La condivisione deve essere sincera

11 Giugno 2022

di Ye Julia, Polonia

All’inizio del 2021, ho accolto l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni. Partecipavo attivamente alle riunioni e leggevo la parola di Dio, e dopo circa di due mesi ho intrapreso il dovere di diacono dell’irrigazione. Noi diaconi avevamo una riunione ogni fine settimana per discutere i problemi e le difficoltà che incontravamo nei nostri doveri e condividere su ciò che apprendevamo, quale corruzione rivelavamo, e come riflettevamo e capivamo attraverso la parola di Dio. Prima di ogni riunione, ero molto nervosa e riflettevo a lungo, perché non sapevo cosa dire loro. Mi spaventava parlare della mia corruzione e delle mie mancanze, perché temevo che gli altri avrebbero avuto una cattiva opinione di me. Per esempio: avevo appena iniziato a irrigare i neofiti. Non sapevo molte cose e non avevo esperienza. Temevo di non piacere ai nuovi arrivati, e che pensassero che non sapevo irrigarli bene, quindi non volevo più quel dovere. Ma non volevo parlare del mio stato nelle riunioni con i diaconi, per paura che mi ritenessero incapace di fare comunione con gli altri. Inoltre, non avevo pazienza con alcuni nuovi arrivati, e non volevo dirlo, perché temevo mi giudicassero di cattiva umanità. Ma ero anche in ansia, perché, se in riunione non avessi detto niente, mi avrebbero certamente ritenuta meno capace degli altri. Non volevo mettermi in imbarazzo o far perdere loro stima di me. Dopo averci pensato, alla fine ho deciso di dire qualcosa di irrilevante e non troppo imbarazzante, come ad esempio che ero pigra, un problema che hanno quasi tutti. In questo modo, non sarei apparsa inferiore agli altri.

E così, alla riunione, la leader mi ha chiesto delle mie esperienze in quel periodo, e che conoscenza avessi acquisito della mia indole corrotta, e io ho condiviso come avevo pianificato. Quando ho finito, ho tirato un sospiro di sollievo, ma mi sentivo a disagio e mi rimordeva la coscienza. Sapevo di non aver detto la verità, e che ciò che avevo fatto andava contro la volontà di Dio. Ho pensato alle parole del Signore Gesù: “Il vostro parlare sia: ‘Sì, sì; no, no’; poiché il di più viene dal maligno” (Matteo 5:37). “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli” (Matteo 18:3). Pensare a queste parole mi ha fatta sentire molto in colpa. Le bugie vengono da Satana e sono malvagie. Dio ama le persone sincere, che sono le uniche a poter entrare nel Regno dei Cieli. I bugiardi e gli ipocriti non possono accedere al Regno di Dio. Costoro sono odiati da Dio e alla fine Egli sicuramente li eliminerà. Capire questo mi ha molto turbata, e avevo paura di essere ripudiata da Dio. Ho pregato Dio e Gli ho chiesto di guidarmi a essere una persona sincera. Ho deciso di dire la verità e di aprirmi sulla mia corruzione nella successiva riunione. Ma, arrivato il momento, non ho avuto il coraggio di farlo. Temevo che, se avessi parlato della mia corruzione e delle mie mancanze, i miei fratelli e sorelle avrebbero pensato che fossi più corrotta di loro. Mi sembrava troppo difficile dire la verità. Perciò, non volevo partecipare alle riunioni dei diaconi. Ma temevo che i miei fratelli e le mie sorelle mi avrebbero chiesto perché non andassi, e a quello non avrei saputo rispondere. Più ci pensavo, più mi sentivo combattuta e infelice. Non sapevo cosa fare. In una riunione, i fratelli e le sorelle hanno parlato delle loro esperienze e conoscenze come di consueto, e io non sapevo proprio cosa dire, così ho ascoltato in silenzio. Ero delusa da me stessa: simulavo sempre e ogni volta non ero in grado di praticare la verità. Non riuscivo a dire una sola parola sincera. Mi sentivo infelice, così ho pregato Dio, chiedendoGli di guidarmi fuori da quello stato.

