama quotidianamente chiedendo di lei, dicendo che l’unica ragione per cui la loro famiglia è andata in pezzi è perché tu le hai predicato il Vangelo. Sono stato sveglio tutta la notte, ogni notte la passo con il cuore in gola, preoccupato per te. Ho paura che un giorno sarai ricercata e arrestata. E poi che ne sarà di nostro figlio? Come faremmo ad andare avanti?” Sentite queste parole, anch’io ho iniziato a provare ansia. Proprio in quel momento, si è messo a piangere e mi ha detto: “Devi per forza credere in Dio? È davvero così importante per te? Oggi devi fare una scelta. Sceglierai Dio o sceglierai me, la nostra famiglia?” È stato assolutamente straziante per me e, in quell’istante, mi sono sentita come se non ce la facessi a separarmi da nessuno dei due. Da una parte c’era mio marito, con cui avevo vissuto per oltre due decenni, e dall’altra parte c’era Dio, che mi aveva donato la vita. Per un attimo, non ho saputo cosa dire. Ho subito pregato Dio, chiedendoGli di proteggere il mio cuore. Dopo la preghiera, gli ho detto: “Se mi costringi a scegliere tra le due cose, scelgo Dio”. Ha proseguito: “Visto che stai scegliendo Dio, dobbiamo divorziare. Se mi vuoi, devi rinunciare alla tua fede e allora potremo avere una vita felice insieme”. Ho risposto: “Dio ha creato l’uomo, quindi l’uomo dovrebbe seguire e adorare Dio. Dato che ho scelto di avere fede, seguirò Dio fino alla fine”. “Tu sei libero di decidere di non avere fede in Dio e io non cercherò di forzarti, ma scegliere di avere fede in Dio è anche la mia libertà. Per quanto riguarda il divorzio, rispetto la tua decisione”. A quel punto, ha messo un muso lungo e non ha aggiunto nulla.

Nostro figlio, di ritorno per le vacanze invernali, mi ha confidato: “Papà ha detto che, se smetti di credere in Dio, non divorzierà da te; ma, se continui a credere, non ha altra scelta che divorziare. Dal profondo del mio cuore, non voglio questo. Voglio una famiglia unita e felice”. Sentirlo parlare così è stato come una lama nel cuore. Ho pensato che mio marito avrebbe davvero divorziato, che noi tre non saremmo più stati insieme, e nostro figlio sarebbe rimasto senza un padre o una madre... sarebbe stato un duro colpo per lui. Era impossibile mantenere intatta la nostra famiglia se avessi continuato a praticare la mia fede. Era un pensiero incredibilmente angosciante per me. Proprio allora, mi è venuto in mente un passo delle parole di Dio. “In ogni fase dell’opera che Dio compie negli uomini, da fuori sembra che ciò che accade sia dovuto a un’interazione tra individui, originata da interventi o da rapporti umani. Ma dietro ciò che appare, dietro ogni fase dell’opera e dietro ogni cosa che accade vi è una scommessa che Satana fa con Dio e che richiede che le persone rimangano salde nella loro testimonianza di fede a Dio. Pensate a quando Giobbe fu messo alla prova, per esempio: dietro le quinte, Satana stava facendo una scommessa con Dio e ciò che accadde a Giobbe fu dovuto all’intervento e alle azioni degli uomini. Dietro ogni fase dell’opera che Dio compie in voi, vi è la scommessa di Satana con Dio; dietro ogni cosa vi è una battaglia. […] Quando Dio e Satana combattono nel regno dello spirito, in che modo dovresti soddisfare Dio e in che modo dovresti restare saldo nella tua testimonianza di fede verso di Lui? Devi sapere che tutto ciò che ti accade è una grande prova ed è quello il momento in cui Dio ha bisogno che tu dia testimonianza” (“Solo amare Dio vuol dire credere veramente in Dio” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi hanno aiutata a capire che, in apparenza, mio figlio mi stava chiedendo di fare qualcosa per dargli una famiglia completa e felice, ma dietro c’era Satana che mi tentava. Satana stava facendo leva sulle mie emozioni come un modo per attaccarmi, per farmi tradire Dio, mentre Dio stava usando questa occasione per testare la mia fede in Lui, per vedere se fosse genuina, e se fossi in grado di testimoniare dalla Sua parte. Nella mia ricerca, ho letto un altro passo delle parole di Dio: “Devi patire privazioni per la verità, dare te stesso alla verità, sopportare umiliazioni per la verità e, per ottenerne di più, devi subire ulteriori sofferenze. Questo è ciò che dovresti fare. Non devi gettare via la verità per una vita pacifica in famiglia, e non devi perdere la dignità e l’integrità della tua vita per un momentaneo godimento. Dovresti perseguire tutto ciò che è bello e buono, e cercare un cammino di vita che sia più significativo” (“Le esperienze di Pietro: la sua conoscenza del castigo e del giudizio” in “La Parola appare nella carne”). Le parole di Dio mi hanno dato fede e forza. Sapevo che dovevo essere capace di soffrire per la verità, che questo aveva un senso. Se avessi abbandonato Dio a causa dei miei sentimenti per la mia famiglia e avessi condotto una vita senza senso sotto il dominio di Satana, avrei vissuto senza un briciolo di dignità. Ho pensato a come il Partito Comunista aveva usato mio marito e la mia famiglia per fare pressione più e più volte, cercando di farmi rinunciare alla mia fede. Qualche volta mi ero sentita negativa e debole, pensavo di rinunciare al mio dovere, di preservare la nostra famiglia armoniosa e di scendere a compromessi con Satana, ma Dio è rimasto al mio fianco come sostegno, illuminandomi e guidandomi con le Sue parole, guidandomi a capire la verità e a discernere l’essenza anti-Dio, malvagia e demoniaca del PCC, in modo da non essere più ingannata dal Partito e smettere di esserne lo zimbello. Questo era segno dell’amore e della salvezza di Dio. Sapevo che non potevo tradire Dio per via dei sentimenti, ma dovevo perseguire e ottenere la verità, e vivere una vita significativa. Così ho detto a mio figlio: “Tuo padre vuole divorziare perché teme che la mia fede influenzi le tue e le sue prospettive future. Non voglio che tu venga implicato, ma avere fede è la strada giusta e io sono certa della mia fede. Non è possibile che possa rinunciarvi. Ma devi sapere che non sono io a distruggere la nostra famiglia: è il Partito Comunista”. Non ha aggiunto altro.

