Fuori dal manicomio

19 Aprile 2022

di Xiaocao, Cina

Nel gennaio del 2012. Un vicino mi ha condiviso il Vangelo di Dio Onnipotente degli ultimi giorni, Mi ero stancata di gestire l’attività, avevo il muscolo lombare gravemente stirato e una spalla bloccata. Per il dolore riuscivo a malapena a spazzolarmi i capelli e vestirmi, e le medicine non erano d’aiuto. Sono miracolosamente guarita dopo aver creduto in Dio, quindi mio marito e mio figlio erano entusiasti e favorevoli alla mia fede. Ma, un paio di mesi dopo, mio marito ha letto online delle bugie diffuse dal Partito Comunista sulla Chiesa di Dio Onnipotente e ha iniziato a opporsi alla mia fede. Mi ha detto: “Il governo è contro questo tuo Dio. Se ti arrestassero, potrebbe influire sulla carriera di nostro figlio. Dovresti rinunciarci”. Una volta, quando ero appena tornata dalla condivisione del Vangelo, mi ha detto con volto cupo: “La Brigata di Sicurezza Nazionale mi ha chiamato e chiesto se sei credente: se sì, devi consegnare i tuoi libri su Dio. Mi hanno anche chiesto di identificare delle persone in alcune foto. Se continui così verrai sicuramente arrestata”. Gli ho risposto: “Ho intrapreso la retta via nella vita e non ho fatto nulla di illegale. Non ne avrebbero il diritto!” E lui: “Quanto sei ingenua! Il PCC ce l’ha soprattutto con voi credenti. Se continui a credere, potrebbero arrestarti e picchiarti, allora vedrai quanto sono spietati”. Ho pensato tra me e me che, con mio marito contrario, sarebbe diventato sicuramente più difficile seguire quella strada. Ho pregato Dio affinché mi guidasse lungo il cammino. Ho anche deciso che, nonostante l’opposizione di mio marito, non avrei rinunciato alla mia fede.