In seguito, ho letto questo passo della parola di Dio: “Devi cercare la verità per risolvere qualsiasi problema che si presenti, qualunque esso sia, e non camuffarti in nessun modo e non indossare una maschera con gli altri. Le tue mancanze, le tue carenze, i tuoi difetti, la tua indole corrotta: sii completamente aperto su tutto questo e condividilo con gli altri. Non tenertelo dentro. Imparare ad aprirti è il primo passo per entrare nella vita, ed è il primo ostacolo, il più difficile da superare. Una volta che l’avrai superato, entrare nella verità sarà facile. Cosa significa compiere questo passo? Significa che stai aprendo il tuo cuore e mostrando tutto ciò che hai, che sia buono o cattivo, positivo o negativo; che ti stai mettendo a nudo per gli altri e perché Dio lo veda; che non stai nascondendo nulla a Dio, che non Gli celi nulla, che non metti su alcuna maschera, senza inganni né trucchi, e sei parimenti aperto e onesto con le altre persone. In questo modo vivi nella luce, e non solo Dio ti esaminerà, ma anche gli altri potranno vedere che agisci secondo principio e con una certa trasparenza. Non devi usare alcun metodo per proteggere la tua reputazione, la tua immagine e il tuo prestigio, né devi coprire o camuffare i tuoi errori. Non serve che ti impegni in questi sforzi inutili. Se riesci a lasciar andare queste cose, sarai molto rilassato e vivrai senza catene né dolore, interamente nella luce” (“Soltanto chi mette in pratica la verità è timorato di Dio” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dalla parola di Dio, ho capito che non dovremmo mai nascondere i nostri stati corrotti. Dovremmo portarli davanti a Dio e pregare, riflettere, cercare di capire, nonché aprire i nostri cuori, così da rivelare la nostra corruzione ai nostri fratelli e sorelle per cercare la verità. Questo ci aiuterà a capire meglio noi stessi e a risolvere la nostra indole corrotta. Invece io, per mantenere reputazione e prestigio, non ero disposta ad aprirmi sulla mia corruzione e sulle mie difficoltà, e non volevo ricercare la verità con i miei fratelli e sorelle. Chiudevo sempre il mio cuore in modo che nessuno capisse cosa pensavo, ma non trovavo alcun sollievo vivendo nell’oscurità. Ho capito che non potevo più andare avanti così, e che avrei dovuto praticare secondo la parola di Dio, aprirmi sul mio stato con i miei fratelli e sorelle e cercare il loro aiuto. Subito dopo la fine della riunione, una sorella è venuta a parlarmi della sua recente esperienza. Potevo cogliere l’occasione per aprirmi con lei, ma ero ancora un po’ imbarazzata, perché non sapevo cosa avrebbe pensato di me. Temevo che mi avrebbe ritenuta estremamente disonesta. Così, ho pregato Dio: “Dio, non voglio più fingermi diversa. Non voglio più nascondere i miei veri pensieri. Sono davvero stanca. Dio, voglio essere una persona sincera: Ti prego di guidarmi”. Finito di pregare, ho rivelato alla sorella tutto ciò su cui non avevo osato aprirmi durante la riunione. Dopo aver finito di parlare, mi sentivo molto sollevata. Lei ha condiviso con me la sua comprensione e mi ha inviato un brano delle parole di Dio. “La caratteristica principale delle persone ingannevoli è che non aprono mai il cuore in comunione con nessuno, e non parlano di ciò che hanno dentro neppure al loro migliore amico. Sono straordinariamente imperscrutabili. Una tale persona può non essere necessariamente anziana, né profondamente coinvolta in questioni mondane, e può anche avere poca esperienza, eppure è imperscrutabile. Non è forse una persona ingannevole per natura? Si nasconde così profondamente che nessuno può vederla per come è davvero. Per quante parole pronunci, è difficile stabilire quali siano vere e quali false, e nessuno sa quando dice la verità o quando mente. Inoltre, le persone di questo tipo sono particolarmente abili nel travestimento e nei sofismi. Spesso nascondono la verità dando agli altri false impressioni, in modo da mostrare solamente la loro illusoria apparenza. Si atteggiano a persone nobili, buone, virtuose e innocenti, persone che piacciono e godono dell’altrui approvazione, e alla fine tutti le stimano e le guardano con ammirazione. Per quanto tempo tu trascorra con una persona di questo tipo, non saprai mai cosa pensa. I suoi punti di vista e atteggiamenti verso ogni sorta di persone, questioni e cose sono celati nel suo cuore. Non li rivela mai a nessuno. Non si apre mai su queste cose nemmeno con il suo più stretto confidente. Neanche quando prega Dio, a volte, confida ciò che ha nel cuore o ciò che pensa veramente. Non solo: cerca di mascherarsi da persona dotata di umanità, profondamente spirituale e dedita alla ricerca della verità. Nessuno può discernere che tipo di indole abbia e che tipo di persona sia. Queste sono le caratteristiche delle persone ingannevoli” (“Non credono nell’esistenza di Dio e negano l’essenza di Cristo (Parte prima)” in “Smascherare gli anticristi”). Dalla parola di Dio, ho capito che le persone false non parlano agli altri col cuore, né si aprono sul loro vero stato. Al contrario, spesso si nascondono e simulano. Ho visto che ero esattamente come Dio rivelava. Da quando ero diacono per l’irrigazione, ho visto che avevo molte carenze, manifestavo la mia indole corrotta in vari modi, e non avevo amore e pazienza per i nuovi arrivati. Avevo bisogno di aprire il mio cuore e cercare una soluzione a quei problemi con i miei fratelli. Ma temevo che, se avessi detto la verità, mi avrebbero criticata e ritenuta inferiore, quindi non volevo rivelare loro il mio vero stato. Evitavo le cose importanti e riferivo loro quelle di scarsa rilevanza, o di problemi che mi sembravano comuni a molti. Nascondevo il mio lato oscuro e i miei pensieri più intimi. Per indurre gli altri ad avere una buona opinione di me, fingevo e creavo una falsa immagine di me. Ingannavo i miei fratelli e sorelle. Ero davvero astuta e ipocrita!

