Bramare le comodità non porta a nulla

30 Luglio 2022

Lo scorso luglio, sono stata messa a capo della produzione video. All’inizio, ho seguito spesso il lavoro dei miei fratelli e sorelle. Sono venuta a conoscenza dei problemi e delle difficoltà che avevano nei loro doveri, e poi ho collaborato con il caposquadra per cercare la verità e trovare soluzioni. Con la guida di Dio, dopo un po’ di tempo, c’è stato un evidente miglioramento nei risultati del lavoro. Ho pensato: “Ora che il lavoro va sempre migliorando, non dovrebbero emergere problemi seri. Anche se ne capita qualcuno, non influirà sui risultati del nostro lavoro e avremo tempo di risolverlo. Tutti sono propositivi nei loro doveri e pronti a pagare un prezzo, quindi non devo preoccuparmi troppo. In questo periodo, seguire tutto significa fare spesso gli straordinari, e a volte sono troppo occupata per mangiare in orario. Ho avuto problemi di salute, non devo affaticarmi”. Dopo di che, ho iniziato a rilassarmi sul lavoro e ad essere meno scrupolosa nel monitorarlo. A volte mi informavo solo superficialmente, raramente esaminavo nel dettaglio i doveri dei miei fratelli e sorelle, e non pensavo a come migliorare ulteriormente i risultati del nostro lavoro.

Poco dopo, diversi video che abbiamo prodotto avevano problemi e dovevano essere rifatti, e ciò ha influito direttamente sull’andamento del lavoro. Quella situazione mi preoccupava molto. Mi sono anche resa conto che non era successo per caso e che c’era un insegnameno da trarre, così ho pregato Dio, chiedendoGli di guidarmi a comprendere la Sua volontà. Dopo aver pregato, ho chiesto al caposquadra perché avessimo quei problemi. Il caposquadra mi ha risposto: “Alcuni fratelli e sorelle cercano successi rapidi e svolgono i loro compiti senza princìpi. Si concentrano solo sui progressi, non sulla qualità. Un altro motivo è che non ho seguito il lavoro, e non ho rilevato i problemi in tempo”. Arrabbiata, mi sono detta: “Quante volte ti ho parlato di questi problemi? Perché continuano a verificarsi?” Volevo rimproverare il caposquadra, ma poi ho pensato: “Io non ho forse lo stesso problema del caposquadra? Neanch’io ho seguito il lavoro”. Così, mi sono morsa la lingua. Poi, ho controllato rapidamente tutti i video realizzati dagli altri in quel periodo. Ho scoperto che alcuni non avevano fatto progressi nei loro compiti e altri erano addirittura regrediti. Erano problemi palesi, ma io non li avevo rilevati. Sapevo bene che dipendeva dalla mia mancanza di lavoro pratico. Nel rimorso, ho pregato Dio, chiedendoGli di guidarmi a riflettere e a conoscere me stessa.

Il giorno dopo, nei miei devozionali, ho letto un passo della parola di Dio. “Se non leggi le parole di Dio con assiduità e non comprendi la verità, allora non sei in grado di riflettere su te stesso; ti accontenterai di fare uno sforzo simbolico e di non commettere alcuna trasgressione, e userai questo come capitale. Trascorrerai i giorni in modo caotico, vivrai in uno stato di confusione, ti limiterai a fare le cose seguendo la tabella di marcia, non ti applicherai, non userai mai la mente e sarai sempre superficiale e sbrigativo. In questo modo, non riuscirai mai a svolgere il tuo dovere in maniera accettabile. Per impegnarti al massimo in qualcosa, devi prima metterci tutto il cuore; solo quando avrai messo tutto il cuore in qualcosa, potrai impegnarti al massimo e fare del tuo meglio. Oggi ci sono alcuni che hanno cominciato a essere assidui nello svolgimento del proprio dovere, a pensare a come compiere adeguatamente il dovere di un essere creato per soddisfare Dio. Non sono negativi e pigri, non aspettano passivamente che il Supremo impartisca ordini, ma prendono l’iniziativa. In base al rendimento del vostro dovere, siete un po’ più efficienti di prima e, sebbene sia ancora al di sotto dei requisiti, c’è stata una piccola crescita, il che è positivo. Ma non dovete accontentarvi dello status quo, dovete continuare a ricercare, a crescere: solo così potrete svolgere meglio il vostro dovere