Era il dicembre del 2012, ero credente da quasi un anno. Sono stata arrestata e detenuta cinque giorni: qualcuno mi ha denunciata per aver predicato il Vangelo. Il giorno del rilascio, un agente mi ha avvertita: “Quando esci, è meglio che rinunci alla fede, altrimenti di certo finirai in prigione!” Dopo circa mezz’ora mio marito è venuto a prendermi, sembrava davvero adirato, aveva un’espressione minacciosa sul viso. Sceso dalla macchina, è entrato nella stazione di polizia. Non avevo idea di cosa stessero parlando lì dentro. Poi mi ha portata a casa. Quando siamo arrivati, ho visto mio fratello, mia sorella e mio cognato che mi aspettavano fuori. Ho immaginato che l’unica ragione per cui erano tutti lì fosse impedirmi di praticare la mia fede. Per di più, mio fratello era un funzionario regionale, e mi aveva già detto che avrei dovuto lasciar perdere perché aveva visto online ogni sorta di bugie del Partito Comunista che condannavano e infamavano la Chiesa. Aveva aggiunto che la mia fede poteva compromettere la carriera di mio figlio, e che avrebbe potuto influire anche su di lui, facendogli perdere la sua posizione di funzionario. Probabile che fosse di nuovo lì per spingermi a rinunciare alla mia fede. Ho pregato brevemente, chiedendo a Dio di guidarmi e proteggermi. Appena scesa dalla macchina, mio fratello mi si è avvicinato e ha detto sorridendo: “Dovresti lasciar perdere questa questione di Dio. Resta a casa e prenditi cura della famiglia. Non essere così testarda. Tuo figlio ha un buon lavoro e se continui così lo metti a rischio. Ti odierà per sempre”. Poi mio cognato mi ha urlato contro, stringendo i denti e gesticolando: “Fede in Dio? Dov’è Dio? Io non credo in Lui e vivo benissimo!” E mio marito ha detto con rabbia: “Non è stato facile per nostro figlio trovare un buon lavoro, emergere. E se lo perdesse a causa della tua fede?” Mia sorella invece mi ha detto: “Senti, dovresti lasciar perdere. Tuo marito è così buono con te e tuo figlio ha un buon lavoro. Non ti basta? Prenditi cura della tua famiglia”. Sentendo tutto questo, ho pensato che io e mio marito avevamo lavorato duramente per pagare l’istruzione di nostro figlio, il quale ora aveva trovato una buona sistemazione, cosa non facile. Se davvero avesse perso il lavoro a causa della mia fede, forse mi avrebbe odiata per sempre! Ma poi mi sono detta che rinunciare alla mia fede avrebbe significato tradire Dio, e ho pensato alle verità che avevo imparato da credente. Sapevo che adorare Dio era la cosa giusta per un essere creato, la retta via, e Dio aveva anche guarito i miei mali. Non potevo essere così priva di coscienza. Ho pregato silenziosamente Dio nel mio cuore: “Dio, la mia famiglia vuole che rinunci alla fede, sto malissimo. Ti prego di darmi fede e forza”. Poi ho ricordato queste Sue parole: “In ogni fase dell’opera che Dio compie negli uomini, da fuori sembra che ciò che accade sia dovuto a un’interazione tra individui, originata da interventi o da rapporti umani. Ma dietro ciò che appare, dietro ogni fase dell’opera e dietro ogni cosa che accade vi è una scommessa che Satana fa con Dio e che richiede che le persone rimangano salde nella loro testimonianza di fede a Dio. Pensate a quando Giobbe fu messo alla prova, per esempio: dietro le quinte, Satana stava facendo una scommessa con Dio e ciò che accadde a Giobbe fu dovuto all’intervento e alle azioni degli uomini. Dietro ogni fase dell’opera che Dio compie in voi, vi è la scommessa di Satana con Dio; dietro ogni cosa vi è una battaglia” (“Solo amare Dio vuol dire credere veramente in Dio” in “La Parola appare nella carne”). Dietro la mia famiglia c’era in realtà Satana che mi metteva alla prova e mi attaccava: ora era chiaro. La mia famiglia era stata ingannata dalle bugie del Partito e usava il lavoro di mio figlio per minacciarmi e indurmi a tradire Dio. Non potevo cadere nel tranello di Satana, dovevo testimoniare Dio. Poi mi è anche venuto in mente che il lavoro di mio figlio dipendeva interamente dal governo e dalle disposizioni di Dio. Nessuno poteva cambiare questo. Così ho detto: “Avere fede è la retta via nella vita, e non ho infranto nessuna legge. L’unico a compiere il male, arrestandomi e coinvolgendovi, è il Partito Comunista. Non dovreste opprimermi anche voi, né ostacolare la mia fede. Voi sapete che, prima di credere in Dio, le mie malattie erano così gravi che non ero neppure autonoma. Sono guarita completamente dopo aver acquisito la fede, e tutto questo per via della grazia e delle benedizioni di Dio. Dio Onnipotente è il vero Dio, l’avvento del Salvatore. I disastri si fanno sempre più grandi, e Dio Onnipotente ha espresso così tante verità. Lo ha fatto per salvare l’umanità dai peccati, dai disastri, in modo che possiamo avere la Sua protezione, sopravvivere ai disastri ed entrare nel Suo Regno. Se permetto alla persecuzione del Partito Comunista di spaventarmi e allontanarmi dalla mia fede, perderò la mia possibilità di salvezza. Non importa quanto vi opponiate: persisto nel mio cammino di fede”. Mio marito, indignato, mi ha puntato un dito contro dicendo: “Sei una causa persa!” Poi lui e mio fratello si sono scambiati uno sguardo e si sono mossi insieme verso casa parlando sottovoce tra loro. Ero confusa. Cosa si stavano dicendo così in segreto? Poco dopo sono tornati; mio fratello ha lanciato un’occhiata a mia sorella e ha sorriso enigmatico: “Andiamo a prendere da mangiare!” Mia sorella e mio nipote sono venuti verso di me, poi mi hanno preso le mani per tirarmi in macchina, uno da ogni lato. Un comportamento assurdo. Cercando di liberarmi dalla loro presa, ho detto che non volevo andare, ma loro mi hanno spinta in auto e basta. La macchina si è fermata dopo circa mezz’ora di guida, e con enorme sorpresa ho visto un ospedale psichiatrico. Mio marito, mio fratello e mio cognato sono scesi dall’auto. Ero sconvolta. Mi stavano davvero portando in un manicomio? Mi sono detta che dovevo uscire dall’auto e scappare, ma le serrature erano bloccate. Loro si sono diretti verso l’ufficio dell’ospedale, e improvvisamente tutto è diventato chiaro. L’avevano pianificato fin dall’inizio. Mi avevano portata lì con l’inganno di andare a mangiare fuori. Ero infuriata e disgustata. Non potevo credere che mi avessero portato lì, che fossero senza cuore. I cosiddetti “cari!” Ho ricordato quando mio marito, alla stazione di polizia, aveva parlato con gli agenti all’interno, e gli sguardi scambiati dai miei familiari quando avevano detto che andavamo a mangiare. Ho capito che molto probabilmente si trattava di un piano del Partito Comunista. Stavano facendo di tutto per farmi tradire Dio. Ero sconvolta oltre misura e sull’orlo del pianto. Ho detto loro, indignata: “Mi portate qui per farmi torturare solo perché credo in Dio. Siete voi i pazzi! Quello che state facendo è totalmente sbagliato. Sarete puniti per questo”. Proprio allora, un paio di inservienti sono usciti dall’ospedale con delle cinghie da mettermi addosso. Mio marito, mio fratello e mio cognato mi guardavano senza dire una parola. Avevo il cuore spezzato, ero disperata. Neanche nei peggiori incubi avrei mai immaginato che la mia famiglia, solo per proteggere i propri interessi e non essere coinvolta, avrebbe ascoltato le bugie del Partito Comunista e mi avrebbe rinchiusa e fatta torturare in un manicomio, senza preoccuparsi della mia vita, quando stavo perfettamente bene. Non erano persone care, erano demoni. A quel pensiero, non ho più trattenuto le lacrime. Non riuscivo nemmeno a guardarli. Ho detto agli inservienti con indignazione: “Non ho niente che non vada! Mi hanno portata qui con l’inganno. Mi costringono a curarmi qui solo perché credo in Dio. Non avete nemmeno indagato al riguardo. Perché mi trattenete?” Ma mi hanno completamente ignorata.