Poi, la sorella mi ha inviato un altro passo delle parole di Dio: “Infatti, tutti sanno perché dicono bugie: lo fanno in nome di interessi personali, reputazione, vanità e prestigio. E, nel paragonarsi agli altri, fingono di essere molto più di ciò che sono veramente. Di conseguenza, le loro bugie vengono smascherate e viste dagli altri, e loro perdono la faccia, il carattere e la dignità. A questo porta l’eccesso di menzogne. Quando menti troppo, ogni parola che pronunci è inquinata. Sono tutte false, e non una sola può essere vera o reale. Anche se mentendo non perdi la faccia, dentro di te ti senti comunque svergognato. Ti rimorderà la coscienza, ti detesterai e ti disprezzerai. ‘Perché vivo in modo così pietoso? È davvero così difficile parlare sinceramente? Ho bisogno di dire queste bugie solo per salvare la faccia? Perché è così estenuante vivere in questo modo?’ Tu hai la possibilità di vivere in un modo che non sia faticoso. Se metti in pratica la sincerità, puoi vivere con semplicità e liberamente; quando invece scegli di mentire per proteggere la tua reputazione e la tua vanità, la tua vita è molto faticosa e dolorosa, il che significa che si tratta di un dolore autoinflitto. Che reputazione ti guadagni dicendo bugie? Una reputazione vuota, qualcosa di totalmente inutile. Quando menti, tradisci la tua dignità e la tua integrità. Le bugie costano alle persone la loro dignità e la loro integrità, e Dio le trova sgradevoli e odiose. Dunque, ne vale la pena? Niente affatto. […] Se sei una persona che ama la verità, allora puoi sopportare ogni tipo di sofferenza per mettere in pratica la verità, e non ti importerà se perderai la tua reputazione, il tuo prestigio, il tuo carattere o la tua dignità. E non ti interesserà nient’altro che mettere in pratica la verità e soddisfare Dio. Coloro che amano la verità scelgono di mettere in pratica la verità, di essere persone sincere. Questa è la via corretta e benedetta da Dio. Cosa scelgono di fare, invece, coloro che non amano la verità? Usano le menzogne per difendere la loro reputazione, il loro prestigio, la loro dignità e il loro carattere. Costoro preferiscono essere falsi ed essere odiati e ripudiati da Dio. Non vogliono la verità né Dio. Scelgono la loro reputazione e il loro prestigio. Desiderano essere persone false, e non si preoccupano che questo piaccia o no a Dio o che Egli li salvi; quindi, tali persone possono ancora essere salvate da Dio? Certamente no, perché intraprendono la strada sbagliata. Sanno vivere solo mentendo e imbrogliando, e sono in grado di vivere solamente una vita dolorosa in cui ogni giorno dicono bugie, poi le coprono, e si arrovellano il cervello per discolparsi. Potresti pensare che la menzogna sia in grado di difendere la reputazione, il prestigio, la vanità e l’immagine che ti sono tanto cari, ma questo è un grosso errore. Le bugie non solo non riescono a proteggere la tua vanità e la tua dignità personale, ma ti fanno anche perdere l’opportunità di praticare la verità e di essere una persona sincera. Anche se sul momento difendi la tua reputazione e la tua vanità, ciò che perdi è la verità, e tradisci Dio, il che significa che perdi completamente l’opportunità di ottenere da Lui la salvezza e di essere perfezionato. Questa è la più grande delle perdite e un rimpianto eterno. Le persone false non se ne rendono mai conto chiaramente” (“Si può vivere con vere sembianze umane soltanto essendo onesti” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dopo aver letto la parola di Dio, ho riflettuto su me stessa. Per mantenere la reputazione e il prestigio ed evitare di perdere la stima degli altri, prima di ogni riunione mi arrovellavo il cervello per capire in che modo condividere con gli altri. Se mi fossi aperta sul mio vero stato, temevo di dare una cattiva impressione di me ai miei fratelli e sorelle. Ma, se non avessi detto nulla, potevano invece pensare male di me e guardarmi dall’alto in basso. Ero disperata, e volevo uscire da quella situazione. Ho visto che, per mantenere reputazione e prestigio, mi arrovellavo e rendevo me stessa infelice, ma continuavo a rifiutarmi di aprirmi, di essere sincera, e di confessare ai miei fratelli il mio vero stato e le mie difficoltà. Ero così falsa e malvagia! Forse ho mantenuto la mia immagine agli occhi degli altri un po’ più a lungo, ma ho perso la mia dignità, e la possibilità di essere sincera e di cercare la verità. In ogni riunione, provavo stanchezza e assolutamente nessun sollievo. Ero completamente schiava della mia indole corrotta. Fratelli e sorelle dovrebbero nutrirsi della parola di Dio nelle riunioni, e fare comunione sulla loro esperienza e conoscenza della parola di Dio. Se abbiamo problemi o difficoltà, possiamo aiutarci a vicenda e imparare dai punti di forza degli altri. In questo modo è più facile ricevere l’opera dello Spirito Santo e capire la verità. Io, invece, pensavo sempre a come condividere in modo da non perdere la stima degli altri e indurli a sviluppare una buona opinione di me. Tutti i miei sforzi erano dedicati a questo. Era estremamente difficile e faticoso vivere così.