e raggiungere un livello accettabile. Tuttavia alcuni, quando compiono il loro dovere, non si impegnano mai al massimo, si sforzano solo per un 50-60% e si accontentano finché non hanno finito di fare quel che stanno facendo. Non riescono mai a mantenere uno stato di normalità: quando non c’è nessuno che li sorvegli o che offra loro sostegno, rallentano il ritmo e si perdono d’animo; quando qualcuno condivide con loro la verità, si rianimano; ma, se la verità non viene condivisa con loro per un certo periodo di tempo, diventano indifferenti. Qual è il problema se alternano di continuo l’uno e l’altro stato in questo modo? Così si comportano tutte le persone che non hanno guadagnato la verità, vivono di passione, una passione che è incredibilmente difficile da mantenere: ci deve essere qualcuno a predicare e tenere condivisioni con loro ogni giorno; quando non c’è più nessuno che li irrighi, li nutra e li sostenga, i loro cuori si raffreddano di nuovo e rallentano nuovamente il ritmo. E, quando i loro cuori rallentano, essi diventano meno efficienti nel proprio dovere; se lavorano di più, l’efficienza aumenta, diventano più produttivi nello svolgimento del proprio dovere e ottengono di più. È questa la vostra esperienza? Potreste dire: “Perché abbiamo sempre problemi a svolgere il nostro dovere? Quando questi problemi vengono risolti, ne siamo rinvigoriti; in caso contrario, diventiamo indifferenti. Quando otteniamo qualche risultato nel compiere il nostro dovere, quando Dio ci loda per la nostra crescita, siamo felici e sentiamo di essere finalmente cresciuti; ma, in breve tempo, quando incontriamo una difficoltà, torniamo di nuovo negativi: qual è il motivo di questa mancanza di costanza?” In realtà, le ragioni principali sono che comprendete troppo poche verità, non avete profondità nelle esperienze e nell’ingresso, ci sono ancora molte verità che non comprendete, siete privi di volontà e vi accontentate solo di essere in grado di compiere il vostro dovere. Se non comprendete la verità, come potete compiere il vostro dovere in modo adeguato? In realtà, Dio non chiede nulla agli uomini che essi non siano in grado di fare; fintanto che lasciate spazio alla vostra coscienza e siete in grado di seguirla nel compiere il vostro dovere, allora vi risulterà facile accettare la verità; e, se siete in grado di accettare la verità, saprete compiere il vostro dovere in modo adeguato. Dovete pensare in questo modo: “In questi anni, credendo in Dio e nutrendomi delle Sue parole, ho guadagnato moltissimo, ed Egli mi ha concesso immense grazie e benedizioni. Vivo nelle mani di Dio, vivo sotto il Suo potere e dominio, ed è stato Lui a donarmi questo respiro; quindi, devo impegnare la mia mente e sforzarmi di compiere il mio dovere con tutto me stesso: questa è la chiave”. Le persone devono avere volontà; solo coloro che possiedono volontà possono veramente lottare per la verità, e solo una volta che hanno compreso la verità possono compiere il loro dovere in modo adeguato, soddisfare Dio e svergognare Satana. Se hai questo tipo di sincerità e non fai progetti nel tuo interesse, ma al solo scopo di guadagnare la verità e compiere adeguatamente il tuo dovere, allora l’adempimento del tuo dovere diventerà normale e rimarrà costante nel tempo; indipendentemente dalle circostanze che affronterai, sarai in grado di perseverare nel compimento del tuo dovere. Indipendentemente da chi o cosa possa fuorviarti o disturbarti, e che tu sia di buono o di cattivo umore, sarai comunque in grado di compiere il tuo dovere normalmente. In questo modo, Dio potrà avere un atteggiamento sereno nei tuoi confronti e lo Spirito Santo potrà illuminarti nella comprensione dei princìpi della verità e guidarti a entrare nella realtà della verità; di conseguenza, il rendimento del tuo dovere sarà sicuramente all’altezza dei requisiti. Fintanto che ti spenderai con sincerità per Dio, svolgerai il tuo dovere in modo concreto, e non agirai in modo subdolo né ricorrerai a tranelli, sarai accettabile agli occhi