Sono stata ammessa come paziente grave e internata nel reparto 1, dove tutti i corridoi, le porte e le finestre avevano sbarre di metallo. La mia stanza era di circa 5 metri quadrati e completamente spoglia. C’era solo un letto singolo con una trapunta sporca dappertutto di vecchie tracce di urina. L’odore era pungente. La stanza mancava di servizi, c’era solo un bagno unisex nel corridoio, che veniva chiuso a chiave. Dovevo trovare un’inserviente ogni volta che volevo usarlo, e se avevano da fare, non aprivano e io dovevo tenermela. L’ospedale era costantemente invaso dai lamenti dei pazienti. A volte cantavano o piangevano, altre iniziavano a gridare: “Fatemi uscire! Fatemi uscire!” E picchiavano le sbarre di metallo senza sosta. L’intero posto sembrava pieno di fantasmi e lupi ululanti. Mi faceva gelare il sangue. Sentivo che non era un posto per esseri umani. Solo perché credevo, il Partito Comunista mi ha arrestata e incarcerata e, non appena rilasciata, la mia stessa famiglia mi ha portata in manicomio. Dalla padella alla brace, dritta nella fossa dei leoni. Come potevo vivere in quel modo? Più ci pensavo e più stavo male, e le lacrime sono affiorate. Mentre piangevo, ricordavo noi fratelli e sorelle durante le riunioni, a cantare inni e lodare Dio. Volevo tanto leggere le parole di Dio e svolgere il mio dovere accanto a loro, ma non potevo uscire, né avevo idea di quanto sarei rimasta lì dentro. Quando sarebbe finita la mia sofferenza? Ho pregato: “O Dio, sono internata con dei malati mentali. Sono disperata. Dio, non so come superare tutto questo. Ti prego di guidarmi”. Dopo aver pregato, ho rammentato un passo delle Sue parole: “Forse ricordate tutti queste parole: ‘Perché la nostra momentanea, leggera afflizione ci produce un sempre più grande, smisurato peso eterno di gloria’. Tutti voi avete udito questa frase, ma nessuno ne aveva capito il vero significato prima. Oggi, invece, siete pienamente consci del loro significato reale: Dio porterà a compimento queste parole negli ultimi giorni e le porterà a compimento in coloro che sono stati brutalmente perseguitati dal gran dragone rosso, nella terra in cui esso giace arrotolato su sé stesso. Il gran dragone rosso è nemico di Dio e Gli si accanisce contro e per questo motivo, in questa terra, coloro che credono in Dio sono sottoposti a umiliazione e oppressione. Ecco perché queste parole troveranno la loro realizzazione nel vostro gruppo di persone. Dal momento che tutta l’opera di Dio viene intrapresa in una terra che Gli si oppone, essa incontra ostacoli enormi da sormontare e occorre tempo perché molte delle Sue parole si realizzino; così, tramite le parole di Dio, la gente subisce un raffinamento e questo è un altro elemento di sofferenza. È estremamente arduo per Dio portare a termine la Sua opera nella terra del gran dragone rosso, ma è attraverso tale difficoltà che Dio compie una fase della Sua opera, rendendo così manifesta la Sua saggezza e le Sue meravigliose opere, e avendo così l’opportunità di rendere completo questo gruppo di persone” (“L’opera di Dio è semplice come l’uomo la immagina?” in “La Parola appare nella carne”). Ho capito che il PCC è il nemico mortale di Dio, non permette a nessuno di avere fede e seguirLo. Dio Onnipotente esprime verità per salvare l’umanità, quindi il PCC arresta e perseguita i credenti e diffonde ogni sorta di voci e bugie, condannando la Chiesa di Dio Onnipotente per ingannare coloro che non sanno la verità. Coinvolge i familiari dei credenti per generazioni, distruggendo le loro carriere e mettendoli contro chi crede. Li usa per costringere i credenti a tradire Dio. Il Partito è incredibilmente malvagio. La mia famiglia è stata ingannata dal Partito e l’ha assecondato, perseguitandomi per la mia fede, fino a mandarmi in un manicomio. Era un posto terribile, ma ho visto l’essenza malvagia del Partito Comunista, ed è così che Dio stava perfezionando la mia fede: dovevo affidarmi a Lui e testimoniare. A questo pensiero, ho pregato, chiedendo a Dio di restare con me e di proteggermi da Satana il diavolo. Più Satana mi opprimeva, più io avrei creduto in Dio.