Poi, ho letto un altro passo della parola di Dio: “Quando fate comunione con gli altri, siete in grado di aprirvi e di dire ciò che avete veramente nel cuore? Se una persona dice sempre ciò che ha veramente nel cuore, se non mente né esagera mai, se è sincera e per niente negligente o superficiale nell’adempimento del suo dovere, se sa praticare la verità di cui ha comprensione, allora può sperare di acquisire la verità. Se una persona si maschera sempre e nasconde il suo cuore in modo che nessuno possa vederla chiaramente, se dà una falsa impressione per ingannare gli altri, allora è in serio pericolo, il suo problema è grave, e prima o poi sarà vista per ciò che è e smascherata. Dalla vita quotidiana di una persona, dalle sue parole e azioni, si possono intuire le sue prospettive sul futuro. Se non fa che fingere e darsi delle arie, allora non è una persona che accetta la verità, e prima o poi sarà messa a nudo e scacciata. […] Le persone che non si aprono mai, che nascondono sempre le cose, che fingono sempre di essere oneste, che cercano sempre di guadagnarsi l’ammirazione altrui, che non vogliono mai che gli altri sappiano cosa pensano veramente e quali siano il loro vero stato e la loro natura, non sono forse stupide? Queste persone sono estremamente stupide! Che cammino percorrono? Quello dei farisei. Gli ipocriti sono in pericolo oppure no? Sono le persone che Dio odia di più, quindi pensi forse che non siano in pericolo? Tutti coloro che sono farisei percorrono la strada della perdizione!” (“Consegna il tuo vero cuore a Dio e potrai ottenere la verità” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dalle Sue parole, ho capito che Dio vuole che siamo persone sincere, franche e dirette, che non mentiamo né inganniamo, e che, anche se manifestiamo corruzione, sappiamo aprirci e parlarne, in modo che gli altri conoscano i nostri veri pensieri. Praticando la verità in questo modo, non ci stancheremo, e percorreremo la via della salvezza. Quanto a quelli che costantemente simulano, nascondono, coprono e non mostrano agli altri il loro stato, costoro percorrono la strada sbagliata, diventano sempre più ipocriti, e pertanto non potranno mai risolvere la loro indole corrotta. Questa è la strada della perdizione. Ho pensato ai farisei di duemila anni fa. Esteriormente erano pii, e passavano le giornate a spiegare le Scritture agli altri nelle sinagoghe. Inoltre, scendevano appositamente in strada e pregavano per far vedere che amavano Dio. Ma non temevano Dio, non Lo mettevano al primo posto, e non obbedivano ai Suoi comandamenti. Quando il Signore Gesù apparve e operò, sapevano bene che le Sue parole avevano autorità e potere e venivano da Dio ma, per mantenere il loro prestigio e i loro guadagni, si opposero e condannarono spietatamente l’opera di Dio, e infine crocifissero il Signore Gesù. Ho visto che i farisei erano pii in apparenza, ma infidi e astuti nella sostanza. Erano abili nella simulazione e nell’inganno. Il loro unico scopo era raggirare e controllare le persone, e così procurarsi la loro stima e adorazione. Percorrevano la strada della ribellione a Dio. Alla fine, offesero l’indole di Dio ed Egli li maledì e li punì. Ho riflettuto su me stessa. Per avere una buona immagine agli occhi degli altri e mantenere reputazione e prestigio, ho nascosto la mia corruzione e parlato solo dei comportamenti menzionati dalla maggior parte dei fratelli. In questo modo, non solo proteggevo la mia immagine, ma davo l’idea di aprirmi. Non ero forse falsa e malvagia come i farisei? Rendermene conto mi ha davvero spaventata. Non potevo continuare così. Dovevo essere una persona sincera per soddisfare i requisiti di Dio.