di Dio. Dio scruta le menti, i pensieri e le motivazioni delle persone. Se il tuo cuore brama la verità e sei in grado di ricercarla, Dio ti illuminerà e ti guiderà” (“L’accesso alla vita è di particolare importanza per la fede in Dio” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Riflettendo sulla parola di Dio, ho visto che, avendo ottenuto dei risultati nel mio dovere negli ultimi tempi, ho cominciato a sentirmi soddisfatta di me stessa e a pensare alla carne. Stanca per i moltissimi impegni, ho ritenuto di dover preservare meglio il mio corpo, così ho iniziato a rilassarmi e a rallentare nel mio dovere. Ho adottato un approccio distaccato e non ho seguito né indagato su come gli altri svolgessero i loro compiti. Anche se sapevo che c’erano ancora dei problemi da risolvere nel nostro lavoro, ero del tutto indifferente. Pensavo che andasse bene, purché non influisse sui nostri risultati attuali; e poi i video prodotti avevano troppi problemi e dovevano essere rifatti. Per di più, ognuno di noi tende per natura alla superficialità e a rallentare nei propri doveri ma, nonostante questo, non ho seguito il lavoro, sono stata negligente nel mio dovere, disattenta e irresponsabile. Come potevano non emergere problemi nel lavoro? Dio mi ha innalzata al ruolo di supervisore perché potessi praticare, nella speranza che fossi scrupolosa, responsabile e coscienziosa nel mio lavoro. In qualsiasi circostanza, non dovrei lesinare sforzi nei miei doveri, ma adempiere alle mie responsabilità. Questo è l’unico modo per progredire. Io, invece, ho trattato il mio dovere come un lavoro che stessi svolgendo per qualcun altro. Facevo di tutto per avere meno pensieri e impegni. Non percepivo alcuna preoccupazione o urgenza. Non pensavo mai a come fare le cose meglio o a come ottenere i migliori risultati, ma solo a come soffrire meno fisicamente e non stancarmi. Non avevo alcuna considerazione della volontà di Dio. Allora, mi sono resa conto che avevo un atteggiamento sbagliato nei confronti del mio dovere. Stavo nascondendo il mio cuore a Dio e covavo astuzia meschina.

In una riunione, ho letto un passo della parola di Dio che rivela i falsi leader e che mi ha molto colpita. La parola di Dio dice: “Spesso il fatto che i falsi capi siano all’oscuro di come procede l’attività provoca ripetuti ritardi. Accade di frequente che in determinati tipi di lavoro la non conoscenza dei principi sommata all’assenza di figure adatte a fungere da supervisori fa sì che gli esecutori di quei lavori versino in una condizione di negatività, passività e attesa, cosa che influisce in modo fortemente negativo sull’andamento del lavoro. Se, in primo luogo, il capo facesse fronte alle sue responsabilità, se si facesse carico del lavoro, lo facesse progredire sollecitando i collaboratori e trovasse qualcuno che conosce bene il lavoro in questione in grado di dare delle direttive, l’opera progredirebbe più speditamente anziché subire ripetuti ritardi. Dunque è essenziale che i capi sappiano e capiscano nel concreto a che punto è il lavoro. È naturale che debbano assolutamente sapere e capire a che punto è il lavoro, poiché l’avanzamento è legato all’efficienza con cui esso viene svolto e agli obiettivi prefissati. Se un capo non ha neppure idea di come il lavoro stia procedendo, si può dire che il più delle volte il lavoro verrà portato avanti in modo lento e passivo. Se non sono affiancati da qualcuno che abbia senso di responsabilità e una certa capacità di svolgere un dato genere di lavoro, se non hanno qualcuno che li sproni e fornisca supervisione e direttive, coloro che si danno da fare attivamente nel compiere il loro dovere finiscono per lavorare in maniera lenta e passiva. Questo succede quando non sono presenti critiche, disciplina, potatura o trattamento. È della massima importanza che i capi e i collaboratori si mantengano sempre aggiornati su come progredisce il lavoro, poiché gli uomini sono indolenti, e senza direttive, stimoli e verifiche da parte dei capi, senza dei capi che si