Il mio secondo giorno in istituto, un inserviente mi ha portato una pillola da prendere. Furiosa, ho dichiarato: “Ti ho detto che non ho nulla che non vada, non la prenderò”. E lui: “Se sei qui, qualcosa che non va in te c’è. Se collabori con il trattamento, starai meglio e uscirai prima”. Ma io avevo comunque paura di prendere quel farmaco. Il terzo giorno è stato ricoverato un paziente grave e mi hanno trasferita nel reparto 3 perché nel mio non c’erano letti liberi. Il 3 era meno controllato: si poteva lasciare la stanza e andare un po’ in giro. Lì dentro alcuni pazienti avevano pantaloni così logori da scoprire la biancheria intima, avevano la faccia e il collo sudici e i capelli tutti arruffati. Alcuni indossavano vestiti così sporchi da sembrare unti; era nauseante. Avevo due compagne di stanza. Una aveva gli occhi spenti e inespressivi, e a volte borbottava tra sé senza senso. L’altra non so da quanto tempo fosse rinchiusa lì dentro. Ogni mattina si alzava e camminava senza sosta nel corridoio, fumando. Mi facevano davvero paura. Temevo che, in uno dei loro accessi, potessero colpirmi o tirarmi i capelli quando ero distratta, o che potessero soffocarmi nel sonno, quindi la notte non dormivo bene. Ogni volta, prima di addormentarmi, in silenzio pregavo più e più volte Dio di proteggermi. Era l’unico modo per rilassarmi abbastanza da dormire un po’. Un inserviente veniva ogni giorno a darci le medicine, una per una. Le prendevo solo quando mi guardava dritto negli occhi, altrimenti non ingoiavo la pillola e me ne liberavo quando andavo in bagno. Un giorno un’altra paziente mi ha visto farlo e mi ha detto: “Non puoi. Una volta un’inserviente mi ha sorpresa a buttarle via. Mi ha picchiata un paio di volte, poi mi ha infilato un tubo di plastica nel naso e mi ha forzato ad assumere i farmaci. È stato molto doloroso”. Non ho mai saputo se quella donna avesse fatto la spia su di me, ma da allora il personale faceva molta più attenzione che prendessimo le medicine. Gli inservienti ci sorvegliavano ogni giorno da un tavolo quadrato, assicurandosi con una torcia che aprissimo la bocca e le inghiottissimo. Non potevo evitare di assumerle.