Poi, la sorella mi ha inviato un altro passo della parola di Dio. “Se desideri ricercare la verità, se desideri apportare un cambiamento rilevante a diversi ambiti, come le tue motivazioni, le tue condizioni o i tuoi stati d’animo erronei, allora prima di tutto devi imparare ad aprirti e a tenere condivisioni. […] Non bisogna tenersi dentro le cose, dicendo: ‘Queste sono le mie motivazioni, queste sono le mie difficoltà, mi trovo in cattivo stato, mi sento negativo, ma comunque non lo dirò a nessuno, terrò tutto per me’. Se non ti apri mai sul tuo stato quando preghi, ti risulterà difficile ricevere l’illuminazione dello Spirito Santo e, col tempo, il desiderio di pregare e di nutrirti della parola di Dio ti abbandonerà, la tua condizione peggiorerà continuamente, e cambiare le cose diventerà arduo. E così, qualunque sia la tua condizione, che tu sia negativo o in difficoltà, indipendentemente dalle tue motivazioni e dai tuoi progetti personali, qualunque cosa tu sia giunto a capire o conoscere mediante l’analisi, devi imparare ad aprirti e a tenere condivisioni; quando tieni condivisioni, lo Spirito Santo è all’opera. E come opera lo Spirito Santo? Ti illumina e ti consente di capire la gravità del problema, ti rende consapevole della radice e dell’essenza del problema, e poi ti illumina per farti comprendere la verità e i principi della pratica a poco a poco, in modo che tu possa mettere in pratica la verità e su questa base entrare nelle realtà della verità. Questo è il risultato ottenuto dall’opera dello Spirito Santo. Quando una persona sa fare comunione apertamente, questo significa che ha un atteggiamento sincero nei confronti della verità. Se una persona sia sincera o meno, e se sia o no una persona sincera, lo si valuta in base al suo atteggiamento verso la verità e verso Dio, nonché al fatto che sappia o no accettare la verità e obbedire a Dio. Questo è ciò che conta di più” (“I principi della pratica che riguardano la sottomissione a Dio” in “I discorsi di Cristo degli ultimi giorni”). Dopo aver letto la parola di Dio, la sorella ha condiviso: “Se vogliamo risolvere i nostri stati sbagliati, dobbiamo essere sinceri e aprire i nostri cuori nella comunione con gli altri. Se non facciamo che nascondere, coprire e rifiutiamo di aprirci, allora restemo sempre intrappolati nei nostri stati sbagliati, perderemo la guida di Dio e precipiteremo nell’oscurità. Per esempio, se qualcuno è malato, troveranno un medico o chiederanno a chi ha esperienza. In questo modo, potranno capire la sua condizione, trovare la cura adeguata e arginare la malattia per tempo. Eppure alcune persone, pur sapendo di essere malate, pensano che non sia importante e non vogliono discutere della loro malattia. Alla fine, per mancanza di cure tempestive, la condizione peggiora, o addirittura mette a rischio la loro vita. Se vogliamo risolvere i nostri stati sbagliati e le nostre difficoltà, dobbiamo condividere apertamente ed essere sinceri. Questo è il modo corretto di praticare”. Attraverso la comunione di quella sorella sulla parola di Dio, ho capito che è davvero importante essere sinceri e aprirsi. Credevo in Dio da poco tempo e non comprendevo la verità. Anche se riconoscevo di aver manifestato un’indole corrotta, non sapevo risolverla. Dovevo praticare la sincerità, aprirmi sul mio stato e ricercare la verità. Solo in questo modo avrei potuto ottenere la guida di Dio, e ciò mi avrebbe anche aiutata a risolvere la mia indole corrotta. Avevo appena iniziato a irrigare i nuovi arrivati, quindi era normale che non comprendessi molte cose. Quando non capivo, dovevo aprirmi per ricercare con i miei fratelli e sorelle, coì da padroneggiare i principi del mio dovere un po’ alla volta e svolgerlo adeguatamente. In seguito, mi sono aperta con quella sorella sul mio stato recente e sulle difficoltà che avevo nel mio dovere. Lei non solo non mi ha criticata, ma mi ha inviato la parola di Dio e ha condiviso la sua esperienza per aiutarmi. Con il suo aiuto, ho acquisito una certa conoscenza del mio stato e della corruzione che manifestavo, e ho provato un grande senso di felicità e liberazione. Da allora, ho consapevolmente praticato la sincerità e l’aprimi sul mio stato.