mantengono aggiornati su come progredisce il lavoro, è probabile che si lascino andare, diventando pigri e approssimativi; questo modo di affrontare il lavoro influisce negativamente sul suo andamento e sulla sua efficacia. Per tutti questi motivi, i capi e i collaboratori dovrebbero essere solleciti nel tenersi al corrente di ogni aspetto del lavoro, tenersi informati sulla situazione per quanto riguarda i collaboratori e il lavoro. I falsi capi, naturalmente, sono incuranti e indifferenti nello svolgere questo lavoro; sono incapaci di assumersi la responsabilità. E così, che si tratti dello stato di avanzamento o di come progredisce il lavoro, immancabilmente i falsi capi ‘ammirano i fiori dalla groppa di un cavallo al galoppo’; sono incuranti e indifferenti, oltre che approssimativi; pronunciano parole altisonanti e vacue, predicano la dottrina e fanno azioni di facciata. In generale, è così che operano i falsi leader. Volendo fare un paragone con gli anticristi, sebbene non facciano nulla di apertamente malvagio e non abbiano un deliberato intento malefico, il loro atteggiamento nei confronti dell’opera non eclissa perfino la malvagità? Per quanto la loro opera non si possa definire di natura malvagia, è corretto dire che dal punto di vista dell’efficacia sia di natura sbadata e approssimativa e denoti la mancanza di un senso di responsabilità; costoro non hanno lealtà nei confronti del loro operato” (Come riconoscere i falsi capi). Dopo aver letto le parole di Dio, mi sono sentita molto in colpa. Il mio comportamento non era forse lo stesso di un falso leader? Sono stata pigra e ho pensato alla mia carne, non ho seguito né monitorato il lavoro, e questo ha gravemente compromesso il progresso generale e i risultati del nostro lavoro. La mia fantasia mi diceva che il lavoro era gestito bene e non c’erano molti problemi, ma in realtà c’erano ancora molte questioni da risolvere. Non mi sono fatta carico del fardello e sono stata irresponsabile, e perciò non ho rilevato nessuno dei nostri problemi. Riflettendo, mi sono inoltre resa conto di avere una visione sbagliata. Quando vedevo i miei fratelli e sorelle essere propositivi e fare progressi nei loro compiti, pensavo che fossero tutti molto motivati e non avessero bisogno di essere monitorati. La parola di Dio ha rivelato molto tempo fa che le persone hanno passività e un’indole corrotta profondamente radicate. Prima di acquisire la verità e di cambiare d’indole, assecondano sempre la carne e bramano gli agi, sono negligenti e ricorrono ad astuzie e trucchi nei loro doveri, agiscono in base alle proprie idee e non praticano secondo i princìpi. E io non facevo eccezione. Senza il giudizio e il castigo di Dio, e senza i richiami e la supervisione dei fratelli e delle sorelle, tendo facilmente a rilassarmi, e possono emergere problemi nei miei doveri. Quindi, devo seguire e supervisionare il lavoro, e scoprire e risolvere rapidamente i problemi e le deviazioni nei nostri compiti, affinché il lavoro proceda senza intralci. Ma la mia visione delle cose era assurda. Non capivo la natura corrotta degli uomini e non valutavo persone e cose attraverso la parola di Dio. Mi affidavo semplicemente alla mia fantasia, non controllavo né seguivo il lavoro, non risolvevo i problemi in tempo, eppure desideravo ottenere buoni risultati. Questa era la manifestazione di un falso leader che non svolgeva lavoro pratico. Anche se non ho commesso alcun male evidente, la mia irresponsabilità ha fatto diminuire l’efficacia del lavoro, causando una perdita irreparabile. In seguito, mi sono aperta e ho parlato con i miei fratelli e sorelle del mio stato. Ho anche sottolineato come tutti prendessero i loro doveri troppo alla leggera e non tentassero di progredire, e abbiamo cercato insieme delle soluzioni. In seguito, ho preso un po’ più sul serio il mio dovere. Ogni volta che ultimavo un lavoro, mi chiedevo se ci fosse margine di miglioramento. Seguivo spesso il lavoro dei miei fratelli e sorelle, e i nostri risultati sono migliorati.