Qualche giorno dopo, il direttore ha ispezionato le stanze e di punto in bianco mi ha chiesto: “Il grande disastro sarà il 21?” Era molto strano. Ho risposto: “Solo Dio sa quando il disastro arriverà”. E lui ha ribattuto: “Decisamente non stai bene. Dobbiamo aumentarti il dosaggio”. Da allora ho dovuto prendere due pillole invece di una. Ero furiosa. Il direttore non aveva idea se stessi male davvero, ma ha raddoppiato il mio dosaggio come nulla fosse. Non aveva riguardo per la vita umana. Negli ospedali si dovrebbero salvare vite e aiutare i feriti, e invece il Partito Comunista se ne serviva per perseguitare i cristiani. Mi facevano del male solo a causa della mia fede. Odiavo il Partito fino in fondo.

Dopo dieci giorni di terapia ho iniziato a sentirmi molto debole, persino camminare mi era difficile. Mi sono chiesta se fosse una conseguenza di quelle medicine. Così poco tempo, e stavo malissimo. Se avessi continuato con quelle medicine, sarei peggiorata. E affrontare tutti quei malati di mente ogni giorno, sentirmi infelice e depressa: quel tormento poteva veramente scatenarmi dei problemi mentali. Pregavo molto Dio, e ce l’ho fatta solo grazie alla guida delle Sue parole. Una volta, dopo una preghiera, ho pensato al Signore Gesù che faceva uscire Lazzaro dalla sua tomba. Era morto da quattro giorni e il suo corpo era già maleodorante, ma con poche parole Dio lo riportò indietro dalla morte. Dio è onnipotente, governa il destino dell’umanità. Quindi anche la mia vita era nelle Sue mani. Ho ripensato a queste Sue parole: “Di tutto ciò che avviene nell’universo, non vi è nulla su cui Io non abbia l’ultima parola. C’è niente che non sia nelle Mie mani?” (Capitolo 1 di “Parole di Dio all’intero universo” in “La Parola appare nella carne”). Se quel farmaco mi avrebbe fatta impazzire e quando sarei uscita, ogni cosa era nelle Sue mani. Dovevo superare tutto con la fede e affidandomi a Dio. Questo pensiero ha rafforzato la mia fede e mi ha dato coraggio.