Qualche giorno dopo, mio marito ha portato a casa i documenti del divorzio e mi ha chiesto di firmarli. Nel vedere tutto quello che avevamo costruito in 25 anni di matrimonio finire così, ho sentito un dolore sordo fare capolino nel mio cuore… Ho pregato Dio: “Dio, so che tutto questo è successo con il Tuo permesso. Ti prego, veglia sul mio cuore così che io possa portare testimonianza”. Più avanti, mi sono venute in mente le parole di Dio: “I credenti e i non credenti non sono compatibili; anzi, sono opposti gli uni agli altri”. “Chiunque non creda nel Dio incarnato è un demone e, a maggior ragione, verrà distrutto. […] Chiunque non riconosca Dio è un nemico; vale a dire, chiunque all’interno o al di fuori di questa corrente non riconosca il Dio incarnato è un anticristo! Chi è Satana, chi sono i demoni e chi sono i nemici di Dio se non coloro che oppongono resistenza a Dio e non credono in Lui?” (“Dio e l’uomo entreranno nel riposo insieme” in “La Parola appare nella carne”). Mio marito mi aveva ripetutamente vincolata per non perdere il prestigio, il lavoro, e aveva messo nostro figlio e la mia famiglia contro di me, per impedirmi di credere. Ha chiesto il divorzio quando ha visto che non riusciva a convincermi, costringendomi a fare una scelta definitiva tra Dio e la nostra famiglia. Ha deciso di seguire il Partito Comunista per salvaguardare i suoi interessi personali. Era sulla via della distruzione. Io ho scelto di seguire Dio, per ottenere la verità e la vita, che è il cammino verso il Regno dei Cieli. Eravamo su percorsi completamente diversi. Su due pianeti diversi: è impossibile che un matrimonio simile possa proseguire felicemente. Guardandola da questa prospettiva, sentivo che il divorzio era la cosa giusta e che avrebbe liberato entrambi. Lui non doveva preoccuparsi di finire nei guai per colpa mia, e io potevo concentrarmi sul mio dovere. Ho firmato l’accordo di divorzio.

Sin da allora, mi occupo del compito di evangelizzazione e, anche se siamo perseguitati dal Partito perché abbiamo fede e svolgiamo il nostro dovere in Cina e siamo sempre in pericolo di essere arrestati o di perdere la vita, non mi sono mai pentita di aver fatto questa scelta. Voglio continuare a diffondere il Vangelo e a portare testimonianza, e seguire Dio fino alla fine!

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