Qualche tempo dopo, abbiamo avuto un problema nella produzione video, e il caposquadra mi ha chiesto se avessi qualche buon metodo o suggerimento. Non sapevo cosa rispondere, così ho detto: “Non ho ancora trovato una soluzione valida, quindi continuiamo a pensarci”. Dopo di che, mi sono resa conto che superare quella difficoltà non era una questione che si poteva risolvere semplicemente pronunciando qualche parola. Avrei dovuto reperire informazioni, fare ricerche e trovare un percorso di pratica. Questo avrebbe richiesto molto tempo e impegno, e avrei dovuto fare prove ripetute e valutare i risultati. Difficile dire se alla fine avrei avuto successo. Se fosse andata male, tutti i miei sforzi non sarebbero stati sprecati? Più ci pensavo, più mi sembrava un’incombenza gravosa. Ho pensato: “Lasciamo perdere, le cose vanno bene così come sono. I risultati del nostro lavoro sono buoni al momento, non c’è fretta di risolvere questo problema”. E così ho accantonato la questione. Allora, mi sono sentita un po’ a disagio. Non è che non avessi modo di risolverlo. Dovevo solo pagare un prezzo leggermente maggiore. In seguito, il capogruppo mi ha di nuovo detto: “I fratelli e le sorelle hanno delle difficoltà e noi dobbiamo risolverle”. Il richiamo del caposquadra mi ha fatto riflettere: “In quanto supervisore, non dovresti propositivamente gestire le difficoltà e risolvere i problemi delle persone? Invece io evito le difficoltà, e non ho alcun senso di responsabilità”. Mi sono sentita in colpa e ho pregato Dio: “Dio, quando affronto delle difficoltà nel lavoro, non voglio mai lavorare sodo e considero sempre i miei interessi materiali. So che questo non è in linea con la Tua volontà. Ti prego, guidami a riflettere su me stessa e a cambiare il mio stato sbagliato”.

Durante i miei devozionali, mi sono chiesta: “Perché penso sempre alla mia carne nei miei doveri? Perché non so pagare un prezzo per svolgere lavoro pratico?”. Un giorno, ho letto due passi delle parole di Dio che mi hanno aiutata a capire. Dio Onnipotente dice: “Dunque cos’è il veleno di Satana? Come lo si può esprimere? Ad esempio, se chiedi ‘Come si dovrebbe vivere? Per cosa si dovrebbe vivere?’, le persone risponderanno: ‘Ognuno per sé e che gli altri si arrangino’. Questa singola frase esprime la radice vera e propria del problema. La filosofia di Satana è diventata la vita delle persone. Qualsiasi cosa perseguano, lo fanno per se stesse, e dunque vivono solo per se stesse. ‘Ognuno per sé e che gli altri si arrangino’ – questa è la vita e la filosofia dell’uomo, e rappresenta anche la natura umana. Queste parole sono già diventate la natura dell’umanità corrotta, il vero ritratto della natura satanica dell’umanità corrotta, e questa natura satanica è già diventata la base dell’esistenza dell’umanità corrotta; per diverse migliaia di anni, l’umanità corrotta ha vissuto di questo veleno di Satana, fino ai giorni nostri” (“Come percorrere il cammino di Pietro” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “La carne dell’uomo è come il serpente: la sua essenza è quella di rovinare la vita dell’uomo e, quando essa prende il sopravvento, la tua vita è perduta. La carne appartiene a Satana: essa racchiude desideri stravaganti, pensa solo per sé, vuole godere delle comodità, divertirsi nel tempo libero, crogiolarsi nella pigrizia e nell’ozio; se continui a soddisfarla, alla fine arriverai al punto di esserne completamente divorato. Vale a dire che, se la soddisfi una volta, la volta dopo verrà a chiederti di più. La carne ha sempre desideri stravaganti e nuove esigenze, e sfrutta la tua condiscendenza verso di lei per far sì che tu la ami ancora di più e viva tra le comodità che offre; se non la vinci, alla fine sarà la tua rovina. Se saprai guadagnarti la vita dinanzi a Dio e quale sarà la tua fine ultima dipenderà da quanto saprai ribellarti alla carne. Dio ti ha salvato, ti ha scelto e predestinato; tuttavia, se oggi non sei disposto a soddisfarLo, se non sei disposto a mettere in pratica la verità e a ribellarti contro la tua stessa carne con vero amore per Dio nel tuo cuore, alla fine ti rovinerai e di conseguenza proverai un dolore immenso. Se assecondi sempre la carne, Satana a poco a poco ti inghiottirà e ti lascerà senza vita o senza il tocco dello Spirito, finché arriverà il giorno in cui dentro di te regnerà il buio