Una sera, ho ospitato una riunione di gruppo. La leader ha incaricato una capogruppo di ospitare con me. Quella sorella capiva la verità meglio di me. Durante la riunione, ha fatto comunione e risolto i problemi degli altri in modo molto efficace, e io ero un po’ invidiosa. Mi preoccupavo dell’opinione degli altri. Mi avrebbero ritenuta inferiore a lei? Dopo la riunione, la leader mi ha chiesto se avessi pensieri da condividere. Sapevo che avrei dovuto essere sincera, aprirmi sulla mia corruzione con la sorella e cercare una soluzione. Così, le ho confidato quello che avevo nel cuore. Lei mi ha inviato la parola di Dio e mi ha raccontato la sua esperienza. Ho capito che ero invidiosa di lei perché davo valore al prestigio, avevo un’indole arrogante e volevo essere ammirata. Ho anche capito che, per liberarmi della mia invidia, dovevo pregare di più Dio, pensare al lavoro della Sua casa e al mio dovere, e mettere gli interessi della Sua casa al primo posto. Questo è in linea con la volontà di Dio. Allo stesso tempo, dovevo anche affrontare adeguatamente i miei difetti e le mie carenze e imparare di più dai punti di forza degli altri per compensare le mie mancanze. In questo modo, potevo comprendere più verità. Capirlo mi ha resa molto felice. Ho sentito veramente che, quando mi apro con i miei fratelli e sorelle, invece di guardarmi dall’alto in basso, loro mi aiutano molto.

Dopo averlo sperimentato, sento quanto sia importante essere una persona sincera. Solo essendo sinceri e aprendoci possiamo ricevere l’opera dello Spirito Santo e giungere a capire la verità. Vedo inoltre che essere sinceri può donarci sollievo e libertà, e farci vivere da esseri umani. Dio sia lodato!

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