Una sera, un paio di settimane dopo, ho pensato di chiamare la mia famiglia e vedere se potevo uscire prima. La mattina seguente, mio marito è venuto lì e gli ho chiesto di portarmi via. Gli ho detto che era un luogo disumano e che avrebbe fatto impazzire anche chi era sano. Lui ha chiamato mio fratello, il quale al telefono gli ha risposto: “Prima falle firmare una rinuncia alla sua fede, e poi potrà uscire. Se rifiuta di farlo, può morire lì dentro”. Non avrei mai immaginato che mio fratello, il mio stesso sangue, potesse dire una cosa del genere. Era davvero agghiacciante. Non era un familiare, era un diavolo dal volto umano! Vedendo che non aveva intenzione di farmi uscire, mi sono detta che se mi avesse abbandonata lì, non ne sarei mai più uscita, e come avrei potuto praticare la mia fede? Così ho finto di essere d’accordo. Allora ha accettato di portarmi a casa. Mio marito mi seguiva costantemente. Non mi lasciava andare alle riunioni né leggere le parole di Dio. A volte, durante il mio riposo pomeridiano, entrava persino per vedere se non stessi leggendole, ma io potevo comunque farlo di nascosto con il mio lettore MP5. Poi, una mattina, mi ha scoperta mentre lo stavo ricaricando. Me l’ha preso e mi ha urlato contro, furioso: “Come puoi credere ancora? Se ti prendono e vai in prigione e nostro figlio perde il lavoro per colpa tua, come potrai affrontarlo? Non ti è più permesso di seguire Dio!” Dicendo questo, mi ha assestato uno spintone e io ho battuto la testa contro la sponda del letto. Non capivo come potesse essere così feroce. Credevo in Dio, tutto lì. Non avevo fatto nulla di male, eppure lui mi trattava così. Non solo mi aveva fatto internare, ma ora mi stava anche picchiando, e non mi lasciava leggere le parole di Dio. Mi sentivo sempre peggio, e ho pregato Dio: “O Dio! Mio marito mi sta trattando in modo terribile e non ho la forza. Non so come restare su questo cammino. Ti prego di guidarmi!” Poi ho pensato a queste parole di Dio: “Oggi, la maggior parte della gente non ha quella consapevolezza. Crede che la sofferenza sia priva di valore, viene rifiutata dal mondo, la sua vita familiare è instabile, non è amata da Dio e le sue prospettive sono fosche. La sofferenza di alcune persone raggiunge un livello estremo e i loro pensieri si rivolgono alla morte. Questo non è vero amore per Dio; questa gente è vigliacca, non ha la perseveranza, è debole e incapace! Dio desidera che l’uomo Lo ami, ma più l’uomo Lo ama, maggiori saranno la sua sofferenza e le sue prove. […] Perciò, negli ultimi giorni dovete rendere testimonianza a Dio. Per quanto sia grande la vostra sofferenza, dovreste camminare fino alla fine, e anche al vostro ultimo respiro, dovete ancora essere fedeli a Dio e alla Sua mercé; solo questo è vero amore per Lui e una testimonianza forte e clamorosa” (“Solamente affrontando prove dolorose puoi conoscere l’amabilità di Dio” in “La Parola appare nella carne”). Riflettendo sulle parole di Dio, ho compreso che, se anche mi trovavo in un momento di difficoltà, Dio Se ne serviva per perfezionare la mia fede, per darmi la possibilità di testimoniarLo davanti a Satana. Era l’amore di Dio. Là dove non capivo la Sua volontà, la sofferenza mi rendeva debole. Quanto ero vigliacca. Poi ho pensato a mio marito che cercava di farmi rinunciare a Dio. Non gli importava che vivessi o morissi, mi aveva internata in un istituto psichiatrico e ora mi aveva anche picchiata. Ho visto veramente che era un demone che odiava Dio e Gli si opponeva. Ho ricordato queste parole di Dio: “I credenti e i non credenti non sono compatibili; anzi, sono opposti gli uni agli altri” (“Dio e l’uomo entreranno nel riposo insieme” in “La Parola appare nella carne”). Io e mio marito eravamo due persone diverse su due strade diverse. A prescindere da lui, avrei continuato a seguire Dio. Non mi sarei fatta frenare. Così gli ho detto: “Divorziamo. Tu segui la via mondana, alla ricerca di denaro, mentre io un cammino di fede. Siamo su strade diverse e non abbiamo nulla in comune. Hai paura per nostro figlio, quindi divorziamo, così la mia fede non avrà alcun impatto su di voi. Non ho bisogno dei nostri beni, ma solo di una stanza, un posto dove vivere, per seguire Dio”. Mi ha detto: “So che sei una brava donna. Non voglio il divorzio”. E io: “Se non vuoi il divorzio, allora lasciami libera. Sono una credente e tu non puoi ostacolarmi”. Allora lui: “Puoi avere la tua libertà, ma prima firma con me un accordo di rinuncia a Dio Onnipotente!” A quelle parole ho ribattuto: “Devo mantenere la mia fede, non posso farlo”. Lui è rimasto senza parole. Vedendo che non poteva impedirmi di credere, non mi ha più ostacolata tanto nel praticare la mia fede. Ho potuto vivere una vita di Chiesa e svolgere il mio dovere normalmente.