totale. Quando vivrai nelle tenebre, sarai prigioniero di Satana, non avrai più Dio nel tuo cuore e allora negherai la Sua esistenza e Lo abbandonerai” (“Solo amare Dio vuol dire credere veramente in Dio” in “La Parola appare nella carne”). Dopo aver letto le parole di Dio, ho visto quanto fosse pericoloso il mio stato! Vivevo secondo la filosofia satanica “Ognuno per sé e che gli altri si arrangino”. Ero estremamente egoista e, qualunque cosa accadesse, mettevo sempre gli interessi della mia carne al primo posto. Quando nel mio dovere emergeva un problema da risolvere, non pensavo mai a come giovare al lavoro della casa di Dio. Mi preoccupavo sempre della mia carne, e volevo sempre soffrire di meno e pagare un minor prezzo. In realtà, se avessi pagato un prezzo e dedicato del tempo a studiare e capire, alcuni problemi avrei potuto risolverli; ma, poiché tenevo alla mia carne e non ero disposta a soffrire, sentivo che la ricerca professionale era uno sforzo mentale eccessivo. Di conseguenza, i problemi non venivano risolti e il lavoro non è mai migliorato. La parola di Dio rivela che la carne delle persone appartiene essenzialmente a Satana, e la carne ha sempre molti desideri e richieste. Più la soddisfiamo, più i suoi desideri aumentano, e quando si crea un conflitto tra i nostri interessi carnali e i nostri doveri, se le persone bramano le comodità, seguiranno la carne e tralasceranno il lavoro della casa di Dio. Questo soddisfa la carne, ma danneggia il lavoro della casa di Dio, e alla fine offende l’indole di Dio, ragion per cui Dio ci detesta e ci scaccia. Le conseguenze dell’assecondare la carne e della brama di comodità sono gravi. Non riuscivo a vedere l’essenza della carne e bramavo costantemente le comodità. Mettevo il piacere della carne prima di qualsiasi altra cosa. Le mie ricerche e le mie idee non erano forse le stesse dei miscredenti? I miscredenti ripetono spesso “sii gentile con te stesso”, ossia, non permettere che la tua carne soffra, e soddisfa tutti i desideri e le richieste della carne. Vivono solo per la carne, non comprendono affatto il valore e il significato della vita umana, e non hanno giusta direzione e scopo nella vita. Non provano alcun conforto nel loro cuore, e trascorrono l’esistenza nella vacuità, vivendo del tutto invano. Alcuni membri della chiesa bramano sempre il piacere della carne, non perseguono la verità, trascurano i loro doveri, ricorrono a trucchi e sono negligenti, danneggiando gravemente il lavoro della casa di Dio, e alla fine vengono destituiti o interdetti dallo svolgimento dei doveri, e perdono completamente la loro possibilità di salvezza. È un pensiero terrificante! Poi, ho pensato a me stessa. Credevo in Dio da anni, ma le mie idee non erano affatto cambiate. Davo più valore ai miei interessi carnali che alla verità. Bramavo solo le comodità e nel mio dovere mi limitavo al minimo indispensabile. Se avessi continuato così, non sarei stata ripudiata e scacciata da Dio? Rendermene conto mi ha davvero spaventata. Non potevo più pensare alla mia carne. Volevo compiere seriamente il mio dovere e adempiere alle mie responsabilità.

Un giorno, ho trovato un percorso di pratica nelle parole di Dio. La parola di Dio dice: “Se sei una persona che crede davvero in Dio, allora devi pagare un prezzo quando svolgi il tuo dovere e lavorare sodo. Cosa significa lavorare veramente sodo? Se ti accontenti di fare uno sforzo simbolico e di sopportare un po’ di fatica fisica, ma non prendi affatto sul serio il tuo dovere e non ricerchi i princìpi della verità, allora la tua non è altro che negligenza e superficialità, non è compiere un vero sforzo. La chiave per compiere uno sforzo è metterci il cuore, temere Dio nel proprio cuore, tener conto della volontà di Dio, avere il terrore di disobbedire a Dio e di ferirLo, e sopportare qualsiasi difficoltà per compiere bene il proprio dovere e soddisfare Dio: se possiedi un cuore che ama Dio in questo modo, sarai in grado di compiere il tuo dovere adeguatamente. Se non hai timore di Dio nel cuore, allora non ti assumerai alcun fardello nel compimento del tuo dovere, non proverai verso di esso alcun interesse, e potrai solo essere negligente e superficiale, facendo le cose meccanicamente, senza produrre alcun risultato reale: questo non è compiere un dovere. Se hai una vera percezione del fardello e senti che