Una sera sono andata a parlare dell’irrigazione dei neofiti con una sorella che viveva vicino a me. Appena sedute, si è presentato mio figlio e le ha detto adirato: “Sei tu che hai convertito mia madre!” Poi ha tentato di colpirla. Mi sono gettata su di lui, per fermarlo. Lui mi ha trascinata a casa in un impeto di rabbia, dicendo: “Devi rinunciare alla fede. Leggi cosa dicono sul web della tua Chiesa!” Poi ha ripetuto alcune delle calunnie del Partito Comunista sulla Chiesa di Dio Onnipotente. E dopo ha urlato: “Papà, chiama il manicomio e rimandala lì dentro!” Mi sono sentita come se la testa stesse per esplodermi. Non avrei mai immaginato che mio figlio si sarebbe alleato con suo padre per allontanarmi dalla fede e conservare il lavoro. Orribile. Ho sentito mio marito chiamare l’ospedale, che ha replicato di non avere posti. Mio marito ha detto: “Chiamiamo la polizia e facciamola arrestare”. E mio figlio: “Non può stare rinchiusa lì. Teniamola in quella stanza buia dove allevavamo i conigli!” Mi ci hanno condotta di forza, hanno chiuso il cancello di ferro e sono andati via. Vedere mio marito e mio figlio ingannati dal Partito e così crudeli con me è stato davvero agghiacciante, e ho odiato il Partito Comunista dal profondo del cuore ancora di più. Ho pensato alle parole di Dio: “Da migliaia di anni questa è terra del sudiciume: è insopportabilmente sporca, la disperazione abbonda, i fantasmi scorrazzano in ogni dove, illudendo e ingannando, muovendo accuse prive di fondamento[1], rozzi e crudeli, mentre calpestano questa città fantasma disseminandola di cadaveri; il puzzo di putrefazione copre la terra e pervade l’aria, e la sorveglianza è strettissima[2]. Chi riesce a vedere il mondo al di là del cielo? Il diavolo si avvinghia stretto a tutto il corpo dell’uomo, gli cala un velo su entrambi gli occhi e gli sigilla ermeticamente le labbra. Il re dei demoni imperversa da diverse migliaia di anni e ancora oggi tiene sotto stretta sorveglianza la città fantasma, come se fosse un impenetrabile palazzo di demoni; […] Antenati dei tempi antichi? Amati condottieri? Si oppongono tutti a Dio! La loro intromissione ha lasciato tutto ciò che è sotto il cielo in uno stato di tenebra e caos! Libertà religiosa? I diritti e interessi legittimi dei cittadini? Sono tutti trucchi per coprire il peccato!” (“Lavoro e ingresso (8)” in “La Parola appare nella carne”). Il Partito arresta e perseguita i cristiani, diffonde voci e calunnie sulla Chiesa di Dio Onnipotente e coinvolge le famiglie dei credenti. Anche la mia è stata ingannata dal Partito e l’ha assecondato, cercando di impedirmi di credere in Dio, addirittura portandomi in un ospedale psichiatrico dove mi hanno tormentata e rinchiusa ancora una volta. Una famiglia perfettamente felice, ridotta così. Il Partito era la causa di tutto e io odiavo quel demone dal profondo del cuore.

Poco dopo, mio figlio si è seduto fuori dal cancello e mi ha detto: “Mamma, dovresti smettere di credere in Dio. Hai lavorato molto duramente quando eri in affari e finanziare la mia istruzione non è stato facile. Ora sto lavorando e ho dei soldi. Che ne dici se ti pago un viaggio?” A queste parole, ho capito che era un trucco di Satana, così ho risposto: “Prima di credere, volevo solo fare soldi. Era difficile e faticoso vivere così. Ora che ho trovato Dio e capito alcune verità, la mia vita è molto più libera e felice. Non potete lasciarmi in pace? Manterrò la mia fede anche se tu mi ripudi come madre e tuo padre divorzia da me. Persisto su questo cammino”. Lui non ha risposto nulla, se n’è andato e basta. Ero davvero grata a Dio per aver rafforzato la mia fede, e mi sentivo davvero in pace. Ho iniziato a cantare questo inno: “Vero Dio Onnipotente, il mio cuore appartiene a Te. La prigione può solo trattenere il mio corpo, ma non può impedirmi di seguirTi. È una strada accidentata e dolorosa, ma con le Tue parole non avrò paura. In compagnia del Tuo amore, il mio cuore è sazio” (“Una scelta priva di rimpianti” in “Seguire l’Agnello e cantare dei canti nuovi”). Potevo sentire Dio al mio fianco. Anche seduta in quella stanzetta buia dove non si vedeva nulla, non mi sentivo infelice. La mattina dopo, con mia sorpresa, mio figlio mi ha fatta uscire, dicendo: “Mamma, ti lasciamo in pace. Puoi fare quello che vuoi”. Ecco, ora Satana era stato svergognato e sconfitto, e ho reso grazie a Dio.

Affrontare l’arresto da parte del Partito e l’oppressione della mia famiglia mi ha mostrato l’essenza demoniaca del Partito, che avversa Dio, che arresta e perseguita i credenti e diffonde ogni sorta di bugie per ingannare la gente, istigando le famiglie dei credenti a ostacolare la loro fede. È il Partito a distruggere le famiglie dei cristiani. I miei familiari lo hanno seguito, interferendo con la mia fede per i propri interessi, e mi hanno anche fatto internare senza preoccuparsi della mia stessa vita. Ho visto pienamente la loro essenza avversa a Dio, e non lascerò mai più che mi ostacolino. Questa esperienza mi ha mostrato che solo Dio ci ama e può salvarci. Quando ero preda di miseria e disperazione, Dio con le Sue parole mi ha illuminata, confortata, incoraggiata, e guidata attraverso quei giorni difficili. Ora ho sperimentato personalmente che l’amore di Dio è più che reale, e voglio seguirLo e compiere il mio dovere. Non me ne pentirò mai.

Note a piè di pagina:

1. “Accuse prive di fondamento” si riferisce ai metodi di cui il diavolo si serve per danneggiare gli uomini.

2. “La sorveglianza è strettissima” indica che i metodi di cui il diavolo si serve per affliggere gli uomini sono particolarmente crudeli, e controllano a tal punto gli uomini che questi non hanno più spazio per muoversi.

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