compiere il tuo dovere è una tua responsabilità personale, che, se non lo fai, non sei degno di vivere e sei una bestia, e che solo se compi il tuo dovere in modo adeguato sei degno di essere definito umano e puoi affrontare la tua coscienza, se questo è il tipo di fardello che percepisci quando compi il tuo dovere, allora sarai in grado di fare tutto con coscienza, e di ricercare la verità e di agire secondo i princìpi; quindi, saprai svolgere il tuo dovere in maniera adeguata e soddisfare Dio, e sarai degno della missione che Dio ti ha affidato, di tutto ciò che Dio ha sacrificato per te e delle Sue aspettative nei tuoi confronti. Solo questo è impegnarsi veramente” (“Per svolgere bene il dovere occorre, come minimo, una coscienza” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). “Quando ti riveli egoista e ignobile e ne sei ormai cosciente, dovresti ricercare la verità chiedendoti: ‘Che cosa devo fare per conformarmi alla volontà di Dio? Come dovrei agire in modo vantaggioso per tutti?’ Devi cominciare col mettere da parte i tuoi interessi, abbandonandoli gradatamente secondo la tua levatura, un po’ per volta. Quando avrai fatto questa esperienza alcune volte, li avrai messi da parte del tutto e, così facendo, sentirai di essere risoluto e che, in quanto essere umano, dovresti essere dotato di coscienza e ragione, che dovresti essere altruista e avere a cuore la volontà di Dio; e di conseguenza sarai una persona retta e onesta. Fare le cose esclusivamente per compiacere Dio è onorevole, e rende la vita significativa. Vivendo sulla terra in questo modo, sei schietto e sincero, sei una persona autentica, hai la coscienza pulita e sei degno di tutte le cose che Dio ti ha donato. Più vivi in questa maniera, più ti sentirai risoluto e radioso. In tal modo, non avrai forse intrapreso la retta via?” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Ho capito che, per compiere bene il mio dovere, dovevo lavorare duramente secondo la parola di Dio. Non potevo impegnarmi e pagare un prezzo solo esteriormente. Ciò che più conta è portare questo fardello nel mio cuore, mettere il lavoro della casa di Dio al di sopra di tutto, fare del mio meglio ed eseguire quanto mi spetta. Solo così potrò essere degna degli enormi sforzi che Dio compie per me, e potrò vivere davvero come un essere umano. Mi sono resa conto che essere responsabile della produzione video era un’esaltazione da parte di Dio. Molti potenziali neofiti indagano sulla vera via guardando i video della casa di Dio. Testimoniare Dio con dei buoni video è una parte molto importante della diffusione del Vangelo! Devo affidarmi a Dio e fare del mio meglio per svolgere bene il mio dovere. Nonostante il mio dovere presenti diversi problemi e difficoltà, attraverso queste difficoltà, ho visto chiaramente il mio stato degenerato di brama delle comodità e disinteresse per il miglioramento. Ho compreso le mie idee sbagliate sulla ricerca, così da potermi pentire e cambiare. Sono per me una possibilità di acquisire la verità e di eliminare la mia indole corrotta. Allo stesso tempo, mi hanno fatto anche vedere le mie carenze professionali. Dobbiamo migliorare le nostre capacità professionali per progredire nei nostri doveri. Dopo aver compreso la volontà di Dio, mi sentivo motivata. In seguito, ho pregato Dio per i nostri problemi e difficoltà, ho ricercato la Sua guida, e ho discusso delle soluzioni con i miei fratelli e sorelle. Dal profondo del mio cuore, non volevo più essere pigra né distaccata, e mi sono anche impegnata ad acquisire le competenze professionali. Quando mi sentivo bloccata e volevo arrendermi, pregavo Dio, rinunciavo alla carne e mi dedicavo al mio dovere. Dopo un po’ di tempo, ho finalmente fatto un gran passo avanti, il problema è stato risolto rapidamente, e i nostri risultati sono un po’ migliorati rispetto al passato. Mi sentivo molto più sicura nel compiere il mio dovere in quel modo. In realtà, risolvere problemi e svolgere lavoro pratico non è così difficile, e non ho sofferto molto. Ho solo dovuto essere più coscienziosa nel mio dovere per ricevere la guida e le benedizioni di Dio. Il mio ingresso è ancora molto limitato; quindi, in futuro, mi concentrerò sull’eliminare la mia indole corrotta nel mio dovere, e lo svolgerò con tutto il cuore per soddisfare Dio!

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